Progetto DESERTEC

curioso77

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salve a tutti

ho recentemente letto, sui principali quotidiani online tipo corriere-repubblica, qualche articolo riguardante il progetto desertec.

Credo che il target sia coprire il 20% del fabbisogno europeo entro il 2020 (realistico?), con la prospettiva che se il sistema funzionasse, si potrebbe arrivare a quote decisamente piu' elevate di quel 20%.

Se non erro (ma correggetemi pure se sbaglio :D!) ci sono calcoli dell'agenzia aerospaziale tedesca secondo i quali basterebbe cablare il 3% delle superfici desertiche del pianeta per avere energia sufficiente a coprire il fabbisogno energetico mondiale (pur con una "desalinizzazione/utilizzo intensivo dell'acqua").

fonte: http://www.desertec.org/en/news/

A che punto si trova questo progetto? Qualcuno ha novita' precise al riguardo?

Il tutto deriva dal progetto di Priolo di Rubbia?

grazie per le eventuali risposte!
 
possibile che non si riesca mai a vedere in tv qualche approfondimento su questo progetto?

..
Se fai attenzione approfondimenti ne vedi molti in questo periodo.
La fascia sud del mediterraneo è il posto peggiore dove mettere i propri soldi.
Per parecchio sull'argomento si udranno solo chiacchiere. Se ti bastano.....
 
volendo si può fare tutto in casa propia il nord africa ha grosse potenzialità per il solare se investissero parte dei proventi che gli diamo per petrolio e gas nelle energie pulite potrebbero sganciarsi gradualmente dall'esaurimento delle risorse non vedo perchè rischiare per investire in una zona ad alto rischio senza nessuna ricaduta sul nostro territorio
 
Se fai attenzione approfondimenti ne vedi molti in questo periodo.

Se ti capitasse sotto il....video :D qualche link interessante, potresti postarlo, magari anche qua! ty

La fascia sud del mediterraneo è il posto peggiore dove mettere i propri soldi.

La situazione sociale-politica non è certo delle piu' semplici, questo è vero, ma il progetto potrebbe dare sviluppo-lavoro anche agli abitanti di quei paesi e placare gran parte dei conflitti sociali. Credo fortemente che il progetto potrebbe essere una manna per tutti, meno per chi attualmente guadagna a piene mani dal sistema energetico attuale


Per parecchio sull'argomento si udranno solo chiacchiere. Se ti bastano.....

Purtroppo concordo. Ci sono interessi mostruosi in ballo e almeno che i tedeschi non decidano che desertec sia la strada da battere con tutte le forze....almeno nel breve la vedo abbastanza dura.. spero di essere in errore
 
Se ti capitasse sotto il....video

Mi riferivo alle rivolte sociali che sono in corso nella zona prevista per desertec.
Non è il caso di disturbare you tube, basta il primo telegiornale che capita.

L'investimento, nel caso che andasse in porto, sarebbe colossale, grosse percentuali di PIL; è molto improbabile che i volponi della finanza ci mettano mano.
L'energia deve essere:
-Economicamente sostenibile per una larghissima fascia di popolazione
-Disponibile quando è necessaria
-Affidabile, nel senso che ci posso contare per un tempo ragionevolmente lungo.
Il progetto desertec deve dimostrare di essere economicamente sostenibile, di essere in grado di fornire con continuità quando richiesto e soprattutto fornire garanzie politiche dell'investimento.
Allo stato attuale la terza caratteristica manca del tutto
Sono escluse naturalmente le ipotesi di impiegare la forza, i tedeschi hanno brutti ricordi della Tunisia, nonostante Rommel.

Ciao
Tersite
 
Mi riferivo alle rivolte sociali che sono in corso nella zona prevista per desertec.
Non è il caso di disturbare you tube, basta il primo telegiornale che capita.Tersite

si, la situazione è drammatica....ma conoscendo i nostri governanti (non solo italici)....che le due cose non abbiano una qualche connessione? Avevo letto di intoppi e richieste eccessive da parte dei paesi ospitanti il progetto...di solito 2+2=4



L'investimento, nel caso che andasse in porto, sarebbe colossale, grosse percentuali di PIL; è molto improbabile che i volponi della finanza ci mettano mano.

anche questo è vero, ci sono in ballo cifre grandissime ma, almeno è la mia idea, preferisco spendere di piu' inizialmente che ritrovarmi (come nel caso del nucleare) con scorie per 10.000 anni a costi (sociali economici ambientali) neanche stimabili



L'energia deve essere:
-Economicamente sostenibile per una larghissima fascia di popolazione
-Disponibile quando è necessaria
-Affidabile, nel senso che ci posso contare per un tempo ragionevolmente lungo.

Per la sostenibilita' sarebbero da fare calcoli molto approfonditi, io non ho dati in merito quindi....qualsiasi cosa dico posso essere in errore. A livello di affidabilita', sembra che il raggiungimento di 500 gradi per il liquido salino consenta anche l'uso notturno del sistema. Per quanto concerne il tempo...finche' esistera' il sole....


Il progetto desertec deve dimostrare di essere economicamente sostenibile, di essere in grado di fornire con continuità quando richiesto e soprattutto fornire garanzie politiche dell'investimento.
Allo stato attuale la terza caratteristica manca del tutto
Sono escluse naturalmente le ipotesi di impiegare la forza, i tedeschi hanno brutti ricordi della Tunisia, nonostante Rommel.

Concordo col fatto che se non c'e' pace e stabilita' nei paesi ospitanti il progetto risulta difficile....ma di contro, se non porti sviluppo e benessere in quelle popolazioni, pace e stabilita' non ci saranno mai!

cmq grazie per la risposta, è sempre un piacere confrontarsi in maniera civile !
 
Ultima modifica:
A livello di affidabilita', sembra che il raggiungimento di 500 gradi per il liquido salino consenta anche l'uso notturno del sistema. Per quanto concerne il tempo...finche' esistera' il sole....
Per affidabilità intendevo che"ci posso contare per un tempo ragionevolmente lungo".
E per tempo lungo intendevo decenni.
Cioè se devo programmare un'attività industriale, aprire delle fabbriche, devo avere idee molto precise su quanta energia avrò a disposizione negli anni e a quale prezzo. Se devo aprire una gelateria non è un problema, per un'acciaieria il discorso cambia.

Ciao
Tersite
 
Certo. Se si sceglie di installare in zone desertiche bisogna fare i conti con la sabbia trasportata dal vento.
Trattandosi di un sistema a concentrazione l'efficienza degli specchi deve essere sempre al massimo, altrimenti non succede nulla.
Mentre per un FV comune i moduli opacizzati per sporcizia o altro possono togliere un, diciamo, 20 % di produzione e non succede altro, nel caso del termodinamico il cui fluido dovrebbe girare a 600° e gira solo a 480° non perdi solo il 20% ti si ferma tutto (o devi aiutarti con il gas).
Altro problema grave è che si ipotizza di mettere una valanga di soldi in paesi del tutto inaffidabili.
Qualcuno obietterà: ma da questi paesi il petrolio lo compriamo.
Vero, se il raiss di turno decide di nazionalizzare il petrolio al massimo ci rimettiamo il costo dei pozzi ed il petrolio andiamo a comprarlo da un'altra parte.
Nel caso di desertec l'investimento è molto, ma molto più consistente e non si può cambiare facilmente fornitore.

Ciao
Tersite
 
Beh anche gli investimenti in gasdotti non sono cosa da poco.

Attualmente utilizziamo i gasdotti: russo, algerino, libico, tutti paesi affidabili. :)

ciao
 
Neanche le linee di trasmissione di energia elettrica sono gratis.
E' il costo delle installazioni atte alla produzione di energia che sono decisamente diverse.
Poi l'opzione russa è un carta in più rispetto ai paesi arabi.
E c'è anche la possibilità di trasportare i prodotti per nave.


Ciao
Tersite
 
I generatori potrebbero essere di proprieta' dei paesi ospitanti del Nord Africa.
I paesi europei potrebbero fare contratti di acquisto decennali.

Dopo di che che tutto funzioni e si continui a vendere energia sarebbe di interesse soprattutto dei paesi ospitanti.

Un'idea potrebbe essere che i paesi ospitanti allochino parte del ricavato della vendita di gas e petrolio per la costruzione di queste centrali, in questo modo investirebbero nel futuro e gli investimenti esterni sarebbero ridotti.

Nessuno dice che sia facile.

ciao
 
Geniale! Loro ci danno il petrolio ed in cambio noi gli vendiamo gli specchi. Se fosse così approverei incondizionatamente.
Avrei qualche problema di coscienza perchè l'affare assomiglia molto al classico commercio di perline di antica memoria.
Pazienza...

Ciao
 
Se posso permettermi di spiegare la proposta di Toninon (che mi sembra ottima) non si tratta di chiedere "petrolio in cambio di specchi".
Si tratterebbe di "convincere caldamente" alcuni partners commerciali della zona ad evitare di investire i proventi delle vendite di gas e petrolio solo in prodotti finanziari, partecipazioni nelle banche occidentali e squadre di calcio europee, ma ad investirli anche in strutture industriali (perchè tali sono quelle del desertec) che possono dare lavoro e ricchezza anche alla gente comune e non solo alla famiglia del rais di turno!
Ovviamente da parte dell'Europa ci dovrà essere una garanzia di partnership e sopratutto di assorbimento della ricchezza energetica così prodotta.
E' così che funzionano gli scambi commerciali mutualmente vantaggiosi. Se ognuno si limitasse a cercare di farsi da sè cosa gli serve perchè non si fida dei vicini i francesi mangierebbero solo rane, i tedeschi patate e noi rape. :)
 
Si tratterebbe di "convincere caldamente" alcuni partners commerciali della zona ad evitare di investire i proventi delle vendite di gas e petrolio solo in prodotti finanziari, partecipazioni nelle banche occidentali e squadre di calcio europee, ma ad investirli anche in strutture industriali (perchè tali sono quelle del desertec) che possono dare lavoro e ricchezza anche alla gente comune e non solo alla famiglia del rais di turno!
Adoro discutere con gli ottimisti, mi sta bene anche avere torto!
Le economie occidentali si sono industriate a fare in modo che i venditori del petrolio sprecassero in attività discutibili gli enormi introiti.
Buona parte perlomeno.
Con 50 giorni di introiti petroliferi della sola Italia i signori dell'OPEC possono comprare in borsa il controllo di FIAT; per comprare ENEL ce ne vogliono 100.
Qualche anno e sarebbero padroni assoluti dell'economia italiana.
Esattamente come sta succedendo fra Cina e USA.

Finora siamo riusciti ad intortarli, sono convinto che continueremo a farlo (lo spero anche un pochino), rimandando a tempi migliori la fratellanza universale.

Ciao
Tersite
 
Se posso permettermi di spiegare la proposta di Toninon (che mi sembra ottima) non si tratta di chiedere "petrolio in cambio di specchi".
Si tratterebbe di "convincere caldamente" alcuni partners commerciali della zona ad evitare di investire i proventi delle vendite di gas e petrolio solo in prodotti finanziari, partecipazioni nelle banche occidentali e squadre di calcio europee, ma ad investirli anche in strutture industriali (perchè tali sono quelle del desertec) che possono dare lavoro e ricchezza anche alla gente comune e non solo alla famiglia del rais di turno!
E' proprio questo il punto debole. I proventi di gas e petrolio possono andarsene nelle banche estere, su conti intestati al raìs di turno, mentre gli specchi del Desertec non se li potrebbe portare via quando fosse costretto a scappare...

Ma siamo ottimisti: l'Europa potrebbe convincere l'Algeria (diciamo) a investire nel Desertec una parte dei proventi del petrolio e del gas in cambio di un piccolo aumento del prezzo che servirebbe a coprire parte degli investimenti. Cioè gli investimenti sarebbero condivisi. In cambio l'energia alettrica prodotta sarebbe venduta a prezzo ridotto.

Vantaggi per l'Europa: aumento dell'occupazione, che è un problema cruciale. Graduale restituzione della sua parte di investimenti attraverso le commesse, perchè l'Algeria (diciamo) non ha la tecnologia necessaria. E acquisto di energia a prezzo ridotto.

Guadagni per l'Algeria (diciamo) e per l'eventuale raìs: aumento degli introiti dalla vendita di gas e petrolio (e degli eventuali fondi trasferiti in Svizzera; ma quello è un problema loro)

Garanzie per l'Europa: che gli impianti sarebbero in Algeria (diciamo); se il fornitore alzasse i prezzi l'Europa potrebbe sempre comprarsi l'energia altrove lasciando gli algerini (diciamo) a manutenersi gli impianti e a cercarsi un altro cliente.
 
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