Puffer tank in tank o serpentina?


Come non tutte le caldaie sono uguali, così anche gli accumulatori non sono uguali.
Come sempre dipende dalla qualità, dove per qualità del tubo corrugato si deve intendere: il diametro del tubo inox corrugato, lo sviluppo lineare e di conseguenza la quantità d'acqua contenuta nel suo interno. Per l'accumulo invece si deve valutare il tipo d'isolante e il suo spessore, senza dimenticare il dato indicato dal "conto della serva", il peso dell'accumulo.
Se ho ben capito mi sembra che si vuole mettere una caldaia a biomassa da 25kw ?
Se è così il volume è ridotto, si dovrebbe mettere un volume di almeno 55L/kW installato per la legna e 25L/kW per il pellet, meglio sarebbero 75-100L/kW x legna e 35/45 per il pellet.
Se così fosse per 25kW è consigliato mettere un volume minimo di 1250L, meglio un 1500L.
Per la produzione di acqua sanitaria con un 1500L ci sono circa 50L disponibili.
 
Buongiorno
gli svantaggi della produzione di acqua sanitaria con il sistema “Tank in Tank”, rispetto al sistema a spirale, presenta diversi svantaggi, i principali sono:
- minor quantità d’acqua riservata al riscaldamento, a parità delle medesime dimensioni esterne
- grande volume dedicato alla produzione di acqua sanitaria con conseguente aumento del consumo di combustibile per il mantenimento della temperatura
- caduta di temperatura dovuta alla miscelazione con l’acqua fredda in entrata. Il simultaneo afflusso di acqua fredda, conseguente al prelievo di quella calda, crea moti convettivi all’interno del boiler e ne abbassa la temperatura media attorno ai 40÷45°C, il suo reintegro richiede tempi lunghi
- la formazione di calcare, sulla superficie interna del bollitore, avviene con disuniformità di spessore il che comporta notevoli variazioni della temperatura, da punto a punto, con conseguenti sollecitazioni differenziate del metallo che ne influenzano la stabilità e la durata
- il deposito calcareo ha un alto potere isolante, il che comporta un notevole minor scambio termico tra le superfici, con conseguente necessità di avere una temperatura più elevata e quindi un maggior consumo di combustibile
- Il fenomeno dell’incrostazione e corrosione è un fenomeno intrinsecamente inscindibile, in quanto la formazione di depositi calcarei sulle superfici metalliche ne favorisce la corrosione rendendo necessari maggiori interventi di manutenzione e/o sostituzione di componenti, se non la sostituzione del sistema stesso
- Condizioni favorevoli alla proliferazione del batterio della legionella, dovute a:
?- il grande volume d’acqua accumulato (140÷ 420L), il suo lento ricambio e la presenza di zone stagnanti
?- la superficie interna del bollitore resa scabrosa dal deposito di calcare è un supporto ideale per il suo sviluppo
?- la temperatura ottimale di sviluppo del batterio compresa tra 25÷ 42°C (la crescita dei batteri è massima a circa 37°C) rende necessario sottoporre l’acqua a dei cicli termici di disinfezione, con temperature >60°C

Per meglio capire il fenomeno è opportuno soffermarci un attimo sui moti convettivi che si generano in un contenitore quando viene riscaldato.
I moti convettivi sono determinati dalla differente densità dell'acqua calda rispetto a quella fredda, infatti aumentando la temperatura l'acqua si dilata e aumentando il volume diminuisce la sua densità. La conseguenza è che l'acqua a contatto con il fondo riscaldato, essendo più calda è meno densa, tende a salire, a sua volta quest’acqua più calda lascia il “posto libero” a quella più fredda posta più in alto, che essendo a sua volta più fredda, e quindi più densa, tende a scendere.
Il fenomeno ha origine solo se viene scaldato il liquido nella parte inferiore, infatti se venisse scaldato nella parte superiore non si potrebbe innescare il movimento perché l’acqua calda essendo già in alto non saprebbe dove andare.
Tornando alle considerazioni riferite al “Tank in Tank” essendo il serbatoio della sanitaria posto a “bagno maria”, in un altro serbatoio più grande e più caldo, tende a scaldarsi uniformemente in tutto il suo volume e quindi non avendo una differenza di temperatura in verticale non si potrebbe innescare il fenomeno.
Inoltre se per qualsiasi fortuito motivo questi moti potessero generarsi, la parte di acqua posta negli angoli verrebbe minimamente coinvolta e la sua temperatura sarebbe sempre inferiore a quella media di quella contenuta nel resto del serbatoio.
 

Allegati

  • Moti convettivi_r.jpg
    Moti convettivi_r.jpg
    57.3 KB · Visualizzazioni: 0
?- la temperatura ottimale di sviluppo del batterio compresa tra 25÷ 42°C (la crescita dei batteri è massima a circa 37°C) rende necessario sottoporre l’acqua a dei cicli termici di disinfezione, con temperature >60°C[/QUOTE] Ok per la formazione di calcare. Ma la storia della disinfezione non l'ho capita. Una caldaia a biomassa è sempre a T superiori di 60 gradi.
 
FaGa, la caldaia si, ma il puffer magari no. D'estate con l'acqua a 45°C. ti lavi ancora facilmente eppure dentro un tank che "ristagna" è più facile che si sviluppino colonie batteriche. Almeno questo è quel che mi sembra di capire.
 
?- la temperatura ottimale di sviluppo del batterio compresa tra 25÷ 42°C (la crescita dei batteri è massima a circa 37°C) rende necessario sottoporre l’acqua a dei cicli termici di disinfezione, con temperature >60°C
Ok per la formazione di calcare. Ma la storia della disinfezione non l'ho capita. Una caldaia a biomassa è sempre a T superiori di 60 gradi.[/QUOTE]

Il discorso era riferito alla produzione della sanitaria, ma anche le caldaie a legna possono andare sotto ai 60°C, ad esempio con i pannelli radianti a me capita spesso di andare sotto ai 60°C e anche per diverso tempo.
Essendo combinati d'estate con il riscaldamento spento forse si potrebbe verificare di scendere sotto e magari di restarci per diverso tempo.
 
Invece di generalizzare, portiamo degli esempi concreti con T e tempi abbastanza precisi.

Le centraline evolute, solitamente, attivano un sistema di riscaldamento antilegionella in un boiler una volta alla settimana portando il tutto a 60 gradi.

Nel caso di un puffer tank in tank o pipe in tank con la caldaia a legna l'antilegionella è garantita tutti i giorni durante il periodo del riscaldamento.

Nel caso si usi la caldaia a legna anche d'estate per la produzione di ACS l'antilegionella si avrà al momento dell'accensione caldaia e presumibilmente si dovrebbe riaccenderla/riavviarla con T alta puffer almeno intorno ai 50 gradi.

Se parliamo di caldaia a pellet, possiamo pensare di impostare una T della caldaia magari inferiore agli 80 gradi ma comunque superiore ai 65 altrimenti il nostro impianto a biomassa funzionerà a c.....

Diverso è il discorso quando c'è l'impianto a pavimento ma i nostri vicini nordici anche qui dicono che con un puffer con produzione sanitaria sarebbe buona cosa intervenire come sopra descritto.

Poi ognuno è libero di utilizzare il suo impianto come meglio crede.
 
Tutto vero, ma d’estate con la sola caldaia a legna chi mi garantisce che una centralina evoluta sia in grado di assicurarmi un ciclo di disinfezione o di riaccensione quando serve?
D’altronde in un tank in tank di 2000L dove ho a disposizione 300/350L di sanitaria a 50°C hai voglia a fare docce prima di avere la sensazione della necessità di riavviare il sistema.
E’ bene non dimenticare, cito fonte, che “… Il controllo della contaminazione da Legionella negli impianti idrici degli edifici, tra cui alberghi, ospedali e case di cura, rappresenta un problema di notevole rilievo per la trasmissione della Malattia dei legionari, grave polmonite causata da questo microrganismo, di cui in Italia sono stati notificati nel 2014 oltre 1.450 casi, con una letalità che varia dal 10% al 44% per i casi comunitari e nosocomiali rispettivamente …”
 
per evitare qualsiasi problema, piastra di scambio
se invece si monta solare termico, nessun problema

come sempre.... ogni impianto è come un vestito, vanno prese le "misure" per realizzare un bell'insieme....
 
Tutto vero, ma d’estate con la sola caldaia a legna chi mi garantisce che una centralina evoluta sia in grado di assicurarmi un ciclo di disinfezione o di riaccensione quando serve?
D’altronde in un tank in tank di 2000L dove ho a disposizione 300/350L di sanitaria a 50°C hai voglia a fare docce prima di avere la sensazione della necessità di riavviare il sistema.
E’ bene non dimenticare, cito fonte, che “…

buongiorno Giancarlo

mi aggancio al tuo discorso per dire che , a seconda della caldaia che utilizziamo , possiamo avere o un sistema di visualizzazione delle condizioni/ lavoro caldaia in casa oppure nel caso di impianto molto semplice , portare un banale segnale visivo in casa , che al di sotto di una certa T ci avvisa che è arrivata l'ora di riaccendere la caldaia .

inoltre , per far crescere il nostro mondo , sarebbe bene citare sempre l'origine delle fonti : ad esempio il sito o il giornale o altra fonte da cui si attingono le notizie .
saluti .
 
Ciao a Tutti...:)
Legionella negli impianti idrici degli edifici, tra cui alberghi, ospedali e case di cura, rappresenta un problema di notevole rilievo per la trasmissione della Malattia dei legionari
Ciao Giancarlo, ritengo che la legionella in un impianto di ACS domestico TiT "vissuto", sia in realtà un falso problema.
Diverso sarebbe su grossi impianti (come quelli citati) dove sono soggetti a norme igienico sanitarie più rigide o in impianti domestici vissuti a spot (es. casa al mare).
Comunque se uno vuole stare al sicuro, può optare per il PiT o scambiatore a piastre, tra questi ultimi due sistemi prediligo il PiT per la semplicità e l'economicità d'impianto.

Saluti
 
Ultima modifica:
Portale dell'iss:

(i numeri non tornano con quelli riportati da Giancarlo.... i casi sono molti meno di quelli da lui citati)

(9 aprile 2015) Malattia dei legionari in Europa: dall’Ecdc i dati del 2013
Nel 2013, i 28 Paesi dell’Unione europea e la Norvegia, hanno segnalato un totale di 5851 casi di malattia dei legionari. L’83% dei casi è stato segnalato da sei Paesi (Francia, Italia, Spagna, Germania, Olanda e Regno Unito). La fascia d’età più colpita è quella degli ultra 50enni (81%) e il rapporto maschi/femmine è pari a 2,4:1. Il tasso grezzo di mortalità nel 2013 risulta pari al 10%, in linea con il dato registrato negli anni precedenti. La malattia è di origine comunitaria nel 73% dei casi, associata a viaggi nel 19% e di origine nosocomiale nell’8%. È quanto emerge dal rapporto annuale “Legionnaires’ disease in Europe, 2013” (pdf 2,1 Mb) pubblicato ad aprile 2015 e relativo all’attività di sorveglianza della rete EldsNet (European Legionnaires’ Disease Surveillance Network) coordinata dall’Ecdc.
 

ULTIMI MESSAGGI

Sezioni in Evidenza

Fotovoltaico Aspetti Tecnici, Bancari e Legislazione Isolamento, insuflaggi e Cappotti Tecniche e materiali per l'efficienza termica Riscaldamento e Raffrescamento Soluzioni a Legna, Pellet e Pompe di Calore Ossidroelettrico La nuova fonte di energia dall'infrarosso

I nostri Social

Indietro
Top Bottom