perchè accanirsi cosi tanto con la modulazione e la Pmin?
Secondo me ci sono altri aspetti più importanti...
Torno sull'argomento perchè ripensavo a un calcolo empirico...
Considerando che sostituirò la vecchia caldaia tradizionale con una caldaia a condensazione su un impianto a termosifoni tradizionale, dovrò cambiare le mie abitudini di consumo (leggi: funzionamento della caldaia) per permettere alla stessa di rendere al meglio e farmi risparmiare, ovvero la più bassa temperatura di mandata possibile (testato per la mia abitazione 40 mandata 30 ritorno) per generare il più possibile recupero dalla condensa. Di conseguenza: aumentare il tempo di accensione della stessa nei periodi di maggior fabbisogno, fino al max di 24h/24.
I miei massimi consumi mensili negli anni (dicembre/gennaio) si attestano sui 400 mc di metano, considerando un fattore di rendimento del 90% (e sono buono) della vecchia caldaia, e moltiplicando per 10 rapporto mc/kw, dividendo per giorni e per ore, vado ad ottenere: 400 x 0,9 x 10 / 30 / 24 = 5 Kwh di fabbisogno termico per la mia abitazione. Quindi, in teoria, una caldaia a condensazione che abbia Pmin 5 kw non dovrebbe fare "quasi mai" ON/OFF e lavorare in condizioni ottimali. E qui, qualsiasi caldaia a condensazione "base", come la Ciao Green Beretta 24 o la Vaillant Ecotec Pro 23 hanno Pmin di 5 kw.
Di contro però, i mesi "intermedi" con consumi minori sui 150/200 mc/mese, per far si che la caldaia lavori sempre alle più basse T di mandata e con minori ON/OFF possibili avrebbero fabbisogno perlomeno dimezzato, sui 2.5 kwh. Quindi una Pmin di 2.8 / 3 come la Exlusive Green o la Ecotec Plus, potrebbero produrre minori ON/OFF e rendimenti maggiori?
La spesa di anche centinaia di euro in più di differenza per caldaie a modulazione maggiore, si riscontrerebbe secondo voi nei consumi?
Grazie e se ho fatto troppa teoria o calcoli sbagliati, fatemelo volentieri presente. Grazie.