shaunwhite
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Ciao a tutti, è la prima volta che scrivo qui, anche se vi seguo da un po' di tempo. Avrei bisogno del vostro aiuto per schiarirmi le idee su un impianto di raffrescamento per la nuova casa che stiamo costruendo. I miei dubbi nascono da un'esperienza non del tutto positiva con il mio attuale appartamento, quindi vi racconto brevemente la situazione.
La mia esperienza attuale
Vivo in un appartamento del 1970 con mia moglie. Quando è stato ristrutturato, lei non aveva esperienza e ha delegato tutto a suo zio e suoi collaboratori. La casa non ha cappotto esterno e hanno installato una pompa di calore (PDC) Buderus con riscaldamento a pavimento e raffrescamento con quattro fancoil idronici. Questo tipo di impianto era stato scelto in quanto l'appartamento non aveva la predisposizione per il gas e quindi pe mantenere le spese basse di ristrutturazione hanno pensato di fare casa 100% elettrica.
Questi i dati della casa vecchia:
Per il riscaldamento l'impianto funziona abbastanza bene, ma il problema principale è il raffrescamento. L'appartamento è esposto al sole su tutti i lati e in estate raggiunge facilmente i 32°C. Anche con l'impianto acceso 24 ore su 24, riusciamo a scendere al massimo a 26-27°C nelle giornate più calde.
Per ottenere un po' di fresco, devo impostare la temperatura dell'acqua di mandata al minimo (9-10°C), ma questo causa un problema: si forma muffa copiosa nelle alette dei fancoil, costringendomi a pulirli molto spesso. Inoltre, la PDC continua a funzionare anche quando i fancoil sono spenti. Questa esperienza mi ha creato molte incertezze per il nuovo progetto.
La nuova casa: progetto e dubbi
Ora stiamo costruendo una villetta singola su due piani. Ecco le sue caratteristiche principali:
Tuttavia, riflettendoci, mi sono sorti nuovi dubbi.
Optare per una soluzione ad acqua collegata alla PDC (sia fancoil idronici che raffrescamento a pavimento) semplificherebbe l'impianto, evitando l'installazione di una seconda unità esterna per gli split. So che il raffrescamento a pavimento richiede un controllo sull'umidità, ma ho letto che mantenendo la temperatura dell'acqua tra i 18 e i 20°C si può evitare il problema della condensa.
Sono un po' confuso e spero che possiate darmi qualche consiglio per capire qual è la soluzione migliore per la mia situazione.
Grazie mille a tutti per l'aiuto!
La mia esperienza attuale
Vivo in un appartamento del 1970 con mia moglie. Quando è stato ristrutturato, lei non aveva esperienza e ha delegato tutto a suo zio e suoi collaboratori. La casa non ha cappotto esterno e hanno installato una pompa di calore (PDC) Buderus con riscaldamento a pavimento e raffrescamento con quattro fancoil idronici. Questo tipo di impianto era stato scelto in quanto l'appartamento non aveva la predisposizione per il gas e quindi pe mantenere le spese basse di ristrutturazione hanno pensato di fare casa 100% elettrica.
Questi i dati della casa vecchia:
- Anno costruzione 1970
- 95 metri quadri netti
- No cappotto esterno
- Non era presente il gas e quindi per risparmiare su costi tubature varie e nuovo allacciamento gas hanno deciso di installare PDC Buderus con riscaldamento a pavimento e raffreddamento con 4 fancoil a parete idronici
- Nuovi infissi in pvc a triplo vetro
- Esposizione al sole su tutti i lati della casa dalla mattina alla sera
Per il riscaldamento l'impianto funziona abbastanza bene, ma il problema principale è il raffrescamento. L'appartamento è esposto al sole su tutti i lati e in estate raggiunge facilmente i 32°C. Anche con l'impianto acceso 24 ore su 24, riusciamo a scendere al massimo a 26-27°C nelle giornate più calde.
Per ottenere un po' di fresco, devo impostare la temperatura dell'acqua di mandata al minimo (9-10°C), ma questo causa un problema: si forma muffa copiosa nelle alette dei fancoil, costringendomi a pulirli molto spesso. Inoltre, la PDC continua a funzionare anche quando i fancoil sono spenti. Questa esperienza mi ha creato molte incertezze per il nuovo progetto.
La nuova casa: progetto e dubbi
Ora stiamo costruendo una villetta singola su due piani. Ecco le sue caratteristiche principali:
- Superficie: circa 45 mq per piano.
- Isolamento: muri da 30 cm con cappotto esterno in EPS da 14 cm.
- Riscaldamento: a pavimento.
- Pompa di calore: Baxi da 8 kW.
- Fotovoltaico: 5,4 kW (con l'obiettivo di aggiungere un accumulo da 10 kW).
- Infissi: in pvc triplo vetro
- Evitare la muffa: volevo scongiurare il problema della muffa che ho avuto con i fancoil idronici.
- Flessibilità: vivendo la casa principalmente la mattina e la sera, mi piaceva l'idea di poterli accendere e spegnere rapidamente, senza doverli tenere in funzione H24.
Tuttavia, riflettendoci, mi sono sorti nuovi dubbi.
- Sia io che mia moglie stiamo bene con una temperatura interna di 26°C.
- La nuova casa avrà un ottimo isolamento, quindi il carico termico sarà molto più basso.
Optare per una soluzione ad acqua collegata alla PDC (sia fancoil idronici che raffrescamento a pavimento) semplificherebbe l'impianto, evitando l'installazione di una seconda unità esterna per gli split. So che il raffrescamento a pavimento richiede un controllo sull'umidità, ma ho letto che mantenendo la temperatura dell'acqua tra i 18 e i 20°C si può evitare il problema della condensa.
Sono un po' confuso e spero che possiate darmi qualche consiglio per capire qual è la soluzione migliore per la mia situazione.
Grazie mille a tutti per l'aiuto!