A mio parere andare a votare al referendum dovrebbe essere prima di tutto un DOVERE e poi un diritto. Questo in quanto esiste un quorum che, se non raggiunto, vanifica la volontà di chi si è messo in gioco ed è andato a votare.
Proprio per questo è un diritto e non un dovere. Se ci fosse il dovere di andare a votare, non si parlerebbe di quorum. Queste sono le regole, la costituzione non l'ho fatta io, e ci si attiene.
Ricordo inoltre che il referendum è uno strumento che nasce da iniziative di singoli, e non è un evento istituzionale come possono essere le elezioni di qualsivoglia tipo. Nessuno può obbligarmi a votare su qualcosa su cui non ho competenze specifiche (andate a guardarvi gli argomenti degli ultimi 20 anni).
La storia ha insegnato che l'istituto referendario in Italia funziona solo quando si vuole che funzioni... nello specifico ha operato bene solo quando hanno vinto i NO (divorzio, aborto, il nucleare dell'87 ha semplicemente pescato nel nostro tipico dolce far niente).
Referendum vinti dai sì?
Abolizione del ministero dell'agricoltura (regolarmente presente)
Responsabilità civile dei magistrati (qualcuno ha mai sentito parlare di un giudice punito con un'ammenda per un errore giudiziario?)
Senza parlare di quelli come l'abolizione della servitù degli elettrodotti, ecc... su cui anche coloro che adesso invitano a votare allora dissero di astenersi (2003, non un'epoca fa, se volete vi mostro i manifesti).
Questi poi saranno abbastanza inutili...
1. Nucleare: si va ad abolire una norma non più esistente (con tutti i pasticci che ne seguiranno), non cambierà nulla.
2. Acqua 1/2: non cambierà nulla, ma possiamo anche discuterne. Sul primo dei due, perchè il secondo è ridicolo: una TARIFFA, qualunque sia, dovrà pur esistere, e anche remunerativa, altrimenti gli interessi alle banche per le opere di miglioramento dei nostri acquedotti chi li paga? In qualche modo se questa legge verrà abrogata dovranno farne un'altra del tutto simile.
3. Legittimo impedimento: si va ad abrogare una legge che comunque scadrà ad ottobre (per come è fatta non è reiterabile, ricordate?).
L'istituto referendario andrebbe pesantemente ripensato.
Prima di tutto, che possa agire su elementi di economia reale, come l'introduzione/abolizione di imposte e tasse
Poi che sia propositivo
E poi a questo punto, che non abbia più il quorum (il che viene come conseguenza dei primi due).
Oggi come oggi chi andrà a votare andrà a votare credendo di fare un dispiacere al governo... altra stortura di questo sistema in cui niente è quello che deve essere.