Be vuoi un consiglio il recipiente è l'ultimo dei problemi, trovi cose che possono andare bene anche al supermercato, barattoli e contenitori per pasta. Un paio di consigli non usare la CC ma AC radrizzata con un ponte e senza condensatore, se poi riesci anche a modulare l'ampiezza ancora meglio, gli elettrodi mettili unos sotto(-) l'altro sopra (+) e fa in modo che il rapporto di superfice sia molto alto 1:1000. cosi non si consumeranno.
Per ultimo occhio stai lavorando con materiale pericoloso, 220v e quindi usa le dovute precauzioni.....
Ciao.
ciao gabrichan
ti ringrazio per i consigli ma ho già compiuto decine e decine di esperimenti con contenitori improvvisati. Non ricordo più quanti barattoli in vetro ho rotto

Quello che vorrei fare adesso è un prototipo decente, che garantisca un minimo di sicurezza e sopratutto deve essere versatile e facilmente modificabile .
Devo sopratutto risolvere alcuni problemi fondamentali :
1-Tenere separato il plasma, e gli elettrodi, dai gas generati ; come ben sai sono altamente esplosivi!
2- la cella deve essere facilmente smontabile in modo da cambiare configurazione
senza perdere troppo tempo
3- La cella deve essere robusta , non è possibile rompere ogni volta un barattolo dietro
cui ho perso tempo ad adattarlo e modificarlo , solo perchè una goccia di metallo fuso arriva sul fondo , inizialmente avevo adottato un anodo a coppa ed ogni eventuale goccia ricadeva sull' anodo salvando il barattolo , però sono vincolato..
4- La cella deve essere CHIUSA ma non in pressione per poter effettuare misure calorimetriche e quantificare i gas generati
con una cella decente si può cominciare a pensare all' alimentazione..
ciao