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Rinnovo Concessioni


barin

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30 Aprile 2008
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Belluno
Nel caso di rinnovo di grandi derivazioni, quali secondo voi potrebbero essere i parametri che possono far propendere per la selta di un concessionario rispetto ad un altro? Cioè, se voglio subentrare a un concessionario e supponiamo ci sia un bando di gara, quali sono i parametri su cui puntare oltre a un migliore utilizzo in termini di rendimento della risorsa? Lo stesso discorso secondo me lo si può fare per le domande in concorrenza.
 
Ciao Barin,
rispondo inizialmente con una domanda : come puoi pensare di ottenere una risposta univoca e soprattutto certa?
Oltre al miglior sfruttamento della risorsa a disposizione, con il minor impatto ambientale, francamente nn vedo altro.
Posso ipotizzare che diventa difficile subentrare ad un altro concessionario se questi nn rinuncia espressamente........ poi Ti puoi sempre attaccare al detto che "chi ha piu' filo fa piu' tela", capito?
ciao car.boni
 
per il mio modesto parere i parametri dovrebbero essere quelli all'art 9 commi 1, 1bis e 1ter del RD 1775/33
 
interessato alle domande in concorrenza??? ;-)
Non sono interessato alle domande in concorrenza, anche se la tua supposizione è più che motivata...
Come dicevo, l'interesse è per il rinnovo delle grandi derivazioni. Supponiamo che una concessione scada. La regione fa un bando di gara a cui qualsiasi soggetto può partecipare il cui scopo è assegnare la concessione. Quali possono essere i parametri in base ai quali giudicare la bontà delle proposte e quindi assegnare la concessione? Capisco che chi ne era titolare è in qualche modo avantaggiato, ma cosa potrebbe far propendere dal lato tecnico e anche economico per una diversa soluzione? Ovviamente escludendo un rialzo del canone corrisposto altrimenti ci si dissangua... Ogni suggerimento è ben accetto!
 
.......Supponiamo che una concessione scada. La regione fa un bando di gara a cui qualsiasi soggetto può partecipare il cui scopo è assegnare la concessione. ........


Buongiorno Barin,
secondo me la seconda affermazione e' sbagliata in quanto questa opzione la si ha solamente quando il concessionario rinuncia in modo esplicito alla concessione.
Chi ha la concessione chiede con anticipo il rinnovo e l'Ente preposto al 90% gliela rinnova. Il restante 10%, per chiarezza, rappresenta il rischio in cui l'Ente nn intende rinnovare la concessione a NESSUNO con le doverose motivazioni.
Sempre secondo il mio modo di vedere ritengo questo esercizio un inutile perdita di tempo e di denaro.
ciao car.boni
 
Forse hai ragione in tema di piccole derivazioni, ma per quanto riguarda le grandi prova a vedere cosa stanno proponendo in Lombardia.
 
ha ragione Barin,
è argomento scottante e anche per questo poco approfondito, ma in teoria il rinnovo della concessione non dovrebbe più esistere e l'impianto a fine concessione dovrebbe andare a gara. mi pare che la cosa interessi ugualmente grandi e piccole derivazioni
 
Mi permetto di "riesumare" questa vecchia discussione senza aprirne una nuova.

La domanda è questa:

Se per ipotesi oggi ottenessi una concessione di 10 anni per lo sfruttamento di un salto e costruissi tutte le opere necessarie,
se allo scadere dei 10 anni qualcun'altro si aggiudicasse la concessione, di chi sarebbero le opere?

Che dovrei fare, smontarmi la turbina e rivenderla??
 
Dipende da quello che c'è scritto nel disciplinare.
Spesso c'è scritto che dovresti smontare anche le opere di presa e di ripristinare l'alveo del fiume o canale come in precedenza.
Cosa che nn si fa quasi mai e di fatto gli edifici costruiti sopra un alveo di un fiume senza concessione di derivazione per uso idroelettrici sono di fatto degli edifici e opere abusive.
Ma tant'è in Italia funziona così e a volte certi comuni che sono i proprietari delle opere , avute in gestione da municipalizzate ecc, rivendicano diritti quando in realtà hanno in gestione delle opere abusive senza permesso.
Tornando alla tua questione, premesso che è difficile essere scalzati da un sito se si hanno le carte a posto, dipende da quanto scritto nel disciplinare.
Buona fortuna
RemTechnology
 
discussione interessante, provo ad inserire un altro spunto: quando è presente una concessione ma non viene sfruttata, ad esempio centrali ferme e in disuso da qualche anno (quelle piccole per enel o di vecchi stabilimenti tessili), si può richiedere una sorta di "riassegnazione" in quanto lo sfruttamento della risorsa non avviene?
 
..........quando è presente una concessione ma non viene sfruttata, ad esempio centrali ferme e in disuso da qualche anno (quelle piccole per enel o di vecchi stabilimenti tessili), si può richiedere una sorta di "riassegnazione" in quanto lo sfruttamento della risorsa non avviene?

Ciao Dharma,

-se il titolare della concessione paga regolarmente i canoni (situazione rara ma possibile) senza utilizzarla nn si puo' fare nulla. Nn esiste nessun obbligo allo sfruttamento ma solo la corresponsione dei canoni.

-se la concessione e' scaduta nn vedo come puoi ottenerla senza passare da chi l'aveva e concordare con lui una cessione di alcune parti indispensabili alla realizzazione di un impianto (opera di presa, canale, locali ecc)

Come vedi le possibilita', in qualunque situazione Ti trovi, sono nulle senza un accordo.
ciao car.boni
 
-se il titolare della concessione paga regolarmente i canoni (situazione rara ma possibile) senza utilizzarla nn si puo' fare nulla. Nn esiste nessun obbligo allo sfruttamento ma solo la corresponsione dei canoni.

Il disciplinare di concessione rilasciato ad uso idroelettrico prevede che venga sfruttata la risorsa idrica, altrimenti non ha senso che esista (fosse così potrei richiedere tutte le possibili concessioni su un fiume e non realizzare mai nulla, aspettanto il "pollo" che mi paga la concessione). L'ente preposto, province, non dovrebbero anche valutare i benefici e gli impatti ambientali legati alla concessione? e se questa risulta solo impattante ma livello di benefici (produzione energetica) non porta nulla? proverò a chiedere in provincia.


-se la concessione e' scaduta nn vedo come puoi ottenerla senza passare da chi l'aveva e concordare con lui una cessione di alcune parti indispensabili alla realizzazione di un impianto (opera di presa, canale, locali ecc)

Se la concessione è scaduta e ne presento una nuova non posso chiedere l'esproprio della zone che intendo utilizzare e quindi eventualmente il canale e le opere già esistenti? non so i disciplinari vecchi ma se in questi fosse presente l'obbligo di ripristino dell'alveo forse conviene al vecchio concessionario farsi espropriare che non ripristinare il tutto.
 
Buongiorno Dharma,
innanzi tutto bisogna precisare una cosa : un conto e' la teoria ed un conto e' la pratica.
Sono a conoscenza di un caso dove un concessionario (siamo all'inizio del secondo trentennale) che nonostante l'impianto, seppur piccolo, sia fermo continua a pagare regolarmente da anni i canoni.
Nessuno gli puoi dire niente anche perche' il tipo potrebbe sempre dire che sta valutando, pensando e progettando nuove idee. E tu cosa gli contrapponi?
Secondo caso. Esistono decine di situazioni (per nn dire tutte) dove il canale ed il fabbricato di centrale sono su suolo privato. Vuoi espropriare? Passano 20 anni, nn ottieni nulla e ci rimetti tempo e soldi. Meglio tentare un accordo.
Poi il mondo e' bello perche' ci sono tante teste e tante idee, ognuno sceglie la strada che ritiene piu'
giusta.
ciao car.boni
 
In merito al rinnovo di grandi derivazioni, ma anche di piccole, se queste funzionano e i titolari pagano regolarmente il canone, la giurisprudenza si è espressa piu' volte sul fatto della concorrenza.
Di fatto ha agevolato gli utenti in essere sempre che non venissero presentati progetti in concorrenza ch sfruttassero in maniera palesemente diversa e migliore (secondo quant oprevisto dal RD 175) la risorsa, cosa che nella maggior parte delle casistiche non accade.
Quindi mettersi a fare concorrenza a grandi derivazioni in scadenza di certo personalmente mi farebbe pensare (oltre al fatto della correttezza di un tale gesto)
 

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