Riscaldamento di un puffer


posko

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3 Ottobre 2021
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Salve a tutti del forum, ho una domanda che forse a voi sembra banale ma che vorrei approfondire
sono possessore di una termocucina che ha i suoi 15kw allacqua, uest'ultima è collegata ad un puffer da 600 litri
quest'anno ho acceso per la prima volta il sistema che sembra funzionare bene
ma all'accensione ho notato che il puffer partendo da una T. di 20 gradi ha impiegato un'ora a riscaldare 'lacqua a 50 nella parte alta
poi pero per arrivare dai 50 ai 60 ci ha messo un'ulteriore ora , e poi per arrivare in T ci metteva di piu tempo, questo a parita di legna.
quindi sembra che ci impieghi meno tempo a scaldare a T basse ma che piu la T di regime si avvicina ci impieghi piu tempo ad arrivarci, non so se magari ho sbagliato qualcosa ma mi da questa impressione.
grazie dell'attenzione
 
Probabilmente perche' la bassa temperatura del puffer permette un maggiore cessione di calore che diminuisce con l'aumentare della sua temperatura
 
Quindi a basse temperature c'è più cessione di calore in una situazione di scambio di calore? Grazie intanto per la risposta
 
1kcal è l' energia che serve a scaldare un litro di acqua di un grado.
se quindi hai 600 litri a 20 gradi da portare a 60, sono 40 gradi di delta...per 600 litri = 24000kcal convertiti in kw sono 27900.

ora, se la tua termocucina esprime 15 kw all' acqua che è quasi la metà di quelli che sarebbero necessari a scaldare il puffer in un' ora....semplicemente raddoppi il tempo.
tutto ciò senza considerare perdite, rendimenti, potenza effettiva sprigionata, ecc ecc...


p.s: 60 gradi per un puffer scaldato a biomassa sono pochi. anzi, sono appena quelli consigliati per la VAC
 
Grazie mille x la risposta, ma la mia domanda era se lo scambio termico resta uguale sia a basse che ad alte temperature nel senso che ho notato che per portare per esempio da 65 a 70 ci vuole mezz'ora quando in un ora avevo portato il tutto da 20 a 40.
 
Ammettiamo di avere lo scambiatore che aumenta la temperatura del lato freddo di 20 ˚ e la caldaia a 70 ˚.
La temperatura in ingresso del lato freddo e' la temperatura del puffer e fino a quando resta sotto i 50° abbiamo il massimo trasferimento di calore. Quando il puffer supera i 50 ° la temperatura in uscita dal lato freddo puo' essere al massimo quella della caldaia ovvero 70 ° (se fosse ad es. puffer 55°+ 20 ° di scambiatore = 75 cosa impossibile) diminuendo il trasferimento di calore. Ovviamente piu' si alza la temperatura del puffer e minore sara' il trasferimento di calore.
 
grazie! allora la mia era un'osservazione corretta , piu il puffer si avvocina alla temperaratura della caldaia e meno ci sara trasferimento di calore nel tempo.
ovviamente ad un certo punto le temperature si equipareranno,grazie ancora per la risposta
 
Ultima modifica da un moderatore:
La T della fiamma puo' avvicinarsi ai 1000 gradi, poi subentrano altre logiche e serve una iperossigenazione per migliorare la combustione, quindi aria in eccesso (se ricordo almeno un +50% rispetto al valore stechiometrico calcolato) che diluisce i fumi e ne abbassa la T.

Questi proseguono sugli scambiatori (ma come detto sono fumi "puliti" cioè non ci sono incobusti che col tempo potrebbero sporcare la superficie degli scambiatori fumi/acqua) ma al loro interno contengono anche vapor acqueo ad alta T e

se lambisce una superfificie relativamente fredda (T
Teoricamente maggiore è la differenza fra due fluidi presenti ai lati dello scambiatore, maggiore sarà lo scambio di energia fra fumi/acqua, come in questo caso.

Praticamente dopo qualche tempo (dipende da x fattori) al posto di una superficie metallica (buon conduttore di calore) lo scambiatore sarà coperto da uno strato piu' o meno spesso di acqua e incombusti, ovvero creosoto, cioè un "isolante" .

Così la migliore "resa" iniziale della fiamma che lambisce superfici di scambio metalliche pulite..... finirà per ridurre moltissimo la resa della caldaia, ovvero le "calorie" andranno nella canan fumaria invece che nell' acqua del riscaldamento , oltre a 1000 altri problemi (cattiva combustione, quindi caldaia che si sporca continuamente, canna fumaria che si riempie di incombusto, fino all' auto accensione della canna fumaria, etc).

La T minima di lavoro di una caldaia, anche se pellet deve essere sempre >60 gradi, meglio 65.

Il risultato sarà un 3% di resa in meno, ma 20 anni di buon fuoco e ottimo funzionamento del generatore.

Dopo 15 anni (120/150 qli anni di combustibile) ho venduto la mia multiheat HSTARM, con sistema anticondensa (allora c' era solo il mitico laddomat21) con gli scambiatori praticamente nuovi, e senza una macchia nera di creosoto in qualsiasi parte della caldaia.

Il ragionamento vale per qualsiasi generatore a biomassa, escluse, direi, le caldaia a pelelt a condensazione che comunque hanno degli scambiatori secondari, specifici, autopulenti (utilizzano anche acqua per il lavaggio) dove avviene la condensazione dei fumi!

Buon Fuoco!
 

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