Ristrutturare senza allacciamento al gas


La pdc deve lavorare diretta sul radiante e gestirlo tramite la sua gestione climatica, ovvero T di lavoro il piu' basse possibile.

Se aggiungi un sistema ad HT come una caldaia, la complessità dell' impianto aumenta, dovrai aggiungere delle valvole motorizzate miscelatrici controllate se possibile dalla stessa pdc ! o gestione climatica ulteriore per il controllo della T dell' acqua tecnica dei pavimenti.

In pratica, grossomodo, complichi, spendi di piu' e ottieni meno.

Se hai deciso per il riscaldamento a pavimento, metti una buona pdc, predisponi una canna fumaria e in un secondo tempo aggiungi la stufa......

Il pellet ha già preso la botta con l' iva al 22%.... e l' amico che ha lasciato..... doveva riportare al 10, ma se n'è dimenticato!
Fra un po' arriveranno le certificazioni per le emissioni, la manutenzione programmata annuale e pulizia, verifica della canna fumaria etc, del resto stanno predisponendo il catasto degli impianti ..... proprio per questo!

La sfera di cristallo non ce l'ha nessuno!
 
se analizziamo punto per punto vediamo che:
- l'iva del pellet è aumentata si, ma il prezzo del netto è calato, quindi si sono compensati e i prezzi finali non sono cresciuti, anzi....
- una miscelatrice per il pavimento, se si vuole spendere poco, si usa un punto fisso con un costo che sta sotto i 70/80 euro
- la caldaia a pellet deve essere manutentata, la PDC meno
- la PDC, anche se sulla carta non lo dicono mai, sotto certe T° non rende certo bene...e a volte non basta per scaldare la casa come si vorrebbe
quindi, i punti da considerare sono parecchi....
 
certo, molti sono soddisfatti, e molti altri no
sia con PDC, con pellet, con gas, ecc ecc
cioè, ogni sistema ha i suoi pro e i suoi contro, e vanno valutati tutti, come su una bilancia.....
 
Dalle mie parti può capitare per una decina di volte di arrivare a -5 quindi penso che la pdc potrebbe non andare particolarmente in crisi e integrare per il mese più freddo con la legna ma se ho capito bene rischierei di complicare e spendere di più senza avere grossi vantaggi. Pensavo che far lavorare una pdc con l'integrazione di una fonte a biomassa potesse essere una buona idea
 
.... scusa se mi ripeto, ma nessuno ti vieta di installare una semplice (ma bella!) stufa a pellet nella zona giorno della casa che ti permette di:

1- evitare qualsiasi complicazione impiantistica idraulica, tutto rimane gestito dalla pdc, con il massimo delle rese, con i pavimenti che funzionano a T scorrevole secondo la curva ottimale che puoi programmare al bisogno direttamente sul quadro della pdc....
2- se proprio vuoi essere pignolo puoi installare una pdc/boiler per fare acs, specifica, ovvero ottimizzata già di suo per le alte T......
3- zona giorno, dove si tengono le T piu' alte in casa e dove statisticamente avrai i maggiori consumi termici della casa, vai di stufa automatica, con il suo bel cronotermostato
4- la pdc puoi prenderla piu' piccola o calcolata a "filo", comunque hai la stufa di supporto
5- notti fredde (direi che i problemi nascono dopo i -15, non -5!) vedi punto 4
6- fiamma a vista in salotto, funzionamento sicuro ed automatico, costo limitato....

Direi che ci sono poche controindicazioni a ad una soluzione mista del genere.
 
SCusano ma avevo capito di collegare la stufa a pellet all impianto quindi non afferavo dove potesse essere la differenza rispetto al termocamino...quindi utilizzare la biomassa solo per scaldare ad "aria".
Il termotecnico insisteva sul fatto che il calore prodotto dalla biomassa sarebbe stato d aiuto nello stesso impianto dove era collegata pdc...
È evidente che mettendo una stufa che mi scalda il soggiorno e una pdc che si occupa solo del pavimento e acs semplifica molto l impianto.
Forse il mio obiettivo è troppo utopistico....vorrei quando sono a casa far andare l intero impianto con il termocamino e quando non ci sono far lavorare la pdc...ha senso?
 
Esatto solo aria (se è una stufa seria anche irraggiamento !!) e pdc sui pavimenti.

Se stufa a pellet meglio dato che si adatta automaticamente alla T impostata, se a legna potresti avere meno confort (troppo caldo se esageri con il carico!).
 
Aldilà delle metrature, sarebbe prima di tutti indispensabile capire quanto sarà isolata l'abitazione , ovvero la classe energetica. Perché se la casa sarà isolata con standard attuali, scartarei fonti di calore ad aria, specie se a legna. A parte che farebbero a *****tti col radiante a pavimento, il fabbisogno dell'edificio riscaldato sarebbe basso, rischierei sempre di surriascaldare gli ambienti. Personalmente opterei per una sola tecnologia, ma di qualità : o pdc, o sistema a biomassa, inutile complicarsi la vita e spendere il doppio

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Ciao a tutti, be si il ragionamento non fa una piega a volte per aumentare la versatilità si rischia di complicare e diminuire l efficienza. Sto raccogliendo preventivi per la pompa di calore, mi sono capitati alcuni venditori con marchi a me sconosciuti tipo IVT , WEISHAUPT, EMMETI, Rotex,...mentre l unico che conosco per fanno anche autovetture mitsubishi . IVT mi ha proposto anche geotermio. Qualcuno mi sa consigliere due o tre marchi che hanno una certa garanzia di serietà ormai risaputa? Grazie
 
Ciao Foxmauro,

per PDC di qualità si parla di Templari Kita, mitsubishi zubadan, panasonic , ma anche Rotex della Daikin per fare qualche nome che garantiscono ottime prestazioni anche con temperature sotto zero.

Comunque come consigliato da scresan fatti un giro anche nella sezione delle pompe di calore
 
Qualcuno mi sa consigliere due o tre marchi che hanno una certa garanzia di serietà ormai risaputa? Grazie

E' il prodotto del momento (e del futuro) per cui esiste un'infinità di produttori. Alcuni sono meri assemblatori (templari), altri rimarchiano solo (emmeti), e poi ci sono ovviamene i produttori veri e propri. Fossi in te sceglierei marchi noti, Daikin/Rotex, Mitsubishi, ma anche new entry come Samsung, piuttosto che i marchi storici del riscaldamento come Riello (che in realtà sono Carrier), Viessmann, Immergass (che in realta sono dell'israeliana Airwell) ecc.
 
Ciao Daniel1980,

diciamo che nel caso di Templari, da quello che si legge qua sul forum, sono assemblatori di una certa qualità (mi sembra utilizzano i compressori top di gamma della mitsubishi se non sbaglio), sovradimensionando scambiatori e con una gestione elettronica personalizzata, con rendimenti certificati WPZ da top di gamma, che molti mettono al pari di mitsubishi, panasonic e daikin/rotex. Gli altri come samsung stanno arrivando ora ma sulle aria-acqua mi sembra sono ancora un passo in dietro, lasciando perdere i marchi storici tipo riello che rimarchiano macchine economiche (carrier) e te le vendono come top di gamma e poi la gente si lamenta che quando fa -5 sotto zero ha freddo perchè la macchina non ce la fa o ti piazzano una pdc da 16 kw o più basandosi sulla caldaia a metano che avevano prima
 
Cito i marchi storici per il semplice motivo che spesso e volentieri hanno quello che tante altre marche non hanno: centri assistenza di buona formazione distribuiti su tutto il territorio nazionale...Oramai faccio questo lavoro da qualche anno è so bene quanto conti questo aspetto, nel mercato arrivano continuamente prodotti interessanti ma che ti lasciano al freddo perché quando serve non sai mai chi chiamare. Per le questioni tecniche riguarda i limiti operativi poi li dipende come uno ha progettato

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Ritengo che la valutazione della PDC in una zona dove può far freddo per lunghi periodi non si può fare senza da uno studio attento e veritiero del fabbisogno energetico dell'abitazione .

Se questa alla fine risulta di una classe energetica equivalente alla vecchia classe C avrei più di un dubbio nel scegliere la PDC
 
Se questa alla fine risulta di una classe energetica equivalente alla vecchia classe C avrei più di un dubbio nel scegliere la PDC[/QUOTE]

Ma calcolata sui consumi reali...e non facndo affidamento all'ACE?
 
.... i problemi con le pdc si hanno a 3-5 gradi con alta umidità e-o presenza di nebbia. Sotto lo zero l' umidità si abbassa molto e l' evaporatore esterno non forma ghiaccio. In questo caso il cop ottenuto è quello indicato sulle tabelle fornite con le pdc.

Chiaramente il massimo si ottiene con riscaldamento a pavimento e con pdc che utilizzano buone strategie (algoritmi) per piazzare gli sbrinamenti nei momenti giusti!

Qui trovi moltissime notizie ed esperienze!

https://www.energeticambiente.it/pompe-di-calore/
 
Grazie a tutti ogni sfaccettatura mi aiuterà a fare la scelta più giusta.
avendo già perfettamente funzionante anche un pozzo artesiano di 140metri mi piacerebbe capire se è una strada percorribile usando l acqua di falda.
 
.... muovere acqua costa parecchia energia (serve una pompa che consuma kwh!) e 140 mt di profondità sono un' ottima misura.... ma solo della qualità dell' acqua!

Per me le pdc aeroterme, ormai, si sono evolute e sono prodotti maturi in grado di competere con le biomasse, semplici da installare e complete di tutto il necessario.
 

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