Buonasera,
sono in procinto di ristrutturare una villetta di circa 150mq costruita negli anni 90. Fascia climatica C (zona insulare Toscana, anche se un po' "in montagna" e quindi forse piu' vicino a una fascia D che non ad una C).
La casa ad oggi non è abitata se non saltuariamente e nei mesi estivi ed è sprovvista di impianto di riscaldamento. Non possiedo quindi uno storico dei consumi per scaldarla. Non è coibentata ma di recente ho sostituito gli infissi che sono in alluminio taglio termico e doppi vetri. E' su due piani e non ha sottotetto, al piano superiore quindi il soffitto è spiovente. Anche il tetto non è in alcun modo coibentato.
La ristrutturazione sarà fondamentalmente "interna", rifacimento pavimenti, impianto elettrico, idraulico e appunto impianto di riscaldamento.
Mi piacerebbe realizzare un impianto di riscaldamento a pavimento ed in caso va valutata la fonte di calore. In caso di impianto di riscaldamento a pavimento stavo pensando ad una PDC o a caldaia GPL (qua il metano non arriva e la biomassa la escluderei).
E' una zona poco illuminata d'inverno quindi, al momento, non sto considerando di aggiungere un impianto fotovoltaico. Se sarà necessario potrei valutare la coibentazione del tetto.
Brancolo nel buio per quanto riguarda a chi rivolgermi per un corretto dimensionamento degli impianti. Mi sono rivolto al tecnico che solitamente mi segue ma mi ha fatto intendere che "solitamente" il termotecnico è interpellato piu' per questioni "burocratiche" per ottenere i vari bonus edilizi che non per reali bisogni... e questo mi ha lasciato molto perplesso. Mi viene inoltre proposto di chiedere dei preventivi alle ditte di idraulica ma mi sembra di partire dalla coda e non dalla testa....
Credo di dover partire quantomeno chiarire con un termotecnico, se un impianto a pavimento fa al caso mio e che sappia indirizzarmi nelle scelte e solo dopo procedere con computo metrico, preventivi ecc...
Come meglio procedere secondo voi?
Un saluto cordiale,
Samuele
sono in procinto di ristrutturare una villetta di circa 150mq costruita negli anni 90. Fascia climatica C (zona insulare Toscana, anche se un po' "in montagna" e quindi forse piu' vicino a una fascia D che non ad una C).
La casa ad oggi non è abitata se non saltuariamente e nei mesi estivi ed è sprovvista di impianto di riscaldamento. Non possiedo quindi uno storico dei consumi per scaldarla. Non è coibentata ma di recente ho sostituito gli infissi che sono in alluminio taglio termico e doppi vetri. E' su due piani e non ha sottotetto, al piano superiore quindi il soffitto è spiovente. Anche il tetto non è in alcun modo coibentato.
La ristrutturazione sarà fondamentalmente "interna", rifacimento pavimenti, impianto elettrico, idraulico e appunto impianto di riscaldamento.
Mi piacerebbe realizzare un impianto di riscaldamento a pavimento ed in caso va valutata la fonte di calore. In caso di impianto di riscaldamento a pavimento stavo pensando ad una PDC o a caldaia GPL (qua il metano non arriva e la biomassa la escluderei).
E' una zona poco illuminata d'inverno quindi, al momento, non sto considerando di aggiungere un impianto fotovoltaico. Se sarà necessario potrei valutare la coibentazione del tetto.
Brancolo nel buio per quanto riguarda a chi rivolgermi per un corretto dimensionamento degli impianti. Mi sono rivolto al tecnico che solitamente mi segue ma mi ha fatto intendere che "solitamente" il termotecnico è interpellato piu' per questioni "burocratiche" per ottenere i vari bonus edilizi che non per reali bisogni... e questo mi ha lasciato molto perplesso. Mi viene inoltre proposto di chiedere dei preventivi alle ditte di idraulica ma mi sembra di partire dalla coda e non dalla testa....
Credo di dover partire quantomeno chiarire con un termotecnico, se un impianto a pavimento fa al caso mio e che sappia indirizzarmi nelle scelte e solo dopo procedere con computo metrico, preventivi ecc...
Come meglio procedere secondo voi?
Un saluto cordiale,
Samuele