Usare il phmetro per titolare
Usare il phmetro per titolare
Ti rispondo da (quasi) professionista in chimica; infatti lavoro in un laboratorio di analisi. Ciononostante le mie conoscenze di chimica sono lontane dall'essere complete e mi scuso in anticipo per eventuali errori in cui potrei incorrere.
Credo che tutti gli equivoci nascano dal termine 'acidità'.
Infatti in italiano, si chiama così sia la concentrazione di ioni H+ in una soluzione acquosa, sia la quantità di acidi grassi liberi (FFA) in un lipide.
Però in termini tecnici, la concentrazione di ioni H+ viene chiamata pH, mentre la concentrazione di acidi grassi si chiama "grado di acidità. Si vede quindi come, utilizzando i termini appropriati, si tratta di due caratteristiche diverse.
Quindi, mentre per misurare la quantità di ioni H+ in una soluzione acqousa si possono rapidamente utilizzare i pHmetri, che appunto misurano la quantità di H+, per misurare la acidità di un lipide, l'unica maniera semplice (da me conosciuta), è quella di titolarli, cioè di misurarli facendoli reagire con qualcosa che produca un pH (cioè rilasci od accetti ioni H+), e poi misurare gli ioni H+ per vedere quando la quantità di sostanza titolante ha completamente tamponato (cioè utilizzato, rendendoli inattivi), gli acidi grassi liberi.
In definitiva, gli H+ che misuri durante la titolazione, non sono quelli dell'olio, ma quelli della NaOH, o KOH che ci hai messo.
Quindi, puoi certamente utilizzare il tuo pHmetro, ma solo all'interno di una titolazione, in sostituzione dell'indicatore (es. fenoftaleina). Di sicuro è un passo avanti, perchè spesso vedere il viraggio non è semplice.
Quindi, esegui la titolazione come trovi descritto ovunque, ma invece di mettere la fenoftaleina, metti il phmetro. aggiungi il titolante (NaOH o KOH), e fermati quando il pHmetro segna 8.5.
Ricordati comunque (se si tratta di uno strumento professionale) di tararlo prima di ogni uso, secondo le istruzioni.
Semplice no?
