Salve a tutti! Non molto tempo fa avevo postato alcune questioni relative alla caldaia in oggetto. Da allora, l'impianto è stato completamente ristrutturato su progetto di un termotecnico qualificato, con notevoli innovazioni che semplificano notevolmente il funzionamento dell'impianto e, sotto il profilo idraulico di circolazione e produzione di calore, usato a legna, sembra funzionare bene, o perlomeno adesso la casa è calda!
L'impianto da gestire è un vecchio monotubo nel quale la circolazione dell'acqua calda prodotta è assicurata da una pompa comandata da due interruttori termici collegati in serie, uno sito sul puffer, l'altro comandato dalla centralina termica sita in casa.
L'altra notte l'impianto è andato in sovratemperatura e conseguente blocco durante il periodo di latenza notturna, periodo durante il quale la centralina non invia richieste di calore alla pompa. Per cercare di capire, ho simulato l'arresto notturno dell'impianto durante il giorno ed ho notato che la caldaia segue lo schema consueto: brucia la legna, (ventola 'on' fino alla temperatura prefissata, poi si ferma. La velocità della ventola è regolata a 'massimo' durante l'accensione, quindi a 'minimo' durante il lavoro normale) - pompe di ricircolo ed alimentazione sanitario si
accendono - scambio temperatura dalla caldaia stessa al puffer ed al sanitario - temperatura caldaia si riduce - temperatura del puffer aumenta. La pompa anticondensa, invece, gira per suo conto sempre. A causa di ciò ho notato che lo scambio avviene correttamente ma la temperatura del puffer, (1000 lt), continua lentamente ma inesorabilmente a crescere senza alcun controllo. E' questo, credo, che durante il periodo di inattività notturna provoca il surriscaldamento ed il conseguente blocco della caldaia. Domando da profano assoluto: non dovrebbe esserci un collegamento di sicurezza fra il puffer ed il pannello di controllo della caldaia, che impedisca automaticamente alla temperatura di elevarsi oltre ad un certo valore?
Questo tipo di caldaie dovrebbe oltretutto poter garantire, durante i mesi estivi, solo la produzione di acqua calda sanitaria anche ad impianto di riscaldamento fermo, giusto? Cosa impossibile se, come ora accade, non è controllabile la temperatura. Qualcuno può aiutarmi? In caso contrario, a chi devo rivolgermi, visto che Thermorossi è estremamente generica nel rispondere a simili quesiti?
Grazie ancora una volta.
L'impianto da gestire è un vecchio monotubo nel quale la circolazione dell'acqua calda prodotta è assicurata da una pompa comandata da due interruttori termici collegati in serie, uno sito sul puffer, l'altro comandato dalla centralina termica sita in casa.
L'altra notte l'impianto è andato in sovratemperatura e conseguente blocco durante il periodo di latenza notturna, periodo durante il quale la centralina non invia richieste di calore alla pompa. Per cercare di capire, ho simulato l'arresto notturno dell'impianto durante il giorno ed ho notato che la caldaia segue lo schema consueto: brucia la legna, (ventola 'on' fino alla temperatura prefissata, poi si ferma. La velocità della ventola è regolata a 'massimo' durante l'accensione, quindi a 'minimo' durante il lavoro normale) - pompe di ricircolo ed alimentazione sanitario si
accendono - scambio temperatura dalla caldaia stessa al puffer ed al sanitario - temperatura caldaia si riduce - temperatura del puffer aumenta. La pompa anticondensa, invece, gira per suo conto sempre. A causa di ciò ho notato che lo scambio avviene correttamente ma la temperatura del puffer, (1000 lt), continua lentamente ma inesorabilmente a crescere senza alcun controllo. E' questo, credo, che durante il periodo di inattività notturna provoca il surriscaldamento ed il conseguente blocco della caldaia. Domando da profano assoluto: non dovrebbe esserci un collegamento di sicurezza fra il puffer ed il pannello di controllo della caldaia, che impedisca automaticamente alla temperatura di elevarsi oltre ad un certo valore?
Questo tipo di caldaie dovrebbe oltretutto poter garantire, durante i mesi estivi, solo la produzione di acqua calda sanitaria anche ad impianto di riscaldamento fermo, giusto? Cosa impossibile se, come ora accade, non è controllabile la temperatura. Qualcuno può aiutarmi? In caso contrario, a chi devo rivolgermi, visto che Thermorossi è estremamente generica nel rispondere a simili quesiti?
Grazie ancora una volta.
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