SIDERURGIA:biomassa in altoforno?


biomassoso

Utente
Iscritto dal
17 Agosto 2006
Messaggi
4,715
Località
Provincia Granda
Come da titolo discussione c'è per caso qualcuno che ha delle esperienze in merito?
Si tratterebbe di utilizzare biomassa compattata per sostituire almeno in parte il coke metallurgico nella carica degli altoforni: purtroppo non ho trovato nulla in "letteratura", so comunque di esperimenti col bricchetto ma non riesco a trovare le fonti...(molto più prosaicamenti questi non si vogliono sbottonare)....:bored:
Grazie in anticipo a chi ne può saper qualcosa di più...
 
Soper certo dai vecchi libri di merceologia che gli acciai più buoni e rari sono realizzati con carbone di legna... Lo stesso libro pone tra i paesi leader di queste lavorazioni speciali, la Svezia.

A presto!
 
combustibile riducente lignocellulosico

combustibile riducente lignocellulosico

Ti ringrazio SolarPrex, il carbone di legna è strausato in siderurgia e naturalmente è anche lui una biomassa come il carbone fossile, sono io che ho posto male la domanda.

RIFORMULO:Esperienze o studi su sostituzione totale o parziale del coke metallurgico o del carbone vegetale negli altoforni come riducente e combustibile con biomassa densificata o compattata che non abbia subito un processo di carbonizzazione, il classico bricchetto/mattonella di qualsiasi composto o misto lignocellulosico per intenderci ....saluti...
 

Allegati

Mah... In teoria, come temperature raggiungibili ci potrebbe stare. Azzardo però che le biomasse non vengano usate a causa di motivi diversi, dal rapporto fra volume e potere calorifico alla presenza eccessiva di scorie e ceneri.
 
Mah... In teoria, come temperature raggiungibili ci potrebbe stare. Azzardo però che le biomasse non vengano usate a causa di motivi diversi, dal rapporto fra volume e potere calorifico alla presenza eccessiva di scorie e ceneri.

mah...se guardi al link di mie foto ci sono delle tabelle comparative di carboni e biomasse (miscanto): come potere calorico, carbonio ceneri e densità (600 kg/m3) perchè pressato ci siamo quasi, per le scorie con temperature fra i 1100 e 1300 gradi non penso ne restino tante anche se poi vengono come dire schiumate quando si "spilla" la ghisa.....è come possa comportarsi come riducente dei minerali ferrosi in altoforno che mi manca....

Flickr: Liv Ton's Photostream
 
Direi che le ceneri di qualunque tipo possono essere considerate come riducenti, proprio perchè coprono la parte metallica impedendone il contatto con l'aria.
Le fonderie comprano addirittura a caro prezzo le ceneri di biomasse per cospargerle sul treno di laminatoi..
 
mah...se guardi al link di mie foto ci sono delle tabelle comparative di carboni e biomasse (miscanto): come potere calorico, carbonio ceneri e densità (600 kg/m3) perchè pressato ci siamo quasi, per le scorie con temperature fra i 1100 e 1300 gradi non penso ne restino tante anche se poi vengono come dire schiumate quando si "spilla" la ghisa.....è come possa comportarsi come riducente dei minerali ferrosi in altoforno che mi manca....

Flickr: Liv Ton's Photostream
Prima della rivoluzione industriale , determinata proprio dal passaggio dalla biomassa al carbone nei processi energetici ( metallurgia e produzione di energia meccanica) Gli altoforni erano alimentati con legna tagliata a dimensioni standard la cui misura era detta " puddello" da cui ferro puddellare. Il ferro ridotto e fuso grazie all'utilizzo di questo combustibile , era di qualità particolarmente elevata , grazie alla mancanza di zolfo ( presente nel carbone) e alle basse temperature di fusione che portavano alla creazione di un composito in cui la matrice di ferro della forma di una spugna era semisolido , avendo temperatura di fusione più elevata di quella raggiunta, mentre il carbonio e i suoi composti a temperatura di fusione più bassa erano liquidi all'interno degli alveoli della spugna. A seguito del processo meccanico di battitura sotto il maglio , la formazione delle barre puddellari provocava l'espulsione del carbonio fuso con l'effetto visivo da officina di Vulcano degli spruzzi infuocati dei composti fusi di carbonio intorno alla forgia. Il ferro puddellare per la sua eccellente resistenza alla ossidazione e corrosione lo si distingue dai primi casi di ferro e acciaio "moderno" perchè nonostante la sua età molto maggiore non presenta corrosioni accentuate nei particolari che lo costituiscono: nei tiranti, nelle chiavi , nelle ancore antiche ritrovate sott'acqua. Sopratutto non presenta la caratteristica sfogliatura dovuta all'aggressione profonda. Per chiudere , la Sardegna con l'aspetto brullo e desolato di buona parte del suo territorio che contrasta in maniera evidente con l'aspetto della vicina Corsica , a causa dello sfruttamento eccessivo dovuto all'esigenza di alimentare le guerre risorgimentali del regno di Piemonte e Sardegna , è l'esempio migliore di quanto sia rischioso l'utilizzo della biomassa a livello industriale senza una rigorosa programmazione territoriale.
Sulzer
 
....Per non parlare delle piante di larice (ibixi) che venivano tagliate per farci la pece...
....Per non parlare delle piante di ginepro (zinnibiri) che venivano tagliate e usate per la loro forte resistenza maccanica e all' invechiamento...
 
larice & ginepro

larice & ginepro

SGF, ti ringrazio dell'excursus storico con tecniche che erano agli albori della rivoluzione industriale ma i numeri in gioco sono leggermente maggiori...
Questa siderurgica, e parlo solo di una e nemmeno tanto grande, caccia ogni giorno la bellezza di 430 tonnellate di carbone vegetale nei suoi altoforni, quindi una riduzione anche solo percentuale di simili quantitativi avrebbe un risparmio economico non indifferente....oltre al fatto che il carbone non si trova ed ha raggiunto cifre stratosferiche: infatti ora la sua produzione è calata perchè può contare solamente su 140 tonnellate giorno....della serie: è messo male!....:dev:
Poi la mia domanda sarebbe rivolta più che altro a chi mastica di chimica, ma sembra che qui siano scomparsi tutti...anche l'amica biologa "from Canada"....che fine avrà fatto?.....:confused:...ciao
 

Allegati

  • carbone.jpg
    carbone.jpg
    182 KB · Visualizzazioni: 0
Scusa anche me che l'ho menata più di sgf con la storia, ma non avevamo capito che stai cercando characoal o cerchi di sostituirlo con la biomassa. No , a mio parere è impossibile ottenere i risultati del characoal in metallurgia utilizzando biomassa grezza o bricchettata o pellettizzata. Poca chimica, molto poca. Il processo di carbonizzazione , consumando una parte dell'energia contenuta nella biomassa, elimina in parte per distillazione e in parte per ossidazione gli elementi diversi dal carbonio nella biomassa, provocando una concentrazione residua del carbonio. Se la esigenza fosse di utilizzarlo come combustibile , sarebbero intercambiabili aumentando semplicemente i quantitativi di biomassa per compensare il contenuto più basso di energia. In questo caso la carbonella serve per effettuare una ossidoriduzione per cui non può essere sostituita da un prodotto che deve prima perdere l'ossigeno.
Morale della favola , a qualunque biomassa pensi devi prima pensare di carbonizzarla, non è un processo difficile e ci sono parecchi sistemi industriali che comunque comportano la perdita del 40% -60% del peso durante il processo.Dalla biomassa carbonizzata potrai ricavare briquettes e ovuli come per il coke di carbone e utilizzarli nei processi industriali. Se l'eccesso di silice non inficia il processo potresti pensare a un coke di pula di riso o di paglia di grano......
 
char & pirolisi?

char & pirolisi?

Morale della favola , a qualunque biomassa pensi devi prima pensare di carbonizzarla

Oh, finalmente qualcosa di un pò più tecnico....forse la colpa è anche mia con poche informazioni più specifiche ma è un progetto allo stato embrionale e qui sul forum in agguato che leggono (e non scrivono!) ce ne sono tanti, e naturalmente il brevetto è stato solo fatto per quello specifico Paese.......
Comunque la base sarebbe un nuovo prodotto compattato meccanicamente e composto da diverse biomasse con l'aggiunta di una percentuale variabile di polverino di carbone (ecco qui il tuo char) :closedeyes: che laggiù da tante parti sversano nei fiumi, quindi salteremmo il costoso processo della pirolisi per carbonizzare.....
Il prodotto finale ha una ottima resistenza meccanica ed i parametri chimici della composizione sono più o meno quelli che trovi in "scheda tecnica".....
Come vedi pochissima differenza col carbone classico, anzi, questo prodotto è di 580 kg al m3, il carbone vegetale è di soli 180/200 kg a m3....differenza sostanziale da non sottovalutare: vuol dire che nella stessa carica del'altoforno, calcolate le giuste proporzioni, ci sarà più posto per il minerale da trasformare, ed anche questo si traduce in un abbassamento dei costi....in foto si vede anche come brucia...senza fiamma come il carbone!...;).ciao...
 

Allegati

  • scheda tecnica.jpg
    scheda tecnica.jpg
    94.9 KB · Visualizzazioni: 0
  • combustione.jpg
    combustione.jpg
    11.9 KB · Visualizzazioni: 0
Oh, finalmente qualcosa di un pò più tecnico....forse la colpa è anche mia con poche informazioni più specifiche ma è un progetto allo stato embrionale e qui sul forum in agguato che leggono (e non scrivono!) ce ne sono tanti, e naturalmente il brevetto è stato solo fatto per quello specifico Paese.......
Comunque la base sarebbe un nuovo prodotto compattato meccanicamente e composto da diverse biomasse con l'aggiunta di una percentuale variabile di polverino di carbone (ecco qui il tuo char) :closedeyes: che laggiù da tante parti sversano nei fiumi, quindi salteremmo il costoso processo della pirolisi per carbonizzare.....
Il prodotto finale ha una ottima resistenza meccanica ed i parametri chimici della composizione sono più o meno quelli che trovi in "scheda tecnica".....
Come vedi pochissima differenza col carbone classico, anzi, questo prodotto è di 580 kg al m3, il carbone vegetale è di soli 180/200 kg a m3....differenza sostanziale da non sottovalutare: vuol dire che nella stessa carica del'altoforno, calcolate le giuste proporzioni, ci sarà più posto per il minerale da trasformare, ed anche questo si traduce in un abbassamento dei costi....in foto si vede anche come brucia...senza fiamma come il carbone!...;).ciao...
Dici cose del genere?
Chapitre 11 - Briquettes de charbon de bois
Charcoal Briquette | How Products are Made | Find Articles at BNET

(WO/1992/005233) A MANUFACTURING METHOD FOR COAL BRIQUETTES
Noi stiamo progettando un impianto per produrlo con gli scarti della coltivazione ma pensavamo di usarlo nei posti dove la carbonella è l'unico carburante da cucina. Se dici che ha un utilizzo industriale e può essere acquistato in grosse quantità diventa più interessante
 
ultilizzi?

ultilizzi?

Dici cose del genere?

Noi stiamo progettando un impianto per produrlo con gli scarti della coltivazione ma pensavamo di usarlo nei posti dove la carbonella è l'unico carburante da cucina. Se dici che ha un utilizzo industriale e può essere acquistato in grosse quantità diventa più interessante

Ciao Guglielmo, vedo che anche tu hai passato il mezzo secolo :dev: e siamo quasi vicini di casa......
Con che scarti volete produrre cosa, come, dove e per chi?......
Se non vado errato dalle tue parti c'è anche una coltivazione di Miscanthus...
Più o meno si parla di "cose del genere", ma nella compattazione del nostro prodotto comunque non viene usato nessun legante...
Almeno dalle parti dove operiamo servirebbero qualche migliaia di tonnellate al giorno.....vedremo gli sviluppi...
qui sotto hai altre foto....

P.S.
Dimenticavo di dire che il potere calorico inferiore supera le 5.000 kcal/kg...:)


Flickr: Liv Ton's Photostream
Picasa Web Albums - Mauro - INBEC - INDUS...
 
Ultima modifica:
in un viaggio nel nord del Brasile mi è stato detto che veniva usato il guscio della noce di cocco per alimentare alti forni...
ho cercato di verificare questa affermazione ma ancora non ci riesco...chi me la conferma?
ciao bruno
 
cerco una scheda tecnica tipo per la carbonella di legno, devo importarla e vorrei confrontarla con quella datami dal fornitore.Grazie
 
PKS e guscio di cocco in altoforno

PKS e guscio di cocco in altoforno

in un viaggio nel nord del Brasile mi è stato detto che veniva usato il guscio della noce di cocco per alimentare alti forni...

vedo che già Pirandello qualcosa aveva trovato, ma in quei tempi avevo solo in testa il PELLET

:cry:

uppo quindi questa vecchissima dicussione per chiedere al "geologo" Sulzer1 (o per chiunque abbia risposte) se come riducente in altoforno potrei a sto punto utilizzare almeno in parte il PKS, che le prove fatte in BR molti anni fa con pellettone di Capim e polvere di carbone sono state un fiasco TOTALE per il semplice fatto che questo si sbriciolava e quindi non "sosteneva" la massa bruciando

ma siccome il PKS come durezza lo devi rompere con la mazzetta da muratore, umidità bassa e non è igroscopico, sviluppa più di 5 kWh/kg di potere calorifico inferiore sul tal quale, poca cenere se rapportata al coke o al carbone vegetale, ed inoltre ha bassissima % di zolfo....beh....forse dovrebbe funzionare!

:bye1:
 

Allegati

  • carvao&capim.jpg
    carvao&capim.jpg
    111.7 KB · Visualizzazioni: 0
Penso che il problema dell utilizzo di PKS tal quale in altoforno sia lo stesso dell'utilizzo di carbone al posto del coke. Durante il riscaldamento avviene la liberazione di una notevole quantità di volatili che andranno in parte a condensare nella zona fredda della carica. Questo perchè nella fase di riduzione l'apporto di O2 è sempre sottostechiometrico pertanto i gas non hanno abbastanza ossigeno per bruciare.
Adesso che ho sparato ste due minchiate vorrei spiegare in breve perchè non va bene il PKS tal quale.
L'aggiunta di carbonella nella produzione di ghisa non serve a produrre calore, anzi, raffredda i gas. Serve a apportare carbonio privo di inquinanti, sopratutto zolfo. Questo per far avvenire la semplice reazione CO2 + C ? 2 CO – [FONT=Calibri, sans-serif]?[/FONT]H , dove la CO2 arriva rovente con i gas di combustione dalla parte inferiore del tino (il ventre) dalla reazione C + O2 ? CO2 + [FONT=Calibri, sans-serif]?[/FONT]H . Non sto ad annoiarvi con le reazioni successive, comunque è fondamentale avere carbonio senza volatili. Ricordo di aver trovato parecchie offerte di carbonella prodotta con PKS e anche con cocco perchè entrambe le biomasse si prestano perfettamente alla carbonizzazione. Mi sembra che entrambe per valori di c.a. 8.500 - 9.000 Kcal si aggirassero sui 130 $ fob
 

ULTIMI MESSAGGI

Sezioni in Evidenza

Fotovoltaico Aspetti Tecnici, Bancari e Legislazione Isolamento, insuflaggi e Cappotti Tecniche e materiali per l'efficienza termica Riscaldamento e Raffrescamento Soluzioni a Legna, Pellet e Pompe di Calore Ossidroelettrico La nuova fonte di energia dall'infrarosso

Tags + Popolari

Stai usando un browser non aggiornato. Potresti non visualizzare correttamente questo o altri siti web.
Dovreste aggiornare o usare un browser alternativo.

Indietro
Top Bottom