Mi domando che interessi (soldi, contratti per industrie, vattelapesca) abbiano i governi delle nazioni che hanno aderito a "better place" ad aderire a quell'idea. La mia paura è che ci ritroveremo, come ora, ad avere auto che ad esempio potranno percorrere xxx km con una ricarica nei musei, mentre noi terrestri continueremo ad usare auto che con la stessa ricarica ne percorrono meno della metà.
Per non parlare del prezzo della ricarica che verrà "imposto", i "tagliandi" , gli "aggiornamenti software" (mhh..guardatevi un po' il post del vectrix.).etc...
La Renault-Nissan è una gruppo automobistico che fa capo a due nazioni dove l'energia elettrica non manca (vedi centrali nucleari e un piano energetico nazionale ben definito) e questo è un primo punto.
Il secondo punto è che la Francia è uno stato in cui governo è sempre stato in grado di prendere decisioni importanti, uno stato con un buon potere decisionista.
Come terzo punto direi che ritrovarsi con una Parigi più silenziosa e meno odorosa di idrocarburi sarebbe un ottimo ritorno di immagine per Sarkozy, che evidentemente è molto ambizioso e vuole dare al mondo l'impressione di essere il primo dell classe...
Dal punto di vista dell'interesse dietro questa operazione: sicuramente Project Better Place eroderà una fetta di guadagni alle compagnie petrolifere, saranno un bel pò di soldi, e non credo che le compagnie petrolifere staranno a guardare....
In ogni caso per la prima volta ci sarebbe un'alternativa, una competizione per la mobilità: idrocarburi contro elettroni.
Non è che dall'oggi al domani si più sostituire il parco auto circolante... in ogni caso sarà una cosa progressiva, non può essere altrimenti.
Una cosiderazione tragica ma realista: il consumatore nella storia è sempre stato tosato come una pecora: diciamo che la frequenza e la profondità della tosatura dovrebbero rimanere invariati
Come tornaconto avremo auto più pulite, una potenziale minor dipendenza dal petrolio, e un prezzo per kilometro più basso.