Stufa a gas e agibilità


Bubbylil

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31 Luglio 2026
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Salve, ho assolutamente bisogno di un parere compente e ringrazio infinitivamente chiunque mi aiuterà.



Sto comprando in Lombardia un appartamento di 53 mq calpestabili composto da una cucina, due camere, un corridoio e un bagno in cui, come riscaldamento, è presente solo una stufa a gas fissa con canna fumaria (degli anni '90) da circa 10 kw e uno split elettrico fisso in bagno, mentre nelle due camere e in cucina non è presente nulla.



Riguardo l'agibilità, nella documentazione presentata a chi di dovere (comune ecc) non risulta specificata questa situazione, ossia sono stati solo presentati i dati della stufa e il fatto che c'è anche il riscaldamento elettrico, ma senza dire dire dove si trovano e quindi senza far presente che nelle stanze e in cucina in realtà non c'è nulla.



Un architetto che sta valutando la documentazione sostiene che questo non viola la normativa del 1975 che prevede il riscaldamento in ogni stanza se la stufa è abbastanza potente da riscaldarle teoricamente tutte.



Ho letto che questo però non è corretto perché è solo un discorso teorico, mentre nella realtà una stufa messa in corridoio, anche se potente, non è in grado di riscaldare la cucina e le due stanze o che comunque questo non si può calcolare e che quindi la casa in queste condizioni non è agibile.



Ho assolutamente bisogno di avere un parere definitivo su questo, ossia se l'agibilità ottenuta senza specificare che appunto in cucina e nelle due camere non c'è nulla ecc, è irregolare oppure no.



Grazie mille
 
Dalla tua descrizione non è molto chiaro se l'abitabilità (o agibilità, ormai non si distingue più tra i due termini, come puoi verificare QUI) che avrebbero concesso negli anni 90, risponda agli attuali requisiti dell'immobile che il venditore deve garantire all'acquirente, in particolare se nel frattempo sono stati eseguiti dei lavori agli impianti, che richiedano schemi, dichiarazioni di conformità, denunce e manutenzioni periodiche (es.: controllo dei fumi). Le dichiarazioni di conformità ci vanno per l'impianto elettrico, quello idrico-sanitario e ovviamente anche per quello del riscaldamento.

Hai visto i disegni depositati in Comune per la licenza edilizia e successiva dichiarazione di abitabilità? Se e quali siano le eventuali licenze di ristrutturazione?
Hai visto le planimetrie dell'immobile e come è censito al Catasto Edilizio?
Hai fatto una verifica all'ufficio del Registro immobiliare, per capire quale sia l'attuale situazione in relazione alla proprietà?

Verifica tu stesso quale sia il caso tuo, in particolare per il riscaldamento: ci sono le dichiarazioni di conformità, gli schemi dell'impianto, il libretto di manutenzione della caldaia/stufa e il suo numero di registro regionale, ex ANCC, (in Piemonte è richiesto, non so in Lombardia, ma immagino di sì). Tieni conto che tanti obblighi sono tali solo quando vuoi vendere un immobile, specie se è già datato, ma se lo vuoi vendere oggi, devi rispettare le normative attuali, salvo rinuncia dell'acquirente (rinuncia che va chiaramente espressa per iscritto nell'atto). Tu, come acquirente, puoi decidere pure di acquistare un immobile non completamente a norma, facendoti carico dei lavori necessari, prima di entrare ad abitarlo. Ovviamente nel prezzo dell'immobile che vuoi acquistare, devi prendere in considerazione le spese e il tempo per fare i lavori che ritieni necessari, oltre a quelle relative alle inerenti pratiche burocratiche.

Non sono del mestiere, quello che ti ho scritto è solo per la mia esperienza di acquisto e vendita, delle case dove ho abitato.
 
Sulle case datate senza dichiarazione di conformità normalmente chiedono la dichiarazione di ridpondenza impianti per la vendita.
 
Vi ringrazio molto, ma ciò che per me è importante sapere prima di tutto è se è vero che un appartamento può ottenere l'agibilità avendo solo una stufa a gas fissa in corridoio se questa è abbastanza potente da riscaldare anche solo teoricamente, facendo il calcoli, tutte le stanze prive di riscaldamento (oppure no perché questo non è realmente calcolabile, è impossibile da dimostrare ecc).

Aspettiamo il parere esperto di qualche termotecnico ecc, grazie mille.
 
Il termotecnico avrà bisogno anche di altre informazioni per il tuo caso specifico. Ovvio che teoricamente per riscaldare la casa serviranno un tot di kWh (potenza erogata in kW, per la durata in h), ma fornire tutta la potenza concentrata in un punto, senza alcun mezzo per distribuirla nei vari locali (impianto di circolazione ad aria, o ad acqua), scalderà troppo il locale della stufa e troppo poco il resto. Quando la casa, appena costruita, ha ottenuto l'abitabilità, poteva forse rispondere in qualche modo alle normative del tempo, ma se l'acquisti oggi, deve essere conforme alle attuali normative!

Di controllo termico me ne intendo abbastanza, in quanto per un certo tempo me ne sono occupato per lavoro, pur non essendo un termotecnico, il mio avatar dovrebbe suggerirti il tipo di lavoro a cui mi sto riferendo.

Non aspettarti la pronuncia del tecnico esperto, perché in questo caso non si tratta solo di bilanciare il calore prodotto dalla stufa, con la dispersione termica dell'immobile, l'abitabilità/agibilità non è solo questo (ci sono anche gli aspetti di sicurezza e di manutenzione, oltre alla registrazione dell'impianto).

Poi se mi vuoi dire che non intendi fare alcun lavoro all'impianto di riscaldamento, anche se chiaramente inefficiente come tu stesso sospetti, purché qualcuno te lo dichiari agibile... forse questo forum non ti può aiutare. Si tratta solo di valutare la tua forte motivazione all'acquisto di quell'immobile, nonostante le tue perplessità. Se ti ritieni già soddisfatto dell'aspetto burocratico (la dichiarazione di agibilità ottenuta in origine), indipendentemente dal fatto che attualmente i requisiti possano essere differenti... Tu come acquirente puoi decidere di acquistare con la formula visto e piaciuto. Se dichiari di essere a conoscenza anche di eventuali vizi occulti, il notaio ne prenderà atto nel rogito. Sarai poi tu a dover dimostrare di avere adeguato il tuo immobile alle normative, prima di entrarci ad abitare. Ovvero: non chiedere se è a norma, perché non lo è, se a oggi mancano quei requisiti, indipendentemente da quale possa essere stata la valutazione del termotecnico sulla potenza del generatore termico, a fronte della certificazione energetica di quell'immobile (APE).
 
Vi ringrazio molto, ma ciò che per me è importante sapere prima di tutto è se è vero che un appartamento può ottenere l'agibilità avendo solo una stufa a gas
ti posso confermare che mio genero la ha ottenuta con solo un letto, una lmpada appoggiata terra, un lavandino, e una stufetta elettrica portatile, su 200Mq di casa, non servono porte ma indispensabili porta di accesso e finestre................. anche con vetri rotti e un Wc, con lavandino non indispensabile, piu importante un lavello in cucina
se hai un camino od una stufa non sono necessari metano ma serve acqua, anche da pozzo o fonte pubblica

P.s. poi abbiamo lavorato 48 mesi per sistemare tutto, normalmente abitabile prima di iniziare i lavori
Il tutto controllato dalla Polizia Comunale 5 anni fa

P.s.2 quando acquisti casa non hai il contatore del gas e nemmeno elettricita, e nemmeno acqua dai rubinetti, per averli ti serve la residenza
Tutto quello che dici serve, non per acquisto e residenza, si puo acquistare una casa da ristrutturare vuota da 5/10 anni senza utenze e senza servizi, sara tuo compito mettere a norma il tutto, quello che manca non lo dovrai pagare ma dovrai farla fare a tue spese
 
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