Stufa a gas e agibilità


Bubbylil

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31 Luglio 2026
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Salve, ho assolutamente bisogno di un parere compente e ringrazio infinitivamente chiunque mi aiuterà.



Sto comprando in Lombardia un appartamento di 53 mq calpestabili composto da una cucina, due camere, un corridoio e un bagno in cui, come riscaldamento, è presente solo una stufa a gas fissa con canna fumaria (degli anni '90) da circa 10 kw e uno split elettrico fisso in bagno, mentre nelle due camere e in cucina non è presente nulla.



Riguardo l'agibilità, nella documentazione presentata a chi di dovere (comune ecc) non risulta specificata questa situazione, ossia sono stati solo presentati i dati della stufa e il fatto che c'è anche il riscaldamento elettrico, ma senza dire dire dove si trovano e quindi senza far presente che nelle stanze e in cucina in realtà non c'è nulla.



Un architetto che sta valutando la documentazione sostiene che questo non viola la normativa del 1975 che prevede il riscaldamento in ogni stanza se la stufa è abbastanza potente da riscaldarle teoricamente tutte.



Ho letto che questo però non è corretto perché è solo un discorso teorico, mentre nella realtà una stufa messa in corridoio, anche se potente, non è in grado di riscaldare la cucina e le due stanze o che comunque questo non si può calcolare e che quindi la casa in queste condizioni non è agibile.



Ho assolutamente bisogno di avere un parere definitivo su questo, ossia se l'agibilità ottenuta senza specificare che appunto in cucina e nelle due camere non c'è nulla ecc, è irregolare oppure no.



Grazie mille
 
Dalla tua descrizione non è molto chiaro se l'abitabilità (o agibilità, ormai non si distingue più tra i due termini, come puoi verificare QUI) che avrebbero concesso negli anni 90, risponda agli attuali requisiti dell'immobile che il venditore deve garantire all'acquirente, in particolare se nel frattempo sono stati eseguiti dei lavori agli impianti, che richiedano schemi, dichiarazioni di conformità, denunce e manutenzioni periodiche (es.: controllo dei fumi). Le dichiarazioni di conformità ci vanno per l'impianto elettrico, quello idrico-sanitario e ovviamente anche per quello del riscaldamento.

Hai visto i disegni depositati in Comune per la licenza edilizia e successiva dichiarazione di abitabilità? Se e quali siano le eventuali licenze di ristrutturazione?
Hai visto le planimetrie dell'immobile e come è censito al Catasto Edilizio?
Hai fatto una verifica all'ufficio del Registro immobiliare, per capire quale sia l'attuale situazione in relazione alla proprietà?

Verifica tu stesso quale sia il caso tuo, in particolare per il riscaldamento: ci sono le dichiarazioni di conformità, gli schemi dell'impianto, il libretto di manutenzione della caldaia/stufa e il suo numero di registro regionale, ex ANCC, (in Piemonte è richiesto, non so in Lombardia, ma immagino di sì). Tieni conto che tanti obblighi sono tali solo quando vuoi vendere un immobile, specie se è già datato, ma se lo vuoi vendere oggi, devi rispettare le normative attuali, salvo rinuncia dell'acquirente (rinuncia che va chiaramente espressa per iscritto nell'atto). Tu, come acquirente, puoi decidere pure di acquistare un immobile non completamente a norma, facendoti carico dei lavori necessari, prima di entrare ad abitarlo. Ovviamente nel prezzo dell'immobile che vuoi acquistare, devi prendere in considerazione le spese e il tempo per fare i lavori che ritieni necessari, oltre a quelle relative alle inerenti pratiche burocratiche.

Non sono del mestiere, quello che ti ho scritto è solo per la mia esperienza di acquisto e vendita, delle case dove ho abitato.
 
Sulle case datate senza dichiarazione di conformità normalmente chiedono la dichiarazione di ridpondenza impianti per la vendita.
 
Vi ringrazio molto, ma ciò che per me è importante sapere prima di tutto è se è vero che un appartamento può ottenere l'agibilità avendo solo una stufa a gas fissa in corridoio se questa è abbastanza potente da riscaldare anche solo teoricamente, facendo il calcoli, tutte le stanze prive di riscaldamento (oppure no perché questo non è realmente calcolabile, è impossibile da dimostrare ecc).

Aspettiamo il parere esperto di qualche termotecnico ecc, grazie mille.
 
Il termotecnico avrà bisogno anche di altre informazioni per il tuo caso specifico. Ovvio che teoricamente per riscaldare la casa serviranno un tot di kWh (potenza erogata in kW, per la durata in h), ma fornire tutta la potenza concentrata in un punto, senza alcun mezzo per distribuirla nei vari locali (impianto di circolazione ad aria, o ad acqua), scalderà troppo il locale della stufa e troppo poco il resto. Quando la casa, appena costruita, ha ottenuto l'abitabilità, poteva forse rispondere in qualche modo alle normative del tempo, ma se l'acquisti oggi, deve essere conforme alle attuali normative!

Di controllo termico me ne intendo abbastanza, in quanto per un certo tempo me ne sono occupato per lavoro, pur non essendo un termotecnico, il mio avatar dovrebbe suggerirti il tipo di lavoro a cui mi sto riferendo.

Non aspettarti la pronuncia del tecnico esperto, perché in questo caso non si tratta solo di bilanciare il calore prodotto dalla stufa, con la dispersione termica dell'immobile, l'abitabilità/agibilità non è solo questo (ci sono anche gli aspetti di sicurezza e di manutenzione, oltre alla registrazione dell'impianto).

Poi se mi vuoi dire che non intendi fare alcun lavoro all'impianto di riscaldamento, anche se chiaramente inefficiente come tu stesso sospetti, purché qualcuno te lo dichiari agibile... forse questo forum non ti può aiutare. Si tratta solo di valutare la tua forte motivazione all'acquisto di quell'immobile, nonostante le tue perplessità. Se ti ritieni già soddisfatto dell'aspetto burocratico (la dichiarazione di agibilità ottenuta in origine), indipendentemente dal fatto che attualmente i requisiti possano essere differenti... Tu come acquirente puoi decidere di acquistare con la formula visto e piaciuto. Se dichiari di essere a conoscenza anche di eventuali vizi occulti, il notaio ne prenderà atto nel rogito. Sarai poi tu a dover dimostrare di avere adeguato il tuo immobile alle normative, prima di entrarci ad abitare. Ovvero: non chiedere se è a norma, perché non lo è, se a oggi mancano quei requisiti, indipendentemente da quale possa essere stata la valutazione del termotecnico sulla potenza del generatore termico, a fronte della certificazione energetica di quell'immobile (APE).
 
Vi ringrazio molto, ma ciò che per me è importante sapere prima di tutto è se è vero che un appartamento può ottenere l'agibilità avendo solo una stufa a gas
ti posso confermare che mio genero la ha ottenuta con solo un letto, una lmpada appoggiata terra, un lavandino, e una stufetta elettrica portatile, su 200Mq di casa, non servono porte ma indispensabili porta di accesso e finestre................. anche con vetri rotti e un Wc, con lavandino non indispensabile, piu importante un lavello in cucina
se hai un camino od una stufa non sono necessari metano ma serve acqua, anche da pozzo o fonte pubblica

P.s. poi abbiamo lavorato 48 mesi per sistemare tutto, normalmente abitabile prima di iniziare i lavori
Il tutto controllato dalla Polizia Comunale 5 anni fa

P.s.2 quando acquisti casa non hai il contatore del gas e nemmeno elettricita, e nemmeno acqua dai rubinetti, per averli ti serve la residenza
Tutto quello che dici serve, non per acquisto e residenza, si puo acquistare una casa da ristrutturare vuota da 5/10 anni senza utenze e senza servizi, sara tuo compito mettere a norma il tutto, quello che manca non lo dovrai pagare ma dovrai farla fare a tue spese
 
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Grazie, ma ho la necessità di un parere di un tecnico o di qualcuno che lo sa per certo: se avere solo la stufa in corridoio e uno split elettrico in bagno e niente nelle camere e in cucina, viola o no la norma del 1975 sul riscaldamento riguardo l'agibilità (che rilascia il comune ecc), se il discorso che se è abbastanza potente da scaldare tutta la casa si può avere lo stesso l'agibilità (oppure no, perché i calcoli sulla potenza, anche se teoricamente possibili, nella pratica sono impossibili da dimostrare).

Non c'è un termotecnico qui?
 
viola o no la norma del 1975 sul riscaldamento riguardo l'agibilità (che rilascia il comune ecc),

Ma che ti frega della norma del 1975, quando all'acquisto/vendita si devono rispettare le norme vigenti e non quelle del passato? Certo, quelle del passato mettono al riparo il venditore fintanto che non vuole vendere e, nel caso voglia vendere, gli basta accordarsi per iscritto con l'acquirente, per trasferire a lui gli obblighi di Legge.

Non ti serve il parere di un termotecnico, ma quello di un professionista tecnico-legale (es.: un notaio, ma non solo lui).

Ma tu perché insisti su questo punto? Se non sei convinto dell'efficacia dell'impianto di riscaldamento, ma il prezzo dell'immobile merita l'investimento, compralo e poi ristrutturalo. Altrimenti chiedi che provveda il venditore che, ripeto, è a posto con la Legge fintanto che l'abitabilità del 1975 non viene sorpassata da una Legge retroattiva (raramente si applica la retroattività, lo si fa nei casi in cui vi siano seri motivi di sicurezza). Da notare che, rispetto al 1975, gli apparecchi a gas all'interno delle abitazioni necessitano di opportuni dispositivi di sicurezza/sfiati/ventilazione, che allora non necessitavano: anche gli impianti più vecchi ora li devono implementare!

Il termotecnico ti potrà dire che stufa a gas+split elettrico sviluppano abbastanza calore da riscaldare l'intero volume della casa, ma come la metti con la uniforme distribuzione di quel calore? L'uniforme distribuzione del calore si traduce in comfort. Ti accontenti in inverno di schiattare di caldo vicino alla stufa e di gelare in camera da letto? Se a te va bene, ok.

p.s.: Un termotecnico non è un veggente specializzato in impianti di riscaldamento, deve valutare il tuo caso specifico, deve rilevare i dati direttamente dal tuo immobile, non dalle tue parole scritte qui sopra. Ovviamente il suo giudizio non deve basarsi su una norma del 1975, che a te non dovrebbe interessare minimamente, visto che sei l'acquirente, a te serve che ti dica se l'immobile rispetta la normativa vigente, non quella del passato!
 
Capisco le domande e ringrazio tutti per gli avvertimenti, i consigli ecc, ma a me serve un parere burocratico sul rispetto della normativa perché ci sono pareri discordanti sull'agibilità e il mio timore è che se la compro adesso con il parere favorevole sull'agibilità, ma in realtà il comune l'ha dato solo perché non sapeva che non c'è riscaldamento in tutte le stanze ecc (la legge del 1975 è proprio quella che fa testo, se chiedi l'agibilità adesso devi rispettarla, non puoi far valere il fatto che la casa è stata costruita prima, almeno questo è quello che mi hanno detto) un domani, se dovrò rivenderla e arriva un altro tecnico o il perito di una banca per il mutuo che dice che in realtà l'agibilità è irregolare, tutti i costi poi verrebbero additati a me per riottenerla di nuovo ecc, quindi è questo il parere di cui ho bisogno, grazie mille.

Spero che adesso sia più comprensibile.
 
Capisco, ma ti ripeto che l'agibilità di allora c'entra solo per chi vende, non per chi acquista e il mantenimento delle condizioni di agibilità spetterà a te che acquisti, il venditore è a posto fintanto che non vende.

Quello che non capisco è la tua ostinazione a sospettare di irregolarità una agibilità che rispondeva a requisiti di 50 anni fa, in base alle normative di allora, senza prendere in considerazione il fatto che tu sei vincolato dalle normative attuali e che quindi non ti basterà che l'immobile sia stato considerato agibile a suo tempo. Se nel frattempo l'abitabilità dell'immobile è variata a causa di modifiche strutturali dello stesso, o a causa della variazione dei requisiti di Legge, che ti frega dell'agibilità di allora, se adesso potrebbe non esserlo più?

Non fissarti sul fatto della stufa a gas, che senz'altro in 50 anni potrebbe anche essere stata sostituita con una attuale, dotata di tutti i requisiti di sicurezza di Legge, ma delle certificazioni dell'intero impianto.

rrrmori53 è un imprenditore edile in pensione e mi sembra più che competente per quello che serve a te. E' stato abbastanza chiaro che non devi chiederti se il venditore è in regola con la dichiarazione di agibilità del passato, ma se lo sarai tu acquistando quell'immobile. Come avrai letto dal link che ho postato, l'abitabilità/agibilità richiede certi requisiti, ma nulla osta alla vendita, se in atto si esplicita che l'immobile è nello stato in cui si trova ed entrambe, venditore e acquirente, lo sottoscrivono. Chiaro che puoi acquistare un immobile privo di tali requisiti e accollarti tu l'onere e il rischio di richiedere una nuova abitabilità. Non ti stanno mentendo, se continuano a "rassicurarti" che, in base alle Leggi del 1975, quell'immobile è da considerarsi agibile, ma a te è sufficiente? Vuoi che un "termotecnico" che frequenta questo forum ti rassicuri, mentendoti perché non esamina sul posto il tuo immobile e perché non è sufficiente che ti faccia il conto termico sommando le calorie prodotte dalla stufa a gas e dallo split elettrico?

I pareri discordanti in realtà sono concordanti, a seconda che tu li veda dalla parte del venditore o dell'acquirente: hanno tutti ragione! A questo punto non si tratta più di un rischio, ma di una certezza, devi valutare l'immobile dalla prospettiva di farci dei lavori per adattarlo ai requisiti ATTUALI. Contratta solo col venditore chi dovrà accollarsene le spese. Non credo che avrai problemi a ottenere l'agibilità dell'immobile, dopo che saranno stati fatti i lavori di adeguamento, si tratterà di un rischio calcolato, a meno che non vi siano vincoli di altro genere, che al momento non ci stai dicendo (es.: vincoli storici, paesaggistici, di piano regolatore, ecc...).
 
ma a me serve un parere burocratico sul rispetto della normativa perché ci sono pareri discordanti sull'agibilità e il mio timore è che se la compro adesso con il parere favorevole sull'agibilità
Non c'è un termotecnico qui?
Scusa ma, premesso che un forum è un posto dove intervengono in modo informale sia persone semplicemente informate sia professionisti in forma anonima, tu hai la pretesa di una risposta che non è nelle intenzioni del sito.

Vuoi un parere gratuito da un professionista? Devi pagare.
Esistono appositi elenchi dove trovare un nominativo cui chiedere risposte che poi possono essere contestate in caso di lite Giudiziaria.
O forse pensi, qualora poi ti contestino la irregolarità dell'immobile, di poter citare in causa basando la tua azione sul parere di un PincoPallino che si spaccia per "professionista" nel forum tal dei tali?

il comune l'ha dato solo perché non sapeva che non c'è riscaldamento in tutte le stanze ecc (la legge del 1975 è proprio quella che fa testo, se chiedi l'agibilità adesso devi rispettarla, non puoi far valere il fatto che la casa è stata costruita prima, almeno questo è quello che mi hanno detto
No....tu stai confondendo i "pilastri" della normativa.

Se l'edificio aveva ottenuto l'agibilità essa rimane valida fino a quando non vengono fatti lavori di ristrutturazione.
L'assenza di un impianto di riscaldamento tradizionale non è di per se indice di mancanza dei requisiti....ma potrebbe rappresentare delle criticità in funzione dell'ubicazione.

L'attuale venditore (od eventualmente tu in futuro) non ha alcun obbligo di sistemare i "difetti" ma non può tacerli.
Se non ti garba il prezzo in proporzione alla effettiva "consistenza" di quello che ottieni in cambio non devi far altro che cambiare proposta\immobile.
 
Se l'edificio aveva ottenuto l'agibilità essa rimane valida fino a quando non vengono fatti lavori di ristrutturazione.
L'assenza di un impianto di riscaldamento tradizionale non è di per se indice di mancanza dei requisiti..
tanto per semplifiicare, nel 1973 in Friuli ad Artegna in caserma dove ho fatto il militare non esistevano riscaldamenti, ed eravamo oltre un migliailo
Il giorno che tocchi un mattone devi fare tutto quello che IL REGOLAMENTO EDILIZIO ATTUALE TI IMPONE, altrimenti chiedi Rispondenza alla conformita storica e spendi soldi per nulla perche quella casa non ha mai avuto una qulsiasi forma di certificati, semplicemente non esisteva l'obbligo, nemmeno per la stufa a gas
Ti stai incartando nel nulla, se la casa non è vendibile lo sa il Notaio, e solo lui, se è vendibile non puoi chiedere quello che non esiste.
La puoi acquistare e fare un progetto di ristrutturazione e li troverai i dettagli di cio che cerchi............................ se vuoi buttare qualche migliaio di Euro il progetto puoi farlo anche prima, basta chiedere al propritario il permesso per documenti e misure ................................. fatto

IL PRIMO REGOLAMENTO EDILIZIO IN ITALIA RISALE AL 2001, tutta la documentazione predente escluso gli atti di proprieta ha valore quasi nullo

In sintesi, per una casa anni '70 priva di carte, l'atto obbligatorio è incaricare un tecnico per rilasciare la Dichiarazione di Rispondenza (Di.Ri.) per ciascun impianto, attestandone la sicurezza e la conformità storica.

Per gli immobili costruiti prima del 1967, l’obbligo di presentare la SCA non si applica in via generalizzata, purché non siano stati eseguiti interventi rilevanti che alterino le caratteristiche sostanziali dell’edificio

Se ha avuto agibilita alla costruzione è non modificato pesantemente è ancora agibile, dopo la vendita lo stato delle cose ptrebbe cambiare quando sarai Tu a chiedere la residenza........................... secondo le NORME ATTUALI è piu conveniente demolire, te lo dice un ex Impresario che si è costruito per il proprio uso una seconda casa per non modificare la prima che era del 1981/83
 
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Grazie, evidentemente sono io che mi sono spiegata male, alcune precisazioni:

- L'agibilità il venditore la sta chiedendo ora, quindi con le norme attuali (o, al massimo, del 1985, per l'esistenza di una precedente sanatoria).

- Sono stati fatti dei lavoratori di ristrutturazione nell'appartamento (abbassamento del soffitto non sanato e spostamento del portone d'ingresso, apertura di una finestra fatti molti anni fa invece sanati).

Riguardo chi mi ha scritto che per avere un parere di un termotecnico devo pagare, non è una considerazione molto carina, ovviamente non obbligo nessuno, ma io stessa in prima persona ho dato molti pareri gratuitamente in altri forum su materie di mia competenza lavorativa e avviene continuamente ovunque anche per tematiche fiscali, mediche (come medicitalia) ecc, non c'è nulla di male, le norme sono pubbliche e dovrebbero essere alla conoscenza di tutti, non sapete quante volte ho aiutato anche i sindacati o i commercialisti, ad esempio, a risolvere problematiche sui 730, sull'ISEE ecc pur non essendo di mia competenza, per errori che ho scoperto che facevano normativa alla mano (e sbattimenti per uffici vari richiedendo conferme scritte dall'INPS, dall'Agenzia delle entrate e poi girandole gratuitamente a tutti), perché sono una che va a fondo ed è giusto che le cose si sappiano, visto che la legge non ammette ignoranza.

Sono qui perché trovo incredibile che su una materia che è oggettiva e che dovrebbe essere semplice, quindi con risposta netta e certa, ci sia così tanta confusione quindi semplicemente volevo chiedere tale cortesia, poi ovviamente non è che obbligo a nessuno, ho già chiesto a vari architetti, geometri e notai e ognuno dice una cosa diversa, qualcuno mi ha fatto notare che questo avviene perché queste sono tematiche che in realtà appunto riguardano i termotecnici e non di questo tipo di professionisti che invece si occupano di muri ecc, né i notai, ma vorrei evitare di fare un'altra girandola tra vari termotecnici che mi dicano uno o una cosa diversa dall'altra, quindi se si riesce a sapere con certezza cosa dice la legge in questo caso sarebbe un grande passo in avanti, altrimenti, se nessuno lo sa per certo, non fa niente, grazie lo stesso.
 
L'agibilità il venditore la sta chiedendo ora, quindi con le norme attuali
io credo che con le norme attuali se non fa lavori pesanti non la avra mai,
Dovete cercare in Comune Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA)
se esiste con quella sei a posto

Se il certificato originale non è reperibile negli archivi comunali, è possibile ottenere l'agibilità oggi presentando la Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA), anche senza eseguire nuovi lavori, a patto che l'immobile soddisfi i requisiti vigenti al momento della costruzione o quelli attuali (a seconda dei casi e delle interpretazioni comunali, spesso si fa riferimento al D.M. 5 luglio 1975).

I requisiti da verificare e certificare tramite un tecnico abilitato includono:

  • Conformità degli impianti: Dichiarazioni di conformità (elettrico, idraulico, gas, termico). Se gli impianti sono vecchi e privi di certificazione, potrebbero necessitare di messa a norma o verifica.
  • Requisiti igienico-sanitari: Rispetto delle altezze minime (2,70 m locali principali, 2,40 m secondari) e superfici minime (28 mq per monolocali, 38 mq per due persone) secondo il D.M. 1975.
  • Sicurezza e Salubrità: Assenza di pericoli per la pubblica incolumità e stabilità strutturale.
  • APE: Attestato di Prestazione Energetica (obbligatorio anche per la SCA).
La mancanza del certificato rappresenta una carenza documentale che va sanata tramite la presentazione della SCA se si intende vendere o regolare la posizione dell'immobile.
 
trovo incredibile che su una materia che è oggettiva e che dovrebbe essere semplice, quindi con risposta netta e certa, ci sia così tanta confusione

Non vedo alcuna confusione, se non da parte tua. E' vero che io non sono "del mestiere", ma ti garantisco che mi sono dovuto preparare per bene sulla materia perché ho acquistato e venduto diverse volte e in un paio di occasioni sono finito per le vie legali contro il venditore, vincendo la causa, ma non ricevendo alcun risarcimento: in un caso la controparte ha dimostrato di essere nullatenente e ha dovuto scontare qualche mese di carcere, senza però ripagarmi di nulla. Nell'altro caso, la controparte si era resa irreperibile, ovviamente facendo sparire anche ogni proprietà.

In occasione di uno di quei due episodi, solo la mia preparazione sul Codice Civile, mi ha permesso di recuperare due immobili che avevo già dato in permuta, con atto notarile!
Nella casa dove abito, ho anche dovuto fare importanti opere di ristrutturazione in almeno due principali episodi, che hanno richiesto una pronuncia di abitabilità da parte del Comune, al termine dei lavori. In entrambe i casi non stavo né vendendo, né acquistando, ma ne stavo parzialmente cambiando la destinazione d'uso.
Non sono uno sprovveduto, né ti considero tale, è chiaro che ti sei informata della situazione e cerchi una qualche rassicurazione. Forse Dimaraz è stato troppo brutale nello scrivere che il parere del termotecnico lo devi chiedere a un professionista che si assuma la responsabilità delle sue dichiarazioni, ma il succo è proprio quello: solo una perizia asseverata ti può dare delle garanzie! Come hai potuto leggere, hanno oggettivamente ragione tutti e nessuno, dipende da quale punto di vista lo guardi. Nel tuo caso ti consiglio di considerare il caso peggiore e di valutare i costi dei lavori di adeguamento dell'immobile alla normativa attuale. Considera che un impianto può anche non essere presente, ma se c'è, deve essere a norma. L'abitabilità va sempre rivalutata ogni volta che vengono fatte importanti modifiche. Dato il valore dell'intero immobile, vale la pena che tu ti rivolga a un professionista abilitato, che si assuma legalmente la responsabilità delle sue dichiarazioni.

Quale è il tuo problema?
1) Sei preoccupata che la potenza di 10kW della stufa a gas non sia sufficiente a scaldare 53m² (= circa 160m³ di volume) di immobile? Sappi che in assenza di dispersioni termiche potrebbero certamente bastare anche per volumi superiori, se non hai l'esigenza di raggiungere la temperatura di esercizio in tempi ragionevoli, quindi quel dato non può essere ritenuto sufficiente a darti una risposta professionalmente valida. (Ti scrivo in base alla mia esperienza di lavoro in campo aerospaziale, ma la fisica è fisica sia sulla Terra, che nello spazio).
2) Sei preoccupata che il calore della stufa possa non raggiungere tutte le stanze dell'abitazione? Se non hai alcun mezzo per distribuire il calore nei vari ambienti, più che di preoccupazione io scriverei di certezza matematica! Ma questo c'entra più col comfort della casa, che con la sua abitabilità. Chiaro che anche il comfort ha il suo peso economico, specialmente se devi aumentare il tempo di accensione, a temperatura più mite, quindi con costi di esercizio maggiori, in modo da permettere la distribuzione del calore per convezione e irraggiamento in tutte le stanze, prima che la temperatura possa diventare insopportabile nelle vicinanze della stufa.
3) Sei preoccupata degli aspetti burocratici che comporterebbe una nuova richiesta di abitabilità? Vero, sono sempre grane, ma ti semplificherebbero le cose quando sarai tu a voler rivendere quell'immobile e nel frattempo avrai comunque fatto quei lavori che sono necessari a metterti in regola e godrai di un impianto di riscaldamento ben bilanciato e con consumi ridotti = più comfort e meno spese!

se si riesce a sapere con certezza cosa dice la legge in questo caso

Il link che ti ho messo al mio primo messaggio diceva proprio quello, tutti gli altri messaggi miei e degli altri che ti hanno risposto, hanno solo sviluppato il tema sotto i vari aspetti.

Ricorda che la Legge fissa dei principi, ma spesso rimanda alle normative (per dichiarare che un impianto è a norma ci si deve riferire alle normative, la Legge ti dice solo che, appunto, deve essere a norma!). Nel link erano evidenziati sia gli articoli di Legge, sia le relative normative di riferimento.
 
Riguardo chi mi ha scritto che per avere un parere di un termotecnico devo pagare, non è una considerazione molto carina, ovviamente non obbligo nessuno, ma io stessa in prima persona
I modi "rudi" (ma certamente non offensivi) sono automatici quando qualcuno chiede 3 volte la stessa cosa...non ti dico il trattamento che ci veniva riservato se in classe si usava lo stesso metodo.
Se dovessi prendere 1 euro per ogni "consulenza" che ho fornito in oltre 20 anni di frequentazione di forum tecnici sarei ricco.
Tu stessa te ne esci che hai chiesto a destra e manca...quindi cosa risolvi a ricevere ulteriori pareri non "autografati" ?
Ti crei ulteriori dubbi e paranoie.

Andiamo con
alcune precisazioni: - L'agibilità il venditore la sta chiedendo ora, quindi con le norme attuali (o, al massimo, del 1985, per l'esistenza di una precedente sanatoria).

Quindi ti stai traviando per una questione che non ti compete.
Se e quando ti presenta il documento di Agibilità sei a posto con le norme...salvo lo falsifichi.
- Sono stati fatti dei lavoratori di ristrutturazione nell'appartamento (abbassamento del soffitto non sanato

E tu stai valutando l'acquisto di un immobile con un abuso non sanato?
Allora hai una tendenza al masochismo.

qualcuno mi ha fatto notare che questo avviene perché queste sono tematiche che in realtà appunto riguardano i termotecnici
Qualcuno che parla a vanvera.
Un termotecnico è certamente più "qualificato" per suggerirti eventuali modifiche al sistema di riscaldamento e\o fare i relativi calcoli....ma qualsiasi ingegnere\architetto\geometra che si occupi di "edilizia abitativa" deve saper rispondere sul tema.

Come già scritto non puoi pretendere che tali "tecnici" si prendano la briga di rispondere esaurientemente ...ma gratuitamente.
Che poi già in esordio spieghi che
Un architetto che sta valutando la documentazione sostiene che questo non viola la normativa del 1975 che prevede il riscaldamento in ogni stanza se la stufa è abbastanza potente da riscaldarle teoricamente tutte.
ora ti fornisco un paio di consigli "gratuiti":

1) mai mettere in sfida\confronto il tecnico che hai incaricato con altri.
Lo paghi\pagherai perchè lui si assuma le responsabilità del caso.
Se non ti fidi di quello che ti dice significa che non hai fiducia e\o non lo hai scelto cum grano salis

2) fai valutare se esistono problematiche per fruire dei Bonus Fiscali qualora tu intenda dotare successivamente l'immobile di un impianto di riscaldamento....per certi il prerequisito è l'esistenza di un impianto.
 

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