Stufa pellet + puffer + riscaldamento a pavimento


simoasis

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13 Gennaio 2020
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Ciao a tutti,
ho una stufa a pellet con puffer da 650 litri. Li ho sempre usati con i radiatori ma adesso mi stanno facendo dei lavori di ristrutturazione e sto mettendo il riscaldamento a pavimento.
Fino ad ora impostavo una temperatura massima (65-70 gradi) e una minima (45-50) del puffer e la caldaia si accendeva quando scendeva sotto la minima fino ad arrivare alla massima e via così...
Adesso, secondo chi ha già esperienza diretta, come dovrei procedere all'impostazione delle temperature?
Inoltre, io ho 3 termostati in 3 zone della casa, collegati in wifi così da gestire le varie temperature nelle zone che se raggiunta una certa temperatura loro si spengono.
Contando che dalle 8 del mattino alle 6 di sera non ci sono mai, avete qualche consiglio pratico di gestione?
Accetto tutti i consigli, grazie...
 
Si, il "puffer" puoi gestirlo come prima, anche piu' in alto con la T ed in basso (no, se fai anche acs con il tuo impianto).

Sul radiante devi utilizzare una miscelatrice in uscita dal puffer che invierà acqua calda ai 3 collettori del radiante secondo le "indicazioni" di una centralina climatica (regolazione climatica, ovvero piu' freddo fa fuori, piu' calda sarà l' acqua).

Non servono termostati di zona.

Per regolare la T ottimale delle tre zone, se parte della stessa casa, basta usare i regolatori di flusso del radiante, diminuendo il flusso sulle zone troppo calde, ed aumentandolo su quella fredde.

Il termostati di zona sul radiante sono troppo lenti, non riuscirebbero a stare dietro alla isteresi del sistema che impiega ore per scaldarsi e raffreddarsi ......

Con il radiante a pavimento dimenticati la vecchia gestione a termostati di zona!
 
Grazie per la risposta.

Si lo uso per acs quindi direi minimo 40 gradi.
I termostati il mio idraulico me li ha consigliati perché ci sono alcune zone in cui non vorrei avere più di 16-17 gradi, quindi raggiungendo quella temperatura quella zona si spegne…

Vorrei solo cercare di ottimizzare la
caldaia per far sì che non si accenda troppo spesso, oppure che faccia spesso accesa/spenta/accesa/spenta
 
... se hai due sonde sul puffer (in alto minima ed in basso max) e setti entro i limiti di utilizzo del tuo impianto, non puoi ottimizzare in altro modo, se non, nelle mezze stagioni, limitando la potenza massima della caldaia per aumentare le ore di accensione continue.

Dall' altro lato la caldaia a potenza ridotta ha una minor resa, ovvero dovresti aumentare di qualche grado la T anticondensa, se hai la possibilità di farlo (semplice se utilizzi una mix con motore e regolata da centralina).

La gestione delle arie primaria e secondaria tramite sonda lambda affinano le regolazioni, insieme alla gestione della depressione in camera di combustione controllata da sensore di depressione ....

Grossomodo questo è quanto fanno le centraline delle caldaia piu' evolute, o meglio le centraline evolute delle nuove caldaie!
 
Anche io ho lo stesso sistema, ho due termostati ambiente ma, come già suggerito da Scresan, sono da "interpretare", nel senso che non puoi più concerpirli come prima, in quanto l'inerzia del pavimento radiante è tale per cui nel momento che il termostato chiude, tu avrai ancora una o due ore di spinta. Ogni casa e ogni famiglia ha le sue necessità e devi andare per tentativi trovando la soluzione più adatta.
Al momento, nel pieno inverno, accendo la caldaia 4/5 ore prima della sveglia, fermandola un ora prima dell'uscita di casa; nel pomeriggio accendo tra le 14 e 16, spegnendo 2 ore prima della notte. Nei festivi adatto le accensioni e lo spegnimento agli orari diversi.
Inizialmente mi avevano suggerito di lasciare la caldaia sempre accesa, gestendo le temperature dai termostati, ma alla fine facevo un sacco di accensioni inutili, perchè non appena leggeva un calo di 1 grado nel puffer partiva, anche se non c'era richiesta dall'impianto.
Questo è un mio problema, probabilmente altre caldaie hanno la possibilità di settare un delta di temperatura più intelligente e potrebbero avere un altra gestione.
Nello specifico della tua richiesta sulle temperature, io ho settato la caldaia alla minima temperatura di 60°, con il pavimento radiante non ti serve andare oltre, tanto poi viene miscelata a 34/35.
 
Anche io ho lo stesso sistema, ho due termostati ambiente ma, come già suggerito da Scresan, sono da "interpretare", nel senso che non puoi più concerpirli come prima, in quanto l'inerzia del pavimento radiante è tale per cui nel momento che il termostato chiude, tu avrai ancora una o due ore di spinta. Ogni casa e ogni famiglia ha le sue necessità e devi andare per tentativi trovando la soluzione più adatta.
Al momento, nel pieno inverno, accendo la caldaia 4/5 ore prima della sveglia, fermandola un ora prima dell'uscita di casa; nel pomeriggio accendo tra le 14 e 16, spegnendo 2 ore prima della notte. Nei festivi adatto le accensioni e lo spegnimento agli orari diversi.
Inizialmente mi avevano suggerito di lasciare la caldaia sempre accesa, gestendo le temperature dai termostati, ma alla fine facevo un sacco di accensioni inutili, perchè non appena leggeva un calo di 1 grado nel puffer partiva, anche se non c'era richiesta dall'impianto.
Questo è un mio problema, probabilmente altre caldaie hanno la possibilità di settare un delta di temperatura più intelligente e potrebbero avere un altra gestione.
Nello specifico della tua richiesta sulle temperature, io ho settato la caldaia alla minima temperatura di 60°, con il pavimento radiante non ti serve andare oltre, tanto poi viene miscelata a 34/35.

Esatto, era un po’ questo che mi interessava capire..
Quanto prima accendere e quanto prima spegnere.
Anche a me hanno detto di lasciare sempre acceso impostando una temperatura, però così come dici tu, appena si abbassa di mezzo grado mi riparte tutto e si accende e spegne ogni ora, cosa che vorrei evitare.
Quindi in sostanza accenderei 2 ore prima del mio rientro e spegnerei 2 ore prima dell’uscita, corretto?
Impostando anche varie temperature delle zone, ad esempio io voglio dormire sempre con 16 gradi e in camera imposterei quello, mente in salone anche 18…
 
Considerando che ogni casa e ogni impianto sono diversi, ti consiglio di fare delle prove, indicativamente puoi partire dalle mie indicazioni, ma sono molto personali. Nel mio caso 2 ore di anticipo non sono sufficienti, ma qui entrano in gioco anche i fattori ambientali, giornata umida o di sole etc etc. Poi devi considerare anche il percepito di confort, con il pavimento radiante se hai 19 gradi e il pavimento caldo, perchè è in fase di riscaldanento, hai una senzazione confortevole, se hai 19 gradi con pavimento spento, ni.
Sul discorso delle temperature non sarà semplicissimo, sempre per via dell'inerzia, potresti dover settare la camera da letto a 18, per poterla avere a 16 durante la notte, senza rischiare che scenda troppo.
Il mio impianto è un pò datato e le valvole delle varie zone sono meccaniche, un valido aiuto potrebbe essere installare della valvole che di permettano di gestire in maniera automatica, magari anche da remoto, le varie zone; scaldare la camera da letto il mattino è inutile, ma al momento non posso gestire singolarmente le zone.
 
Ultima modifica:
Secondo me pensate ad una gestione che è ancora quella dei termosifoni!

Non è corretto usare il radiante in qual modo, perchè avrete sempre dei problemi a "centrare" le T volute dentro casa.

La miscelatrice davanti al radiante deve essere controllata da una centralina che fa da regolazione climatica:

1- prende la T esterna tramite un sensore
2- decide che T mandare al radiante
3- applica le correzioni "giorno e "notte"
4- dai valori standard proposti potete "aggiustare" il tiro
a- usando una curva climatica diversa fra quelle presenti
b- modificando i valori di correzione giorno e notte.

Tutto h24, sempre!

Per le zone della casa troppo calde, basta andare sui collettori e regolare il flusso dei serpentini (piu' basso se troppo caldo, piu' alto se troppo freddo).

Altra gestione per la caldaia ed il puffer.

Qualsiasi caldaia a biomassa lavora bene "calda", intendo dai 65 ai 75-80 gradi. Resa alta, fiamma vivace, scambiatori marroncino grigi, cenere impalpabile, durata massima della caldaia

Il puffer "accumula" in proporzione alla T acqua massima e quella minima. Un dT di 40 gradi su un 600 lt è come un dT di 20 gradi su un 1200 lt.

Spesso alla bella "teoria" si contrappone la pratica:

qualsiasi idraulico o progettista sovradimensiona il generatore.

Qui iniziano i problemi.

Un generatore viene "dimensionato" per poter tenere calda la casa + acs per x persone, nella peggiore delle situazioni, rispetto alla zona climatica dov'è installato.

Questo semplicemente significa che è "sovradimensionato" per il 90% del tempo che lavora, in quanto fuori non ci sono sempre -10°C come da progetto, ma 10-15 ° come in queste strane stagioni.

Tutto questo anche se "attenuato" dal puffer, tende a generare numerose accensioni e spegnimenti della caldaia, che non è intelligente (alcune si) e non va prendere la T esterna per mediare la potenza di lavoro, ma guarda la T del puffer e se sotto al parametro programmato, ci da dentro, se sopra si ferma.

Qualche produttore, copiando i teutonici, inizia a mettere le 3 sonde per rilevare le T dentro il puffer sulle 3 altezze, e da questi valori dedurre una "strategia di potenza" da applicare per riuscire a diminuire al massimo le riaccensioni.

Nelle vostre caldaia immagino che tutto questo non ci sia, quindi una possibile soluzione alle vs gestioni:

1- usare la regolazione climatica e regolare i serpentini
2- ridurre nelle mezze stagioni la potenza massima della caldaia, magari fissandone il lavoro ad uno step "fisso" di potenza:

2/3 mezze stagioni
4 se fa un po' piu' freddo
5/6 se fuori c'è una nuova glaciazione in atto!
 
Anche io ho lo stesso sistema, ho due termostati ambiente ma, come già suggerito da Scresan, sono da "interpretare", nel senso che non puoi più concerpirli come prima, in quanto l'inerzia del pavimento radiante è tale per cui nel momento che il termostato chiude, tu avrai ancora una o due ore di spinta. Ogni casa e ogni famiglia ha le sue necessità e devi andare per tentativi trovando la soluzione più adatta.
Al momento, nel pieno inverno, accendo la caldaia 4/5 ore prima della sveglia, fermandola un ora prima dell'uscita di casa; nel pomeriggio accendo tra le 14 e 16, spegnendo 2 ore prima della notte. Nei festivi adatto le accensioni e lo spegnimento agli orari diversi.
Inizialmente mi avevano suggerito di lasciare la caldaia sempre accesa, gestendo le temperature dai termostati, ma alla fine facevo un sacco di accensioni inutili, perchè non appena leggeva un calo di 1 grado nel puffer partiva, anche se non c'era richiesta dall'impianto.
Questo è un mio problema, probabilmente altre caldaie hanno la possibilità di settare un delta di temperatura più intelligente e potrebbero avere un altra gestione.
Nello specifico della tua richiesta sulle temperature, io ho settato la caldaia alla minima temperatura di 60°, con il pavimento radiante non ti serve andare oltre, tanto poi viene miscelata a 34/35.

e no. purtroppo chi ti ha fatto l' impianto ha toppato...i termostati, non dovresti praticamente averli. l' impianto dovrebbe girare SEMPRE al limite imposti da climatica un paio di gradi meno per la notte, ma sempre acceso.
la caldai poi, dovrebbe essere comandata dal puffer e lavorare con un delta di temperatura...ma questo delta va gestito da due sonde posizionate nel puffer, una di minima e una di massima.
 
L'impianto ha 8 anni, probabilmente all'epoca non c'era ancora molta esperienza su sistemi di questo tipo; non appena avrò la possibilità economica sostituirò i flussometri con dei modelli automatici, per il momento devo tamponare cercando altre soluzioni.
 

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