Nel numero di ottobre 2008 di “Le Scienze” c’è un articolo molto esaustivo sul problema, consiglio di leggerlo.
Riassumendo:
-il ciclo solare n°24 dovrebbe essere già iniziato da almeno un anno. Dovrebbe, perché in effetti a tutt’oggi di attività solare ce n’è pochina. Personalmente la cosa mi preoccupa, ma nel senso contrario.
-nulla lascia intendere che sarà un ciclo particolarmente vivace.
-c’è comunque da aspettarsi un certo numero di brillamenti gagliardi, ma eventi disastrosi non sono particolarmente probabili.
-nel caso avvenisse quanto temuto c’è sempre la speranza che il brillamento avvenga in una zona di superficie solare non allineata con la terra.
-nella malaugurata ipotesi che ci fosse l’allineamento, siccome il fenomeno dura parecchie ore ce lo beccheremo tutti, alcuni in misura maggiore se saranno allineati durante il massimo.
Grosso modo i fenomeni sono di tre tipi:
-1-lampo di raggi X e fotoni ad altissima energia. Arrivano 8 minuti dopo essere stati generati. Quando li vediamo è perché li abbiamo addosso, non c’è modo di vederli prima perché viaggiano alla velocità della luce. Al massimo ci si può preallertare se vediamo gruppi di macchie particolarmente attive.
-2-vento solare. Una grande quantità di massa coronale viene espulsa. Viaggia a grande velocità, ma impiegherà comunque 15-20 ore per raggiungerci. Effetti consistenti sulla parte alta dell’atmosfera.
-3-correnti protoniche, contemporanee al vento con effetti elettromagnetici rilevanti, quali disturbi nelle telecomunicazioni, correnti indotte un po’ ovunque
Danni attesi:
-biologici diretti. Non particolarmente rilevanti. Ci sono numerose testimonianze storiche di aurore boreali (associate a questi fenomeni) eccezionali, senza che siano state segnalate particolari conseguenze.
-Ambientali. Si suppone che tali eventi abbiano conseguenze sul buco dell’ozono e sull’equilibrio climatico, specie sulle condizioni dell’alta atmosfera.
-Tecnologici. Grossi problemi a tutte le installazioni che gestiscono il trasporto dell’energia e dell’informazione.
Le problematiche più rilevanti sono connesse ai danni tecnologici.
Fortunatamente siamo in condizione di prevedere con un congruo anticipo il fenomeno (15-20 ore) e disattivare, non utilizzare, proteggere le strutture eventualmente soggette a stress.
La protezione non sarà totale, ma è lecito pensare che sia possibile ridurre sensibilmente i danni.
Naturalmente bisogna pensarci già da adesso. Senza panico.
Ciao
Tersite