Termocamino a vaso aperto e caldaia in blocco per bassa pressione


Salve a tutti,
sono nuovo del forum e volevo chiedere in merito un argomento simile a quello del titolo di questa discussione, ho da poco comprato una casa con al suo interno un camino fornito di caldaia anni '90 che fornisce acqua calda per riscaldamento (8 termosifoni), tale camino è fornito di pompa di ricircolo, vaso aperto a circa mt 5 e una valvola di sicurezza per sovrapressione, vorrei combinare al sistema termosifoni una caldaia a gas per un utilizzo più immediato ma ovviamente la pressione diversa dei due sistemi manderebbe in blocco la caldaia a gas, avevo pensato di intercettare i tubi mandata e ritorno del camino tramite due valvole a tre vie motorizzate collegando i tubi mandata e ritorno della caldaia in maniera tale che le valvole attivandosi con l'accensione della stessa escludessero il camino e viceversa con lo spegnimento, in questo modo i due impianti rimarrebbero separati e non si sommerebbero le due potenze e per ovviare alla differenza di pressione avevo pensato di montare sul tubo di mandata della caldaia prima della valvola motorizzata una valvola di riempimento automatico regolabile con manometro in maniera tale che ci pensi lei al ripristino della pressione quando vi è il calo causa cambio sistema. Sono consapevole che potrei montare una scambiatore di calore a piastre ma credo che farebbe perdere un pò di efficienza all'impianto considerato che il camino resterebbe quello primario.
A questo punto dell'episodio qualcuno di voi ha mai pensato ad una soluzione del genere? Può essere valida?
Grazie e saluti.
 
per non sommare le potenze serve una piastra di scambio (e non delle valvole come vuoi fare tu)
in questo modo, inoltre, puoi far lavorare la caldaia a vaso chiuso e il restante a vaso aperto.
 
Grazie per la risposta celere, non conosco ancora la potenza reale del camino in quanto di non recente costruzione trovo qualche difficolta a reperire informazioni, ma nel caso in cui la somma dei due impianti non superi i kw 35 la mia soluzione può essere valida o comunque è sempre preferibile la piastra di scambio?
 
sempre preferibile piastra di scambio
la tua soluzione è "carina", ma irrealizzabile da un punto di vista tecnico
 
Va bene per la piastra di scambio, pensavo ad una pacetti bv15 40 piastre perchè ho scoperto che il camino sviluppa potenze oltre 30 kw/h, considerato che collegherei la caldaia alla piastra di scambio e basta e l'impianto camino lo lascerei invarito con la sola modifica di collegare mandata e ritorno alla piastra, premetto che il camino ha già la sua pompa con termostato per l'attivazione, per la caldaia che dovrà fare solo il tragitto andata e ritorno dallo scambiatore è necessario mettere una pompa in ausilio, non dovrebbe bastare quella della caldaia stessa?
 
quindi... su 8 termosifoni manderesti 30 kw diretti.....
mi sa che ti stai buttando su un pozzo nero....
ascolta il consiglio di cristian29, avrai mooooooooooooolti meno problemi
 
Non ho spazio per un puffer e comunque vivo a Palermo e vi posso garantire che i riscaldamenti da queste parti si utilizzano si e no 2 mesi l'anno spesso a giorni alterni e neanche tutto il giorno accesi.....detto questo il camino funziona egregiamente già così com'è e non ha mai dato problemi considerato che non sarebbe acceso 24h/24 ma solo per periodi più brevi e aggiungo che la potenza dello stesso sarebbe legata anche dalla mano che lo carica....no devo mandare avanti una locomotiva quindi penso che con piccoli carichi e un occhiata ogni tanto la cosa e più che gestibile, io vorrei solo aggiungere una caldaia a gas per questioni di praticità e immediatezza (accendere i riscaldamenti solo per 30 minuti per esempio e in quel caso non metterei mano al camino), per quanto riguarda il camino è un Palazzetti Termopalex TP 25/76 e la targhetta identificativa riporta le seguenti caratteristiche: potenza nominale 25000 kcal/h, potenza focolare 32000kcal/h, pressione max di esercizio 3 atmosfere; secondo i miei calcoli parliamo di oltre 30kw/h o sbaglio? C'è da dire che l'ape fornito dal venditore della casa per il camino riporta una potenza di 19,5 kw/h ma a questo punto non so quanto sia attendibile, comunque in merito alla mia domanda pompa aggiuntiva o no non mi dite nulla?
 
io da parte mia un consiglio te l'ho dato, anzi, due:

1- piastra di scambio
2- puffer (meno esigenze termiche si hanno, più il puffer serve. Molti pensano erroneamente il contrario...) Se non hai spazio, è un'altro discorso...

Un piccolo appunto: dici di avere pochissime esigenze termiche, ma il fabbisogno è di 20 kw. O la casa è isolata malissimo, o la certificazione è farlocca.

P.S.: un puffer ti eviterebbe appunto di montare una caldaia a gas, ma se pensi sia inutile, non mi metto a spiegarti il perchè.

Tua domanda: per una piastra di scambio servono due pompe, la primaria e la secondaria. Quella della caldaia a gas viene gestita dalla caldaia stessa, e non dal sistema piastra.
 
Dott Nord Est.....ti ringrazio per le tue risposte e i tuoi consigli, per la piastra mi hai convinto e mi farebbe anche risparmiare vista la mia idea iniziale, sul certificato non saprei dirti forse è veramente farlocco, la casa è una villetta indipendente su due livelli con intorno solo giardino e alberi, la mia idea per la caldaia a gas era che la stessa mandasse acqua calda alla sola piastra e basta (e di conseguenza tornare indietro tramite la stessa piastra con la sola spinta della caldaia) e la piastra col secondo circuito attivato dalla pompa del camino (camino spento) la portasse ai termofini ma forse mi sfugge qualcosa..........in merito al puffer, ripeto che attualmente non ho spazio e dovrei fare lavori per ricavare lo spazio necessario per poterlo montare, come andrei ad alimentarlo se il camino lo terrei acceso per periodi non lunghi e solo due mesi l'anno? Anche perchè il puffer se non sbaglio comparta anche modifiche all'impianto idrico tra collegamenti vari....a questo punto i reali vantaggi devono essere valutati in base alle proprie esigenze e alle potenzialità che si hanno considerato che una spesa in qualche modo deve avere un suo ritorno e vantaggio o sbaglio?
 
Con il TC acceso non serve la caldaia accesa per riscaldamento, in quel caso la caldaia lavorerebbe solo per ACS e spenta per riscaldamento, tanto i due impianti sono separati e il TC non avrebbe problemi a tenere la casa calda.
 
ok, ma la centralina della caldaia gestisce la pompa in base alla sua T° e logica di funzionamento, non in base al tc.......
inoltre le due pompe devono gestire anche la sovratemperatura del tc, cosa che il gas non fa....
 
Allora......il tuo ragionamento è perfettamente logico, non fa una grinza, ma segui il mio, i due impianti sono forniti di sistemi di sicurezza compreso la sovratemperatura e considerato che sono separati si possono influenzare fino ad un certo punto...... la caldaia può settare i parametri di temperatura dell'acqua e di ambiente ma considera che secondo la mia idea la stessa andrebbe a riscaldare una quantità d'acqua di molto inferiore a quella normale (penso 1/10 circa), quindi raggiungerebbe la temperatura impostata più velocemente e la manterrebbe con maggiore facilità il tutto con un consuno di gas molto inferiore, nel momento in cui imposti le temperature nella caldaia la stessa lavorerà per mantenere quei parametri, quindi se ipotizziamo 70 gradi di temperatura acqua impostati nella caldaia e consideriamo le perdite di carico del tragitto e della piastra nel circuito primario in teoria dovremmo avere circa 50/55 gradi in uscita dalla piastra per il circuito secondario significherebbe circa 50/45 gradi ai termosifoni, il tutto non considerando il TC e con un consuno di gas minimo, detto questo nel momento in cui il termostato della caldaia rileverà la temperatura ambiente da noi impostata, ipotizziamo 20 gradi, la caldaia andrà in standbay fino ad un abbassamento di temperatura per poi ripartire, il circuito secondario funzionerà con la sua pompa attivata manualmente o con il suo termostato, aggiungo inoltre che se dovessimo accendere anche il camino e quindi fornire più calore all'ambiente la caldaia andrebbe comunque in standbay e i due sistemi non lavorerebbero contemporaneamente. Facendo qualche ricerca ho trovato che per risparmiare sui consumi di gas alcuni condomini hanno messo in pratica questo sistema cioè della caldaia gas collegata soltanto ad un separatore a piastre e un circuito secondario attivato da pompe collegato ai termosifoni il tutto ovviamente ridimensionato per le necessità di un condominio, detto questo credo che la mia idea non è proprio buttata li ma possa funzionare.
 
la pompa del secondario deve lavorare in contemporanea con quella del primario
hai un generatore a legna......
cmnq se sei convinto del tuo sistema, io alzo le mani. :)
 

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