Tipo di legna e aria primaria

das873

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Salve a tutti,
ho un camino ventilato montegrappa quadra plus.
Per tre anni e mezzo ho utilizzato legna di faggio (quello classico a bancali... cioè di importazione).
Ho notato che (solitamente) riesco a tenere l'aria primaria chiusa e il camino mantiene la combusione con una sufficiente fiamma a produrre il calore necessario (ho visto infatti che il mio camino predilige la fiamma... quando c'è brace scalda molto meno)...
Quest'anno ho preso legna di frassino (stagionatura 2 anni in tronchi e 10 mesi tagliata) e ho notato che gli serve che apra l'aria primaria a metà o anche tutta per produrre la fiamma che mi è necessaria per avere la giusta caloria.

Tutto ciò è normale???
 
riformula, che SENZA comburente contenente ossigeno NON ci può essere combustione, quindi prima al limite secondo una tua impressione te ne serviva meno che da qualche parte dovevi pur prendere,

anche se personalmente credo tu abbia una combustione asfittica utilizzando qualsiasi legna se le premesse sono quelle, che uno potrebbe leggere tu abbia SOLO aria secondiaria, il che NON può esistere se la PRIMARIA non ha fatto ex-ante il suo lavoro che vedi a disegnino
:bye1:

combustione.png
 
Ciao Biomassoso.
Sorry... mi sono espresso male... ho messo il modello di camino dando per scontato che avendo io una sola regolazione di aria possibile (che ho chiamato primaria) fosse sottointeso che aria "chiusa" si capisse che voleva dire "al minimo"... In pratica c'è una linguetta che se tenuta "dentro" fa passare poca aria. Mentre se tenuta fuori fa passare molta più aria.
(So benissimo che senza ossigeno non può esserci combustione...)

Mi chiedevo dunque da dove nascesse la necessità di maggiore aria del frassino rispetto al faggio per produrre una fiamma decente...
Sulle prime avevo pensato alla quantità di acqua della legna... ma credo (e vedo) che l'essicazione di entrambe mi sembra ottimale...
 
Ciao das873,

il tuo problema molto probabilmente è che la legna non è secca, stagionatura di 2 anni in tronco e 10 mesi tagliata la legna anche se lasciata in posto arieggiato non è sicuramente sotto i 35% di umidità, considera che in tronchi la legna secca molto, ma molto più lentamente (da qualche parte avevo letto che in tronchi secca 1 cm all'anno partendo dall'esterno e 10 mesi spaccata sono molto pochi)
 
Uhm... potrebbe essere come ho ipotizzato... ma nell'esperienza passata legna di faggio con stagionatura comparabile mi bruciava con l'aria al minimo...
Il 35% però mi sembra troppo (sarebbe quasi come fresca)
Comunque a breve dovrò passare dal mio CAT che ha un misuratore di umidità per legna e la faccio controllare.
 
Ciao das873,

fidati, dovresti provare a misurare l'umidità della tua legna (ci sono su ebay apparecchi da 10/20 euro), ma non la parte esterna del ciocco che sicuramente è secca, ma lo rispacchi in 2 e misuri nel centro e poi vedi se l'umidità è meno del 35%
 
Eccomi qui! :bye1:

Allora: mi sono fatto prestare un buon misuratore di umidità per legno e materiali (questo: Misuratore di umidità per materiali VOLTCRAFT FM-200 Range di umidità materiali da costruzione (intervallo) 0.2 fino a in vendita online - FM-200 | Conrad)

Ho provato sia l'esterno di un legno già spaccato che un bel ciocco rotondo da 15cm che ho spaccato a metà e ho misurato il "cuore".
In entrambi i pezzi l'umidità era compresa tra 13,5-14,5%....

Quindi mi sembra ottima.

Dunque non mi spiego la necessità di maggiore aria per avere fiamma sufficiente al paragone col faggio...
 
Ti dirò... Con il faggio vedevo che la legna spaccata rendeva una fiamma perfetta, mentre il classico ramo o ciocchetto rotondo rendeva male e dovevo aprire l'aria e/o muoverlo. Ora col frassino sia la spaccata che la tonda danno fiamma in maniera equivalente, tuttavia la fiamma é bassa e per averla comparabile al faggio devo aprire un pochino l'aria... Non che sia un problema, ma sulla carta faggio e frassino dovrebbero avere stessi kw... Ma mi accorgo che con l'aria al minimo il frassino scalda un pochino meno...
 
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