tipologia della biomassa


Ciao GIRO...ti basta questa come taglia?
:D

Se non vado errato mi sembra polacca ma non sono sicuro.....poi ve ne sono Danesi ed Inglesi, ma apparati già predisposti per co-trigenerazione non so se si trovi qualcosa qui in Italia..

4400 kcal/kg è una resa alquanto sovradimensionata se potere calorico inferiore....ma ci può anche stare col superiore con umidità del 15%

Saluti Bio-Mas

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Dimoniu! ma questa è l'Enel di Portovesme!
L'idea di coltivarsi una fila di piante con i reflui prodotti in loco è soprattutto quella di rendere sostenibile un insediamento in ambito agricolo per acqua calda e riscaldamento, se poi si può fornire energia alla rete aggiungendo una fonte di guadagno, meglio, ma questo.....mi pare un po fuori scala.
Ho visto l'immagine di una onnivora (calorina?), intendevo più qualcosa del genere. un abbraccio Marco
 
CITAZIONE (biomassoso @ 2/5/2007, 02:29)
4400 kcal/kg è una resa alquanto sovradimensionata se potere calorico inferiore....ma ci può anche stare col superiore con umidità del 15%​

Ciao biomassoso... erano 4400 kWh/ton cioè circa 3800kcal/kg... forse così i conti ti tornano un pò di +
:D

Saluti
 
Di nuovo ciao a tutti; ho inserito nel mio sito uno studio che riguarda la fitodepurazione: si pone a confronto la capacità filtrante del vetiver e delle comuni canne fornendo all'ingresso di vasche (constructed wetlands) reflui fognari non trattati. Lo studio é stato condotto dall'Università di Catania e dall'Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari; lo scopo di tale studio è stato quello di valutare nel complesso: l'analisi dei costi delle strutture, valutare la capacità filtrante delle due essenze, fattore di crescita della biomassa, quantità e composizione, carico idraulico e tempi di trattenimento nelle vasche, possibilità di riutilizzo delle acque filtrate, porre a confronto diversi metodi di riutilizzo delle acque.
Per evitare il tedio totale, inserisco il link così chi vuole se lo guarda in dettaglio:
http://www.vetiversardegna.it/documenti/ph...wastewaters.htm
Questo studio in parte risponde alla domanda: quanto degli inquinanti resta nelle radici e quanto viene trasferito nella biomassa della parte aerea: la TAVOLA 8 e 9 indicano in percentuale i principali inquinanti N,P,K,Na. Ebbene non si comportano nella stessa maniera: N, P e K passano nelle foglie (nei dintorni dell'1%) mentre il sodio resta inchiodato nelle radici(nell'ordine dello 0,03% nel fogliame). In ogni caso lo studio presenta dei difetti: è stato interrotto al 20 di Agosto quando il ciclo vegetativo non è ancora completo (attività fino a Novembre), considera una piantagione al suo primo anno di vita, in genere piantando a Giugno, si ottiene una certa maturità della pianta solo a partire da Settembre, quindi soprattutto la quantità di biomassa prodotta è quella relativa al periodo di stabilizzazione e va considerata come dato parziale.
Questi sono i fatti, spero di poter aggiungere di più in futuro, adesso ditemi cosa ne pensate voi.
Ciao Marco
 
Leggendo i vari interventi a riguardod el vetiver mi sembra ci capire che buoni studi sono stati svolti relativamente alla fitodepurazione.

Propongo pertanto di aprire nell'apposita sezione dell'inquinamento delle acque una discussione dove riportare i risultati ( al fine di mantanere efficiente il forum ).

A presto.
 
Scusa se ricapitolo, ma la domanda originale era: posso fare andare una caldaia per ACS e riscaldamento ed eventuale termogenerazione con la mia coltivazione di vetiver? (usarla anche per fitodepurazione in modo da produrre più massa foliare, risparmiando acqua e riciclarne una parte è una considerazione dalla quale si può prescindere in quanto secondaria.)
Ci siamo solo posti la domanda se fosse il caso di riportare in atmosfera ciò che transita nella fossa settica, ed in che percentuale.
La domanda che ti faccio è sempre questa: esiste una caldaia che divori trinciato?
A che dimensioni è bene ridurre questo trinciato affinchè la coclea non si inceppi?
Come sarebbe meglio raccogliere questa biomassa? falciacaricatrice per poi essiccare il trinciato oppure imballaggio classico per fornire alla caldaia le balle così raccolte?(sempre che esista un sistema di carico appropriato).
Se vuoi parliamone anche nella parte relativa alla fitodepurazione
:)

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CITAZIONE
posso fare andare una caldaia per ACS e riscaldamento ed eventuale termogenerazione​

Si può fare tutto: la risposta è SI'

CITAZIONE
esiste una caldaia che divori trinciato?​

Sì. E se non c'è, la si costruisce o la si modifica.

CITAZIONE
A che dimensioni è bene ridurre questo trinciato affinchè la coclea non si inceppi?​

Direi che per bruciare 100 tonnellate all'ora potrebbe bastare anche una coclea di diametro di un paio di metri, quindi puoi anche non trinciare.



Morale: se non dici di che potenzialità la vuoi questa caldaia, come si può rispondere? Ci sono piccole stufe a pellet da 15 kW con cocleee che quasi non si vedono tanto sono piccole, e centrali a biomasse da 20 MW con sistemi di caricamento automatici che costano un paio di milioni di euro.
Se la caldaia è grande, è inutile trinciare o usare coclee, ci si infilano dentro le rotoballe intere; se è piccola magari devi trinciarla fine come i pellet.....
 
E hai ragione pure tu, il disegno è chiaro nella mia testa, in quella altrui molto meno.
Mettiamo giù due cifre. I locali assommano a circa 500 metri cubi e l'acqua calda per 4-6 persone. è mia intenzione usare un riscaldamento a pavimento tipo bassa temperatura.
Mi piacerebbe anche generare corrente se questa potesse essere rivenduta alla linea come avviene per il fotovoltaico.
Venti MW sono un pò troppi però....
 
OK.
Per 160 mq può volerci molto oppure poco, dipende da come è isolata, da come sono gli apporti calorici totali e le perdite totali. Però mi sembra che ci si possa stare dentro con un cogeneratore tipo totem, se l'isolamento è buono... ovvio che non puoi "bruciare", devi gassificare o produrre biodiesel.
Se vuoi generare energia, è una scelta praticamente obbligata, visto che per i costi di acquisto e di esercizio sei quasi costretto ad usare un motogeneratore a scoppio. (di microturbine così piccole non ne he ancora viste, sul mercato)
Se invece vuoi solo l'ACS (ed a quel punto, niente energia) basterebbe un boiler a legna, adattato al trinciato con un caricamento a coclea o a pistone (che sarebbe meglio, vista la silice che la vetiveria contiene)
Una soluzione veramente economica, pure troppo: quanta "erba" hai a disposizione annualmente?

Dimenticavo, ci sarebbero anche le stufe a rotoballe (non è un insulto....) tipo danese, le carichi ogni due o tre giorni e ti fanno riscaldamento ed ACS. Forse come affidabilità e comodità sono anche meglio della piccola stufa da caricare con la coclea. Difetto: sono enormi, grosse come un box auto prefabbricato, e le devi quindi mettere all'esterno della casa.
 
Mi par di capire che gassificare e produrre biogas sono cose diverse vero?
per quanto attiene l'isolamento considera che il tutto sarà da costruire ex novo, quindi...
Ti capita di avere qualche dettaglio in più circa la Danese a rotoballe? : marca, foto, qualcosa per fare una ricerca?
Mi sei di grande aiuto!
Per l'erba al momento dispongo di un potenziale di circa 15-25 T/anno ma conto di raddoppiare, e coltivare su un'appezzamento dai 20 Ha in su, non tutti però!
 

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