Forse c'è un po' di confusione fra espansione e sicurezza di un impianto a vaso chiuso:
1- l' espansione viene garantita dal vaso di espansione precaricato, di solito collegato ad un ritorno freddo dell' impianto, e serve semplicemente a mantenere costante la pressione dello stesso. Per dimensionarlo si utilizzano delle tabelle (o formule per i piu' bravi!) che tengono conto di: lt totali impianto, Dt temperature di funzionamento, tipo di liquido ed altezza ultima utenza (termosifone o simili).
2- la sicurezza invece, viene garantita da una valvola di massima pressione installata all' uscita del generatore di calore, il piu' vicino possibile, non intercettabile da nessuna valvola.
Oltre a garantire la sicurezza in pressione, sui generatori a biomassa si deve garantire anche la massima temperatura di esercizio, di solito tramite 2 accessori:
a- la valvola di scarico termico, collegata ad un serpentino immerso nella parte alta della caldaia, che tramite un sondino che rileva la temperatura della caldaia stessa, aprendosi fa circolare dell' acqua fredda nel serpentino, fino a portare la temperatura della caldaia sotto il punto di ebollizione (credo che intervenga a 90 gradi max)
b- un termostato di max temperatura a riarmo manuale che blocca "elettricamente" il caricamento di altro combustibile o le ventole dell' aria, ad esempio nelle caldaia a legna. E' molto importante e di solito ha un numero di serie, ed è legato alla certificazione CE della caldaia.
Per tornare la titolo del post....... la VA non è una valvola a tenuta stagna, ma lascia comunque trafilare del liquido, anzi a seconda della tipologia la trafilatura del liquido è fondamentale per il suo funzionamento...... quindi il problema sollevato non di pone!