Zavorre.... sì ma in pratica?

magikal

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Buongiorno a tutti.
Come sappiamo il nuovo testo unico sulle costruzioni non permette le zavorre da sole per l'acoraggio di un impianto su tetto piano, ma richiede l'ancoraggio all'edificio per ragioni antisismiche.
Voi come fate in pratica? Considerando poi che i Clienti non ci lasciano sforacchiargli la guaina...
Ho 3 impianti simili in corso, avremmo pensato di utilizzare le zavorre, "legare" con binari in alluminio tutte le strutture di tutti i cavalletti a poi agganciare tali binari alle pareti della veletta perimetrale, con tasselli ad espansione messi in orizzontale; in tal modo non avremmo agganci diretti al pavimento (e quindi non foriamo la guaina) però avremmo una struttura monolitica ed agganciata all'edificio.
E ancora, i Clienti non vogliono che appoggiamo i binari alla base dei cavalletti direttamente sulla guaina perchè, data la loro esigua larghezza (4 cm), hanno paura che con il caldo penetrino all'interno della guaina, danneggiandola; per ovviare pensiamo di mettere dei piatti metallici larghi 15 cm al di sotto dei binari, per aumentare la superficie di contatto.
Voi che fate?
 
Beh, senz'altro... mai come in queso momento, chi spende comanda!
Cercheremo di accontentarli.
Indicazioni di casi reali che vi sono capitati?

E già che ci siamo, le relazioni di calcolo sono obbligatorie (a me ovviamente le hanno chieste) ma so che non sempre vengono prodotte; sto parlano della verifica a vento e neve per dimensionare zavorre ed attacchi e la verifica di calcolo della soletta di appoggio - sapete com'è la regola?
 
Io ho un caso simile sempre per problemi legati alla guaina e come te ho pensato ad un binario collegato lateralmente con i muretti perimetrali. Però ho pensato di mettere sotto il binario la zavorra in cemento così da non intaccare la guaina. Una verifica sulla zavorra la sto producendo e sto rilevando che le masse da applicare per evitare ribaltamento, trascinamento e sollevamento a causa del vento non sono esattamente poche.
Cosa intendi per verifica della soletta di appoggio?
 
Beh, vedo che non sono l'unico ad avventurarsi nei problemi dei tetti piani...

Però ho pensato di mettere sotto il binario la zavorra in cemento così da non intaccare la guaina.

Io ho scartato quella soluzione perchè così dovrei mettere le zavorre sotto entrambi i binari di base, mentre le zavorre in genere si mettono solo sul binario che sottosta alla parte alta del modulo, quella che affettivamente fa vela (l'altro binario invece non è soggetto a ribaltamento).
Con la soluzione dei piatti sotto ai binari metto le zavorre solo da un lato.

Una verifica sulla zavorra la sto producendo e sto rilevando che le masse da applicare per evitare ribaltamento, trascinamento e sollevamento a causa del vento non sono esattamente poche.
Cosa intendi per verifica della soletta di appoggio?

E' una verifica strutturale sui carichi della soletta, in cui vado a verificare che la stessa può sopportare il peso dell'impianto e delle relative zavorre. E calcolo anche gli agganci fissi alle pareti che ancorano tutti i supporti all'edificio. Non so di preciso se siano obbligatori questi calcoli per ogni impianto, a me qui li chiedono espressamente quindi vado liscio ma ho parecchi dubbi che tutti gli impianti su tetti piani siano stati "partoriti" con questi documenti...
 
Come sappiamo il nuovo testo unico sulle costruzioni non permette le zavorre da sole per l'ancoraggio di un impianto su tetto piano, ma richiede l'ancoraggio all'edificio per ragioni antisismiche.

Potresti postare qua l'estratto dal nuovo Decreto di febbraio

2008 a cui fai riferimento oppure potresti indicarmi il punto del

decreto dove viene specificato questo?Grazie.

:bye1:
 
Potresti postare qua l'estratto dal nuovo Decreto di febbraio

2008 a cui fai riferimento oppure potresti indicarmi il punto del

decreto dove viene specificato questo?Grazie.

:bye1:

Le zavorre non sono proibite, ma semplicemente non sono condizione sufficiente:

Infatti le NTC 2008 al punto 7.2.4. recitano:
[..] "Gli impianti non possono essere vincolati alla costruzione contando sull’effetto dell’attrito, bensì debbono essere collegati ad essa con dispositivi di vincolo rigidi o flessibili [..];

quindi servono anche dei vincoli alla struttura
 
sul mio tetto piano ho optato per un fissaggio con tassellatura (forando la guaina) la piastra quadrata di circa 20 cm di lato (il piede d'appoggio della struttura d'acciaio), poi ho sigillato tutto il contorno del piede e delle viti di fissaggio e ad oggi non c'è nessuna infiltrazione, ed un'ottima resistenza alla spinta del vento
 
sul mio tetto piano ho optato per un fissaggio con tassellatura (forando la guaina) la piastra quadrata di circa 20 cm di lato (il piede d'appoggio della struttura d'acciaio), poi ho sigillato tutto il contorno del piede e delle viti di fissaggio e ad oggi non c'è nessuna infiltrazione, ed un'ottima resistenza alla spinta del vento

Fosse casa mia farei anch'io così; è la soluzione migliore anche dal punto di vista normativo, oltre ad essere la più economica.
Con i Clienti invece occorre adeguarsi alle loro richieste, e la prima è sempre "non sforacchiatemi la guaina che poi mi piove in casa"....
 
scusa ma chi ti chiede i calcoli? In che comune sei?
Io ho solo zavorrato (ho calcolato il peso esatto delle zavorre, non un kg in +), non ho forato nulla (c'era la guaina) e non mi hanno chiesto nessun calcolo.
 
scusa ma chi ti chiede i calcoli? In che comune sei?
Io ho solo zavorrato (ho calcolato il peso esatto delle zavorre, non un kg in +), non ho forato nulla (c'era la guaina) e non mi hanno chiesto nessun calcolo.

I calcoli me li chiede il Cliente, a contratto - edificio pubblico.
In secondo luogo, la norma. E dicendola tutta, un impianto come il tuo è fuori norma perchè non è vincolato alla struttura in modo fisso.
Non ti voglio spaventare ma ci sono centinaia di impianti fatti così, e finchè non ci sono problemi va tutto bene. Se però un impianto "prende il volo" e schiaccia un piede a qualcuno, si andrà a vedere chi l'ha realizzato, chi lo ha progettato e chi lo ha approvato, fino a far emergere che era fuori norma, con pesanti conseguenze per il progettista e per il committente.
E' l'etica del progettista che deve imporre di fare i calcoli ed individuare le scelte progettuali secondo le disposizioni di legge; oltre a ciò, occorre verificare poi che l'installatore abbia rispettato il progetto e non si sia inventato altre soluzioni per fare prima.
Almeno questo è il mio punto di vista, poi sul mercato c'è di tutto, in ogni settore.
 
Documento calcole forze/zavorre

Documento calcole forze/zavorre

Il 15/03/10 (in questa sezione) ho allegato una memoria di calcolo sull'argomento dello Studio Bergonzi di ingegneria civile per conto di Bticino. E' veramente esauriente.

Per i coefficienti di carico vento e neve si può anche consultare (grazie Recoplan): Nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni. Comunque nel doc. allegato vi sono tutte le tabelle.

Mi sembra di capire che alla fine bisogna dimensionare i contrapesi in modo da compensare la forza Fy (ossia contrapeso = Fy) nel caso di depressione (ossia forza di spinta verso l'alto). Nel esempio al punto 10.1 Fy = 89 daN ossia circa 90 kg.
 
Seguendo le norme si arriva a zavorramenti davvero esagerati con

cavalletto a 30°.

La parte laterale/perimetrale del tetto piano va evitata perchè lì

sono i maggiori rischi di ribaltamento.

Se la trovo vi posto una foto di un impianto ribaltato dopo un

temporale, la zavorra di un solo sostegno triangolare sembrerebbe

di almeno 300 Kg.:bye1:
 
Grazie dell'informazione.

anche io ho quel documento dello studio bergonzi per la bticino. è fatto molto bene e spiega anche con esempi pratici come effettuare i calcoli.
 
>E' l'etica del progettista che deve imporre di fare i calcoli ed >individuare le scelte progettuali secondo le disposizioni di legge; >oltre a ciò, occorre verificare poi che l'installatore abbia rispettato il >progetto e non si sia inventato altre soluzioni per fare prima.

Ciao Magikal, sono convinto che tu abbia perfettamente ragione: le norme, la stessa cei 82-25 ed2, specificano che la verifica degli ancoraggi deve sempre essere effettuata, e da un tecnico abilitato.

La questione delle verifiche sulle strutture, specialmente quelle da tetto piano,è vecchia e pare da molti semplicemente non considerata: Il problema è che il mercato impone prezzi bassissimi, anche nella progettazione, ed è difficile rispettare puntigliosamente la norma con tariffe ridotte all'osso.

Noi, come studio di progettazione, specifichiamo sempre che le verifiche vanno fatte informando il committente nella lettera di incarico: non solo per la verifica degli ancoraggi e delle strutture, ma anche per il rischio fuliminazione (altro argomento poco considerato).

Insomma, credo sia necessario informare il cliente, e fargli presente che non è possibile rispettare pienamente le regole se non si paga adeguatamente il lavoro e se si inseguono scriteriati criteri di mercato: credo debba essere sempre il cliente, adeguatamente informato, a decidere su cosa risparmiare prendendosi le sue responsabilità che non devono mai ricadere su un progettista, scrupoloso, ma spesso mal pagato.

Sulla rispondenza dell'impianto al progetto, invece, non credo sia una responsabilità del progettista, ma del direttore lavori e di chi firma la dichiarazione di conformità dell'impianto: è comipito di questi ultimi sincerarsi che l'impianto rispetti il progetto redatto.

buona pasqua a tutti.
 
seguendo la guida dello studio bergonzi ho calcolato la fx, fy e fz.
ora quale devo prendere in considerazione?
ma la forza di ribaltamento dovuta all'effetto vela è compresa nei calcoli che ho fatto visto che non viene citata nela guida?

grazie
 
.............E' l'etica del progettista che deve imporre di fare i calcoli ed individuare le scelte progettuali secondo le disposizioni di legge; oltre a ciò, occorre verificare poi che l'installatore abbia rispettato il progetto e non si sia inventato altre soluzioni per fare prima.
Almeno questo è il mio punto di vista, poi sul mercato c'è di tutto, in ogni settore.



Ciao Magikal,
concordo al 100%. Nell'archivio del forum c'e' un'altra discussione, simile a questa, sulle verifiche statiche e quant'altro.
Credo che molti (troppi) committenti nn conoscono o sottovalutino questo problema ed aggravano ulteriormente il problema affidandosi a personaggi improvvisati che a "occhio" "si puo' fare, va tutto bene e che cosa vuoi che succeda".
Se cosi nn fosse, dico io, tante cose in Italia nn succederebbero.
Ciao car.boni

PS. tutto bene in quel di Cairo?
 
Sulla rispondenza dell'impianto al progetto, invece, non credo sia una responsabilità del progettista, ma del direttore lavori e di chi firma la dichiarazione di conformità dell'impianto: è comipito di questi ultimi sincerarsi che l'impianto rispetti il progetto redatto.

buona pasqua a tutti.

In alcuni lavori il Direttore Lavori neanche c'è! con la C.I.A. (comunicazione inizio attività) accettata da molti Comuni, non viene nemmeno nominato; così come le responsabilità in materia di sicurezza non si capisce di chi siano in sua assenza.
Secondo me prima o poi si metterà mano a questa lacuna/incertezza normativa, però come tante altre situazioni, in Italia, prima deve "scoppiare qualche grana"....

@ CARBONI
Ciao Ligure, tu come ti muovi con la nuova legge regionale 5 di febbraio? Lavori in quota con menzione speciale per installazione impianti fotovoltaici: impongono che nella DIA il progettista dia tutte le informazioni circa il lavoro in sicurezza, le linee vita, le conformità dei dispositivi utilizzati - MA SE PER I COMPLANARI BASTA LA CIA, A CHI DIAMO RETTA?
 
........... MA SE PER I COMPLANARI BASTA LA CIA, A CHI DIAMO RETTA?



Ciao Magikal,
il mio caso e' "molto limite" e pur avendo depositato la semplice CIA per la realizzazione dell'impianto, tutti gli oneri relativi a pratiche e progetti per arrivare ai piani della sicurezza sono stati demandati al fornitore "chiavi in mano".
Al ns DL e coordinatore il compito di vigilare............
Ormai ci siamo ..........
ciao car.boni
 
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