CITAZIONE (odisseo @ 29/1/2007, 18:41)
inserire serbatoi di paraffina nelle intercapedini di tutte le pareti, sopratutto in presenza di isolamento a cappotto tra parete e ambiente esterno o, tra parete e ambiente interno
Se poi vogliamo utilizzare il cambio di stato della paraffina per mantenere costante la temperatura di un ambiente isolato, magari con il serbatoio di paraffina all'interno dell'ambiente stesso, questo è un altro paio di maniche
Non si farebbe altro che replicare il trucco utilizzato tradizionalmente nelle serre e nei magazzini di derrate deperibili, prima dell'avvento dei sistemi di condizionamento ambientale
anzittutto bisogna chiarire o meglio precisare bene se
sta benedetta paraffina la si vuole mettere tra l'isolante e l'interno
o tra l'isolante e l'esterno
perchè non è chiaro e la cosa cambia sostanzialmente.
poi mi sembra di capire che si vuole usare la paraffina per creare una speciè di sistema passivo il cui scopo ultimo in sostanza è quello:
1) di disperdere il meno possibile,
2) quel poco che viene disperso prelevarlo da una fonte di accumulo che viene ricaricata in un periodo di tempo successivo generalmente più lungo usando energia diciamo "minore".
se questo è il punto allora bisogna capire come usare bene sta paraffina in modo integrato con i sistemi di riscaldamento degli ambienti più innovati quali il riscaldamento a pannelli radianti e i sistemi di produzione di energia alternativi quali
fotovoltaico termico e geotermico.
pensavo che visti i problemi consuetudini di isolamento soprattutto sei solai, tetto e pavimenti
e il timore di disperdere la paraffina quando si scioglie, se il sistema termicamente funziona si potrebbe pensare di adottarlo inizialmente solo appunto "sopra" e "sotto" e quindi risolvere il problema del contenimento con vasche stagne cioè con pavimenti galleggianti o controsoffittature adatte allo scopo.
insomma procedere per passi creando sistemi sempre più passivi.