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Discussione: siamo in pericolo?

  1. #76
    Seguace
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    CITAZIONE (tersite1 @ 1/8/2006, 17:33)
    Caro amicoD
    CITAZIONE
    ciapamicod

    Dalle mie parti "ciapa" vuol dire "tiè" accompagnato dal gesto dell'ombrello.
    Lapsus casuale o chiara indicazione?

    ciao
    Tersite

    ...lapsus, le due lettere sono vicine sulla tastiera...
    provvedo a correggere... ciaoamicod

  2. #77
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    QUOTE (amicoD @ 1/8/2006, 15:37)
    Ora prova a decurtare totalmente la voce energia in tutto questo
    ambradam... e ti accorgerai che lo sforzo legato alla sopravvivenza per un disoccupato è semplificato di almeno l' 80%... e ti assicuro che è
    sufficiente per un cospicuo miglioramento generalizzato...

    energia gratis per tutti significa anche poter coltivare, innaffiare,
    allevare bestiame... il tutto nella più completa autonomia, senza
    subire il ricatto energetico che fa lievitare tutti i costi al punto da
    rendere addirittura sconveniente la produzione in proprio di cibo...

    E quindi la risposta da dare ai disoccupati con il pentolino da 3 Kwp che non gli basta e magari vorrebbero un reddito è "andate a cavare?" (ho riletto con attenzione... si ho scritto giusto. cavare nel senso di vangare e zappare la terra).
    Boh a me me sembra na str.... così come l'80% di semplificazione. Sono dati di pura fantasia, auspici ingenui senza alcuna base solida. Mah! :huh:

  3. #78
    Tianos
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    se si va sul discorso del lavoro ricordatevi soltanto che l'economia si basa su un gruppo di persone che scavano una buca , con un altro gruppo di persone che la ricoprono.

  4. #79
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    QUOTE (Tianos @ 2/8/2006, 00:27)
    se si va sul discorso del lavoro ricordatevi soltanto che l'economia si basa su un gruppo di persone che scavano una buca , con un altro gruppo di persone che la ricoprono.

    Temo sia un'illusione un pò in ribasso ultimamente :P

  5. #80
    Seguace
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    CITAZIONE
    sono dati di pura fantasia, auspici ingenui senza alcuna base solida...

    ciao B.eyes, non so che lavoro fai, o se lavori, comunque in entrambi i casi non è difficile
    farti due conti per calcolare l'incidenza dell'energia nella tua o di altri economia...
    ti assicuro non è una mia invenzione i dati che ti ho portato sono frutto di calcoli che
    tutti possono fare... la free-e aprirà ad un nuovo concetto societario, incrementerà
    la robotizzazione al servizio di tutti, alla quale affideremo molti compiti...
    zappare la terra sarà un gioco per ragazzi,come lo diventeranno tanti altri lavori considerati duri...
    la figura del "disoccupato" non esisterà più, chi vuole lavora, puntando alle proprie ambizioni...
    i meno ambiziosi potranno dedicarsi al proprio orto, all'artigianato, o allo sviluppo di proprie idee
    che il mercato potrebbe premiare... comunque con la free-e sarà garantita a tutti il diritto
    di sopravvivenza senza doverla elemosinare...

    Credimi il raggiungimento della free-e aprirà scenari oggi difficili da prevedere...
    probabilmente il più grande salto evolutivo mai compiuto dall'Umanità...

    ciaoamicod


  6. #81
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    CITAZIONE (amicoD @ 2/8/2006, 12:03)
    ciao B.eyes, non so che lavoro fai, o se lavori, comunque in entrambi i casi non è difficile
    farti due conti per calcolare l'incidenza dell'energia nella tua o di altri economia...

    Caro AmicoD, ti posso garantire che il costo energetico è ben presente nei miei conti di attività :D
    Comunque vorrei approfittare della tua disponibilità per chiarire un pò il mio pensiero.

    Io non sono affatto scettico o contrario alla free-e, nè mi interessa granchè il discorso sui complotti che ritengo esagerato, ma poco importante in fondo.
    Quello che mi lascia perplesso è semplicemente l'aspettativa quasi messianica che nutri verso la free-e. In effetti già ora sarebbe possibile una free-e senza particolari problemi a certe condizioni.
    Metti che, preso da uno slancio di amorevole entusiasmo umanitario, tu decidi di regalare 35.000 € a una famiglia di 4 persone senza lavoro. Il padre di famiglia sarà disoccupato ma molto lungimirante e ha letto i tuoi scritti e decide di investire la somma in un bell'impianto FV da 3 Kwp con annesso pacco batterie che praticamente lo rende del tutto indipendente e lo libera dal costo energetico. Nei fatti una free-e per il nostro amico.
    Ammettendo che il nostro disoccupato resti integro dopo aver confessato alla moglie come ha speso i soldi ( :lol: ) tu pensi veramente che questa situazione, cioè di fatto 30 anni di energia gratuita, gli risolva i problemi ? E perchè mai di grazia? Tu mi dici, risparmia l'80% ? Falso l'energia sarà al massimo il 10% delle spese in una famiglia. Si coltiva l'orto? Si, se ce l'ha! Se vive in un condominio che fà? Il mezzadro nell'orto del suocero? E comunque non credo che il fatto di tornare a prodursi il cibo dalla terra come nel 1800 lo renda così ricco e pieno di tempo libero.
    Se non hai reddito non c'è alcuna percentuale che risparmi. Quello che serve, semmai è che il nostro disoccupato possa PRODURRE in modo gratuito energia che gli venga però acquistata e pagata dagli altri. Ma perchè questo avvenga occorre che ci siano persone che non producono e sono disposte ad acquistare. Se tutti producono l'energia in modo free l'energia perde qualsiasi valore di mercato. Perchè mai dovrei versarti parte del mio reddito per pagarti qualcosa che posso farmi da solo?

    Per carità sono convinto che nel caso si trovasse una vera free-e il sistema troverebbe un punto di equilibrio, ma se permetti non credo proprio sarebbe così a costo zero e vantaggi per tutti.

    Se invece il nostro disoccupato, tramite le già disponibili forme di produzione diffusa da FER, con il FV in primis, riesce a produrre una quantità di energia molto superiore alle sue necessità potrà rivenderla a quelli che per scelta o per necessità non sono in grado di autoprodursi energia. E' un pò come tornare all'era agricola. Tanti "coltivatori" di energia solare che la rivendono a cittadini e industrie. Non per nulla si parla di "agrienergia". Certo serve un'attenzione particolare al sistema di tariffazione, in modo da premiare la produzione del piccolo produttore diffuso e disincentivare le grandi speculazioni finanziarie, ma si può fare.
    Risultato? Abbondanza energetica rinnovabile. Niente centrali. Niente poteri forti che monopolizzano e affamano. Niente disoccupazione da industria in via di estinzione. Niente inquinamento. Nessuna rivoluzione sociale. Recupero di terreni abbandonati. Riduzione netta degli spostamenti pendolari inutili. Risparmio energetico importante senza decrescita economica. Stablizzazione dell'economia e enorme (vero!) aumento di tempo libero per molti.
    Mi dirai.. si ma il FV è costoso. Vero, ma a parte che scenderà di prezzo... ci si dimentica sempre che anche la free-e presenta lo stesso identico problema. Assumiamo, per assurdo, che il motore di Schietti si dimostri efficace. Quanto devo investire per produrre 1 Kwh? Mica sarà gratis tutto quell'ambaradan di tubi e carrucole? O un motore magnetico? Quanto viene a costare? Sicuri che alla fine anche la free-e sia poi così conveniente in quanto a investimenti?
    I conti bisogna saperli fare bene... sempre :P





  7. #82
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    ... che dire il tuo punto di vista ha dei lati interessanti ma è complesso... mi sono informato e non ritengo conveniente un sistema che per ammortizzarlo passano 20anni. se non diventa obsoleto prima..

    CITAZIONE
    se tutti producono l'energia in modo free l'energia perde qualsiasi valore di mercato...

    ...è proprio questo il bello... se spogliassimo l'energia di un valore commerciale, diventa un bene comune disponibile per tutti...
    come l'aria del resto,
    ma non posso dire lo stesso per l'acqua, proprio perchè è legata a doppio filo con l'energia... nella Terra dovunque fai un buco ad un certo punto trovi l'acqua... sotto i deserti a 30 metri ce ne' molta, ma serve energia per pomparla fuori e sono in troppi a non averla o meglio a non potersela permettere... questo perche un pugno di Uomini
    ha monopolizzato il vitale mercato dell'energia, strozzando miliardi di persone ed escludendone altrettante... con la free-e avverrebbe la semplificazione della vita per tutti... ovviamente tranne che per i Signori dell'energia, abituati ad un fiume di denaro giornaliero che affluisce nei loro imperiosi e robusti forzieri ... da dove comandano il destino di tutti... con le buone, ma spesso anche con le cattive maniere...

    ...dici che la voce energia impegna solo un 10% delle tue spese...
    se fosse vero saresti un Uomo fortunato... credo che nella voce energia
    dimentichi di inserire diverse voci... siamo in quattro in famiglia... e ti
    assicuro che l'energia si succhia oltre la metà del bagget... ogni aumento di qualsiasi merce è giustificato in principal modo dall'aumento dell'energia... il costo della vita è raddoppiato in poco tempo a causa della crisi petrolifera e della forte percentuale costante di tassazione governativa... se per l'energia spendi solo il 10% vuol dire che guadagni molti soldi.. buon per te...

    ma per l'Umanità sarà un grande obbiettivo raggiungere la free-e ...

    per quanto riguarda l'orto mi riferivo più a quei paesi dove la terra c'è
    ed al posto dei condomini ci sono capanne... loro se avessero disponibilità di energia e dunque di acqua e tutto il resto, credo che saprebbero cavarsela dignitosamente anche contro i capricci di madre Natura... di certo ci sarà un prezzo da ammortizzare per le macchine
    ma se queste producono e lavorano in free-e diventa tutto più sostenibile per tutti... il costo di molte macchine utili è irrisorio, è il consumo di energia al costo di mercato che le rende proibitive...

    siamo arrivati ad un punto tecnico-evolutivo da poter eliminare
    la spesa dell'energia... c'è chi guadagna cifre che io non saprei nemmeno scrivere e non è daccordo con questa eventualità
    e si oppone spendendo una piccola parte del suo infinito reddito
    per rallentare l' EVOLUZIONE... chiamala pure "ComplottoFOBIA"
    ... non solo per me ma credo che questa faccenda sia proprio tutta qua... ciaoamicod


  8. #83
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    QUOTE (amicoD @ 3/8/2006, 00:41)
    ... che dire il tuo punto di vista ha dei lati interessanti ma è complesso... mi sono informato e non ritengo conveniente un sistema che per ammortizzarlo passano 20anni. se non diventa obsoleto prima..

    E' vero, è complesso. Permettimi di darti qualche chiarimento (solo per amor di discussione, nessuna polemica).
    Un sistema che per ammortizzarlo ci passi 20 anni concordo anch'io che non sarebbe affatto conveniente. Infatti, se leggi qualche post sulle energie, ti accorgerai che tutta la discussione verte sul come arrivare a far si che l'installazione di 1 Kwp di FV costi non più 7.000€ come è adesso, ma massimo 1.000€.
    Ti sentirai dire che è pura fantascienza, impossibile, ecc. NON è vero! Già ora alcune tecnologie (thin film, Gallio, ecc) promettono costi di manifattura molto bassi e molte aziende stanno investendo milioni in tutto il mondo. Serve però, come nel caso dei computer, la "killer application" in grado di produrre un boom di domanda costante per anni in modo che ci siano i ritorni economici per le aziende anche a fronte di una guerra commerciale concorrenziale.
    Questo è quello che si sta facendo con i vari Conti Energia nati in Germania, Italia, tra poco Spagna, Francia e presto altri. Se vedi le domande presentate in Italia (15.000 e più a fronte di disponibilità per 1500) ti renderai conto del potenziale di successo che questa soluzione offre al mercato.
    C'è un prezzo, ovvio. Perchè molti decidano di installare il FV serviva abbassare il periodo di ammortamento che senza CE, come dici giustamente, era dell'ordine dei 20 anni. Per farlo si è deciso di evitare i finanziamenti a pioggia sull'installazione, che tante delusioni hanno dato in passato, ma di puntare a RIPAGARE l'energia prodotta con una tariffa incentivante garantita per 20 anni che porta il periodo di ammortamento in 7 - 8 anni nelle zone più produttive (sud). Questo incentivo viene pagato dai consumatori, ma sfruttando una quota in bolletta (la A3) deputata alle fonti rinnovabili che già da anni pagavamo e che finora è andata a foraggiare grandi compagnie che si facevano finanziare progetti di cogenerazione e belinate simili che nulla hanno a che fare cone le vere FER. Tra l'altro se si decidesse di usare tutta la quota A3 solo per il CE se ne potrebbe finanziare quattro volte l'attuale tetto. Quindi si potrebbe fare mlto di più senza alcun aumento in bolletta, intendiamoci bene.

    Se i CE faranno il loro dovere e il prezzo del FV scenderà sotto la soglia magica del 1€/w una free-energy intelligente è a portata di mano. Come è ovvio non tutti si armeranno di pannellatura sul tetto e moltissimi preferiranno la comodità della rete comunque. Ma una intelligente politica di tariffe (anche senza conto energia, non servirebbe più!) può rendere interessante per molti un investimento che garantisce un reddito per almeno 30 anni (ma i pannelli migliori durano anche 50). L'obsolescenza è probabile, ma se il pannello funziona non è che devi cambiarlo come il telefonino, fincheè produce lo tieni, magari aggiungendoci pannelli ultima generazione oppure lo rivendi a basso costo al giovane che vuole inserirsi nel settore... vedremo.
    Se ad esempio si decidesse (sto fantasticando...) di riconoscere tariffe particolarmente vantaggiose a chi decide di produrre in zone ora spopolate, in campagna, recuperando centri abitati in modo bioecologico, producendo prodotti agricoli in maniera biologica totale... si potrebbe finalmente invertire la sciagurata tendenza alla inurbanizzazione selvaggia e al modo di vivere insulso e frenetico che ci portiamo dietro. Certo chi vuole continuerà a fare la vita che crede. Mica serve rivoluzionare tutto. Si caricherà però di una parte (non enorme) di costo energetico che servirà a dare reddito all'energoagricoltore.

    Il discorso sulle popolazioni povere del mondo è più complesso, certo. Purtroppo temo che sia tardi in molti casi per l'intervento "paternalistico" occidentale e molte situazioni si dovranno risolvere da sè. Però un FV a bassissimo costo. magari con basse prestazioni ma estrema semplicità e affidabilità da indirizzare a molti paesi non è di nuovo fantascienza. Un singolo impianto da 2 Kwp potrebbe dare energia (e quindi come giustamente dici acqua!) a un intero paese. In India già si fa. Per molti pannelli il costo di manifattura locale sarebbe minimo e alla portata di una comunità anche povera. Anche la desalinizzazione delle acque di mare richiede molta energia, ma potrebbe rendere coltivabili distese ora desertiche (un pò quello che si è fatto in Israele, anche se li è per lo più il nucleare che ha dato energia).

    Per questo, pur non essendo uno scettico assoluto sulla classica free-e (però scommetto più sulla fusione fredda che sul motore di Schietti <_< ) non sono convinto che solo questa sia la salvezza del mondo. Anzi per certi aspetti confermo quello che dicevo. Una free-e veramente gratuita per tutti potrebbe alla fine diventare una mezza sciagura. Il trucco della visione di produzione diffusa è che una parte corposa di società NON produca, ma anzi sia disposta a pagare la fornitura.
    Sarebbe un pò come se nell'Italia dell'800 un tipo avesse inventato una macchinetta pressochè gratuita che sfornasse farina già bell'e pronta, Sicuro, sicuro che i contadini dell'epoca avrebbero accolto la notizia con gioia? Certo il pane è garantito a tutti così... ma non si vive di solo pane. :P

    Per concludere ribadisco cosa dicevo. Il mio guadagno è sicuramente sopra la media, ma non al punto da farmi perdere di vista i veri costi familiari. Il costo dell'energia elettrica è minimo. Il costo dei carburanti molto maggiore, ma bisogna vedere come eliminarli. Inoltre il costo dei prodotti scenderebbe indubbiamente, ma scenderebbe e di molto la richiesta di manodopera e si dovrebbe riorganizzare tutta la società per fare fronte a questo. Ripeto, è una cosa possibile. Probabilmente alla fine si troverà un equilibrio e tutti staremo benissimo, ma temo non sarà così idilliaca come la immagini la transizione.


  9. #84
    Seguace
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    ... il mio ottimismo è dato dalla certezza di aver capito cosa
    sia in realtà la forza di gravità... credo di avertene già parlato
    in precedenza... tu giustamente hai espresso i tuoi dubbi,
    ma io continuo per la mia strada, nel prossimo inverno dedicherò molto
    del mio tempo al mio progetto... ormai rinuncio a vincere l’altrui scetticismo,
    e voglio tanto per cominciare a dedicarmi a costruire uno strumento che
    provi inequivocamente la mia teoria...

    forte nel considerare genuina la mia tesi, ritengo possibile un giorno
    non molto lontano, semplicemente sfruttando una legge fisica ancora sconosciuta ai più
    riuscire ad ottenere la free-e più pulita e naturale che si possa mai pretendere...

    ... da tutto ciò proviene il mio grande ottimismo... forse sbaglio... o forse no... chissà !?

    avremo modo di approfondire la questione, ma ora inizio ad impacchettare le cose...
    me ne vado al mare per qualche giorno con la mia famiglia....

    a presto ciaoamicod






  10. #85
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    Ottima idea. Sul serio, la cosa migliore è sempre avere un prototipo funzionante. Solo così tappi la bocca a tutti.
    Effettivamente la tua legge di gravità mi lascia perplesso, ma ammetto la mia totale ignoranza in questi campi e me ne sto in attesa di prove, senza pregiudizi.

    Buone ferie :)

  11. #86
    Tianos
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    per tutti i cuori puri che pensavano alla redenzione dei criminali.
    ...

    e intanto i veri delinquenti i pochi che si e' riuscito a prendere non solo usciranno ma rimarranno fuori grazie ai loro avvocati e quello della vignetta e il primo della lista.

  12. #87
    Seguace
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    CITAZIONE
    ....forte nel considerare genuina la mia tesi, ritengo possibile un giorno
    non molto lontano, semplicemente sfruttando una legge fisica ancora sconosciuta ai più
    riuscire ad ottenere la free-e più pulita e naturale che si possa mai pretendere...

    ... da tutto ciò proviene il mio grande ottimismo... forse sbaglio... o forse no... chissà !?

    io mi auguro che tu abbia ragione e che ci riesca, ma la prima cosa che dovresti fare e' NON dirlo a nessuno
    altrimenti dovresti andare in giro con la "scorta ARMATA" e non saresti piu' al sicuro neppure al polo sud vestito da pinguino !!! oppure dovresti "DIRE" tutto agli americani e poi ci pensano loro. :unsure:

    Ma secondo voi tutto sto' casino in M.O. e' dovuto per 4 beduini che tirano missili e rapiscono 2 soldati o c'e' BEN altro sotto ????
    altro che complotti o sotterfugi !!!

    fra poco la bolla scoppia !!! Siamo veramente in pericolo !!

    p.s. Uomo avvisato.....

    notte e sogni d'oro (per ora) :huh: !!

  13. #88
    Tianos
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    anche li han giocato un bel con le parole...il libano rapisce due soldati e israele cattura dei ministri libanesi.....ma da quand'e' che i soldati vengono rapiti e non catturati e i ministri catturati e non rapiti

  14. #89
    Ospite

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    CITAZIONE (amicoD @ 22/7/2006, 11:31)
    ... il calcio è l'evento che raggruppa l'interesse dell'Umanità più di ogni altra cosa...
    i Beatles, i Rolling Stone, il Papa insieme a tutti gli altri sport minori non stimolano neanche
    un decimo dell'interesse che produce un campionato del mondo di calcio...

    questo non lo dico di certo io, ma i numeri, milioni di gente intorno ai megaschermi,
    milioni di gente a casa con amici, milioni di persone nei villaggi dell'Africa, Asia ed
    America Latina che si radunano nelle pochissime televisioni funzionanti... il mondo
    si ferma per seguire una partita di calcio... piaccia o no è questa la realtà, per la finale
    mondiale è stato stimato che oltre la metà della popolazione Umana era incollata allo
    schermo... mi fa ridere chi parla di democrazia e non tiene conto di questi numeri...

    L'Umanità ha un bisogno disperato della competizione leale, lo dimostra il fatto che i suoi EROI
    non sono più guerrieri, ma campioni sportivi... ed i grandi strateghi non sono più generali,
    ma Allenatori... Il CALCIO questo strumento che a molti fa arricciare il naso potrebbe divenire un
    formidabile strumento di PACE... immagginate se l'infinita guerra Arabo-Israeliana si
    potrebbe risolvere al meglio di 5 partite, del resto i punti in disaccordo sono pochi ormai,
    anche se causano asprità infinite e sopraffazione del più forte militarmente...

    5 partite di calcio chi vince avrà i vantaggi della risoluzione pattuita...
    diverrebbe un'evento mediatico senza precedenti, il mondo sarà
    giudice e testimone si combatterà ad armi pari, e non ci sarà alcun
    spargimento di sangue e si metterà fine ad una crudele mattanza che impoverisce tutti
    tranne la lobby delle armi... entrambe le squadre possono ingaggiare campioni
    da ogni lato del Globo che prendono a cuore l'una o l'altra causa o solo per soldi...

    credo che con questo sistema in pochi anni si risolverebbero tutti i tanto stupidi
    quanto drammatici conflitti che l'Umanita da sempre si trascina, lasciandosi dietro
    una vistosa scia di sangue e lacrime...
    la competizione è il "sale" della vita... un tempo la competizione Umana era la caccia
    per sfamarci... ora che troviamo tutto al supermercato non c'e più competizione
    per nutrirci ma non per questo non continuiamo ad aver bisogno della competizione...

    la competizione SPORTiva è cio che abbiamo bisogno, lo dimostrano i numeri...
    lo sapevano gia migliaia di anni fà sia i Greci che i Romani... ma noi ci facciamo
    imbrogliare da un sistema che cinicamente si arricchisce con le lacrime delle Mamme
    che piangono i propri figli persi in guerre, le quali tutte insieme non valgono la vita
    di un solo ESSERE UMANO...

    ciaoamicod

    L'idea è utopistica ma sensata fondamentalmente. Le partite di calcio sono però arbitrate qundi soggette all'errore umano, corruzzione, polemiche etc. Meglio un match di scacchi a questo punto, anche se vorrebbe dire dare il mondo in mano ai russi...

  15. #90
    Seguace
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    E' un po' datata ma .... e' piu che mai attuale....
    ..
    L'IRREVERSIBILE TRAMONTO DEL'IMPERIALISMO USA di G. Chetoni
    giovedì 09 febbraio 2006
    Anche se gli analisti del Pentagono e della Nato e i “media occidentali” continuano ad accreditare l’esistenza di una indiscussa supremazia militare e politica dell’America sul mondo, con l’intento di scoraggiare i nuovi “nemici” e convincere i vecchi “amici” a mantenere le “posizioni”, è ormai evidente che gli Stati Uniti non sono più in grado di esercitare, come hanno fatto dal 1945 ad oggi, un potere di portata planetaria.


    Mentre l'America incontra crescenti difficoltà strutturali nell'espansione economica e industriale e deve incassare una inarrestabile perdità di credibilità politica, declina, rovinosamente, anche il processo di riammodernamento dell'Us Air Force e della Us Navy: il punto focale di quella “proiezione di potenza” che avrebbe potuto conservare, nel confronto globale con competitori emergenti come Cina, India, U.E. e Russia il forte vantaggio di deterrenza tecnologica, finanziaria e produttiva che l’America aveva accumulato durante gli anni della guerra fredda nel rapporto di forza con i Paesi dell’Est e con l’URSS. Paradossalmente la caduta del Muro di Berlino e l’implosione del comunismo hanno liberato enormi energie, congelate, dalla fine della 2° guerra mondiale, dal trattato di Yalta. Sono saltate tutte le regole che avevano permesso per decine di anni l’ingessatura geopolitica dei continenti latino americano ed euroasiatico. L’esempio più clamoroso a sostegno di questa affermazione viene dal black-out che coinvolge l’aviazione militare e commerciale Usa.

    Mentre Airbus sottrae crescenti quote di mercato alla Boeing fino a superarla in numero di aerei venduti e in volume di affari con le compagnie di volo internazionali, in campo militare l’Europa è riuscita a rendere operativo l’Efa 2000 quando l’F 22 Raptor Usa è ancora allo stato di prototipo, per crescenti difficoltà di bilancio e di messa a punto.

    Mentre l’Europa si appresta a lanciare nel 2006 l’A 380 che rivoluzionerà il trasporto aereo civile mondiale con 850-900 passeggeri imbarcati vantando il minor livello di inquinamento acustico e ambientale, con il maggior risparmio di carburante e la più grande autonomia intercontinentale, l’America continua a produrre un B 747 ormai obsoleto e sempre più difficile da vendere.

    In campo militare le cose vanno anche peggio. Gli aerei da supremazia aerea, gli intercettori, i cacciabombardieri F 14-15-16-18 sono ormai delle autentiche carrette dell’aria ma il ritardo più devastante che gli Usa hanno accumulato è nei sistemi d’arma.

    La tecnologia militare Usa da anni è ormai al palo. E se gli Usa sono paralizzati da un crescente “immobilismo” finanziario e industriale, diminuisce, di conseguenza, il potere di Israele che da sempre utilizza materiale militare di provenienza Usa e le sue donazioni, a carico dei lavoratori americani, per mantenere in efficienza un enorme apparato di repressione. L’annuncio della Russia di voler vendere nei prossimi cinque anni 40-60 centrali nucleari in America Latina, Asia, Africa ed Estremo Oriente, insieme alla politica energetica di Gazprom in Ucraina e Georgia e qualche avvertimento anche per la Merkel, sta letteralmente gettando nel panico Bush, il Pentagono e i necons Usa.

    Dal dicembre 1999 ad oggi la Russia è riuscita ad annullare la supremazia militare degli Usa, che durava, incolmabile, dalla guerra arabo-israeliana del ‘67. L’industria russa, con uno sforzo di ricerca senza precedenti dovuta al trasferimento di tecnologia francese e tedesca in progetti di cooperazione bilaterali, è riuscita a produrre sistemi d’arma capaci di annientare qualunque capacità offensiva degli Usa non solo sul suo spazio aereo e marittimo ma, cosa ben più importante, anche su quello dei Paesi che si affacciano via via sulla scena internazionale. Mentre un bombardiere nucleare americano B-2 che vola ad una tangenza operativa di 18.000 metri ed a una velocità di 0.98 mach, subsonica quindi, costa oltre 2 miliardi di dollari, la Russia di Putin, e i suoi acquirenti esteri di materiale militare, possono abbatterlo con un missile del valore di 1 milione di dollari. L'Sa 300 vola a 8.00-9.00 mach fino a quote oltre i 40 km di altezza e può colpire a distanze di 150-160 km il B-2 dal punto in cui è scoperto dai radar. Le valutazioni strategiche, militari ed economiche che conseguono le lasciamo alla valutazione del lettore. Lo studio dei materiali radar assorbenti che coprivano la cellula dell’F-117 “stealth” abbattuto sulla Serbia nel 1999 ha permesso di rendere “visibili” anche i B-2.

    L’esportazione verso la Cina, l’India e l’Iran di questa produzione, aumentando a dismisura la potenza convenzionale dei destinatari, ha permesso alla Russia di incassare miliardi di dollari dall’export militare rinforzando ulteriormente la sua economia e la sua capacità di ricerca, progettazione e produzione industriale. In questo quadro la collaborazione tra Russia e Iran ha assunto un valore strategico.

    Le enormi risorse finanziarie che l’Iran riesce ad incassare con l’esportazione di gas metano e petrolio, che ormai ha superato da un anno sui mercati internazionali una quotazione oscillante tra i 60-62 dollari al barile, vengono, in parte, spese nella Federazione Russa per l’acquisto di sistemi d’arma a prevalente finalità di difesa. Negli ultimi cinque anni l’Iran ha trasferito verso la Russia 4.6 miliardi di dollari per acquistare materiale militare, oltre a sviluppare con questo Paese un piano di assistenza per la costruzione della centrale atomica di Busher. L’ultimo trasferimento di tecnologia militare dalla Russia all’Iran ha riguardato l’acquisto di 1.250 missili terra-aria Thor M-1 e un aliquota di Buk M 1-2, già presenti nell'arsenale delle Forze Armate dell’Iran, dotati di supporto mobile, destinati alla difesa a breve raggio, con un contratto di fornitura stimato ad oltre 760 milioni di dollari per il 2005.

    La consegna, lo schieramento delle batterie e l’operatività del sistema in Iran è previsto per l’estate del 2006. Verso la Cina l’Iran ha destinato risorse per oltre 5.4 miliardi di dollari ricevendone in cambio oltre a materiale industriale e militare anche un fondamentale appoggio diplomatico in sede internazionale e all’Onu. Al ritmo di 1.4 miliardi di euro negli ultimi tre anni, l’Iran ha rinforzato enormemente le sue capacità aeree, navali e terrestri. Capacità di difesa che hanno fatto dell’Iran la prima potenza al mondo, sarà bene ribadirlo, nel campo della difesa aerea e antinave.

    La “densità” dei sistemi missilistici che la Repubblica dell’Iran dispiega ogni 100 Kmq è la più alta, in assoluto, a livello mondiale. La qualità tecnologica del materiale è attualmente insuperata e lo rimarrà per anni ed è, nel settore, la stessa di cui dispone attualmente la Russia per contrastare una eventuale, improvvisa aggressione nucleare, portata da aerei o cruise-missiles, degli USA. Non si è lontani dalla verità quindi nell’affermare che l’Iran è in grado di abbattere tutto quello che gli Usa e Israele riescano a far volare ben prima che possano entrare nel suo spazio aereo o marittimo. L’Iran ha una difesa a lungo, medio e breve raggio semplicemente formidabile resa ancora più letale da misure di punto, satellitari ed AWACS tu 140, ottimizzate sulle analisi di impiego dei cruise-missiles Usa sull’Iraq. In campo marittimo ha sistemato nel Golfo Persico e nell’Oceano Indiano un numero imprecisato di avanzatissime batterie antinave SSN 22, Yakhont, C 801, C 802 basate su piattaforme mobili terrestri, imbarcate su naviglio veloce e lanciabili via aerea da Su 27 Flanker. Contro parte di questi sistemi d'arma gli Usa, attualmente, non dispongono nè di contromisure di fuoco nè di apparati jamming capaci di interferire sui sistemi di guida dei missili antinave a ramjet da 2.5 mach. Lo schermo difensivo marittimo è stato completato dalla semina sul fondo di queste acque di centinaia di contenitori stagni contenenti potenti siluri a ricerca acustica EM 52.

    Oltre 900 missili strategici a lunga gittata sono pronti a colpire terminali, porti e infrastrutture di eventuali califfati che intendessero collaborare con gli Usa mettendo a loro disposizione basi, attrezzature ed aereoporti. L’unico modo per gli Usa di evitare una severa lezione è di tenersi lontanissimi dall’Iran. Potrebbero entrare con una squadra navale, prima di un attacco, nel Golfo Persico ma ne uscirebbero, dopo, con delle scialuppe di salvataggio o degli autogonfiabili e l'unico petrolio che potrebbe lasciare lo stretto di Ormuz, da quel momento, sarebbe il contenuto di un barile versato in mare e affidato al gioco delle correnti. Non c’è attualmente caccia, cacciabombardiere, cruise-missile, bomba di precisione, bombardiere intercontinentale, aereo radar, da guerra elettronica, missile balistico con raggio da 2.500 km, conosciuto o precedentemente impiegato, in dotazione all’Us Air Force, alla US Navy, o a Israele che non possa essere intercettato e abbattuto tra i 300 e i 120 Km prima che si possa pensare di entrare nello spazio marittimo e aereo o territoriale dell’Iran. Il bombardamento degli F-16 di Israele sul reattore di ricerca “Osiris” di Tammuz ha concluso un’epoca. Oggi tentare di avventurarsi in profondità all’interno dell’Iran sarebbe per Usa e Israele semplicemente un suicidio militare. In un’altra occasione potremo dar conto minuziosamente dell’enorme potere convenzionale di cui dispone attualmente l’Iran e l’ampiezza della deterrenza geopolitica che può esercitare in Iraq, Afghanistan, Libano, Palestina e più in generale su altre aree del Vicino Oriente e del Centro Asia. Si può inoltre legittimamente sostenere che la capacità di difesa convenzionale dell’Iran sia, di fatto, superiore a quella che possono mettere in campo nell’area del Golfo Persico gli Usa, senza dover sottrarre per tempi lunghi ad altre aree strategiche, forze indispensabili ad assicurare un ormai residuale controllo militare “globale”.

    Fintanto che truppe Usa continueranno ad essere dislocate in Iraq, alle periferie delle città, non ci saranno prevedibilmente attacchi Usa all’Iran o alla Siria. Tra i due Stati è operante da tempo un patto di reciproca difesa. La strategia militare dell’Iran prevede inoltre attacchi preventivi di ampia portata su obbiettivi Usa o di Israele nel caso che fosse accertata l’imminenza di azioni aggressive contro la sua sovranità.

    L’America impegnata severamente sul terreno in Iraq non è attualmente in grado a livello economico, militare e politico di gestire 2 “punti di crisi” regionali. L’Afghanistan non lo mettiamo nemmeno nel conto. Le perdite Usa in Iraq sono devastanti. Da informazioni attendibili di fonte diplomatica europea i caduti Usa in Iraq sono prossimi a 20.000 unità mentre i feriti dovrebbero attestarsi tra 90.000 e 100.000.

    Le spese sostenute dall’Amministrazione Bush per la guerra sono ormai ad oggi, dall’aprile 2003, oltre i 575 miliardi di dollari. Bush ha chiesto al Congresso Usa, proprio in questi giorni, un ulteriore stanziamento di 70 miliardi di dollari da destinare all’Iraq e all’Afghanistan, più una seconda trance di altri 50 a partire dal 2007.

    In questo contesto allargare la guerra all’Iran per gli Usa è ormai un obiettivo fuori portata a meno di non usare armamento atomico tattico sui centri di ricerca e sull’industria militare e civile iraniana con attacchi di saturazione di cruise-missiles, una volta saltata irrimediabilmente la possibilità di degradarne l’efficienza, l'operatività e la produzione con interventi aerei mirati.

    Ma qui il discorso si sposta verso l’inponderabile. Ragionando in termini comparativi il Governo Berlusconi per mantenere in Iraq un contingente dai 2800 ai 3200 uomini, arrivati su quel teatro di guerra con mesi di ritardo rispetto al marzo 2003, ha speso ad oggi 1.2 miliardi di dollari mentre ha previsto per il prossimo semestre un ulteriore stanziamento di 300 milioni di dollari che porta il finanziamento della missione in Iraq ad un totale di 1.5 miliardi di dollari. Il contingente italiano, per mantenere pressoché costante la presenza militare di 3000 soldati a Tallil, dopo la perdita del controllo sulla provincia di Dhi Qar, della C.P.A, della base Libeccio e Maestrale e una pressoché totale riduzione dell’attività di controllo sulla città di Nassiriya fino al ripiegamento “tattico” nella ridotta di Camp Mittica inserita nel perimetro dell’aeroporto Usa, ha avvicendato con turnazione di 4- 5 mesi la Brigata Garibaldi, la Sassari, l’Ariete 2 volte, la Friuli 2 volte e la Folgore e si appresta dal 1° gennaio 2006 a sostituire nuovamente l’Ariete con la Sassari. In totale per il contingente presente a Tallil il Ministero della Difesa ha provveduto alla rotazione di non meno di 24.000 militari.

    Gli Usa per mantenere in Iraq una forza di 180.000 uomini hanno dovuto avvicendarne oltre un milione allungando il periodo di ferma in zona operativa anche oltre i 12 mesi, con le conseguenze che si possono immaginare sulla tenuta psicologica e sull’efficienza militare delle divisioni americane che continuano ad operare in zone fortemente ostili e in condizioni ambientali estreme. Gli agi che offriva il Vietnam in riposo, ricercatezza di cucina, ambiente e disponibilità di puttane sono lontanissimi. Per i figli dei “veterani” in Iraq non c'è libera uscita, aria condizionata, bar dove bere birra fredda o frequentare locali a luci rosse. A Baghdad essere infilati morti ammazzati in una black-bag è molto più facile che nel Delta del Mekong. Mentre l’Italia staziona in una zona che gli analisti militari definiscono “stabilizzata” o a “basso rischio” le forze Usa agiscono in aree ad altissimo pericolo per la spietata efficienza messa in campo dalla guerriglia del Baath.

    Se gli Italiani hanno perso 32 uomini, quindi più dell’1% del totale delle forze militari a disposizione, gli americani, dovendo far fronte a non meno di 70-80 azioni di fuoco al giorno della guerriglia, con perdite multiple, ad ogni attacco, in morti e feriti, secondo le stime dei media internazionali avrebbero avuto (ci ripetono )... 2.160 soldati caduti. Balle di rai, mediaset, agenzie, giornali di partito e “indipendenti”.

    La percentuale in questo caso risulta, addirittura, attestata su una percentuale appena superiore alle perdite sofferte dal contingente italiano che ha dovuto in sole 2 occasioni far fronte a un attentato e a due attacchi di portata limitata con impiego di sole armi leggere da parte della Milizia di Al Sadr.

    Stimando, da dati di fonte diplomatica della UE, per caduti il 12-15% dei militari USA, il Pentagono dovrebbe aver registrato almeno 19.000-20.000 morti e, valutando il rapporto 1/5 tra morti e feriti, oltre 90.000 tra inabili, sottoposti a terapie riabilitative e interventi chirurgici. Più del 40 % dei militari Usa sono stati curati per gravi traumi cranici. L’elmetto di klevar in dotazione alle truppe Usa ha salvato molte vite ma gli spostamenti d’aria conseguenti ad esplosione ha prodotto un aumento di lesioni celebrali con postumi di inabilità permanenti. In Vietnam i B-52 Usa martellavano l’Esercito del Nord con bombe acustiche perchè un soldato con i timpani spaccati, si diceva allora al Pentagono, non si può più utilizzare come combattente e in più costa, al nemico, più di un morto perchè continua a mangiare e a vestirsi. Solo a Ramstein ci sono 1.470 posti letto, destinati ai feriti Usa in Iraq, e oltre 1.700 tra medici e infermieri. Dal maggio 2003 la ricettività dei complessi ospedalieri tedeschi è al completo. Quando non si riesce a controllare la strada, strategica, che dalla “green zone” porta all’aeroporto, in tutto una dozzina di chilometri, e si devono incassare perdite crescenti lungo il percorso di personale civile e militare e lo si pattuglia con forze raccogliticcie come la Guardia Nazionale, vuol dire per gli Usa che la guerra in Iraq, e in Afghanistan, è ormai persa da tempo. Fini, Martino e compagnia cantante quando vanno a trovare il “presidente dell’Iraq” Talabani usano gli strapuntini dei Black Hawk. L’imperialismo di Usa e GB marcia ormai con il passo degli stivali delle sette leghe verso un irreversibile tramonto. Il partito amerikano è ormai con l'acqua alla gola in America Latina, Eurasia, Medio ed Estremo Oriente mentre continua la liquidazione di quello che rimane delle divisioni Usa e dei suoi servi in Iraq e Afghanistan. Per il declino definitivo occorrerà aspettare altri 25-30 anni.

    Dresda, Berlino, Hiroshima, Nakasaki... fosforo rosso, fallout radioattivo, agente arancio, napalm, fosforo bianco... Falluja.

    La prossima nota sarà sul dispositivo di attacco preparato da Martino contro l’Iran, con l'invio di 350 militari dell’Aviazione Militare a Herat dietro la foglia di fico dei Centri Provinciali di Ricostruzione in Afghanistan che espone a enormi pericoli il contingente italiano di quella base come quello di Camp Mittica.

    http://www.nexusitalia.com/nexus_new/index...=643&Itemid=100

  16. #91
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    QUOTE (senza futuro @ 5/9/2006, 23:28)
    La strategia militare dell’Iran prevede inoltre attacchi preventivi di ampia portata su obbiettivi Usa o di Israele nel caso che fosse accertata l’imminenza di azioni aggressive contro la sua sovranità.

    Secondo me farebbero bene ad accertarsi accuratamente dell'effettiva imminenza dell'azione aggressiva. E magari sarebbe prudente anche fare un secondo controllo sempre sull'imminenza dell'azione aggressiva. E magari pure un terzo. E non dare troppo retta all'ottimismo propagandistico sulla invincibile superiorità degli armamenti russi. C'è una grossa differenza fra ipotizzare di poter annullare un massiccio attacco di cruise con le difese missilisitiche e farlo davvero, per ora non mi risulta che nessuno ci sia mai riuscito e se fossi iraniano non scommetterei le vite dei miei figli sulla "insuperata" qualità teconologica dei sistemi missilistici iraniani.
    Ma sopratutto faranno molto bene a tenere ben chiuse nei loro bei contenitori stagni le EM52. Affondare una superpetroliera nello stretto di Hormuz potrebbe rovinare molto l'immagine di un regime amante della pace che pensa solo a difendersi dall'imperialismo yankee. :shifty:


 
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