CITAZIONE (janvaljan @ 16/5/2007, 22:53)
Sono contento che l'idea abbia riscosso interesse, risponde ad alcune precisazioni.
Innanzitutto la questione inquinamento. Stiamo parlando di bruciare in prima battuta metano che non produce altro che CO2. Inoltre se si riuscisse veramente a creare il sistema come da me descritto, si tratterebbe solo di vaporizzare acqua che è già preriscaldata a 80-90° dai sistemi ausiliari (rigenerazione, solare termico) quindi alla fine credo proprio che i consumi non si discosterebbero molto dalle caldaie attuali.
Eliminando però una quota di inquinamento ben maggiore data dal minor consuma di energia elettrica della rete
Poi il problema di coibentazione dei tubi e quindi condensazione. Innanzitutto se una parte del vapore condensa non è un problema: una volta che il tubo è in pressione, che all'interno vi scorra vapore o una miscela acqua-vapore di vario titolo non c'importa granchè. Poi si potrebbe investire qualcosa in più per creare tubi ben coibentati, ma la soluzione migliore resta una sola: disporre nel migliore dei modi gli ambienti in una casa al momento del progetto. Come? Creando al centro l'ambiente per la caldaia e tutt'intorno le stanze che necessitano di acqua calda, quindi i bagni, la cucina, la stanza in cui si lava e si stira. Non credo ci siano grandi problemi per una cosa del genere, se non preconcetti mentali. In questo modo si arriva a erogare il vapore a distanze massime di 4-5 metri, limitando di molto le perdite e anche le spese per le tubazioni
Credo che il vapore possa andare bene per sistemi che utilizzino fonti rinnovabili e che abbiano la possibilità di avere a disposizione calore perso... a temperature superiori ai 100°C.
Se si usasse il calore ad alta temperatura per immagazzinare energia elettrica, ad esempio, si avrebbe la possibilità di avere a disposizione calore perso a temperature superiori ai 100°C...