Sei tu che ti barcameni tra la fobia del nucleare e la crisi climatica.
Io non voglio negare aprioristicamente che ci sia un rischio climatico (anche se un'ondata di caldo invernale e un mezzo uragano non è che facciano per forza da prova inappellabile).
Anzi da tempo dico che, ci sia o meno questo rischio, conviene comunque agire fin da ora come se il rischio fosse reale. Se pure non si dovesse mai avverare l'apocalisse climatica temuta ci sono comunque rischi legati alla situazione di approvvigionamento che secondo me sono assai più gravi e concreti. Dato che per combattere questi rischi si dovrebbero usare le stesse armi che auspichi per evitare il cambio climatico (FER essenzialmente) non vedo proprio dove saremmo in disaccordo.
Però il fatto di raccontarci che per fare una centrale nuke occorrono 25 anni e ripetercelo enne volte non lo rende più reale. In caso di vera crisi ambientale e rischio serio di recessione le prospettive e le priorità cambieranno. E velocemente anche. Con la spinta giusta dietro il sedere l'Italia costruirebbe 20 centrali in 5 anni o meno, garantito. Se il nuke non verrà più adottato in Italia e sarà gradualmente abbandonato nel resto del mondo sarà per motivi economici, di scarsità e costo del carburante, di difficoltà di trattamento delle scorie, di paura della gente, ecc, ecc. Ma tutto questo solo ed esclusivamente a condizione che le altre fonti energetiche garantiscano una produzione abbondante ed economica.
Se questo non succederà o se il cambio climatico ci costringerà ad abbandonarle (ed è possibile, certo) a me sembra molto, ma moooolto probabile che il nucleare non sarà adottato solo in caso di reale impossibilità. Non dubito che tu creda ciecamente alle cifre sui costi vari e sui tempi che circolano in internet, ma ti conviene sperare che siano più realistiche delle scie chimiche o del motore di Schietti se non vuoi l'energia dell'atomo. Se analizzi le cose senza preconcetti capirai che basi tutte le convinzioni su dati che ci hanno largamente propinato e che molti considerano falsi.
Alla fine è una scommessa, magari sbaglio io, ma se non sarà così non saranno risparmio e decrescita a farla da padrone

Ben diverso è accettare razionalmente l'impossibilità attuale di reali alternative e fare il possibile (possibile costoso certo, ma doveroso) per rendere competitive al più presto le FER o meglio rendere competitiva l'unica FER con possibilità di sviluppo diffuso logaritmico autonomo e non centralizzato.
Cioè il solare FV e termoelettrico. Mettendoci tutto il tempo necessario. 20 anni è un'ipotesi realistica per raggiungere la fase di crescita autonoma non incentivata, nel frattempo serve energia seria e affidabile. Tanta.
