CITAZIONE (leptone @ 17/9/2007, 22:39)
Considera in generale che la pirolisi generara composti volatili leggeri che poi sarebbe il gas, composti volatili pesanti che sono i tar e i residui solidi che sono i char. Nella pirolisi la velocità di riscaldamento e la temperatura finale sono i parametri che influenzano la formazione di tar. In genere si ha massima produzione di tar quando si hanno bassi tempi di permanenza, temperatura compresa tra 500 e 600 °C e alta velocità di riscaldamento. Per eliminare i tar durante la gassificazione bisogna lavorare a temperature superiori ai 1000 °C o in alternativa usare catalizzatori. Ovviamente i parametri che influenzano la formazione di tar sono anche la tipologia dell'impianto (letto fisso, letto fluido), l'agente gassificante, la biomassa etc.
Considera poi che ci sono altri prodotti indesiderati che devono essere eliminati dal gas prodotto quali H2S e NH3, diossine, NOx, SOx, etc che oltre a creare problemi in un motore creano problemi anche all'ambiente.
Per dare una definizione di bassobollenti, mi permetto di cambaire il termine in "soluzioni acquose" composte in prevalenza da acidi organici, aldeidi, chetoni, fenoli che generano correnti liquide di COD e BOD che danno tanto fastidio.
Ely
Mi pare che sei stata molto esaustiva e chiara. Molto più di me. E concordo con te. Magari converrai che quella temperatura superiore a 1000°C puoi "sistemarla" nei punti dell'impianto più utili. Ripeto un link utile. http://www.btgworld.com/technologies/tar-removal.html
giusto per avere idea di come si possa fare senza alzare tropponla temperatura nel gasificatore. Mi dirai: visto? ci vuole il catalizzatore! Risposta: la dolomite lo è...