Vedo che le posizioni sull'argomento restano distanti, e questo non può che arricchire il forum.
Resta il fatto che la normativa attuale definisce gli impianti idro (e più in generale tutti gli impianti alimentati da fonti rinnovabili) opere di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti (comma 1, art. 12 DLgs 387/03) a prescindere dalla taglia e dalla dimensione.
Per questa ragione è previsto l'esproprio, proprio come per una strada o altra infrastruttura di pubblica utilità.
Su questo penso ci sia poco da argomentare, volenti o nolenti è così.
Il fatto che poi nessuno abbia costruito un impianto a mezzo della procedura di esprorio (siamo proprio sicuri che non esistano già casi concreti?) non significa nulla, se non che gli impianti idro normalmente sorgono in zone a scarso valore immobiliare, spesso difficilmente raggiungibili, insomma terreni sì privati, ma del quale il privato non se ne fa nulla; in questi casi ovviamente si trova un accordo ben prima dell'esproprio. In altri casi, il progettista magari individua soluzioni alternative in cui posizionare la centrale in terreni di gente ragionevole...
Quindi la procedura di esprorio (che sappiamo essere lunga e dolorosa) è certamente da considerare come l'ultima azione di innumerevoli altre che la possano rendere evitabile, ma questo non vuol dire che non esista e non sia attuabile da chiunque voglia realizzare un impianto, pur piccolo che sia.
Con rispetto per ogni parere, saluto tutti.


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