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Discussione: neutroni

  1. #101
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    Forse potrebbe essere che il secondario è disturbato dal generatore di segnali o altri strumenti elettronici che ci sono nelle vicinanze; se ipotesi fosse cosi, si dovrebbe mettere un pezzo di lamiera per schermare il disturbo.

    Potrebbe anche essere che il numero delle spire del primario è troppo basso; vero che il rapporto tra le spire del secondario è primario deve essere alto, però il primario un pò di spire deve avere altrimenti il trasformatore è poco efficiente.

    Per aumentare l'efficienza del traformatore si potrebbe fare un primario composto da un numero di bobine maggiore di 1.

    Come nel disegno che segue...


    Però siamo nelle ipotesi, non vedendo come è relamente il circuito non sono certo di niente.

  2. #102
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    E' immagino di non essere in risonanza, ecco lo schema che sto utilizzando con i relativi valori:



    la frequenza si aggira sui 35MHz, bisogna variare il valore del trimmer in base alla tensione che si utilizza, dopodichè l'oscillazione si innesca e il trimmer va regolato fino ad avere una buona potenza sulla bobina L3, che funge da primario, questa volta grazie al condensatore C1 la bobina non crea problemi quando si assorbe corrente con il secondario, la frequenza rimane stabile, l'ampiezza della sinusoide varia un pò quando si assorbe dal secondario. L'ampiezza dipende anche dalla tensione di alimentazione, che posso variare con un variac e annesso circuito di livellamento, la bobina L1 è quella che non mi fa passare la radiofrequenza nell'alimentatore(V1), la tensione che ho utilizzato è stata al massimo 150 volt.

    La bobina L3 è composta di 3 spire del diametro di 110mm, con filo da 1mm, il trimmer è da 100K.

    Questo circuito nella realtà funziona, col simulatore no.
    Ultima modifica di tecnonick; 13-12-2009 a 20:56

  3. #103
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    Una cosa, quotami al messaggio ... viste le interferenze ...

    E' disadattata l'uscita, sei in risonanza per forza visto il particolare schema.
    Ti linko sotto una soluzione (provata funzionante) "da radioamatori" per usare al meglio l'IRF 840:



    Postponi al tuo oscillatore lo schema e vedrai che qualcosa cambia di sicuro. Una tabella delle potenze (stessa fonte):

    FET POWER VOLT CURRENT
    IRF 530 75 W 100 V 14 Amps
    IRF 540 125 W 100 V 27 Amps
    IRF 830 75W 500 V 4.5 Amps
    IRF 840 125 W 500 V 8 Amps

    Per accoppiare lo stesso alla lampadina serve un primario NON risonante di una spira o due, un secondario risonante isolato, un secondo secondario non risonante di cui sia possibile variare l'accoppiamento. Alternativamente puoi usare direttamente una lampadina da 24V 5 - 10 W o 220V 60 W direttamente sull'uscita d'antenna!.
    Dai che và di sicuro ...Sento che sei sulla buona strada.

    Fonte (per i dettagli bobine):
    Power Amplifier, 60 Watt RF Power Amplifier using IRF840 for Ham Radio Transceiver

  4. #104
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    Ciao Ele, questo schema è un amplificatore rf, tu dici di entrare in questo con l'uscita del mio oscillatore? e poi accoppiare alla bobina di questo ampli il mio secondario in modo che risuoni sulla frequenza dell'oscillatore? se non ho mal capito quello che faresti è questo: diamo potenza all'oscillatore tramite l'ampli, e senza badare al fatto che la bobina dell'ampli debba risuonare alla frequenza dell'oscillatore, ora sulla bobina dell'ampli ci troviamo un segnale mettiamo a 30MHz di una certa potenza che allacciato ad un secondario fatto risuonare sui 30MHz dovrebbe dare un buon trasferimento di energia, e fin qui ok, ma se devo elevare la tensione come faccio a sapere quante spire devo fare sul secondario? perchè se aumento il numero di spire non sarò più in grado di farlo risuonare sui 30MHz, perchè l'induttanza aumenta e quindi cala la frequanza sulla quale risuona!

  5. #105
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    Quote Originariamente inviata da tecnonick Visualizza il messaggio
    Ciao Ele, questo schema è un amplificatore rf, tu dici di entrare in questo con l'uscita del mio oscillatore? e poi accoppiare alla bobina di questo ampli il mio secondario in modo che risuoni sulla frequenza dell'oscillatore? se non ho mal capito quello che faresti è questo: diamo potenza all'oscillatore tramite l'ampli, e senza badare al fatto che la bobina dell'ampli debba risuonare alla frequenza dell'oscillatore, ora sulla bobina dell'ampli ci troviamo un segnale mettiamo a 30MHz di una certa potenza che allacciato ad un secondario fatto risuonare sui 30MHz dovrebbe dare un buon trasferimento di energia, e fin qui ok, ma se devo elevare la tensione come faccio a sapere quante spire devo fare sul secondario? perchè se aumento il numero di spire non sarò più in grado di farlo risuonare sui 30MHz, perchè l'induttanza aumenta e quindi cala la frequanza sulla quale risuona!
    Buona osservazione ... andiamo con ordine ...
    a) entriamo nell'ampli pilotandolo con il tuo oscillatore, attenzione a non bruciare l'ampli per troppa potenza in ingresso! Magari alimentare l'oscillatore a tensione via via crescente. Minor potenza si estrae da un oscillatore e più pulita è la forma d'onda ottenibile a causa del Q più alto.
    b) Il trasformatore elevatore. Come tu stesso dici: più spire e più la frequenza di risonanza cala ... quindi ... il massimo numero di spire per restare comunque in risonanza! Non c'è altra via, ecco perché il secondario della "bobina di Tesla" è di piccolo diametro e di forma allungata. Diametro piccolo meno induttanza e più spire si possono avvolgere per restare comunque in risonanza o nei dintorni del punto di risonanza.
    c) La tensione. Il trasformatore trasferisce al primario l'impedenza vista al secondario. Se vuoi una alta impedenza (quindi una alta tensione) al secondario anche l'impedenza al primario dovrà essere alta. Facciamo un esempio pratico: hai avvolto il tuo trafo e alla risonanza il secondario consta di 100 spire. Il primario meno di una spira non è possibile farlo, quindi il tuo rapporto spire è di uno a 100. 50K/100 = 500 V. Al primario ti serve una tensione di 500V per averne 50000 al secondario. Ora bisogna fare i conti con l'ampli, se sono 100 W su 50 Ohm (impedenza dell'antenna di trasmissione) la tensione sarà SQRT (100 * 50) = 70 V. Ma te ne servono 500 ... di volt ...
    Cioè la radice della potenza moltiplicata per l'impedenza deve dare 500, la potenza è quella che hai l'impedenza la puoi alzare usando un pigreco come del resto fatto nel primo schema da me proposto. In quel caso si adattano i 10 Ohm del FET ai 50 dell'antenna, nel tuo i 50 del MOS 840 ai ??? 2500 Ohm!
    Infatti Radice quadrata di (2500 * 100) = 500.
    Se alimenti la spirozza del primario del tuo trasformatore con 100 W su 2500 Ohm (500V) al secondario ne otterrai 50000!
    ------ IL TUTTO MOLTO SEMPLIFICATO ----

    Nella realtà ci sono le componenti resistive e le induttanze disperse che avversano il risultato finale. In ogni caso non ti discosti moltissimo ... basta tenere una riserva di potenza per sopperire alle perdite resistive e per flusso disperso. Inoltre il salto di impedenza 50 -> 2500 non sarebbe banale, non impossibile, magari in due salti 50 500 e 500 2500.
    Per andare avanti serve il benedetto secondario che risuoni con la minima capacità possibile ai fatidici 30 Mhz e proprio a questo serve il toroide (o la sfera) di polistirolo ricoperta di stagnola che vedi nelle bobine di Tesla ....

  6. #106
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    Forse ha ragione Electron: esiste sul secondario una capacità invisibile che cortocirquita il secondario, la reattanza capacità è quasi a zero a causa della frequenza che è molto alta.

    Se invece la frequeza fosse bassa, la reattanza capacità sarebbe alta e non avviene cortocircuito.

    Quindi il secondario è in corto circuito.

    Per rimuovere quel condensatore invisibile si dovrebbe fare un secondario di forma particolare, la distanza tra i terminali dovrebbe essere grande e le superfici molto piccole.

    capacità= superficie / distanza

  7. #107
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    Allora, ipotizziamo di dover lavorare a 30MHz, con un trasformatore avvolto in aria, per avere il minor numero possibile di spire da avvolgere al secondario stabilisco che il primario deve essere di una spira. Ora su questa spira applico una sinusoide di 30MHz alla tensione di 500 volt.

    Adesso ho bisogno di un secondario che risuoni a questa frequenza, ma ho bisogno anche che questo secondario non sia inferiore a 100 spire, inquanto devo ottenere 50kV, quindi in primo luogo per ottenere un maggior numero di spire devo abbassare la capacità del condensatore in parallelo al minimo possibile, perciò decido di fare 1pF, l'induttanza che accoppiata a questo condensatore mi risuona a 30MHz è di 28uH, perciò, per fare questa induttanza di 100 spire opto per l'utilizzo di 100 spire di filo del diametro di 1mm avvolte su un diametro di 175mm (ipotizziamo un tubo di pvc), fatto questo ho la mia induttanza da 28uH con la sua capacità in parallelo da 1pF che non considerando le capacità parassite e altri piccoli fattori mi dovrebbe risuonare a 30Mhz o li li....

    Ci siamo?

    Ora quando applico sti 30MHz alla spira del primario, a prescindere dalla sua induttanza diametro e sezione del filo, se tutto funziona dovrei ottenere i 50Kv gisuto?

    Perchè non valuto di dimensionare la spira del primario? perchè solo una spra posso fare, e perchè non valuto il diametro di questa spira? ipotizzo che in questo caso, il diametro di questa spira influisca con l'emissione del campo magnetico, e ad occhio direi che il diametro non dovrebbe essere superiore al doppio del diametro della bobina primaria (la primaria è di 175mm).

    Che ne pensi ?


    e ufo ha pure ragione, perchè in queste 100 spire avvolte vicine c'è una capacità che a queste frequenze non è indifferente, e sicuramente supera il picofarad di cui necessito, perciò bisogna tenere separate le spire e ricalcolare l'induttanza?
    Ultima modifica di tecnonick; 15-12-2009 a 20:55

  8. #108
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    sono come sempre in ritardo, la simulazione su microcap non ti funziona perchè devi insertire "l'accoppiamento magnetico" non mi ricordo il nome del componente ma nei circuiti di esempio lo trovi, l'immagine sembra proprio il flusso magnetico all'interno di un trasformatore, i parametri minimi sono nomeinduttore1,nomeinduttore2, coefficiente di accoppiamento magnentico vedrai che dopo la simulazione ti funziona

    Vedi se trovi il testo che ti ho nconsigliato ci sono esempi utili al dimensionamento del trasformatore per adattare le impedenze, se non lo trovi, se vuoi te li mando per MP ma non ho neanche il tempo per dormire per cui è probabile tu faccia prima a scaricarti il testo da emule e simili

    tra 1-2 giorni mi rispediscono il mio più potente generatore da 38 Kv, probabilemte a 50Kv ci arrivo (6cm di arco elettrico in aria li fa' a vuoto) 100W per qualche decina di minuti li dovrebbe sopportare ma ho seri dubbi arrivi sopra qualche MHz di frequenza, magari in armonica.. se ti può essere utile ..

    perdonatemi gli eventuali errori di digitazione ma ho lasciato gli occhiali al lavoro e faccio MOOLTA fatica a leggere senza occhiali

    ciao
    Alessio
    Qualche video dei miei esperimenti li trovate su:
    http://it.youtube.com/user/alessiof76
    aggiornato 10/10/2011

  9. #109
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    Tecnonick:
    Allora, ipotizziamo di dover lavorare a 30MHz
    ----------------
    Che ne pensi ?
    Esatto in tutto e per tutto.

    E pure ufo dice una cosa quasi giusta quando dice:
    Per rimuovere quel condensatore invisibile si dovrebbe fare un secondario di forma particolare, la distanza tra i terminali dovrebbe essere grande e le superfici molto piccole.
    capacità= superficie / distanza
    La forma particolare è la forma detta a nido d'ape, che credo avrai visto ...

    Come diametro del secondario direi da 20 a 30 mm, il filo non superiore a 0.2 0.3 mm e le spire spaziate il più possibile fino a ricoprire la lunghezza. Lunghezza che dipende da quanta induttanza vuoi.
    Il diametro primario è circa doppio del diametro del secondario. MA non occorre che sia di una spira, può essere fatto con due spire, secondo l'esempio del mio post precedente ti servirebbero non 500 ma 1000 V. Per avere 1000 invece di 500 basta variare i parametri del pigreco di adattamento portando l'impedenza al doppio. Una eventuale risonanza serie del primario avrebbe l'effetto benefico di alzare ulteriormente la tensione utile ma non è importantissima ...

  10. #110
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    Ciao Alessio! il componente di cui parli si chiama CORE, ma in quello schema non è necessario, infatti quelle induttanza sono bobine avvolte in aria, ho già fatto altre simulazioni con il core, ma risulta comunque difficile accoppiare bobine a quelle frequenze, infatti c'è la capacità parassita tra spira e spira che è notevole e rompe le scatole, purtroppo c'è molta differenza dal lavorare a 2-3Mhz e 30-40Mhz, comunque ho fatto 2 chiacchere con ufo e abbiamo optato di lavorare in modo diverso, quindi la nuova condizione di lavoro è la seguente:

    FREQUENZA DEL SEGNALE: 5MHz
    TENSIONE DEL SINGOLO GENERATORE: 50kV
    GENERATORI DA METTERE IN SERIE: 5

    il tutto per ottenere un generatore da 250kV 5Mhz che ci permet6terà di alimentare un acceleratore della lunghezza di 4 metri e qualcosina...

    per tanto le cose si semplificano parecchio, e volendo si potrebbe ricorrere ai trasformatori commerciali su ferite, però per via dei costi alti preferiamo ancora fare qualche prova sul trasformatore avvolto in aria.

    Abbiamo deciso di prendere questa strada perchè facendo alcune prove ho notato che dai 10Mhz in giù l'accoppiamento è molto più efficiente, adesso vedremo se lo è anche l'elevazione di tensione calcolando gli avvolgimenti secondo la teoria del mio messaggio precedente, in questo caso le capacità parassite influiranno molto meno, il secondario sarà un filtro meno selettivo e quindi dovrebbe rispondere in modo più evidente nell'elevare la tensione, domani mi metto ancora all'opera e vediamo come si comporta.....

    Se hai lo schema di un generatore che lavora a 5-10Mhz lo gradirei volentieri, perchè potremmo valutare molto soluzioni avendo ridotto la frequenza.

    Ciao!

  11. #111
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    Grazie elektorn! però a conti fatti, come ho detto poco fà, forse è più semplice ridurre la frequenza e mettere più generatori in serie per elevare la tensione dagli iniziali 50kV ai 250kV, però in ogni caso prima di procedere in questo senso metto in pratica i tuoi consigli e testo il nuovo avvolgimento, ascolta per calcolare l'induttanza delle spire distanziate ipotizzo valga sempre la solita formula, con la differenza che a egual numero di spire l'avvolgimento occuperà una maggiore lunghezza?

    ma se diventa troppo lungo siamo sicuri che poi il campo magnetico generato sul primario riesca a coprire tutta la lunghezza del secondario?

  12. #112
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    Esattamente. La spaziatura è considerata nel 10 * l della formula semplificata:

    L = 0.394 r2 * N2 / ( 9 * r + 10 * l )


    Dove:
    L induttanza in uH
    r raggio in cm
    N numero spire
    l lunghezza dell'avvolgimento

    Se l'avvolgimento è lungo il primario andrebbe aumentato di diametro proprio per consentire il massimo accoppiamento dei rispettivi flussi proprio come si vede nelle tesla coil ....
    Generatori in serie? Attenzione che il riferimento di massa dell'ultimo generatore è ad una tensione di 200 KV !!!

  13. #113
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    Finalmente vi posso dare una bella notizia! ho provato ad accoppiare a 5mhz gli avvolgimenti, ma la cosa resta sempre veramente complicata, perchè anche calcolando le risonanze non riesco ad accordare, il diametro delle bobine influisce in modo veramente pesante, sicuramente ho potuto notare dei risultati migliori, ma frugando nei cassetti cos'ho trovato? un bel toroidino BLU da circa 30mm! questo come previsto dal sito dove c'è il software per il calcolo degli induttori su nucleo toroidale, lavora a fino a 5MHz, anche se non tornano i conti sul numero di spire, infatti secondo il software per fare 1uh bisogna avvolgere 14 spire, mentre qui me lo trovo con sole 2 spire! ma niente di male, perchè ho avvolto una sola spira e ho variato il valore dei condensatori fino ad arrivare a 5MHz, ho fatto un secondario di 6 spire, ed ecco che in ingresso ho 5Mhz a 0-100 volt, ed in uscita ho la stessa precisa identica sinusoide ma da 600 volt, perfetto!

    Ora questo toroidino sicuramente non ha le carattristiche per lavorare a 5MHz, ma è una piena dimostrazione che utilizzando il toroide il problema è risolto, infatti in uscita riesco a prelevare una potenza intorno ai 20-30watt, ora non mi resta altro che ordinare quello che lavora a 30MHz e farò altre prove, forse siamo alla svolta!

  14. #114
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    Allora, adesso mi sto chiedendo se è il caso di pilotare l'acceleratore con onda quadra o sinusoidale, infatti ipotizzo due possibilità:

    premesso che le particelle accelerano soltanto nello spazio tra un tubo e l'altro, se l'onda è sinusoidale l'accelerazione è progressiva, e quindi molto meno spinta rispetto ad un onda quadra, mentre se vi è un onda quadra, quindi un fronte di salita quasi istantaneo, la particella quando esce dal primo tubo si troverà immediatamente tutta la differenza di potenziale e quindi subirà una brusca accelerazione. Però bisogna fare il modo che i periodi positivi e negativi siano ben sincronizzati, perchè a differenza della sinusoide, se la particella si trova leggermente in ritardo rischia di beccarsi un muro quando esce dal tubo(tensione invertita rispetto a quella che gli serve), mentre se fosse sinusoidale potrebbe frenare leggermente per poi riaccelerare, ma in tutti e due i casi non avrebbe acquistato l'energia voluta. Quale potrebbe essere la soluzione migliore?


    PS.
    Ho ordinato il nucleo H10 e mi arriva domani.

  15. #115
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    Quote Originariamente inviata da tecnonick Visualizza il messaggio
    Quale potrebbe essere la soluzione migliore?
    Sicuramente è meglio l'onda quadra, ma non osavo proporlo perchè penso che ci sia maggiore difficoltà a realizzare il circuito elettronico, ma forse non è vero che ci sia maggiore difficoltà.

    Ho calcolato che con l'onda quadra, l'acceleratore è leggermente più corto, inoltre il vuoto tra i tubi è più basso e questa è buona cosa perchè cosi facendo l'arco voltaico preferisce cadere dove dovrebbe cadere e non sul tubo facendo andare tutto a massa.

    Quindi i vantaggi dell'onda quadra sono 2: acceleratore leggermente più corto e spazio vuoto tra i tubi più corto.


    Con questo aggiornamento...
    http://www.gencodex.com/lineare.zip

    è possibile sciegliere se fare con onda sinusoidale oppure onda quadra, e guardando i dati già si vede la differenza tra sinusoide e quadrato.

    Ovviamente il quadrato perfetto è possibile solo con funzionamento a vuoto, se invece c'è un carico allora è impossibile il quadrato perfetto perchè la potenza del generatore dovrebbe essere infinita.
    Comunque il problema del carico ce l'ha anche la sinusoide: penso che la forma rimanga inalterata ma sotto carico il valore di picco tende a sedersi e cosi pure il valore efficace.

    Ritornando al discorso del quadrato: se il quandrato diventa troppo trapezoidale o triangolare, è possibile compensare con un leggero aumento di tensione oppure rifacendo i calcoli facendo finta che la tensione è più bassa.

  16. #116
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    Ciao Ufo una domanda a che velocità escie la particella? non è che devi correggere la seguenza di onde in usccita sui tubi per modifica della massa della particella se si avvicina alla velocità quella della luce?

    Ciao.

  17. #117
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    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    modifica della massa della particella se si avvicina alla velocità quella della luce?
    Se avessi guardato meglio
    http://www.gencodex.com/lineare.zip

    avresti notato che c'è una colonna intitolata "fattore di Lorenzt"

    e poi c'è anche la colonna "massa relativistica" nella quale si nota che la massa aumenta con l'aumentare della velocità.

  18. #118
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    Ciao a tutti, e buone feste!

    Oggi è arrivato il nucleo H10, ho fatto 2500 prove con una marea di configurazioni, 9 ore di lavoro!!!! ebbene ho una triste notizia: il nucleo è soltanto più efficiente nell'accopiare il campo magnetico, ma il rapporto delle spire non esiste, anche per questo vale la risonzanza. Infatti ho provato a fare un primario da 2 spire, e il secondario a partire da una spira fino a 20 spire, con 6 spire si triplica la tensione, oltre le 6 spire la tensione cala manmano che s aggiungono spire, idem se si scende sotto le 6 spire.

    Per tanto vale il discorso che avevo fatto in precedenza, facciamo un ipotesi:

    se il primario è 1uH con una capacità in parallelo da 10pf, ed è composto da 2 spire, e alimentato a 10 volt, per ottenere 100 volt mi servono sul secondario si le 40 spire, ma queste devono avere tassativamente un induttanza che accoppiata ad un condensatore risuoni sulla frequenza del primario, per tanto si capisce che a 30MHz non è possibile elevare la tensione oltre un certo valore, inquanto il primario per avere una induttanza bassa a tal punto di risuonare a 30MHz ha al massimo un paio di spire, perciò sul secondario oltrepassate appunto le 6 spire la frequenza di risonanza non si può più centrare perchè l'induttanza diventa troppo alta e quindi non c'è modo di accoppiare una capacità cosi bassa da poterla far risuonare.

    Mi viene da piangere.

    Ora 2 sono le soluzioni: o si parte da 50kV e si cerca questo benedetto klystron, cosi da far oscillare direttamete i 50kV di cui necessitiamo, o non ci rimane altro che ridurre la frequenza di lavoro per poter ottenere maggiore elevazione di tensione grzie alla possibilità di aggiungere più spire al secondario. Però questa soluziuone è praticamente impossibile, perchè passando da 30MHz a 10Mhz, la lunghezza dell'acceleratore è di ben 10 metri! e più si scende più aumenta! più passa il tempo e più capisco perchè usano oscillatori di alta tensione pilotati direttamente dal clystron, mi sa proprio che non c'è alternativa.

    Purtroppo la precedente illusione ottica dei 600 volt è avvenuta su un nucleo lavorando a 5MHz, con primario da 0 a 100v, in effetti è stato un puro caso il fatto che il primario era di una spira e il secondario di 6 spire e la tensione si è moltiplicata per 6, un vero puro caso.

  19. #119
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    Ma c'è ancora un lieve possibilità che potrei sfuttare, se notate l'ultimo disegno che ho postato, ai capi della bobina L3 si forma una tensione che può arrivare oltre il chilovolt, in base al valore dei componenti, perciò realizzando un secondario anche di poche spire, ma facendolo risuonare bene, sicuramente si possono ottenere 4-5kv, infatti con 2 spire tempo fà mi si formava un arco di 2-3mm, ma spire avvolte in aria però! anche il fatto che in certe condizioni sul trasformatore in ferrite mi trovo tensione più alta con meno spire è dovuto al fatto che in realtà il primario già di suo eleva la tensione che viene quindi captata dal secondario già elevata.

  20. #120
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    Oggi ho fatto una nuova prova che sembra essere in disaccordo con la teoria dell'accoppiamento primario-secondario in risonanza, sarà mica il nucleo H10 che in realtà non lavora oltre i 10MHz?

    perchè: a 5MHz riesco ad aumentare la tensione in base al numero di spire, oltre questa frequenza no, ho fatto anche una prova particolare, un oscillatore che mi sviluppa solo picchi di lentz sul primario, anche qui se sto sotto i 5MHz ho dei picchi sul primario da 100 volt partendo da una tensione di 12 volt, se elevo la frequenza i picchi calano di tensione, e sul secondario non ho la stessa forma d'onda che ho sul primario.

    Insomma, è un vero casino lavorare a quelle frequenze.

  21. #121
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    Probabilmente ha più risonanze , come un filtro passabanda sottosmorzato, è un discorso di mutua induttanza tra gli avvolgimenti Mutua induttanza M= coefficiente di accoppiamento * radicequadrata di (induttanza primario*induttanza secondario)

    M=K*sqrt(L1*L2)

    Ill circuito equivalente del trasformatore diventa un T di induttanze:

    --------------(L1-M)--------------------------(L2-M)---------------
    ........................................... I
    ........................................... I
    ........................................... I
    ........................................... I
    ..........................................(M)..... .................................... modulo di Vsegn_=(6,28*frequenza*M)*Iprimario
    ........................................... I
    ........................................... I
    ........................................... I
    ........................................... I
    -------------------------------------------------------------------

    IGNORA i puntini, spero si capisca il circuito equivalente
    Ciao
    Alessio
    Qualche video dei miei esperimenti li trovate su:
    http://it.youtube.com/user/alessiof76
    aggiornato 10/10/2011

  22. #122
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    Mi stavo chiedendo se non fosse più semplice fare con 5 Mhz e 1,25 Mv, senza anelli o tubi.


    Un bottiglione lungo poco più di 0,5 metri e basta.
    http://www.gencodex.com/gen_neutroni.zip
    .
    .
    .

  23. #123
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    x alessio:

    credimi, ho fatto veramente molte prove, variano numero di spire e capacità, anche no il nucleo che mi è arrivato non c'è niente da fare, daltronde ragionando un attimo, se prendiamo come esempio una bobina di tesla, il primario viene pilotato già di suo con tensioni intorno ai 10kV, con picchi di potenza veramente alti dati dal condensatore che scarica tramite spark, il primario quando riceve questi picchi già di suo li eleva moltissimio, perchè trovandosi in parallelo il condensatore va per forza in risonanza, i campi elettromagnetici emessi sono fortissimi, e non risulta quindi difficile ottenere certe tensioni al secondario, mentre nel nostro caso le cose si complicano inquanto comunque sul primario non si può salire di tensione più di tanto, quindi probabilmente nel caso dell'avvolgimento in aria il campo è debole, e quindi non c'è molto trasferimento di energia, la tensione cala anche se sono in risonanza, d'altra parte se cosi non fosse non ci sarebbe ragione di costruire i trasformatori su nucleo ferromagnetico no?

    Ora il dubbio che mi resta è se effettivamente quel nucleo che ho preso può lavorare oltre i 30MHz, perchè anche qui se sto basso di frequenza riesco ad elevare la tensione, se salgo no. E' come se il trasferimento di energia dal primario al secondario cala col crescere della frequenza, e non posso neanche attribuire la colpa ai mosfet visto che comunque sul primario ho sempre una certa tensione.

    Se tengo conto del discorso di Elektron questi problemi non dovrei averli, infatti mi aveva scritto che tramite nucleo ferromegnatico non c'era nemmeno bisogno di "accordare", quindi l'ipotesi del nucleo non idoneo potrebbe essere valida, anche perchè oltre alla possibilità di dover necessariamente accordare anche sul nucleo non vedo altre spiegazioni.

    Adesso proverò a far oscillare il primario con una tensione di 2-3kV in stile bobina di tesla, quindi con condensatore e spark, e vediamo cosa riesco a tirare fuori con il nucleo e senza nucleo.

    x ufo:
    il problema è lo stesso, se per fare 1,25MV ho bisogno di più circuiti che oscillano a 5MHz e non si riesce ad elevare la tensione siamo punto a capo.

  24. #124
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    Sono riuscito ad accoppiare l'oscillatore ad un amplificatore che ho fatto con un irf840, con un rapporto 1 a 20 e 20 volt di tensione ho ottenuto circa 1600 volt sul secondario, questo grazie al perfetto adattamento di impedenza tra oscillatore-amplificatore, e amplificatore-trasformatore, la frequenza su cui lavoravo era però di 3MHz, quindi tutto molto più semplice. Oggi hpo fatto alcune prove a 30MHz e vedo la netta differenza sulle difficoltà che ci sono salendo di frequenza, tra l'altro per accoppiare devo andare per tentativi cambiando i condensatori, un lavoro pauroso.

    E' molto interessante vedere come aumenta la tensione sul source del mosfet perfezionando l'accoppiamento con l'oscillatore, e tra l'altro noto che non è necessaria una gran potenza per far girare l'irf840, ma noto anche che la resa finale è scarsa, se lavoro in classe C rende bene, ma il segnale risulta parecchio diverso da quello generato in origine dall'oclillatore.

    Non so fino a che punto dire che sono sulla buona strada, perchè è veramente difficoltoso questo generatore.

    Vi chiederei se mi potete dare uno schema di un oscillatore a 30MHz abbastanza potente da poter pilotare il mosfet senza dover fare più amplificatori in cascata, e quindi anche un mosfet da accoppiare all'oscillatore che abbia un buon rapporto potenza entrata-potenza uscita, vedo che con l'irf840 il guadagno in potenza ad occhio non va oltre le 20 volte.

  25. #125
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    Niente, non si riesce a combinare una mazza, pur avendo appreso come costruire un generatore di segnali di una certa frequenza e tensione, non sono riuscito a trovare una soluzione valida a bassi costi, infatti come previsto dai calcoli, lavorare su bobine avvolte in aria o trasformatori è possibile, ma dovendo accoppiare più sistemi in serie per ottenre una certa potenza i costi si elevano non poco, bisognerebbe ricorrere ai sistemi tradizionali quali klystron o thyratron, ma questi hano dei costi veramente esagerati....

    Detto questo, se qualcuno mi illuminerà su vie fattibili e più economiche potrò continuare la sperimentazione e perchè no realizzare qualcosa che ci permetta di avere un minimo di risultati, in caso contrario possiamo anche chiudere questa discussione.

    Ricerche, tempo, soldi, ce ne ho messi.... ma purtroppo, risultati si, ma non utili per raggiungere determinate condizioni per la realizzazione di un alimentatore per acceleratore.


 

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