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Discussione: Flash test

  1. #1
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    Predefinito Flash test

    Ciao a tutti!
    Qualcuno mi sa dire dove posso trovare info riguardo al flash test che viene eseguito sui moduli fotovoltaici?
    In particolare vorrei sapere:
    1) il test permette di capire effettivamente quanto un determinato modulo rispecchia le caratteristiche indicate nei datasheet?
    2) chi fa il test? il costruttore del modulo o un ente certificatore indipendente?
    3) come viene eseguito il test?
    4) e' un test che viene eseguito obbligatoriamente su tutti i moduli perche' la normativa lo impone?

    Grazie.
    Nicola

  2. #2
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    il flash test rappresenta la carta d'identità del modulo fotovoltaico. E' l'unico documento che ti dice quali siano i veri dati elettrici, Pn, Voc, Isc, Vmpp, Impp , del modulo in questione.

    Solo con questi dati alla mano si può progettare un impianto fv, altrimenti si connettono i moduli a c..o e si fannno solo danni!

    Ogni produttore è obbligato a fornire i flash test dei moduli che vende.
    Se anche sapessi che domani finisse il mondo, io, oggi, pianterei comunque il mio albero di mele.

  3. #3
    Appassionato/a
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    Grazie giaga per la risposta.

    Quindi capisco che ogni documento di flash test oltre a riportare ovviamente la matricola del modulo riporta anche l'esatta potenza di picco (e non un valore espresso con una tolleranza; per esempio la potenza non sara' riportata nella seguente maniera 150 +-5% w ma sara' un valore prefissato come 145 W) e gli esatti valori di tensione e corrente.

    Ciao, Nicola

  4. #4
    Seguace
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    Ciao Nick, non è cosi. Qualsiasi misura è affetta da una tolleranza data dallo strumento di misura Tutte le misure andrebbero espresse con il valore della misura e un +/- valore di tolleranza..
    Non esistono tolleranze solo positive!
    Al corso CEI sul fotovoltaico tenuto dal prof Spertino presso il Poli di Torino ci hanno detto di diffidare dai flash test per un motivo banale: quando si fa la prova bisogna irradiare TUTTO il pannello (in modo uniforme) con una fonte di energia esempio 1000W/mq , per fare questo bisogna avere una fonte energetica suff potente e distante da avere tutti i raggi paralleli. (tipicamente il sole) Chiaramente questo è difficilmente ottenibile in linea di produzione, al contrario è facilmente ottenibile su una piccola cella !

  5. #5
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    Però è anche vero che se devi mismatchare una partita di moduli, da qualche parte dovrai pure partire...
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  6. #6
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    Eppure esiste una norma spcifica del CENELEC su come effettuare il test per misurare le grandezze in uscita da un modulo FV.

  7. #7
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    Quote Originariamente inviata da giaga Visualizza il messaggio
    il flash test rappresenta la carta d'identità del modulo fotovoltaico. E' l'unico documento che ti dice quali siano i veri dati elettrici, Pn, Voc, Isc, Vmpp, Impp , del modulo in questione.
    Questa è già stata smentita.

    Quote Originariamente inviata da giaga Visualizza il messaggio
    Solo con questi dati alla mano si può progettare un impianto fv, altrimenti si connettono i moduli a c..o e si fannno solo danni!
    Qui io non sono d'accordo, sapere questi valori ti può solo dare una mano in fase di smistamento fisico dei moduli, ovvero nella formazione delle stringhe, non di progettazione. La fase di progettazione è già finita da un pezzo quando i moduli vengono consegnati.
    Riguardo al far danni, chi lavora nel residenziale il mismatching spesso non lo fa, e arrivo a dirti anche che il suo effetto su simili impianti è piuttosto trascurabile. Tradotto: su un 200 kWp con inverter modulari il mismatching è fondamentale; su un 2 kWp a una sola stringa è totalmente ininfluente, perché ormai quasi tutti ordinano sul venduto, rendendo impossibile il mismatching da un impianto all'altro.

    Quote Originariamente inviata da giaga Visualizza il messaggio
    Ogni produttore è obbligato a fornire i flash test dei moduli che vende.
    Non sei la prima persona da cui sento questo, ma non mi risulta che nella CEI 61215 o 646 ci sia scritto quest'obbligo (che comunque sarebbe sacrosanto). Qualcuno ne sa qualcosa?
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  8. #8
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    Grazie per le risposte.
    MttJpn mi sai indicare la norma del CENELEC a cui ti riferisci?

    Ciao, Nicola

  9. #9
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    Per l'europa sono le CEI EN 60904 1-2-3-5-6 , noi le conosciamo come CEI 82-1 82-2 82-3 82-5 82-6 . Non mi sono addentrato a leggerle nel particolare, ma credo che riportino delle disposizioni al fine di rendere valide(con le dovute incertezze sulla misura) le misure dei flash test.

  10. #10
    Pietra Miliare
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    salve a tutti,
    intervengo a proposito del flash test ed al discorso del "mismatch".

    Ho avuto molte discussioni in merito alla possibilita' di migliorare la resa di un impianto FV assemblando in modo opportuno i moduli nelle stringhe.

    Dopo varie analisi e studi al proposito io credo che non sia possibile utilizzare tale metodo se non riferito alla singola stringa. In altre parole a poco valgono gli sforzi in tal senso se si vanno a parallelare stringhe.

    Sono d'accordo con chi dice sopra che il flash test non e' molto attendibile.

    Secondo me non serve a molto fare il mismatch e gradirei confrontarmi con altri tecnici sul sito al riguardo.

    Ringraziamenti a chi vorra' intervenire.

    Saluti
    Massimo

  11. #11
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    cari colleghi ma voi avete mai visto come vengono effettuati i test x la redazione del flash-report????
    in catena di montaggio quiandi a cacchio di cane!!!


    allora flash report fatto in casa:

    prendere un pirometro + un termometro che riesca a misurare decentemente la temperatura del modulo....l'unico sistema e la termocamera....che costa una cifra...un Voltemetro e un amperometro...seri e fate le vs misurine meglio di questo nn ce nulla.

    PS
    nei Moduli Kyocera il FR nn c'è!!

    saluti

    Roberto
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    "MAKE YOUR ENERGY!!"

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    "la vera sfida non è realizzare un impianto fotovoltaico, quanto grande si vuole, ma farlo funzionare bene per 20 anni!!!"

  12. #12
    Pietra Miliare
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    Sono d'accordo sul fatto che i flash report lasciano il tempo che trovano.
    Secondo me, in ogni caso, l'informazione fornita dal fr non ha un peso significativo
    sulla redazione di un buon progetto.

    Saluti
    Massimo
    Ultima modifica di recoplan; 22-05-2010 a 10:43 Motivo: rimozione citazione innutile e contraria al regolamento

  13. #13
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    Per me controllare il mismatch con la selezione dei moduli , ha senso forse per impianti da 40 50 kWp in su(ammesso che le misure effettuate da chi produce i moduli siano buone ovviamente).Negli altri il beneficio che si ha è trascurabile.Meglio puntare su sezioni di cavi generose.Inoltre quando si hanno poche decine di moduli c'e il rischio di dover fare stringhe un po' corte al fine di separare i moduli migliori da quelli peggiori con i rischio accensione inverter ritardata e spegnimento anticipato.Per guadagnare l'1% (o anche meno )da una parte, si rischia di perdere lo stesso 1% dall'altra.

  14. #14
    Pietra Miliare
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    Quote Originariamente inviata da econtek Visualizza il messaggio
    cari colleghi ma voi avete mai visto come vengono effettuati i test x la redazione del flash-report????
    Non riesco a capire tutti i vostri dubbi sulla qualità dei flash-report!
    Poi il fatto che siano eseguiti in linea ed in automatico li rende per questo inaffidabili ?
    state scherzando?
    L'alternativa proposta da Roberto è ridicola ! Sicuramente lo diceva per scherzare con noi pivellini.
    Ultima modifica di recoplan; 22-05-2010 a 10:46
    GIULIANO
    _____________
    ....ho capito che spesso tutti sono convinti che una cosa sia impossibile finchè arriva uno sprovveduto che non lo sa e la realizza..... A. Einstein.

  15. #15
    Pietra Miliare
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    Quote Originariamente inviata da MttJpn Visualizza il messaggio
    Per me controllare il mismatch con la selezione dei moduli ...
    Ho sentito alcune opinioni al riguardo ma mai una che mi abbia convinto effettivamente.
    Questo potrebbe essere la sede per discutere a fondo l'argomento se qualcuno fosse interessato.

    Io sono scettico riguardo all'utilita' del mismatch per qualunque taglia. Quale sarebbe la logica usata nel mismatch che aiuta a migliorare la potenza del campo FV ?

    Saluti
    Massimo
    Ultima modifica di recoplan; 22-05-2010 a 10:48 Motivo: citazione innutile e contraria al regolamento

  16. #16
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    Se hai un grosso impianto con molte stringhe e MPPT multipli fai in modo di collegare per ogni MPPT i pannelli più omogenei possibili dal punto di vista rendimento così eviti che un pannello "scadente" finito in un MPPT "buono" penalizzi tutti i "buoni".

    Se hai un impianto mono-stringa non serve a nulla.

    A mio avviso la cernita diventa tanto più utile quanto più scadenti sono i pannelli: se si utilizzano pannelli di buona qualità con scarso scostamento dei rendimenti l'utilità può essere +/- marginale se invece i pannelli hanno un elevato scostamento tra di loro la cosa è molto utile per migliorare il rendimento.

    Ovvio che poi bisogna sempre valutare il rapporto/costi benefici: quanto mi costa il fare il mismatching in termini di tempo, oneri finanziari (se ho un impianto molto grosso a rigor di logica faccio arrivare i pannelli just in time e non tutti assime prima di iniziare la posa), rischi di furti, rischi di danneggiamenti ai pannelli e qual'è la quantificazione economica del vantaggio che ne ottengo?

    Penso che la cosa vada valutata caso per caso perchè anche un 2% di maggior produzione se l'impianto è piccolo può non valere la pena visto che tutti i costi di cui sopra vengono poi ricaricati al cliente.

  17. #17
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    La logica è tale : se ho 3 moduli tutti da 210 Wp nominali, ma in realtà sono (da flash test ): uno da 211 Wp , uno da 210 Wp e uno da 208 Wp.

    La differenza di potenza dovrebbe risiedere nel fatto che il modulo da 208 è in grado di fornire meno corrente degli altri due.
    Quindi :
    modulo 211 Wp : Vmpp= 37 V Immp=5,7 A
    modulo 210 Wp : Vmpp = 37 V Impp= 5,67 A
    madulo 208 Wp : Vmpp = 37 V Impp = 5,62 A

    Mettendo questi tre pannelli in serie , come tensione di uscita avro' la somma delle 3 tensioni, ma come corrente avrò il valore minore dei 3.

    Qindi come potenza globale avrò :Ptot= (37*3)*5,62 = 623,82 Wp.

    Se come potenza avessi sommato le potenze nominali dei moduli avrei avuto : 210 Wp*3 = 630
    Se avessi sommato le potenze dei tre moduli avrei avuto : 210+211+208= 629
    Invece se faccio 623,82/3 ottengo circa 208 Wp, quindi è come se avessi 3 moduli da 208 Wp.

    Quando il numero delle stringhe comincia ad essere veramente elevato ,puo' avere un senso recuperare qualche watt a stringa selezionado i moduli,ma altrimenti secondo me è tempo perso.Meglio lavorare su altri fattori come il dimensionamento dei cavi per la corrente continua o cercare,nei limiti di sicureza dell'inverter, di aumentare il piu' la tensione nella parte in continua formando stringhe il piu' lunghe possibili, in modo da aver meno corrente e meno dissipazione di potenza sui cavi.

  18. #18
    Pietra Miliare
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    Ho letto quanto sopra.
    Ci avevo gia' pensato pero' non sono convinto che i ragionamenti usati siano applicabilli al caso reale.

    Le caratteristiche dei pannelli FV sono esprimili come grafici bi-dimensionali I-V ed ogni tentativo di ragionare in una variabile indipendentemente dall'altra porta, secondo me, a delle mis-interpretazioni.

    Ad esempio in uno dei ragionamenti sopra la tensione dei diversi moduli era supposta identica, si considerava la diversa corrente dei moduli ed in base a quello si facevano delle considerazioni energetiche. Di fatto pero' l'ipotesi fatta non e' plausibile perche' diversi pannelli corrispondono non solo a diverse Imppt ma anche a diverse Vmppt. Su un grafico I-V questo e' molto chiaro.

    Parlando poi di parallelo tra stringhe, a me sembra che tutti gli sforzi fatti per ottenere singole stringhe costituite ciascuna da pannelli con curve simili sia vanificato allorche' esse, andando in parallelo, fondano le proprie caratteristiche per crearne una unica relativa al parallelo.

    Il mio approccio e' basato sul fatto che la caratteristica I/V risultante dalla serie si ottiene sommando le caratteristiche in tensione e viceversa la caratteristica I/V risultante dal parallelo si ottiene sommando le caratteristiche in corrente.

    Saluti
    Massimo

  19. #19
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    Quote Originariamente inviata da econtek Visualizza il messaggio
    allora flash report fatto in casa:
    prendere un pirometro + un termometro che riesca a misurare decentemente la temperatura del modulo....l'unico sistema e la termocamera....che costa una cifra...un Voltemetro e un amperometro...seri e fate le vs misurine meglio di questo nn ce nulla.
    Tu ci scherzi su, ma dove lavoravo io controllavamo a banco 3 moduli a campione per verificare se i flash test del produttore erano fatti a caso. Costava un po', ma si faceva solo una tantum per ogni produttore di moduli alla prima fornitura.
    Il mio profilo su Wikipedia - Il mio impianto su Sonnenertrag e su PV Output - Le mie ca##ate poetiche su Nocturnal.it

  20. #20
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    Su di una stringa ,quindi moduli in sierie, credo possano valere le leggi di Kirchoff.Quindi le tensioni si sommano mentre la corrente deve essere unica poichè da un nodo non puo' uscire piu' corrente di quanta ne sia entrata.
    Se il difetto di potenza di un modulo si realizzasse solamente in una tensione piu' bassa ma in una identica corrente,allora questo problema per una singola stringa non esisterebbe.
    Ho usato tensioni identiche solo per velocità di ragionamento.

  21. #21
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    Quote Originariamente inviata da MttJpn Visualizza il messaggio
    [il mismatching] secondo me è tempo perso.Meglio lavorare su altri fattori come il dimensionamento dei cavi per la corrente continua o cercare,nei limiti di sicureza dell'inverter, di aumentare il piu' la tensione nella parte in continua formando stringhe il piu' lunghe possibili, in modo da aver meno corrente e meno dissipazione di potenza sui cavi.
    Il ragionamento fila, ma dentro di me brucia non tanto il desiderio di sovradimensionare tutto alla tedesca, ma di far si che il cliente sprema il più possibile da quel che gli vendo, a prescindere. Non so... sarà il mio rapporto con il concetto di spreco.

    Voglio dire: se la sezione del cavo è doppia è buono e giusto che le perdite dimezzino. Ma il rame è doppio! Grazie al ca**o! Non è che ho recuperato la mia negligenza in fase di mismatching, ho semplicemente corretto il sapore di una zuppa dimenticata sul fuoco.
    Mismatchare gli impianti costa meno di 5 min/kWp ed è un servizio che va sicuramente venduto al cliente in una qualche forma. Se non altro come quid in più rispetto ai "buttapannelli" (io chiamo così quelli per cui la qualità di un impianto si misura in quanti moduli sei riuscito a buttare sul tetto del cliente).

    Poi sugli impianti a 1 o 2 stringhe mi sono già espresso.

    Ah, dimenticavo un particolare: prendete una flashata qualsiasi e provate a calcolare lo scostamento di correnti e tensioni dal valore dichiarato: ne scoprirete delle belle.
    Altro che tolleranza sulla potenza!
    Ultima modifica di recoplan; 22-05-2010 a 10:49
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  22. #22
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    L'alternativa proposta da Roberto è ridicola ! Sicuramente lo diceva per scherzare con noi pivellini....

    questo e il sistema di misura o meglio come si dovrebbe fare.......

    http://www.fsec.ucf.edu/en/publicati...C-GP-68-01.pdf

    allora leggi (bene e gurdati tutte le figure per capire come funziona il sistema di assemblaggio dall'inizio alla fine poi vedrai che...) qui e trova il dato manacante...

    Spi-Sun Simulator™ - Solar Simulators and PV Module QA Testers



    ".. "buttapannelli" (io chiamo così quelli per cui la qualità di un impianto si misura in quanti moduli sei riuscito a buttare sul tetto del cliente)....."

    GRANDISSIMO!!!!!:clap



    saluti....pivellini


    Roberto
    Ultima modifica di econtek; 26-04-2009 a 11:40
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  23. #23
    Pietra Miliare
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    Quote Originariamente inviata da MttJpn Visualizza il messaggio
    Su di una stringa ,quindi moduli in sierie, credo possano valere le leggi di Kirchoff.Quindi le tensioni si sommano mentre la corrente deve essere unica poichè da un nodo non puo' uscire piu' corrente di quanta ne sia entrata.
    Se il difetto di potenza di un modulo si realizzasse solamente in una tensione piu' bassa ma in una identica corrente,allora questo problema per una singola stringa non esisterebbe.
    Ho usato tensioni identiche solo per velocità di ragionamento.
    Quello che voglio dire è che appunto perchè le tensioni sono diverse che il ragionamento non è semplice ed a voler veramente migliorare le cose si dovrebbe fare in due dimensioni nello spazio I-V.

    Saluti
    Massimo

  24. #24
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    Prendo i valori da 3 flash test reali (che ovviamente vanno presi per buoni) di moduli in policristallino da 210 Wp nominali ciascuno.

    Modulo 1
    Vmpp=29,18V Impp=7,28A Pmpp=212,35

    Modulo 2
    Vmpp=29,15V Impp=7,23A Pmpp=210,755

    Modulo 3
    Vmpp=28,76V Impp=7,32A Pmpp=210,52

    Se i moduli fossero installati in serie, all'uscita della stringa avremmo i seguenti valori

    Vmpp=29,15+29,18+28,76=87,09 V Impp=7,23A P=7,23*87,09 = 629,66 W

    Contro una potenza nominale di 210*3 =630 Wp

    La potenza "distribuita" risulta : 629,66W/3=209,888

  25. #25
    Pietra Miliare
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    Quote Originariamente inviata da MttJpn Visualizza il messaggio
    .......Contro una potenza nominale di 210*3 =630 Wp....
    in realtà contro una potenza reale di 212,35+210,755+210,52=633,625.
    In ogni caso rappresenta lo zero virgola......


 
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