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Discussione: Alimentazione della cella

  1. #61
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    QUOTE (Dareus @ 20/11/2005, 18:48)
    Cari Helbllow, elettrorik e brunovr,

    sto leggendo con grande interesse le idee da voi propugnate su questo post.Forse intervengo tardi e in modo sconsiderato però l'argomento mi interessa assai. Da quello che ho ( spero ) capito voi intendete realizzare un alimentatore "nuovo"per la cella, visto che quello consueto non supera i 300V di DC.HellBlow dice addirittura 1500V e 1,5 A...appena ho letto ciò sono rimasto ESTEREFATTO!!!solo 300 V di corrente continua uccidono figuriamoci quei potenziali...A parte che non capisco il motivo che per ottimizzare la cella ci si debba servire di quelle mostruose potenze...secondo me, bisogna cercare di aumentare l'energia in uscita diminuendo il potenziale in entrata, in modo da rendere il tutto meno rischioso,meno pericoloso e meno dispendioso...in una parola:più ripetibile e replicabile.Ciò è possibile studiando geometrie apposite, e altri accorgimenti...
    Scusate se ho interpretato male le vostre idee, e spiegatemi, se ne avete la pazienza e la voglia, cosa state realizzando...

    Con affetto smile.gif

    Sperando di interpretare correttamente, in linea di massima, le idee di Hellblow e Brunovr, ti rispondo io:
    l'idea è quella di aumentare il campo elettrico, perché è il parametro che infuisce di più sul fenomeno.

    Non necessariamente occorrerà aumentare l'energia in ingresso, anzi, se 'becchiamo' la giusta risonanza probabilmente gli ampere in gioco saranno abbastanza pochi. Dato che l'energia E = V * I * t , va da sè che, fermorestante l'unità di tempo, l'Ein potrebbe restare uguale o anche inferiore, aumentando però l'Eout, e quindi l'overunity.

    P.S. E' tutta la Domenica che mi spacco le b@lle con il simulatore SPICE per trovare un sistema di switching efficiente. Purtroppo la cosa è lunga e complessa. Inoltre mi mancano i modelli reali di parecchi componenti che utilizzo, quindi perdo tempo a simularli. Mi sa che farò prima a fare qualche circuito e 'provare' empiricamente.
    Comunque, ti confermo che tensioni e potenze in gioco non sono uno scherzetto, quindi la probabilità di scoprire di aver realizzato, invece di uno switching, un bel generatore di fuochi d'artificio è elevata...

    Saluti a tutti. biggrin.gif

    Edited by ElettroRik - 20/11/2005, 19:42

  2. #62
    Ospite

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    spice non è l'oggetto giusto per definizione per simulare i circuiti switching...
    perchè il numero di calcoli è enorme. tant'è che spesso si utilizzano altri simulatori (basati su diversi algoritmi di calcolo) tipo SWitchCAD3 ecc, tra l'altro essendo propetari ti ritrovi i modelli di tutti gli IC della casa produttrice (pwm, dcdc controller ecc)...

    inoltre gli switching hanno il problema di risentire dei parassiti in maniera sempre più tosta all'aumentare della frequenza, e i modelli di condensatore e induttore ideali (e tutto il resto!) spesso mascherano effetti pazzaeschi che in realtà ti riducono gli interruttori a fumare!

    sono reduce dal week end su un DCDC step up 40V -> 250V (120W@100kHz switching freq) che ho fatto per alimentare òla cella... il prob è la corrente impulsiva che richiede l'innesco del plasma... ho fuso il mosfet IRFBC30 (bucato il gate-drain), la parte di potenza ha risalito dal gate alle logiche incendiando le resistenze di gate e scaldando il driver... la tensione intanto saliva e sono esplosi gli elettrolitici di bulk...

    insomma, gli switching sono assai divertenti ma se non si sta attenti o si prendono accantonate o delle gran stecche...


    occhio raga quindi a manneggiare potenze senza controlli opportuni... ^_^

    a proposito, la capacità d'uscita dell'alimentatore deve essere enorme, oltre per filtrare e operare l'accumulo del DCDC, ma anche per accudire alle richieste di spunto del plasma..
    e non è facile ottenere grandi capacità per grandi tensioni....

    Edited by andrea83banzai - 24/4/2006, 18:05

  3. #63
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    CITAZIONE (andrea83banzai @ 24/4/2006, 18:02)
    spice non è l'oggetto giusto per definizione per simulare i circuiti switching...
    perchè il numero di calcoli è enorme. tant'è che spesso si utilizzano altri simulatori (basati su diversi algoritmi di calcolo) tipo SWitchCAD3 ecc, tra l'altro essendo propetari ti ritrovi i modelli di tutti gli IC della casa produttrice (pwm, dcdc controller ecc)...

    Già... me ne sono accorto. Ho dovuto desistere e andare per prove pratiche.
    CITAZIONE
    inoltre gli switching hanno il problema di risentire dei parassiti in maniera sempre più tosta all'aumentare della frequenza, e i modelli di condensatore e induttore ideali (e tutto il resto!) spesso mascherano effetti pazzaeschi che in realtà ti riducono gli interruttori a fumare!

    Io ho già dato tempo fa. :D Con un ClasseD maledetto che mi ha fatto dannare per mesi!

    CITAZIONE
    sono reduce dal week end su un DCDC step up 40V -> 250V (120W@100kHz switching freq) che ho fatto per alimentare òla cella... il prob è la corrente impulsiva che richiede l'innesco del plasma... ho fuso il mosfet IRFBC30 (bucato il gate-drain), la parte di potenza ha risalito dal gate alle logiche incendiando le resistenze di gate e scaldando il driver... la tensione intanto saliva e sono esplosi gli elettrolitici di bulk...

    E' la fine che temevo... ma credo che con una capacità agli elettrodi ben evevata e qualche decimo di ohm in serie alll'uscita dpvrebbe salvaguardarti il mos.
    Come lo hai protetto? Con che diodo?
    Io comunque sto ridisegnando il PCB per usare un fotoaccoppiatore..così sto tranquillo sula logica di pilotaggio.

    CITAZIONE
    a proposito, la capacità d'uscita dell'alimentatore deve essere enorme, oltre per filtrare e operare l'accumulo del DCDC, ma anche per accudire alle richieste di spunto del plasma..
    e non è facile ottenere grandi capacità per grandi tensioni....

    come detto sopra... è fondamentale. Io uso 2 x 19.000uF - 400V (due bei bombolotti da 1/2Kg l'uno)

    Edited by ElettroRik - 24/4/2006, 21:58

  4. #64
    Ospite

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    driver TC4429, resistenza serie da 10ohm, una parallelo da 10k, rispettivamente per smorzare le oscillazioni dovute all'induttanza del gate e per non lasciare mai flottante il gate stesso.

    diodo zener parallelo da 8.2+8.2V per evitare le sovraelongazioni sul gate (il dielettrico si perfora a 22V). il resto è storia... il bulk era 47u ma vecchiotto (uso recuperare i componenti da vecchie schede e tv per sentirmi bene ).. non mi stupisco di questo.

    bello il bombolotto... se lo trovassi!


  5. #65
    Novizio/a

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    ragazi esistono le bobine di tesla e li la tensione non e un problema

  6. #66
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    CITAZIONE (igor33si @ 7/2/2007, 20:25)
    ragazi esistono le bobine di tesla e li la tensione non e un problema

    infatti... lo è la corrente.

  7. #67
    Novizio/a

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    Predefinito ponte raddrizzatore

    Ciao,mi chiamo Ivano e sono un utente nuovo e mi piacerebbe cominciare con alcuni esperimenti di Fusione Fredda e per questo ho bisogno di voi.. vorrei sapere dove posso acquistareun circuito con ponte raddrizzatore econ i condensatori già costruito (magari con contenitore) adatto a questo tipo di sperimentazione da mettere in uscita ad un Variac HSN 0303 chiuso da 3380 VA che penso che sia piu' che sufficiente...
    saluti
    Ivano

  8. #68
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    Ciao satgate e benvenuto su questo forum,

    il circuito che chiedi (per cominciare a fare i tuoi esperimenti) è davvero molto semplice da realizzare.
    Piuttosto che acquistarlo potresti pensare di costruirlo.

    A questo link trovi il ponte di Gratz a 4 diodi già pronto e robusto http://it.rs-online.com/web/p/raddrizzatori-a-ponte/7010060/
    per ben 2,5 euro!!!
    Ti mancano solo un paio di condensatori elettrolitici da 500 micro Farad (500V) da porre in parallelo alle uscite del ponte raddrizzatore e una resistenza da 1 Mohm da porre in parallelo alle uscite del ponte di Gratz, dopo i condensatori.

    Massima attenzione nella realizzazione e nell'utilizzo. Se hai altre necessità, chiedi pure.
    ‎"Se pensi che una cosa sia impossibile, la renderai impossibile" (Bruce Lee)

  9. RAD
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