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Visualizza la versione completa : 2c Resistenze non lineari (PTC NTC VDR..)



gattmes
09-12-2008, 16:44
NOTA: Per comprendere bene quanto segue sono necessarie alcune nozioni basilari.<br>Consiglio pertanto la lettura <b>prima &amp; almeno</b> dei seguenti argomenti:
<a href="http://www.energeticambiente.it/elettronica/3278702-premesse.html" target="_blank">- premesse</a>
<a href="http://www.energeticambiente.it/elettronica/3347167-b-0-b-tensione-corrente.html" target="_blank">- <b>0</b> Tensione & corrente</a>
<a href="http://www.energeticambiente.it/elettronica/3278508-b-2a-b-resistenza.html" target="_blank">- <b>2a</b> Resistenza</a>
<a href="http://www.energeticambiente.it/elettronica/3345615-b-2b-b-la-legge-di-ohm.html" target="_blank">- <b>2b</b>La legge di Ohm</a>

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Esistono delle resistenze che non sono fisse ma variabili.
Non mi riferisco qua a quelle che sono variabili meccanicamente, tipo reostati o potenziomatri, ma a quelle che variano in funzione di alcuni parametri/grandezze.

Principalmente ritroviamo resistenze che variano in funzione:
1) della temperatura
2) della tensione


- 1 Resistenze variabili con la temperatura:

Queste resistenze vengono generalmente definite come TERMISTORI.

Caratteristica principale di questi componenti è quella di seguire una “legge” di variazione resistiva in funzione delle temperatura che, in quanto tale, è “seguita” fedelmente (sufficientemente..) sia da un punto di vista di “cicli” successivi di riscaldamento e raffreddamento, sia da un punto di vista di famiglia di componente (dispersioni di caratteristiche/tolleranze a parte).
Può essere lineare, cioè che per ogni grado di variazione corrisponde sempre un certa costante variazione della resistenza, oppure non lineare. Questo è più il caso più comune.. e la legge di solito è rappresentata (funzione) con una formula non proprio semplice-semplice... a tal punto che molti praticamente ricorrono a tabelle, dove è espressa la resistenza a varie temperature.

Chiaramente il primo impiego logico di questi componenti ricade nella misura della temperatura.. anche in senso lato... ovvero non inteso esclusivamente come “termometro” classico, ma per controllare, compensare, agire in funzione di essa nei vari circuiti elettronici. Alcuni componenti infatti cambiano le loro caratteristiche in funzione della temperatura... per esempio nei transistor può variare la tensione di soglia e quindi il punto di pilotaggio/lavoro... o anche le prestazioni.. per esempio in un transistor può variare la potenza dissipabile in funzione della temperatura. I termistori possono qui essere impiegati nei circuiti di polarizzazione per compensare punti di lavoro, in quelli di controllo per proteggere, ecc.

Ovviamente il termistore è sostanzialmente una resistenza, anche se variabile, quindi se sottoposto ad esempio ad una certa tensione determinerà, secondo la legge di ohm ,una precisa corrente che lo attraversa ... per quella determinata temperatura, visto che variando quest'ultima varierà la resistenza! È anche vero che, fissata invece la corrente, sarà determinata dal termistore una tensione per quella temperatura...

Nella categoria dei termistori si possono distinguere due sottoclassi:
ci sono resistente che aumentano all'aumentare della temperatura, dette anche a coefficiente positivo, ed altre che diminuiscono all'aumentare di temperatura, dette anche a coefficiente negativo (ovviamente al "diminuire" della temperatura fanno il "rispettivo" opposto).
Le prime vengono definite PTC (Positive Temperature coefficient), le seconde NTC (Negative Temperature coefficient).


- 1a PTC:
Vediamo più in dettaglio le caratteristiche e le possibili applicazioni dei PTC.

Consiglio per esempio la lettura di questo pdf della Epcos (ex Siemens):
http://www.epcos.com/inf/55/db/ptc_03/00310045.pdf


(continua...)