Mi Piace! Mi Piace!:  1
NON mi piace! NON mi piace!:  0
Grazie! Grazie!:  1
Pagina 7 di 7 primaprima 1234567
Visualizzazione dei risultati da 133 a 148 su 148

Discussione: QUI (e solo qui) DOMANDE e dubbi

  1. #133
    TUTOR

    User Info Menu

    Predefinito



    Ti sei dato alla storia dell'elettrotecnica?

    Difficile rispondere senza andarsi a studiare le vicende (anche politiche) dell'epoca.... posso provare con un breve racconto di fantasia, senza pretesa di veridicità e senza schemi, poi magari approfondiamo.

    Immagino sia stato un sistema solo sperimentale. Partivano dalla 110V continua, e c'era da contrastare i rivali in alternata...

    Con due linee a +110V e -110V e "neutro" si potevano continuare a usare i vecchi apparecchi a 110V, e contemporaneamente produrne nuovi a 220V continui.

    Si otteneva così un sistema a 220V, quindi con fili più sottili, pur continuando ad usare i vecchi elettrodomestici a 110. Statisticamente il conduttore "neutro" poteva essere molto più sottile, perchè i carichi vecchi a 110V sarebbero stati mediamente collegati nello stesso numero alle due linee.

    Immagina solo due lampadine, una collegata a +110V e neutro, l'altra a -110V e neutro. Il conduttore neutro teoricamente potresti eleiminarlo perchè la corrente assorbita dalla 1a andrebbe pari pari ad alimentare la seconda.

    Se io mi sono spiegato senza figure e tu hai perfino capito siamo bravi entrambi ahahhaa
    Ambientalista, esperto di risparmio energetico, veicoli elettrici e energie rinnovabili.
    Possessore di una rara FIAT Seicento Elettra: Eli!

  2. #134
    Affezionato

    User Info Menu

    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da diezedi Visualizza il messaggio
    ...Cioè a cosa serve il 3° conduttore...... "vorrei" una spiegazione dedicata a questa domanda.Grazie [/FONT]
    Ciao diezedi, anche se Riccardo ha già risposto impeccabilmente alla tua domanda, come richiesto provo a farlo in termini diversi...
    Prova a prendere una batteria stilo e collega un voltmetro tra positivo e negativo misurerai +1,5 V. Questo è un sistema in corrente continua ad alimentazione singola. Se volessi trasportare il doppio della potenza potresti pensare di utilizzare due batterie in serie in modo da avere un sistema, sempre ad alimentazione singola a 3 V. I 3 V li prelevi tra positivo della prima batteria e negativo della seconda, dove positivo della seconda e negativo della prima sono connessi insieme. Bene, hai potenziato la mini rete in DC, ma non hai però il modo di alimentare una lampadina che nel vecchio sistema lavorava a 1,5 V, anche se ne hai altre che possono lavorare a 3 V. Come risolveresti questo problema senza dover rimpiazzare la lampadina da 1,5 V con una da 3V?
    Se colleghi un terzo conduttore, derivato dalla connessione delle due batterie (quindi tra negativo della prima e positivo della seconda) e lo chiami GND o neutro, ti accorgerai che tra positivo della prima batteria e GND misurerai +1,5 V, mentre tra GND e negativo della seconda batteria misurerai - 1,5 V. Chiaramente tra positivo e negativo continuerai a misurare 1,5 V - (-1,5 V) = 3 V . Questo è un sistema in DC ad alimentazione duale.
    In definitiva le lampade da 3 V le alimenti tra positivo e negativo, quelle da 1,5 V tra positivo e gnd e/o tra gnd e negativo.
    Svantaggi del sistema: necessità di usare un conduttore in più rispetto al sistema a tensione singola.
    È chiaro che 130 anni fa l' alternata era di gran lunga più vantaggiosa rispetto alla continua. Oggi le cose sono cambiate grazie all' evoluzione dell' elettronica di potenza. Già negli anni cinquanta si realizzava qualche elettrodotto in cavo sottomarino in alta tensione in corrente continua HVDC ed oggi si contano tanti impianti di questo tipo, anche in Italia. Per tratte lunghe si ci orienta su questi sistemi che risultano convenienti per via dell' assenza di cadute di tensione induttive, per l' assenza delle correnti di dispersione capacitive, per il minor costo dell' elettrodotto, ecc....
    Per tratte corte e reti di distribuzione conviene ancora l' alternata, per via della semplicità, del basso costo di conversione e di eliminazione dei guasti.
    Spero di esserti stato di aiuto.
    Il diavolo si annida nei dettagli.

  3. #135
    Amante storico del Forum

    User Info Menu

    Predefinito

    atomax;119749691]
    Ciao diezedi, anche se Riccardo ha già risposto impeccabilmente alla tua domanda, come richiesto provo a farlo in termini diversi...
    Grazie a entrambi speravo in un motivo in +,non che questo "stratagemma" non mi piaccia,anzi.Speravo in un altra cosa.
    Per tratte corte e reti di distribuzione conviene ancora l' alternata, per via della semplicità, del basso costo di conversione e di eliminazione dei guasti.
    Perciò è effettivamente più semplice l alternata,(nonostante le sue complicanze e perdite) anche nelle piccole reti di distribuzione perciò sbaglio io e naturalmente tutti gli altri hanno ragione a seguire l AC,e per questo che non riesco a trovare nessuno che lo faccia. Go 100% Renewable Energy : World View ......How Renewable Energy is Changing the Data Center Market | Data Center Knowledge......Secondo me è un peccato non sfruttare la "nuova" elettronica,molti dispositivi di uso comune renderebbero meglio TV,PC,INVERTER,LAVATRICI,la stessa illuminazione.Micronde e induzione non so.Le rinnovabili renderebbero di più.
    diezedi,zona Cividale del Friuli.KWp 2,88,totalmente integrato , 20 moduli Unisolar PVL 144W , film sottile amorfi,,2 in parallelo per alimentare 10 microinverter PowerOne da 300W,PDC Templari da 300 lt,2 collettori Kloben CPC da 8 tubi flusso diretto,circolazione forzata.Azimut -90/+90,tilt 18° .Il tutto in funzione dal aprile 2014

  4. #136
    livingreen
    Ospite

    Predefinito

    @ diezedi

    Aggiungo qualcosa, perchè il concetto sia più chiaro... Il passaggio alla corrente alternata è stato usato per un motivo fondamentale: a quei tempi non si poteva "trasformare" una forma di corrente elettrica continua a bassa tensione in una ad alta tensione, passaggio obbligato per diminuire le perdite causate dalla resistenza dei cavi (che sono proporzionali alla corrente, non alla tensione), e quindi si era obbligati ad usare il 110 V distribuito direttamente (che comunque è già pericoloso).
    Perciò, non è questione di semplicità (almeno concettuale, perchè commercialmente è diverso), ma di impossibilità di distribuzione a lunga distanza. Anche i costi lievitavano, perchè i cavi dovevano essere molto più grandi, e quindi scomodi, costosi e necessitavano di supporti più robusti.
    Se l'utilizzatore invece può funzionare ad alta tensione in CC, non c'è problema: la Tesla funziona a 400V in CC, ad esempio, ed una eventuale linea a quella tensione sarebbe fattibilissima a livello di quartiere... solo che poi, la devi ritrasformare alla tensione richiesta dagli utilizzatori.

  5. #137
    Affezionato

    User Info Menu

    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da diezedi Visualizza il messaggio
    atomax;119749691]Secondo me è un peccato non sfruttare la "nuova" elettronica,molti dispositivi di uso comune renderebbero meglio TV,PC,INVERTER,LAVATRICI,la stessa illuminazione.Micronde e induzione non so.Le rinnovabili renderebbero di più.
    Per quanto riguarda gli elettrodomestici che hai citato, l'unico vantaggio si avrebbe nell'eliminazione delle perdite sui diodi raddrizzatori (e in minor misura sui condensatori di livellamento). Tutto il resto dell' elettronica di questi elettrodomestici, lavorerebbe esattamente come per l' AC.
    Anche se volessi usare direttamente la corrente continua generata da celle fotovoltaiche, celle termovoltaiche, fuell cell, batterie, ecc...comunque dovresti usare dei convertitori elettronici che adattano i valori di tensione e gestiscono il trasferimento di potenza tra generatori e utilizzatori. Pensiamo per un attimo ad un' abitazione con impianto interamente in corrente continua, batterie e fotovoltaico. Avrai comunque delle perdite sull' elettronica che gestisce l' mppt, il regolatore di carica delle batterie, il convertitore interposto tra batterie e carico; le stesse identiche perdite che hai oggi con l' AC. Mancano all' appello le perdite sui componenti che ho citato prima con l' aggiunta delle perdite sui transistor della sezione dc-ac del convertitore e dei filtri di uscita. Parliamo di un 2% volendo esagerare? Nelle applicazioni che fanno uso di componenti a basse perdite (transistori mosfet di ultima generazione) facciamo anche l' 1%.
    In questo impianto in DC devi però prevedere l' interruzione di un corto circuito e un interruttore in continua costa molto di più rispetto ad uno normale in AC. Costi più alti anche per la protezione dai contatti indiretti....Non pensiamo di lavorare a 48 V, perché un forno o un asciugacapelli assorbirebbero più di 40 A!
    Il diavolo si annida nei dettagli.

  6. #138
    TUTOR

    User Info Menu

    Predefinito

    Mi rendo conto che l'ultimo post in questo thread è di, ormai, più di un anno e mezzo fa, ma visto che, da titolo, era pienamente attinente alla mia domanda ho pensato non fosse il caso di aprire nuove discussioni... spero che vi sia ancora qualche "elettronico" in zona.
    Assieme ad un altro utente del forum stiamo cercando di realizzare un impianto di irrigazione composto da 5 elettrovalvole claber e controllato da una sonoff 4CH a cui è stata accoppiata, per la gestione delle valvole (impulsive con cambio di polarità per apertura/chiusura) una Arduino Nano, un ponte a H e delle shield relè. Lo schema generale lo potete vedere QUI.
    Realizzato il tutto e "messo in opera" l'impianto ha da subito evidenziato anomalie; queste sono riassumibili, principalmente, in aperture non volute in risposta a chiusure comandate.... ad esempio: alla chiusura dell'elettrovalvola 1 si apriva la 4
    La mia domanda: è possibile che extra-tensioni provenienti, all'atto della chiusura, dal solenoide di una elettrovalvola siano tali da generare l'apertura di un altra elettrovalvola collegata alla prima da un solo polo? Se così fosse, non potendo ricorrere al classico escamotage del diodo di protezione ... normalmente utilizzato in anti-parallelo con le bobine dei relè ... avrebbe senso ovviare a questa sorta di "colpo di ariete" induttivo abbassando gradualmente (ad esempio 0-10V in 300ms) la tensione sui solenoidi invece del classico ON-OFF dato da relè di controllo?

  7. #139
    Novizio/a

    User Info Menu

    Predefinito

    Salve a tutti, non so se sto scrivendo nella sezione o addirittura nel post giusto, però non ho trovato altri spazi pertinenti.
    L'altro giorno mentre passavo dei cavi per l'installazione di abat-jour costruite da me mi è venuta in mente un'idea malsana: vorrei domotizzare(o, per i pignoli, rendere smart) la casa. Il primo passo sarebbe quello di rendere smart tutti i comandi luce(interruttori, deviatori, ecc.). Ho visto online i prodotti Sonoff e BroadLink e non riesco a trovare informazioni affidabili riguardo la versatilità di questi prodotti. Quasi la totalità dei pulsanti che ho in casa dovrebbero essere deviatori visto che per la maggior parte dell'illuminazioni ho più pulsanti di comando.
    Vorrei sapere quale o quali possono essere le soluzioni per rendere smart ogni singolo comando. Inizialmente avevo valutato i Sonoff ma non credo che entrino nelle scatole quindi l'idea era quella di installare pulsanti smart che però non so se possono essere utilizzati come deviatori.
    Avreste qualche suggerimento?

    Grazie!

  8. #140
    Amante storico del Forum

    User Info Menu

    Predefinito

    Crik sta per interuttore
    diezedi,zona Cividale del Friuli.KWp 2,88,totalmente integrato , 20 moduli Unisolar PVL 144W , film sottile amorfi,,2 in parallelo per alimentare 10 microinverter PowerOne da 300W,PDC Templari da 300 lt,2 collettori Kloben CPC da 8 tubi flusso diretto,circolazione forzata.Azimut -90/+90,tilt 18° .Il tutto in funzione dal aprile 2014

  9. #141
    Novizio/a

    User Info Menu

    Predefinito

    Davvero? Non lo sapevo! E' un soprannome che mi porto dietro dall'infanzia però ho seri dubbi che il responsabile di tale soprannome avesse trovato origine da qualche parte...

  10. #142
    TUTOR

    User Info Menu

    Predefinito

    Si, la sezione è decisamente quella sbagliata... e pensare che quella giusta era subito sotto: Sonoff, Arduino e altri strumenti di automazione: INDICE discussioni

    Ti invito a continuare di la ma intanto, per rispondere alla tua domanda...
    ...l'idea era quella di installare pulsanti smart che però non so se possono essere utilizzati come deviatori...
    ... sembrerebbe proprio di si, QUI il buon dolam spiega come; la soluzione è relativa ai sonoff touch ma penso possa essere implementata anche sulle basic (alias smart switch).
    Altrimenti, QUI trovi un po' di schemi che potrebbero farti comodo

  11. #143
    Novizio/a

    User Info Menu

    Predefinito

    Buongiorno e piacere sono alessandro. Ne capisco poco di elettricita', pero' sto rendendo domotica la mia abitazione tramite placche wifi e prese wifi . Ora mi trovo a voler far funzionare sempre con sonoff le mie tre accensioni (deviatori) che comandano l'accensione e lo spegnimento di 5 per 3 faretti sul contrsoffitto con tre deviatori appunto. La domanda e' la seguente potrei utilizzare un sonoff 4 ch r2 per comandare queste accensioni? mantenedo il deviatore a muro? Oppure devo sostituire i deviatori con i pulsanti?Avrei in entrambi i casi il corretto funzionamento tramite Google home che attualmente uso? Inoltre avrei la visone dell'acceso spento sull app Ewelink?

  12. #144
    Novizio/a

    User Info Menu

    Predefinito

    Avrei bisogno di delucidazioni sul montaggio di una Shelly 2.5 su una scatola con all'interno pulsanti saliscendi tapparella. Sono collegati tramite relè.....

  13. #145
    Novizio/a

    User Info Menu

    Predefinito Ho bisogno di aiuto.

    Buongiorno a tutti mi chiamo Gianluca e sono dalla provincia di Treviso sono qui in questo forum perche' ho un progetto che voglio mettere in pratica secondo il mio parere molto molto buono .
    Ho bisogno dell'aiuto di qualcuno che possa darmi risposte ( o che mi aiuti) alle domande e hai dubbi che ho in merito alla elettrotecnica e quindi .... elettrovalvole e gestione delle stesse ,mettere in comunicazione piu dispositivi tramite una centralina ( programmarla a fare piu cose) e questa collegata alle elettrovalvole ,far defluire con le stesse del liquido ( acqua)attraverso delle canule .
    potete contattarmi anche sulla mail naturalmente .
    vi ringrazio tutti .
    Gianluca

  14. #146
    TUTOR

    User Info Menu

    Predefinito

    Puoi dare qualche info in più? A partire da cosa dovrebbe servire il dispositivo e come vorresti (in base a che parametri) gestire la parte "idraulica"

  15. #147
    Novizio/a

    User Info Menu

    Predefinito

    grazie di avermi risposto.
    la parte idraulica viene gestita dalle elettrovalvole naturalmente che ha comanda invia alle canule la quantita voluta in tempi voluti la centralina deve gestire le zone, i tempi,possibilmente in remoto tipo quelle che usano nelle serre.

  16. #148
    TUTOR

    User Info Menu

    Predefinito

    Scendiamo nel dettaglio .....
    Quante valvole?
    L'acqua circola per gravità o ha delle pompe? Di che portata stiamo parlando?
    Remoto ... wifi?
    Sensori?
    ... quantità voluta in tempi voluti ...
    Sui tempi no problem, sulla quantità dipende dalla "finezza" che vuoi ottenere. Usando pompe normali si può provare a calcolare la portata x il tempo di attivazione, ma se vuoi ottenere quantità esatte ti tocca utilizzare delle peristaltiche
    Per quanto riguarda il controllo, generalizzando e senza andare ad infilarti in soluzioni particolarmente "professionali", hai principalmente tre opzioni: Arduino, Raspberry o ESP (= Arduino + Wifi)

Pagina 7 di 7 primaprima 1234567

Permessi di invio

  • Non puoi inserire discussioni
  • Non puoi inserire repliche
  • Non puoi inserire allegati
  • Non puoi modificare i tuoi messaggi
  •