Più di 16.000 morti per il cambiamento climatico: una tragedia che ha colpito tutti di sorpresa

L’ultima estate europea ha segnato un triste primato di mortalità legata al caldo, evidenziando con forza l’impatto devastante del cambiamento climatico sulle condizioni di vita del continente. Un recente studio condotto dall’Imperial College di Londra, una delle istituzioni scientifiche più prestigiose a livello mondiale, ha rivelato dati allarmanti riguardo alle conseguenze del riscaldamento globale antropogenico sulle ondate di calore estive.

Morti per caldo estremo  -energeticambiente.it

L’impatto letale del caldo estremo in Europa

L’analisi, che ha coinvolto 854 città europee nel periodo giugno-agosto 2025, ha attribuito al riscaldamento globale causato dall’uomo circa 16.469 morti, pari al 70% di tutte le 24.400 vittime totali legate alle temperature elevate estive. Le temperature, infatti, sono risultate tra 1,5 e 2,9 °C superiori a quelle che si sarebbero registrate in assenza dell’uso di combustibili fossili, con un aumento medio di 1,3 °C rispetto a un clima più fresco e naturale.

Fra i dati più significativi, il 2025 si è classificato come il quarto anno più caldo mai registrato in Europa, con una temperatura media estiva superiore di 0,9 °C rispetto al trentennio 1990-2020. Questo incremento ha esposto in modo particolare le fasce più vulnerabili della popolazione, soprattutto gli over 65 e coloro affetti da patologie croniche, che hanno rappresentato l’85% dei decessi, di cui il 41% riguarda persone con più di 85 anni.

L’Italia è stata particolarmente colpita, con 4.597 morti attribuibili direttamente al cambiamento climatico, seguita da Spagna (2.841), Germania (1.477), Francia (1.444) e Regno Unito (1.147). Altri Paesi come Romania, Grecia, Bulgaria e Croazia hanno registrato rispettivamente 1.064, 808, 552 e 268 vittime.

Friederike Otto, scienziata climatica dell’Imperial College e coautrice dello studio, ha sottolineato la connessione inequivocabile tra l’uso dei combustibili fossili, l’innalzamento delle temperature e l’aumento della mortalità: “Se non avessimo continuato a bruciare combustibili fossili negli ultimi decenni, la maggior parte delle 24.400 persone stimate in Europa non sarebbe morta quest’estate.”

La ricerca ha evidenziato come le aree urbane siano particolarmente esposte agli effetti letali delle ondate di calore. L’ampia presenza di superfici impermeabili come asfalto e cemento intrappola il calore, accentuato ulteriormente dall’inquinamento prodotto dai trasporti e dal consumo energetico. L’effetto isola di calore urbana aumenta così i rischi per chi vive nelle città, con conseguenze maggiori per i gruppi socioeconomici più svantaggiati, spesso privi di aria condizionata e residenti in abitazioni più densamente popolate.

Gli esperti raccomandano pertanto un potenziamento degli spazi verdi e blu (aree con vegetazione e corpi idrici) nelle città, in grado di mitigare l’accumulo di calore e offrire zone di refrigerio essenziali durante le ondate di calore. Questa strategia appare cruciale anche considerando che il 70% della popolazione europea vive già in contesti urbani, con una previsione di crescita che dovrebbe superare l’80% entro il 2050.

L’allarme anche dall’Australia: oltre mille morti in tre anni

Parallelamente all’Europa, anche l’Australia sta vivendo un aumento preoccupante delle morti legate al caldo. Un’indagine della Monash University di Melbourne ha evidenziato che le ondate di calore estive hanno causato 1009 morti tra il 2016 e il 2019, confermando il caldo estremo come il principale evento meteorologico letale nel Paese. Lo studio, guidato dal professor Yuming Guo del Sustainable Development Institute, ha analizzato quasi 250mila decessi per delineare un quadro allarmante.

La comunità scientifica avverte che, se le politiche climatiche attuali non cambieranno, il riscaldamento globale potrebbe superare i 2,7 °C rispetto ai livelli preindustriali entro la fine del secolo, con un inevitabile aumento delle vittime legate al caldo su scala globale.

Nel frattempo, l’Europa si confronta con la necessità urgente di adattare le proprie città e politiche per affrontare il crescente impatto del riscaldamento globale, con un focus particolare sulle soluzioni urbane che possano ridurre l’esposizione al caldo estremo e salvaguardare le fasce più vulnerabili della popolazione.

Lascia un commento