CITAZIONE (autostop @ 25/1/2008, 13:24)
Forse devo iniziare una nuova discussione con il titolo "auto piene in autostrada".
Quella che proponevo io in città non ha avuto molti consensi, semmai piu' critiche.
A me una limitazione in autostrada a chi va da solo, va bene.
Credo però che un limite dei 100 all'ora sia piu' logico.
Il vantaggio sarebbe energetico.Non si parli di sicurezza come molti hanno parlato.
Il problema è che il tempo costa molto di piu' che il carburante.
Se uno spende 9litri a 130 piuttosto che 5 a 80 risparmia 4*1.4=6 euro circa ma ci mette 40 minuti in piu' a percorrere 130km che a 20 euro all'ora sono 13 euro per cui non ha interesse ad andare piano (se poi è un libero professionista.....)
Tante volte (io uso poco l'autostrada) però neanche il limite attuale viene rispettato, per cui bisognerebbe che ci fosse un poco di coerenza da parte di chi ci amministra a fare rispettare questi benedetti limiti.
E' bene che i limiti in autostrada (e più in generale su tutte le strade) siano adeguati alle esigenze di sicurezza.
Non trovo giusto utilizzare i limiti per favorire il risparmio di carburante. Visto che su un litro di carburante, più del 50% del prezzo è costituito da tasse, chi più inquina, più paga. Ma, per favore, lasciateci liberi di andare a 130 Km/h, almeno dove le condizioni lo permettono.
CITAZIONE (BrightingEyes @ 25/1/2008, 14:25)
Questi in molti casi sono appiccicati in modo frettoloso e senza alcun senso da gente che evidentemente si interessa di più a schivare responsabilità che a dare un servizio. Questo era accettabile quando un cartello di 20 all'ora veniva considerato come un curioso obbligo normativo e nessuno si sognava nemmeno di scendere sotto i 60. ("Ma perchè diavolo li mettono se tanto sanno benissimo che non li rispetterebbe nemmeno un novantenne su un Ape?"). Oggi non è più così e anche i limiti dovranno essere progettati ed adottati collegando il cervello e rischiando sanzioni nel caso si dimostri che non sono "rispettabili".
Come mi sembra di capire, giustamente, asserisci che i limiti devono essere commisurati al tipo di strada. E qui si apre un altro capitolo: le strade, anzi lo stato delle strade.
Esistono leggi e regolamenti che classificano le strade in varie tipologie e assegnano ad esse i limiti di velocità applicabili. Tant'è che un mio conoscente, avendo preso una contravvenzione per eccesso di velocità in una strada con il limite di 50 Km/h, si è studiato tutta la normativa, ha presentato ricorso, sostenendo che tale limite era illegittimo per quella tipogia di strada, e si è visto annullare la contravvenzione. Fin qui la teoria (ed anche la pratica, in questo caso). La realtà è che pochissime strade sono costruite e manutenute a norma e quindi esulano dalla classificazione (non rispettano la larghezza, la pendenza, ecc.), per non parlare del fondo stradale. Chi ha la responsabilità della gestiona della strada, prima di rischiare di trovarsi indagato in caso di incidente cosa fa? La fa risistemare? No davvero. Dice semplicemente, la strada non rispetta gli standard, quindi la declasso e comunque impongo limiti di velocità affinché, anche in presenza di strada dissestata, sia garantita la sicurezza (ed intanto mi paro il posteriore). Risultato: spuntano come funghi limiti di 30 o 40 Km/h, che nessuno ovviamente rispetta. Se qualcuno ha occasione di percorrere il Viadotto dell'Indiano a Firenze (strada a 4 corsie e carreggiate separate e stato del fondo pietoso), troverà il limite di 40 Km/h, che ovviamente nessuno rispetta (tranne davanti all'autovelox); ma intanto il comune è tranquillo. Se ci scapperà il morto, la colpa sarà di chi non ha rispettato il limite, non certo di chi tiene la strada in quelle condizioni.
Un giorno, dovendo percorrere la Siena-Grosseto, non avendo furia e non avendo in pratica la strada (cioè non sapevo dove potevano essere gli autovelox) mi sono detto: chi se ne frega, io rispetto tutti i limiti che trovo, quelli dietro di me, se non gli sta bene (su quella strada non è facilissimo sorpassare), che vadano a protestare da Lunardi. Poi, guardando nello specchietto durante un tratto rettilineo nei pressi di Civitella Paganico, mi accorsi di avere creato dietro di me una fila chilometrica, ebbi pietà di quelli dietro, mi fermai in una piazzola e li feci passare. Mi dispiacque di non avere una telecamera per filmare la scena e poi spedirla a Striscia la Notizia dicendo: ecco il risultato che si ottiene a rispettare certi limiti in Italia.
Altra casistica di limiti assurdi sono quelli posti prima degli autovelox per far cassa. Esempio di un piccolo comune del Mugello: strada a due corsie, limite di 70 Km/h; poi la strada si allarga, diventa a 4 corsie ed il limite scende a 60 Km/h. Chiaramente dopo poche centinaia di metri, compare l'autovelox messo dal comune. Gli abitanti del luogo lo sanno, i forestieri no e prendono le multe. Il comune incassa e la cittadinanza è contenta. Chi prende la multa ovviamente non sarà contento, ma tanto è forestiero e quindi non vota in quel comune e fine della storia. Spero soltanto che come i magistrati si sono occupati dei semafori col giallo troppo veloce per far cassa con i photored, inizino a mettere gli occhi sui limiti ingiustificati messi apposta per riempire le casse comunali.
Saluti.
Federico