A Brescia il miglior termovalorizzatore del mondo

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Evviva, come sempre, la "buona informazione" che tranquillizza tanto lo spensierato popolo bue
<_<

E le conseguenze sono immediatamente visibili tra la gente. Per esempio alla conferenza sulle rinnovabili che si è tenuta a Roma il 31 marzo c'è stato un intervento di un signore bresciano che decantava le ottime qualità del termovalorizzatore che aveva vicino casa perchè, come sosteneva il nostro bravo conduttore di GAIA, permetteva di disfarsi di ingombranti rifiuti, di riscaldare le case e di produrre energia...insomma mossa politico-mediatica riuscita!
 
Su QUESTO punto di vista, cioè produrre energia, teleriscaldamento, disfarsi di rifiuti, è vero che questi impianti rappresentano una soluzione migliore rispetto alle centrali tradizionali. Ma d'altra parte, quando si decantano le caratteristiche di questi Termovalorizzatori (da notare come suona bene il nome), nessuno parla di nano particelle o mutamento del microclima limitrofo. Tirando le somme, non so se questi impianti siano veramente migliori, avranno rendimenti più elevati, ma hanno la stessa (se non maggiore) "capacità di uccidere", l'incidenza dei tumori nelle vicinanze di inceneritori e termovalorizzatori è più elevata.
 
il problema dei rifiuti e' sicuramente scottante.... e non solo quando vengono inceneriti.

Bisogna considerare la sostenibilita' ambientale ed economica dei vari possibili sistemi, la loro affidabilita' nel tempo e la attendibilita' dei risultati promessi. Casi come riportato da AdP riguardo l'idrogeno, sono molto comuni aziende che iniziano manovre di marketing prima dell'effettivo ingresso nel mercato (questo non vuol dire che la tecnologia non esiste, i motivi possono essere molteplici, spesso finanziari e contrattuali).

La soluzione al problema rifiuti non e' scontata e sicuramente va scelta considerando molto parametri, non solo tecnici.

A livello di ricerca soluzioni tecniche ce ne sono sempre in abbondanza. Anche i prototipi non mancano mai. Ma esempi che funzuionano in un caso confinato non per forza possono essere LA soluzione e spesso queste aziende rilasciano alcuni (pochi in genere) dati ma loro stesse si rendono conto di non essere ancora preparate per confrontarsi con la concorrenza.

Se qualcuno ha in mano sistemi ottimi (meno inquinanti, economici, riproducibili, compatti,...), bene per lui, fara' tanti soldi e recepira' consenso da parte di tantissime amministrazioni. Le varie lobby controllano molto, ma non tutto. Nelle "crepe del sistema" restano sempre degli spazi enormi, sufficienti per permettere ad una azienda (se ha prodotti validi) di affermarsi nella sua nicchia. Se un'azienda (non GM che ha interessi diversi) produce macchine elettriche che funzionano, le vendera'. Se ci si presenta ad una industruia con un sistema che permette un risparmio economico tramite la riduzione dei consumi energetici, questa accettera' di buon cuore a prescindere dal controllo dei petrolieri.

Cosi' per i sistemi di trattamento dei rifiuti: se un'azienda ha un sistema (maturo ovviamente, altrimenti non e' affidabile) con il quale puo' presentarsi a chi gestisce lo smantellamento dei rifiuti, e se questo sistema e' economico, meno inquinante ed affidabile..... bhe, riscuotera' successo.

Nel frattempo fronteggiamo il problema italiano, dove montagne di rifiuti vengono ammassati senza nessuna precauzione in ogni angolo di natura e dove spediamo all'estero tonnellate e tonnellate da smaltire.


Visto che non si puo' continuare con le discariche. Cosa facciamo?
Che sistemi (ripero: affidabili e sostenibili) migliori dei termovalorizzatori con un elevato controllo dei fumi abbiamo a disposizione?
 
CITAZIONE (marco piana @ 2/4/2007, 20:59)
Che sistemi (ripero: affidabili e sostenibili) migliori dei termovalorizzatori con un elevato controllo dei fumi abbiamo a disposizione?​

Il sistema migliore è senz'altro la riduzione di tutto il pattume inutile. Piccolo esempio: quando compriamo l'acqua la spesa maggiore và per gli imballi vari, e così per ogni cosa produciamo rifiuti inutilmente.

Certamente non è la soluzione del problema,sia chiaro, nè tantomeno io sono capace di risolverlo, ma la chiarezza di informazione viene prima di tutto. Se tutti fossero al corrente degli aspetti negativi di questa tecnologia ci sarebbe sicuramente più pressione per trovare metodi alternativi. Invece si continuano a fare termovalorizzatori, che recuperano l'investimento in fretta (cosa non si fà per i soldi).
 
QUOTE (sssuper @ 2/4/2007, 21:22)
Il sistema migliore è senz'altro la riduzione di tutto il pattume inutile. Piccolo esempio: quando compriamo l'acqua la spesa maggiore và per gli imballi vari, e così per ogni cosa produciamo rifiuti inutilmente.

Certamente non è la soluzione del problema,sia chiaro, nè tantomeno io sono capace di risolverlo, ma la chiarezza di informazione viene prima di tutto.​

Concordo pienamente. Io per primo spero in soluzioni che escludano i termovalorizzatori (o tecnologie che in qualche modo li rendano completamente ecologici).

La differenziazione e la riduzione della produzione dei rifiuti e' un ottimo e primo passo su cui sensibilizzare.

Volevo solo dire che purtroppo i grandi cambiamenti richiedono tempo e passi ponderati. Il problema termovalorizzazione lo paragono a centrali a gas naturale. Quelle nuove sono migliori di tanta porcheria a carbone che girava ma il mio auspicio e' sicuramente una conversione totale a rinnovabili. Cio' non significa che possiamo permetterci di spegnere queste centrali dal momento in cui compriamo energia dall'estero.

Spero vivamente che a breve la situazione cambi e che lo smantellamento dei rifiuti non sia piu' cosi' oneroso come e' ad oggi in termini ambientali e di vite umane.
 
La migliore soluzione per ridurre il quantitativo di rifiuti prodotti è... non produrre rifiuti.

Bene, ora dopo aver detto una cosa ovvia, ma irrealizzabile nei suoi termini assoluti, andiamo ad affrontare il problema con realismo.

Mi pare che marco piana stia dicendoci proprio questo e io condivido la sua opinione.

Già troppe persone sono uscite con idee rivoluzionarie, a volte miracolose, e davvero c'è da chiedersi perché continuamo ad arrovellarci alla ricerca di soluzioni diverse da quelle che ci suggeriscono questi geni incompresi.

Ma forse la verità, come al solito, sta nel mezzo. Ci sono effettivamente soluzioni valide, che però necessitano ancora di verifiche, per evitare di risolvere da una parte e cadere in problemi più grossi dall'altra. Altre volte, è vero, ci sono di mezzo lobbies più o meno potenti che pongono i loro freni, ma la storia ci insegna che il progresso non si arresta e prima o poi questi poteri dovranno riconvertirsi e adeguarsi, per non soccombere alle innovazioni.

E' pure vero che l'educazione delle persone non può non essere presa in considerazione e credo che questo lo si stia già facendo: è aumentata la sensibilità ecologica del cittadino medio, particolarmente da quando "ecologia" si è messa a fare rima con "risparmio economico".

Non voglio sembrare chiuso alle nuove idee, ma possibilista che si stia cercando insieme la soluzione migliore. Certamente di errori ne sono stati fatti e tanti altri ne faremo. Chiunque abbia una idea è tentato dal ritenerla la migliore. Io preferisco che la si confronti con le altre idee e insieme si cerchi di sfruttare al meglio il contributo di ciascuno, ma per evitare il caos è necessario che il tutto venga coordinato da persone competenti e dalla mentalità aperta.
 
Non avete mai letto niente a proposito di quelle macchine che potremmo anche chiamare bruciatori di immondizia,ma che in realtà non bruciano proprio niente?...eh,si...è così perchè invece di bruciare scompongono la materia con le torce al plasma e il risultato è che non ci sono quasi per niente fumi dannosi.Niente diossine e fullereni perchè scomposti in semplici atomi che formano un syngas usato per produrre energia elettrica.La materia che invece non serve alla produzione di gas utile è fatta vetrificare in una lava dove anche le sostanze tossiche diventano inerti.Inoltre chi ha proposto un filtro con la cella elettrolitica a questo punto diventa antiquato,in quanto l'impianto stesso funziona a plasma.Sono in contatto con una ditta canadese e prima o poi troverò il modo di acquisire e poi acquistare il mio di impianto.Vogliono un sacco,ma un sacco di soldi ,la cifra non ve la dico neanche.Per risolvere tutti i problemi mi trovo un bel posticino che certamente non si troverà in Italia,quà c'è troppa burocrazia e le pecore guardano troppa tv

Intanto leggete sta pagina e per favore informatevi di più:

http://www.pyrogenesis.com/

e ce ne sono un sacco di altre ditte che utilizzano tale tecnologia,in Italia c'è la Marco Polo e alcune altre che non cito ...chissà come avranno fatto
 
CITAZIONE (steblizz @ 22/4/2007, 15:23)
Non avete mai letto niente a proposito di quelle macchine che potremmo anche chiamare bruciatori di immondizia,ma che in realtà non bruciano proprio niente?...eh,si...è così perchè invece di bruciare scompongono la materia con le torce al plasma e il risultato è che non ci sono quasi per niente fumi dannosi.​

Hei hai scoperto l'acqua calda???

Le torce al plasma si consumano in circa 300 ore, i fermi macchina continui distruggono i refrattari...

La migliore soluzione al mondo è questa http://www.inentec.com/ ma continuano a tenere dei prezzi molto elevati e comunque è una soluzione per rifiuti pericolosi..tutti gli altri rifiuti possono essere riciclati e valorizzati in modo molto più efficiente..

CITAZIONE
Inoltre chi ha proposto un filtro con la cella elettrolitica a questo punto diventa antiquato​

Ti sbagli per i SINGAS è molto innovativa come soluzione.

CITAZIONE
Intanto leggete sta pagina e per favore informatevi di più​

Cosa che ti consiglio altrettano spassionatamente...

Hai molte idee e molto ben confuse!
 
CITAZIONE (Armando de Para @ 31/1/2007, 18:55)
Ne sei certo??? ...la tecnologia italiana è risultata migliore e non solo in questo campo...
;)

Una volta tanto vorrei spendere una parola a favore.
La nostra tecnologia non e' seconda a nessuno e non solo quella.
le aziende spendono per produrre il meglio e si fanno ricerca in proprio.
Purtroppo non sempre, anzi quasi mai, i nostri politici sono capaci di promuovere il Made in Italy all'estero lasciando troppo spesso le aziende ad arrangiarsi.
E non va meglio con le aziende nostrane.
So per certo che ENEL utilizza equipaggaimenti e macchinari spesso di vecchia tecnologia e concezione.
Eppure tecnologie e nuove idee sono state ad essi presentati (vedi i pannelli al plasma per la riduzione degli agenti inquinanti) ma scartati perche' non sufficentemente promossi da chi prende evidentemente bustarelle dagli altri.
L'Italia e' ancora un paese giovane dal punto di vista politico e sociale.
paesi come il Regno Unito o la Francia che possono vantare forti tradizioni hanno anche una classe dirigente che pensa principalmente al bene del paese, quello reale e non solo apparente, prima di quello personale (e del portafoglio).
Cresceremo ma viene difficile pensare a breve....
campa cavallo che l'erba.... non crescera' piu', fra un po' manchera' anche l'acqua....


MetS
 
MetS-Energie, il tuo intervento mi pare un poco polemico e forse anche un tantino ingiustificato, preferisco quando si interviene come fa Armando de Para, documentando quanto viene scritto, anche se non sempre ci troviamo a trarne le stesse conclusioni.

E' stato recentemente stilato un rapporto, commissionato dal governo, sulla ricenca in Italia (ricerca in generale, non su uno specifico argomento), dove si evidenzia che la quasi totalità della ricerca pura è finanziata con denaro pubblico. E' dalla ricerca pura che si hanno le scoperte più innovative, mentre le aziende si limitano in genere alla ricerca applicata e all'industrializzazione.

Se è vero che l'Itallia è lontana dalle percentuali d'investimento in ricerca che hanno i maggiori paesi sviluppati del mondo, la nostra posizione si fa ancora più critica se teniamo conto dei soli investimenti operati dall'industria: davvero briciole.

Sovente prendiamo ad esempio gli altri per criticare l'operato dei nostri governi, perché ci è comodo che siano altri a farci trovare pronte le innovazioni tecnologiche e le invenzioni. Una nota canzone diceva che "gli altri siamo noi", è quindi ora che anche le nostre aziende si decidano a consorziarsi per massimizzare gli investimenti nella ricerca e puntino anche alla ricerca pura, quella che toglie lo scienziato dalla necessità di garantire risultati certi in tempi brevi, vero freno alle scoperte realmente innovative.
 
CITAZIONE (nll @ 23/4/2007, 13:19)
Sovente prendiamo ad esempio gli altri per criticare l'operato dei nostri governi, perché ci è comodo che siano altri a farci trovare pronte le innovazioni tecnologiche e le invenzioni. Una nota canzone diceva che "gli altri siamo noi", è quindi ora che anche le nostre aziende si decidano a consorziarsi per massimizzare gli investimenti nella ricerca e puntino anche alla ricerca pura, quella che toglie lo scienziato dalla necessità di garantire risultati certi in tempi brevi, vero freno alle scoperte realmente innovative.​

Ciao NLL, forse mi sbaglio ma questa è una delle volte che MetS non è stato polemico...
:D


Su quanto hai scritto concordo, ma in verità con l'inventore si pagano sempre i conti più salati...ma questa è un'altra storia
;)
 
CITAZIONE (nll @ 23/4/2007, 13:19)
MetS-Energie, il tuo intervento mi pare un poco polemico e forse anche un tantino ingiustificato, preferisco quando si interviene come fa Armando de Para....​

nll

Ci sono cose che vorrei dire ma non posso, contratti da rispettare ed impegni presi.
Prendi per buono quello che leggi e prova a leggere fra le righe.
In fondo come dice ADP per una volta che non sono polemico....

Ricorda che onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità (ADP).

Ciaoooooooooooo

MetS
 
L'azienda per la quale lavoro vive di ricerca e ciò che produce difficilmente diventa "produzione", si tratta solitamente di pezzi unici, ma che si avvalgono di tutta la tecnologia consolidata esistente (purtroppo solo di quella consolidata, in quanto anche l'affidabilità è essenziale per la buona riuscita dei nostri progetti). Per giungere a rendere affidabile una nuova tecnologia è necessario provarla e riprovarla in condizioni estreme. Questo lo facciamo, ma lamento che la stessa azienda ha ridotto di molto gli investimenti sulla ricerca pura, quella non finalizzata, quella che non è direttamente pagata dallo Stato, o dalle università, o dalla comunità internazionale. Questa situazione particolare calza perfettamente col rapporto che ho citato ed è quello che pone l'Italia nei gradini più bassi della classifica degli investitori in ricerca tra i paesi più industrializzati.
 
CITAZIONE (nll @ 31/1/2007, 19:32)
segnalando il riconoscimento del termovalorizzatore di Brescia: le capacità ci sono, le menti pure, anche la volontà della base non scherza, quel che latita è il versante politico/legislativo, che si limita a togliere i finanziamenti ai termovalorizzatori, per dirottarli sul fotovoltaico...​

Ho realizzato il SW del DCS (potenti PLC) e avviato varie termovalorizzatori in Italia. In particolare due a Bolzano, Terni, due a Colleferro, San Vittore del Lazio, Schio, 3° linea di Trieste, e a Milano viale Zama.

Devo dire che la tecnologia Italiana e quasi del tutto assente, i forti nel settore sono i Tedeschi per la parte incenerimento, e scorie, e gli'americani per la parte turbina a Vapore.
Quello che e prodotto in Italia e quasi sempre su licenza straniera, quindi non credo che quello di Brescia sia diverso.
 
scusate, non sono un addetto ai lavori ma, in definitiva, il termovalorizzatore di brescia riformula i fumi in modo da eliminarne la sostanze nocive?
 
CITAZIONE (nll @ 3/4/2007, 09:41)
La migliore soluzione per ridurre il quantitativo di rifiuti prodotti è... non produrre rifiuti.

Bene, ora dopo aver detto una cosa ovvia, ma irrealizzabile nei suoi termini assoluti, andiamo ad affrontare il problema con realismo.

Mi pare che marco piana stia dicendoci proprio questo e io condivido la sua opinione.

Già troppe persone sono uscite con idee rivoluzionarie, a volte miracolose, e davvero c'è da chiedersi perché continuamo ad arrovellarci alla ricerca di soluzioni diverse da quelle che ci suggeriscono questi geni incompresi.

Ma forse la verità, come al solito, sta nel mezzo. Ci sono effettivamente soluzioni valide, che però necessitano ancora di verifiche, per evitare di risolvere da una parte e cadere in problemi più grossi dall'altra. Altre volte, è vero, ci sono di mezzo lobbies più o meno potenti che pongono i loro freni, ma la storia ci insegna che il progresso non si arresta e prima o poi questi poteri dovranno riconvertirsi e adeguarsi, per non soccombere alle innovazioni.

E' pure vero che l'educazione delle persone non può non essere presa in considerazione e credo che questo lo si stia già facendo: è aumentata la sensibilità ecologica del cittadino medio, particolarmente da quando "ecologia" si è messa a fare rima con "risparmio economico".

Non voglio sembrare chiuso alle nuove idee, ma possibilista che si stia cercando insieme la soluzione migliore. Certamente di errori ne sono stati fatti e tanti altri ne faremo. Chiunque abbia una idea è tentato dal ritenerla la migliore. Io preferisco che la si confronti con le altre idee e insieme si cerchi di sfruttare al meglio il contributo di ciascuno, ma per evitare il caos è necessario che il tutto venga coordinato da persone competenti e dalla mentalità aperta.​

spiacente ma non è utopia e ti spiego il perchè:

con la differenziata porta a porta siamo arrivati a riciclare più del 70% e ci sono paesi che pagano solo per il secco non riciclabile dunque un risparmio non indifferente.

la restante frazione del secco va passata sotto il trattamento meccanico biologico, così ne recuperi un altro 70% riciclando ulteriormente

resta la frazione di scarto che deve essere riprogettata in modo da essere riciclabile anch'essa pena una multa colossale alla casa produttrice del "rifiuto" incriminato.

"zero waste" è una realtà che funziona a San Francisco , stamo parlando di una metropoli multietnica con quasi un milione di abitanti e non è utopia
 
CITAZIONE (nacnac @ 24/9/2007, 22:58)
spiacente ma non è utopia e ti spiego il perchè:
con la differenziata porta a porta siamo arrivati a riciclare più del 70% e ci sono paesi che pagano solo per il secco non riciclabile dunque un risparmio non indifferente. la restante frazione del secco va passata sotto il trattamento meccanico biologico, così ne recuperi un altro 70% riciclando ulteriormente resta la frazione di scarto che deve essere riprogettata in modo da essere riciclabile anch'essa pena una multa colossale alla casa produttrice del "rifiuto" incriminato. "zero waste" è una realtà che funziona a San Francisco , stamo parlando di una metropoli multietnica con quasi un milione di abitanti e non è utopia​

Nacnac pur approvando quanto scrivi devo, purtroppo corregerti.
La raccolta differenziata e' attiva praticamente solo al nord, difetta al centro ed e' quasi inesistente al sud.
Non so dove hai preso quella percentuale che non risulta nemmeno in paesi piu' evoluti come Germania, Francia, UK ecc.
A Frisco sicuramente sono stati capaci di organizzare meglio la raccolta differenziata, meglio che in Italia.
Ma la California e' un altro paese anche per gli stessi americani, figurati per l'Italietta dei campanili.

Bisogna cambiare la cultura della convivenza con gli altri prima di poter vedere dei consstenti cambiamenti nel modo come il paese sa e deve organizzarsi.
Dubito che cio' pero' succeda presto stante la classica cecita' del nostro sistema politico.

A+
MetS
 
consorzio priula treviso
città di Novara: in 18mesi dal 30% al 70%

googolate in giro e vedrete che basta un po di buon senso ed una classe politica con le palle (perdonatemi il termine se offensivo cancellate il post)

e tanto per rimanere in topic
visita all'inceneritore di brescia
 

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