CITAZIONE (Hellblow @ 13/11/2005, 22:03)
Bhe Mettamo che E è un singolo dimmer (una scherda ne controlla fino ad otto). L'uscita alternata va raddrizzata e livellata con dei condensatori. Alla fine otteniamo qualcosa sufficientemente lineare peri nostri scopi (una differenza di 10 Volt alla fine quando alimentiamo ad alta tensione non è poi una cosa madornale per iniziare a far prove). Poi sappiamo che due generatori connessi in modo che il positivo di uno vada al negativo di un altro per Kirchoff ed Ohm sono attraversati, in un circuito chiuso, dalla stessa corrente, ma la tensione ai capi del bipolo cosi' ottenuto è pari alla somma delle due tensioni.
Viceversa, due generatori connessi in modo che il positivo di uno sia collegato al positivo dell'altro e stessa cosa per il negativo, danno luogo ad una somma di correnti e pari tensione.
Basta connettere a dovere per ottenere il risultato sperato. Mangio e poi preparo lo schema completo e ve fo' vedere. Comunque da quel che ho studiato dovrebbe fungere
. Poi servono un relè molto veloce (magari a stato solido) due sistemi di protezione per le due batterie di Dimmer e un voltmetro e amperometro digitali. Poi il software lo fo' io
L'uso di circuiti pronti d'altra parte porta un risparmio di tempo e sicurezza nel loro funzionamento. Se poi serve qualcosa di molto preciso...bhe ci faremo aitare da SPICE.
Ti riporto quanto ho risposto a
brunovr in seguito ad una sua domanda in un altro intervento:
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Ti sconsiglio vivamente di effettuare delle prove col varialuce seguito da ponte raddrizzatore e soprattutto dalla capacità in quanto il funzionamento del varialuce si basa sulla possibilità di variare il ritardo di innesco di un triac rispetto al passaggio dello "0" della semionda. Nel primo quarto di periodo ( rispetto alla tensione di ingresso) ti troveresti quindi ad applicare un bel gradino al condensatore sollecitando lo stesso e il triac ed inoltre la tensione continuerebbe a salire fino al suo valor massimo e di conseguenza anche il condensatore arriverebbe a Vmax ( risultato: fino a 1/4 di periodo la rotazione del potenziometro non porterebbe ad una variazione della tensione di uscita). Da 1/4 a 1/2 di periodo riusciresti ad ottenere una progressiva diminuzione della tensione ai capi del condensatore che verrebbe comunque eccitato da un gradino di tensione stressando, come già detto, non poco sia il condensatore che il triac con possibilità per il condensatore ( se non studiato per alimentatore a commutazione e quindi con una bassa resistenza serie) anche di esplodere.
Da quanto avrai capito i classici varialuce che trovi in commercio servono esclusivamente a variare l'energia fornita al carico ( solitamente resistivo ) non fornendogliela in determitati periodi della semionda e non ad effettuare una variazione della tensione come è possibile invece tramite un Variac che permette di avere sui terminali di uscita una sinusoide di valore massimo variabile.
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Aggiungo poi che se può passare in linea teorica il discorso del parallelo di due schede purchè con gate del triac perfettamente sincronizzato ( é molto più facile ed economico inserire un triac di maggior potenza ) non è lo stesso per la serie: i terminali d'uscita di quel tipo di regolatori sono solitamente composti dal neutro e dalla fase riportata in uscita per un tempo variabile in funzione dell'angolo di innesco del triac ( il discorso vale anche con i terminali invertiti). Quindi se non interponi un trasformatore di isolamento per ogni scheda ( improponibile economicamente ) mettendo in serie due di esse avresti per certi intervalli di tempo un bel
corto circuito tra fase e neutro con conseguente fusione del fusibile visto che mi sembra che nelle foto delle schede sia presente. Per la precisione non è proprio un corto secco perchè esistono le resistenze interne dei triac dei diodi del ponte che vorresti inserire e di altri pochi elementi presenti per smorzare le sovratensioni presenti durante la commutazione ma basterebbe per far saltare il magnetotermico ENEL .
Sperendo di non aver detto troppe "fregnacciate" tutte in un volta ti saluto cordialmente.