Batterie a condensatori Kilowat Sirius 7,1kwh


:bored:
Parlare di truffa, e fare fiducia a un video vecchio che tratta di un modello ormai vecchio, analizzato dal tedesco che ha il primo scopo di denigrare, senza poi neppure aver capito cosa dice mi sembra eccessivo.:devilred:

Ho in opera giusto una Sirius da 3.55kWh da febbraio a cui ho aggiunto la seconda a marzo, ne sono molto soddisfatto, tanto che sempre da marzo mi sono sconnesso dalla rete e campo col fotovoltaico, alimento la casa con elettrodomestici vari, induzione, auto elettrica che carico di giorno, e non ho mai avuto una rete tanto stabile.
:clapping: le piccole soddisfazioni, qualche tempo fa dopo un temporale il vicino mi chiamó allarmato per sapere se avevo energia dalla rete che a lui mancava.
Quisquilie a parte, concordo che il prezzo è troppo alto.
Concordo che il sistema è ancora acerbo.
Il SOC è inaffidabile e da numeri a vanvera.
Che l'accumulatore acceso consuma un po' di energia seppure trascurabile, inutilmente, tanto è vero che se io ne spengo uno per oltre un mese, alla riaccensione ha ancora praticamente tutto quanto aveva allo spegnimento.
I denigratori o i diffidenti saranno contenti, ma io che li possiedo sono ancora molto più contento, perché funzionano a meraviglia e mai neppure mi sfiora l'idea di non aver fatto bene a incoraggiare con l'acquisto questa tecnologia.:bye1:

Buonasera Sergio
Sarei interessato a capire come hai inserito le Sirius nel tuo impianto. Puoi mandare uno schema anche solo di principio? Seri riuscito a configurare un inverter ibrido per gestirle?
Grazie
 
Intanto ho fatto il passo verso l'impianto a isola proprio grazie alle caratteristiche delle batterie a supercondensatori che almeno teoricamente dovrebbero durare più a lungo di me.
Le soluzioni al piombo prima, e quelle al Litio non erano sufficienti a farmi fare il passo di staccarmi dalla rete senza il peso morale giusto o sbagliato che sia dei residui di natura ecologica che mi parevano non giustificarsi.

Adesso la descrizione semplice del mio impianto:
- circa 7 kWp di pannelli fotovoltaici, questa che molti diranno eccessiva quantità di pannelli sono in realtà la più economica ed efficiente "batteria".
I 7 kWp non mi servono nella bella stagione potendone per limite dell'inverter usare max 5kW ma per avere almeno 400/500 Watts in inverno nelle giornate di pioggia, ecc cosa già verificata a febbraio.
Con questa soluzione mi bastano batterie vere di pochi kWh per passare 2 o al massimo 3 giorni senza ricaricare.
Avevo cominciato con una batteria e un inverter ibrido che per non fare pubblicità chiamerò come descritto dal produttore cinese : Grigio e nero da 5 kW con onda pura in uscita, 500 volt DC max da solare, capacità di funzionare anche senza batteria e senza collegamento alla rete, nonché la possibilità di regolazione personalizzata dei valori utili alla batteria a supercondensatori da 48v che sono poi anche quelli prossimi alle batterie al piombo.

Installato il tutto ho subito sconnesso l'alimentazione da rete senza più riconnettermi.

Sono stato sbalordito dalla estrema funzionalità del sistema.
In un'altra vita prima di ritirarmi in eremitaggio in montagna, avevo consumato le meningi per un po' di energia stabile e pulita e adesso dopo una ventina di anni tutto pareva tanto semplice.
Dato che mi sarei staccato definitivamente dalla rete, per precauzione, ho voluto comprare una seconda batteria che ho collegato in parallelo, anche perché a novembre dovrò anche usare il Frantoino delle olive con 3kW di targa e non vorrei mai dover ricorrere al generatore termico, lo considerei un fallimento.

Avendo ora due batterie mi è stato facile caricarle entrambe, quindi staccarne una per oltre un mese e alla riaccensione notare che praticamente non si era scaricata se non di qualche centesimo di volt ossia niente.
E qui ho individuato la prima falsità che gira in rete.

Altra grande soddisfazione vedere che la batteria magari manda 80A a 50v, torna il sole e come se niente fosse ripassa in carica visto la notevole potenza installata in pannelli fotovoltaici che tramite l'inverter ibrido riprende ad alimentare il tutto.
Ovviamente caricando la batteria dell'auto elettrica a 10 o 15A 230v AC mi è stato abbastanza facile calcolare in modo sommario quanto la batteria era in grado di restituire, da qui la mia soddisfazione che ripeto tiene conto della novità del progetto delle Sirius che sono in fase di maturazione, come si potrebbe pensare diversamente, quando in un anno si sono fatte 4 varianti, ogni volta correggendo secondo me verso il meglio, anche se ancora diverse cose vanno sistemate come avevo scritto sopra.
Inoltre il parallelo benché sostanzialmente funzioni ha alcune differenze di lettura e comportamento che credo resteranno ancora per un po' un problema, parlo delle tensioni di ricircolo tra i due moduli non perfettamente omogenei.

Ovviamente le mie due stringhe sono protette da scaricatori, come da scaricatore è protetto il carico presso l'inverter.
Le impostazioni sull'inverter ibrido al momento sono:
Invio DC 20A, questa piccola misura che corrisponde a circa 1kW, si rende necessaria per non mandare in sovraccarico l'inverter che non sopporta senza andare in protezione più di 5kW sia in ingresso che in uscita, ora se io assorbo per esempio 4kW per le utenze, e la batteria non è carica, sommando il kW che va in ricarica sto prossimo alla potenza massima, mettiamoci le perdite di conversione, e quest'ultimo rischia di andare in protezione.

Insomma per farla breve se voglio stare tranquillo non devo assorbire più di 4kW per le utenze.
Le altre regolazioni sono 54.3v DC come tensione massima di invio alla Sirius questo per le differenze di lettura tra inverter e batterie.
Tensione di sconnessione dalla Sirius 44.2v.
Questi valori per non fare intervenire le protezioni interne di massima e minima tensione della batteria a superconduttori.
Ovviamente basterebbero questi valori per mozzare le lingue di coloro che mettono in dubbio l'esistenza dei condensatori che se volendo, possiamo anche non chiamare super, però si sa come vanno le cose a questo mondo.
Mi scuso se ho dimenticato qualcosa in ogni caso se serve e posso, spiego meglio.
 
Ultima modifica:
Oggi ricaricando la batteria dell'auto con dispositivo settato a 15A 230v, utilizzando l'impianto solare e una batteria tampone Sirius (bastando una, in questo periodo con temporali e pericolo di fulmini, la seconda preferisco tenerla carica ma spenta) essendo la giornata molto variabile avevo dal solare anche nelle peggiori condizioni almeno 1000W, per passare a oltre 4000W quando le nuvole di passaggio permettevano un corretto irraggiamento.
Questi cambi di condizioni ho notato avvenivano anche ogni pochi minuti, per un passaggio dalla condizione di scarica e carica della batteria tampone di almeno un 20/30 volte all'ora.
Ovviamente la ricarica dell'auto proseguiva senza alcuna variazione.

Considerando che a compensazione o a ricarica, dalla Sirius in alcuni momenti uscivano valori variabili più o meno momentanei da 0 a oltre 40A, con tensioni che oggi non sono scese sotto 50v, seguite da ricariche che andavano da 0 a 18A (limite da me impostato 20A, sull'inverter ibrido, ma per differenza di lettura strumenti che in Sirius vengono misurati in centesimi di ampere e di volt).
Per cui, conteggiando i cicli di scarica e ricarica nel modo cautelativo applicato da certi costruttori di batterie, viene facile conteggiare in una giornata come oggi nel quale per sei ore ho caricato l'auto, già almeno 150 cicli, moltiplicando questi dati per i giorni con nuvolosità variabile si ricavano in anche solo un'anno un numero di cicli veramente importante.
Da qui secondo me l'interesse per questo tipo di accumulo che dovrebbe essere molto meno sensibile ai continui e repentini passaggi dalla fase di carica a quella di scarica e viceversa.
 
Ultima modifica:
I cicli a cui tu fai riferimento sicuramente sono cicli parziali e non completi.
Nel caso di queste batterie, stando al dichiarato, 1 ciclo di carica/scarica è al 100% dunque con energia scambiata pari a 3,55kWh sia in carica che scarica. Se l'energia scambiata è inferiore a 3,55kWh allora il ciclo non è completo.
Mentre con altre batterie viene dichiarato esempio 5000 cicli al 90% DOD; dunque 1 ciclo completo è pari al 90% della capacità nominale.
In base a ciò, per me, il miglior compromesso attuale (guardando anche il prezzo) sono le LTO dato l'elevato numero di cicli. Chiaramente è meglio avere C rate bassi per migliorare sensibilmente l'efficienza round-trip e indirettamente i cicli di vita, quindi avere un accumulo opportunamente dimensionato.

I repentini cambi di stato sono ben sopportati anche da quelle al litio (LFP, LTO etc)... Quello che cambia è l'efficienza round-trip al variare del C rate (corrente di carica/scarica), cicli di vita, temperature di utilizzo etc; tutti fattori interdipendenti.
 
Adesso non vado a cercare i vari casi in cui le aziende costruttrici mettono le mani avanti sui brevi cicli portandoli a possibile causa di deterioramento supplementare rispetto alle prove classiche da te elencate che sono magari attendibili sul piano teorico, ma quasi mai corrispondenti con la variegata e imprevedibile casistica derivante dall'uso.
Essendo comunque la cosa tutta da scoprire e solo il tempo ci darà la risposta io resto convinto che questo tipo di accumulatore sia il più adatto alla mia situazione di continui sbalzi tra carica e scarica.
Magari già tra 3/4 anni se avremo la ventura di aspettare dovremmo avere sufficienti casi di batterie tampone che già mostreranno limiti o invece confermeranno le loro superiori qualità.
 
Ancora con questo piano teorico... Giusto per fare un esempio Sonnen, nel documento di garanzia, dichiara esplicitamente 10.000 cicli completi (dove per completi, loro, intendono 90% DOD). Questa non è teoria, ma realtà.

Per ora le tue convinzioni rimangono soggettive e non comprovate e/o dimostrate; avresti avuto le stesse prestazioni con le litio (LFP, LTO) ad un prezzo minore (circa 320€/kWh per le sole celle LTO con le connection bar). Al massimo, stando da quanto dichiarano su carta per le Sirius, dovrebbero durare di più.. Ma vedendo la durata delle LTO (circa 25-30.000 cicli al 100% con correnti pari a 2C che sono tanti) con 3 cicli completi al giorno (ciclaggio giornaliero sovrastimato volutamente) durerebbero circa 30 anni... Per me già più che sufficienti.

Di certo è una tecnologia interessante e promettente, ma al giorno d'oggi economicamente non ha senso, è prematura e a livello di prestazioni sono simili alle LTO solo che costano di più.
 
Ho diversi casi sotto osservazione con diversi marchi di batterie tampone che oggi vanno per la maggiore per cui più prosaicamente io aspetterò la maturazione dei test.
Ovviamente le mie convinzioni costano 8.000€, e se saranno sbagliate mi gratterò.??????

Dato però che sarebbe la prima volta che prendo una cantonata del genere e che c'è sempre una prima volta, non resta che aspettare.
Una cosa è certa, quando si fa la scelta di camminare intruppato nelle scelte che vanno per la maggiore ci si priva della possibilità di fare meglio, o anche peggio.
 
Intanto sono arrivato a dicembre, nei scorsi giorni ho finito di frangere più di 21 quintali di olive, l'auto elettrica ha superato i 7.000km, e il sole continua a beneficiarmi senza risparmiarsi.

Pannelli fotovoltaici, inverter e batterie continuano imperterriti a fare il loro dovere, e io, ancora a stupirmi di tanto successo, senza, per ora, aver avuto il minimo rimpianto del collegamento alla rete, del rumore del generatore, degli sbalzi di tensione, alta quando non serve, e a 200v o sotto, quando serve veramente.
Lei è lì presente e pulsante, incollata tra 229 e 231 volt come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Sono veramente un viziato dalla tecnologia.:daisy1:
 
Ultima modifica:
Trovata la soluzione invernale per sfruttare meglio le poche ore di sole, e avere a disposizione 10 kW.
Non avere più disinserzioni nei repentini passaggi da nuvoloso a pieno sole per eccessivi kWp installati.

Era tutto talmente semplice.
Avevo un secondo inverter di scorta, l'ho installato in alimentazione parallela delle batterie, lo alimento con una stringa da 3840 wp, l'altra stringa uguale continua ad alimentare il principale.

Il secondo inverter sta spento e funziona solo da carica batterie se vi è irraggiamento.
In caso di ricarica dell'auto a 15A, lo accendo e collego a quest'ultimo la spina.
In questo modo ho ancora sull'altro inverter tutti i carichi di casa, senza limitazioni fino a 5.000 watt.

Ma la cosa più importante è che posso sfruttare a fondo la capacità dei pannelli nelle poche ore di sole invernale, infatti, impostando 80A di carica su entrambi gli inverter in alcune ore di ottima illuminazione riesco a caricare anche con 140/150A, le batterie a condensatori accettano e se serve restituiscono senza fiatare mentre le litio in questo periodo sbuffano e tribolano.:bye1:
 
Le litio stanno soffrendo il freddo alla grande mentre quelle a super condensatori continuano allo stesso ritmo che avevano quest'estate.

Sono ancora una volta prove empiriche però con risultati di notevole evidenza.
Con la e-Up quest'estate percorrevo con una carica (pieno) circa 300km.
Ora col freddo, circa 220, ciò depurando il calcolo dai consumi secondari tipo riscaldamento o climatizzazione.

Ho notato che col freddo serve sempre grosso modo la stessa quantità di energia per caricare la batteria dell'auto, ma al momento di restituirla me ne rende quasi un terzo di meno.

Come detto sono osservazioni empiriche, però le batterie a condensatori si stanno comportando esattamente come in estate.
Ovviamente sono sopravvissuto con la sola energia autoprodotta, ma lo ammetto se avessi dovuto percorrere più di 150km alla settimana in questo mese di dicembre sarebbe stato un problema.
Ci ha pensato il lookdown a fare quadrare i consumi.:bye1:
 
Trovata la soluzione invernale per sfruttare meglio le poche ore di sole, e avere a disposizione 10 kW.
Non avere più disinserzioni nei repentini passaggi da nuvoloso a pieno sole per eccessivi kWp installati.

Era tutto talmente semplice.
Avevo un secondo inverter di scorta, l'ho installato in alimentazione parallela delle batterie, lo alimento con una stringa da 3840 wp, l'altra stringa uguale continua ad alimentare il principale.

Il secondo inverter sta spento e funziona solo da carica batterie se vi è irraggiamento.
In caso di ricarica dell'auto a 15A, lo accendo e collego a quest'ultimo la spina.
In questo modo ho ancora sull'altro inverter tutti i carichi di casa, senza limitazioni fino a 5.000 watt.

Ma la cosa più importante è che posso sfruttare a fondo la capacità dei pannelli nelle poche ore di sole invernale, infatti, impostando 80A di carica su entrambi gli inverter in alcune ore di ottima illuminazione riesco a caricare anche con 140/150A, le batterie a condensatori accettano e se serve restituiscono senza fiatare mentre le litio in questo periodo sbuffano e tribolano.:bye1:
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Io in questo dicembre avaro di sole i 10 kWh giornalieri (impianto nuovo da 6kw) li ho superati solo due volte e spero proprio di averli tutti autoconsumati per cui l'accumulo non avrebbe senso. Da quanto capisco immagino che scaldi a legna ed hai consumi irrisori domestici. Produzione di questo mese di dicembre ad oggi 85 kWh c'è poco da girarci intorno se le usassi tutte per un EV (obbligandomi ad usarla solo quando fa buio) facciamo che me ne rimangano 70 kWh effettivi poco più di una ricarica completa di una Nissan Leaf 62kwh ovvero 400 km di autonomia.
 
In effetti bisogna potere e volere fare bastare l'energia, solo a queste condizioni la cosa diventa possibile.

Io mi scaldo con riscaldamento a pavimento alimentato dal solare termico senza caldaie di nessun genere.
Integro se necessario con la stufa a legna.

Premesso che le batterie non sono economicamente convenienti se si pagano integralmente i costi, resta però quella dose di soddisfazione personale del prodursi in proprio l'energia che a me gratifica oltremisura.

Tenuto quindi in conto ma messa da parte la non convenienza economica, le batterie servono tutto l'anno e ancora di più in inverno quando le maggiori rese si hanno in poche ore, vale a dire dalle 10 alle 15 circa, se noi in questo periodo abbiamo diciamo un circa 8 kWp di pannelli aumentiamo le possibilità di caricare a sufficienza le batterie magari anche solo sfruttando le poche finestre libere dalle nubi.
Ovviamente, se in diciamo due ore di sole brillante non riusciamo ad usare o accumulare tutta l'energia che l'impianto può fornire, saranno perse delle opportunità.

Quanto all'auto elettrica i consumi variano moltissimo da come la usiamo, nonché dal rendimento della stessa, ma qui si entra in un discorso ancora più spinoso.
 
Ultima modifica:
Buongiorno, seguo la discussione con interesse e volevo chiedere, se disponibile, come stanno proseguendo le batterie a condensatori ormai a un anno dall'installazione (deduzione dai post precedenti).
Interessante la capacita di assorbire e scaricare con intensità elevate in pochi istanti. E' veramente così? Se si c'è il rovescio della medaglia sulle scariche basse ma per lungo tempo? Chiedo questo perchè da possessore di lifepo4 (piccolo impianto ups) sarebbe interessante capire se si potessero parallelare alle stesse così da poter coprire i picchi di assorbimento istantanei. Detto questo mi trovo molto bene con le suddette che sono andate a sostituire delle piombo gel qualche anno fa. unico problema (preventivato dalle specifiche fornite) sono i picchi di scarica ovvero su due batterie in parallelo caduna 100ah 24v la scarica massima in picco istantaneo sono 50ah con 20ah picco sostenuto. Ovviamente e giustamente eccedendo vanno in blocco/protezione. In pratica 2400W. Risolverebbe il problema parallelando altre batterie uguali ovviamente, interessante da valutare un eventuale supercondensatore se fattibile.
 
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Il problema del parallelo con altre batterie non l'ho ne valutato né quindi provato per cui almeno per me resta insoluto.
Naturalmente niente vieta di provare.
Dopo oltre un'anno di prove sono arrivato alla conclusione che le batterie in oggetto sono una cosa portentosa che meriterebbe maggiore attenzione, ma visto che l'inventore nato a Laore che le assemblano a Dubai, che gli occidentali hanno la puzza sotto al naso e tutto l'interesse a spingere il litio visto che già hanno le mani in pasta, temo resteranno reiette e trascurate.
Ad ogni modo a parte qualche difetto marginale di dettaglio che non intacca minimamente l'efficienza delle stesse sono semplicemente eccezionali.
Energia immediata sia in carica che scarica insensibilità alle temperature, ecc ecc, i problemi semmai sono gli inverter che non ce la fanno ad usare e mandare tutta l'energia che potrebbero ricevere e dare.
Per fortuna altri "straccioni" per quattro soldi offrono qualcosa che si avvicina a ciò che servirebbe.
Ho voluto un po' metterla sul ridere perché continuare ad elogiare il prodotto sarebbe monotono, però io per non sbagliare adesso ne ho 4 in parallelo.
 

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Ieri ero in "libera uscita", però il problema sollevato circa le alte correnti è reale e degno di attenzione perché sono portatrici di problemi e perdite.
Un accumulo a 24V o 48, come nel mio caso, sono un collo di bottiglia per gli alti amperaggi necessari per riavere diciamo 4/ 5kW o più disponibili.
Io per ora ho risolto con due inverter da 5kvA (che a volte sono più limitativi dei classici 5kW) che condividono le batterie.
Uno, il principale, alimenta tutte le utenze di casa.
Il secondo tramite la sua stringa, sta di scorta, funziona in standby come carica batterie se serve, tipo in inverno.
Altrimenti stacco l'interruttore dai pannelli e resta spento.
Lo accendo quando devo ricaricare l'auto per cui ho a disposizione 5kW, mentre mi restano inalterati gli altri 5kW per le utenze domestiche, io in realtà per la ricarica dell'auto ne uso solo 3.3kW, per ora.

Questa considerevole 14kWh scorta di batterie interamente usufruibile mi permette di usare al meglio le batterie al litio dell'auto.
Infatti pare condiviso che sarebbe meglio non lasciare dette batterie cariche al 100% se non utilizzate, ora non sapendo a priori i viaggi imprevisti, carico sempre a circa l'80%, e giorno o notte che sia, in meno di due ore prelevando dalle batterie tampone carico l'auto per la massima autonomia prima di partire.

Le scariche lente, era oggetto di una domanda:
Teoricamente non cambiano la resa degli accumulatori, ma in pratica si, perché le perdite sia della gestione delle batterie stesse che dell'inverter anche solo per stare acceso, alla lunga erodono le scorte.

Insomma come già detto altrove, la migliore batteria in assoluto è avere una considerevole quantità di pannelli fotovoltaici non tanto per produrre tanta energia, ma per produrre almeno il necessario nelle giornate coperte, e lasciare le batterie vere e proprie per sforzi di pochi giorni, in questo caso le Sirius sono senza se e senza ma la meglio soluzione oggi disponibile, ovviamente parere personale.

Tornado a ciò che aspetto di fare appena ci saranno a costi per me umani, è arrivare all'accumulo in alta tensione, questo permetterà di ridurre drasticamente le perdite da conversazione e di sistema, grazie alla riduzione delle correnti in gioco a qualche decina o meno di Ampère.

Se mi resteranno le risorse, penso che passerò alla soluzione serie delle batterie Sirius, con l'aggiunta di qualche pacco, già la soluzione è predisposta, aspetto che maturi l'inverter.
Per la verità forse già ci sarebbe ma gli impianti di casa e le mie esigenze fanno sì che la soluzione a due inverter di cui uno a mezza scorta garantisce al meglio la sostenibilità del sistema.
Io per ora non ho fretta anche perché con la scorta attuale mi sento inaffondabile hehehe.
 
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Urca! 14kwh.. 4 pacchi.. si direi che la risposta al fatto se a distanza di un anno funzionano bene mi è stata data=)
Interessanti le varie caratteristiche se davvero mantenute. Dato l'uso fotovoltaico l'attenzione sarebbe il confronto con le lifepo4 o le LTO nella resistenza alle variazioni della carica in abito fv e alle scariche di "picco" dettate dalle utenze. Ovvero premesso che quelle a condensatori dovrebbero essere immuni sarei curioso di sapere quanto in realtà si danneggi la chimica delle seconde nel tempo. Giusto per fare un raffronto tra le prime indubbiamente migliori e le seconde con un costo 1/3 o 1/4, quindi a parità di spesa colmare il divario. Non facile. Detto che cmq a livello di costi sia l'una che l'altra scelta sono senza ritorno economico, ovvero non si ripagheranno probabilmente mai rispetto ad una fornitura enel o ad un impianto gse. Pura gloria e golosità personale=) (condivise). Sicuramente in prospettiva ad un abbassamento dei costi non ci si pensa.
In più ognuno valuta in base alle proprie esigenze specifiche.
Per le alte correnti purtroppo penso che per ora il sistema più conveniente sia mettere cavi con sezioni maggiori.. essendo tutto molto tarato su 24/48v, ormai più la seconda, il costo della componentistica è molto minore in queste dimensioni. Penso agli inverter ormai con prezzi molto bassi a questi voltaggi e un eventuale perdita può essere compensata maggiorando i pannelli o aumentando le batterie spendendo alla fine dei conti meno.
Nell'aumento dei pannelli per coprire l'inverno assolutamente d'accordo. l'unica soluzione è aumentare la superficie peccato però poi aver come rovescio una quantità enorme di energia inutilizzata d'estate. Avendo pannelli a basso costo pace ma essendo comunque anch'essi una componente importante è un peccato ambientale e economico. Difficile trovare un equilibrio. Bella la scelta del doppio inverter. Detto questo complimenti per l'impianto e per l'avventura pionieristica e economica. Sto sfogliando in questi giorni vari dati tecnici di questi accumulatori.
 
Non durerà per sempre almeno spero, che per regalare alla rete l'energia prodotta sia un costo.
Potrebbe sembrare economicamente non conveniente fare scelte ecologiche che si basano sull'energia solare ma a me per via dell'esperienza maturata non risulta.
Quando alla fine degli anni novanta ho costruito la casa a risparmio energetico in una posizione adatta allo sfruttamento dell'energia solare sono stato preso per il matto che lascia posizioni di prestigio e danarose per fare l'eremita sul fianco di una montagna.

Eppure non ho mai vissuto meglio, solo con quanto risparmiato per riscaldamento e acqua sanitaria mi sono comprato l'auto elettrica.

Nel tempo perso anche grazie alle nuove possibilità offerte dalla disponibilità di nuovi materiali mi sono costruito la casa definitiva che considero il mio capolavoro in campo energetico i cui costi si riducono alle sole tasse.
E se non verrà colpita da un'asteroide o cosa analoga per decenni potrà continuare a finire eccellente e gratuito servizio.

Nella vita di un'uomo non c'è solo il denaro, serve si, ma se abbinato al rispetto della natura si gode di un'alleanza prossima all'invincibile.

Tornando alle batterie Sirius, nome e ragione sociale USA forse per cercare di piazzare qualcosa anche in Occidente, vedi invece i video e la storia di:
Infusion Power Grup Solar Energy.
Buona giornata
 
Buongiorno,
sono molto interessato a queste batterie; certo il prezzo è elevato ma, se il numero dei cicli e le performace di efficienza costante fossero veramente quelle indicate, sarebbero da considerarsi quasi "eterne", il che ne farebbe una forma di investimento, metre le batterie al piombo e/o litio dopo 10 anni sarebbero quasi a valore zero.

Quello che mi lascia perplesso è la mancanza quasi totale di recensioni e test.
Sono ormai tre anni che sono in circolazione, abbiamo il video di un test che ne mette in dubbio addirittura il cuore a condensatori (senza però averne aperto nemmeno uno e quindi senza portare prove), abbiamo l'esperienza positiva, senz'altro importante e certa, del buon Sergio E, ma poi in giro per la rete non trovo altro.

Non si sa niente per esempio del servizio assistenza, se esiste, non di sa niente se l'elettronica interna è duratura per tanti anni quanto i condensatori o se dobbiamo aspettarci che si guastino e dobbiamo riparale di tanto in tanto, esiste una garanzia ma a chi ci si rivolge? C'è una società italiana o devo pensare che a Dubai o negli USA ci sarà qualcuno che salterà sulla sedia non appena il Moreno scriverà che ha un problema e si precipiterà a risolvermelo? A quali costi?

Questi argomenti valgono probabilmente anche per molti altri prodotti ma la differenza la fa il costo, diciamo che per altre batterie (tenuta conto diciamo la "vita limitata") entra in gioco il discorso consumista per cui dopo qualche anno di lavoro quasi non vale più la pena di riparare il prodotto.
Qua l'investimento diventa quasi come quello di acquistare un'auto utilitaria, e non è che l'auto la si butta ogni volta che si guasta...

Se qualcuno avesse esperienze o link aggiornati per cominciare a ragionare sulla durata nel tempo mi piacerebbe ragionarci sopra con voi. :)
 
Tutti i dubbi e domande poste sono anche le mie.
Certezze io non ne ho esattamente come il buon Moreno ha elencato.
Non mi preoccupo più di tanto perché il sistema continua a funzionare come dal primo giorno.
Anzi, visto che il rack era da 5 posti, l'ho riempito con la quinta.
Si giustifica il rischio?
Lo saprà solo chi vivrà.
Per ora, mi godo il sistema che funziona alla grande, per le esigenze di casa, per la ricarica notturna dell'auto con almeno 100km di percorrenza.
Ho finora percorso un po' più di 20.000km spendendo meno di 10€ per alcune ricariche esterne, il resto solo dal solare di casa.
Inoltre ho ripreso a utilizzare il Frantoino per le olive la sera stessa della raccolta, l'accumulo basta e avanza.
Da quasi due anni non ho più la bolletta dell'energia elettrica.
Le altre le avevo già eliminate da almeno vent'anni.
Mi resta quella ridotta delle immondizie per non perdere l'abitudine.
Niente bollo auto, niente preoccupazioni per gli aumenti dell'energia, solo un po' di preoccupazione per il fatto che non ricevo più telefonate dalle signorine che con insistenza settimanale mi proponevano contratti energetici "vantaggiosi", non vorrei che avessero un'altro.
Insomma, per ora si gode, ai dolori penserò al tempo venuto.
 

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