In questo caso, io sono convinto che (iperboli a parte... quindi rimanendo su una quota massima di 10-12 mq di superficie di apertura e almeno 300 litri di accumulo) per integrare il riscaldamento il volume dell'accumulo non dipende affatto dalla superficie captante. Ho spiegato il perchè, quindi non ritengo di essere stato superficiale. Semmai il volume dell'accumulo aiuta per avere autonomia acs in caso di brutto tempo e riscaldamento spento, ma allora questo vale anche per un impianto che fa solo acs (anche con 4 mq di pannelli per fare acs uno può mettere - con vantaggio - 1000 litri di accumulo. E non è un'iperbole).
Esatto, il discorso non fa una grinza ed una delle motivazioni che ho espresso io, elasticità nei giorni alterni bel tempo/pioggia.
Poi, lato riscaldamento, ogni casa ha il suo impianto con i suoi parametri.
Certo non puoi negare che un polmone piccolo equivale a poca elasticità, e se la casa è come la tua (classe B se non ricordo male) di elasticità ne serve ben poca ma una casa in classe F ha sbalzi di richiesta molto più marcati.
Piuttosto ripetere che c'è una regola che lega potenza e volume di accumulo (stiamo parlando di potenza del solare, non di legna o altro) solo "perchè c'è scritto sul manuale" è superficiale (sempre secondo me)...
Ho spiegato il perchè del mio ragionamento, il fatto che i manuali concordino è solo un rafforzativo non una spiegazione. Continuo a ripetere la mia opinione, ovvero che al crescere della superficie captante deve crescere l'accumulo.
Proprio a causa di progettisti che mettevano troppi mq per poco accumulo è nata la leggenda della "stagnazione apocalittica" che ha subito trovato soluzione (giusta) nell'impianto a svuotamento. Una soluzione, per carità.. giusta, ma per un problema auto-indotto.
Tornando alle esperienze personali, Oristano come Lecco il comportamento di un impianto è identico. Solo che io posso contare su temperature più miti e un maggior irraggiamento. In qualsiasi parte del monto non si passa da inverno a estate in un giorno, a casa mia ho fatto più di un mese con l'impianto di riscaldamento che attaccava solo di notte, consumando quanto accumulato durante il giorno. Ed è proprio la situazione di inizio e fine stagione invernale dove si valorizza l'accumulo più grande, quasi 2 mesi l'anno mica poco.