Caldaia a pellet da sola, o abbinata a quella a metano?

  • Autore discussione Autore discussione docsavage
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coprirsi il capo con la cenere a questo punto sarebbe utile

chiedo scusa, mi sono arricciato per nulla
quindi un puffer è necessario, almneo secondo te
e sarebbe anche bene uno scambiatore per separare i due circuiti
qualcuno ha un'idea del costo di uno scambiatore?
 
ti conviene prendere puffer con 2 serpentine, in modo da far lavorare i due circuiti separati.
oppure un puffer con 1 sola serpentina, dove fai scaricare la fonte principale diretta e la fonte secondaria nella serpentina.
oppure un combi con serpentino
 
Ultima modifica:
Grazie, buon dottore (spero non ti offenda, è una citazione importantissima)
comincio ad interessarmi anche in questo senso
 
io ho una caldaia a biomassa e in parallelo 2 a metano..... per spendere meno ho fatto installare delle banalissime valvole a 3 vie per i termo (o va il metano o la legna..) in questo modo mi sono risparmiato gli scambiatori... ovviamente se finise la legna io rimango al freddo (ma questione di 2 rubinetti e un bottone..) per l'acs invece ho un bollitore che viene scaldato a legna, l'uscita di questo è collegata all'entrata della caldaia metano, in queto modo se entra h2o fredda si accende il metano , diversamente se il reitegro è con h2o calda rimane spenta.....per il crono (ne ho 2) è stato sufficente un interruttore deviatore bipolare.... non ho capito le sei accensioni all'ora. i miei crono si accendono quando vanno sotto alla temperatura impostata.... :bye1:
 
Grazie della descrizione, giuggiolo
la questione delle sei accensioni ora è questa:
nei sistemi di regolazione on-off classici (termostato a lamelle, per intenderci) succede una cosa "strana"
poniamo che il set point della temperatura sia a 20 gradi, la temperatura di funzionamento dei termosifoni 60 (esempio)
se la casa è fredda (meno di 20) la caldaia parte (che sia metano, idropellet o fusione fredda poco importa al termostato)
il sistema va in temperatura e ci ritroviamo con i termosifoni a 60 gradi e la casa in riscaldamento
appena superato il set-point il termostato spegne, la caldaia si ferma ma i termisifoni sono ancora caldi, la casa continua a scaldarsi oltre il set point (per esempio fino a 21 gradi)
a questo pu nto i termosifoni sono freddi e la casa ricomincia a raffeddarsi
appena scesa sotto i 20 la caldaia si riaccende, ma serve del tempo per riportare in temperatura il sistema, durante quasto tempo la casa si raffredda ulteriormente,
quindi non si raggiunge mai una condizione di equilibrio, abbiamo la casa fredda e i termosifoni bollenti oppure la casa più calda del richiesto e i termosifoni freddi
le sei inserzioni ora prevengono il fenomeno
per temperature molto inferiori al set-point la caldaia lavora in continuo
mano a mano che la casa si avvicina al set-point il duty-cycle della caldaia viene ridotto (nel mio caso di un minuto su dieci ogni decimo di grado oltre il set-point meno mezzo grado)
a 19,5 la caldaia lavora a pieno regime
a 19,6 lavora 9 minuti e rimane ferma 1
a 19,7 lavora 8 e ferma 2
a 20 5 e 5
eccetera
in questa maniera la casa raggiunge un equilibrio, casa in temperatura stabile e termosifoni tiepidi quanto basta a mantenerla
spero di essermi spiegato.
 
scusa eh, ma non ti è molto più semplice fare il tutto agendo sulla pompa che parte dal puffer???
1- hai un grosso volume d'acqua alla stessa temperatura
2- eviti accensioni e spegnimenti di continuo della caldaia a biomassa che è la cosa più deleteria che ci sia per questo tipo di combustione
3- non esiste ancora al mondo un sistema che mantenga la temperatura interna della casa costante senza mai fermarsi o partire con un determinato delta

poi a riguardo delle continue accensioni spegnimenti, conosci il significato di inerzia termica? beh, per tua norma la caldaia a biomassa ce l'ha......
quindi tutti i tuoi calcoli sui minuti sarebbero come aria............ non servirebbero a nulla.
 
Si, ovvio, al posto di accendere e spegnere una caldaia si può accendere o spegnere il circolatore
ovvio che se adotto il puffer farò così
è la soluzione più semplice
comunque la tua ultima asserzione non è vera
posto che tutti i sistemi di regolazione hanno uno statismo, per mantenere il processo controllato al set point (entro lo statismo) è sufficente che il "motore" del processo (nel caso del riscaldamento la sorgente termica) sia regolabile con continuità e che il sistema di regolazione sia (almeno) proporzionale
ergo: se esistesse una caldaia regolabile con continuità e se il termostato nno desse un comando on-off ma lo desse proporzionale alla potenza richiesta sarebbe possibile (non sarebbe: è) tenere la temperatura dell'ambiente al set-point (entro lo statismo, che però a sua volta è un dato di progetto) è stato fatto, magari non per una casa d'abitazione, ma è stato fatto

PS conosco il significato dell'inerzia termica, ma non credo che una caldaia (a pellet, biomasse varie, metano o fusione fredda) abbia un'inerzia termica significativa rispetto a quella della casa riscaldata
il problema non è la sua inerzia, è la sua non possibilità di regolazione rapida, i due concetti si somigliano ma non sono la stessa cosa
 
inerzia termica data dall'acqua contenuta nella caldaia stessa, dal combustibile presente nel bracere che non può essere fermato all'istante a proprio piacere, ecc ecc...
credimi, è chiaro che tu te ne intendi di automatismi e cose simili, ma la combustione della biomassa è tutt'altra cosa......
tratto moltissimi impianti l'anno, e concedimi di capirne qualcosa.............
ti sei chiesto del perchè pochi rispondo alla tue domande che stai ponendo in questo post?
 
...se esistesse una caldaia regolabile con continuità e se il termostato nno desse un comando on-off ...
Esistono e hanno il loro termostato ambiente che lavora come dici ma in questo caso niet integrazione da biomassa

Volendo con il puffer puoi ovviare al sistema mettendo un valvola a tre vie in uscita che misceli l'acqua di mandata con il ritorno e ne comandi l'apertura tramite il termostato ambiente che deve poter gestire la modulazione, e anche questi esistono.

PS conosco il significato dell'inerzia termica, ma non credo che una caldaia (a pellet, biomasse varie, metano o fusione fredda) abbia un'inerzia termica significativa rispetto a quella della casa riscaldata
il problema non è la sua inerzia, è la sua non possibilità di regolazione rapida, i due concetti si somigliano ma non sono la stessa cosa

A mio avviso fai un pò di confusione tra inerzia termica dell'impianto e inerzia termica dell'assieme edificio: nel primo caso la ottieni in modo molto semplice aumentando il volume d'acqua tramite il puffer nel quale puoi stoccare l'acqua calda e che ti permette di ridurre gli on/off delle fonti di calore.

Nel secondo caso la puoi ottenere sovradimensionando gli elementi di riscaldamento e posizionando degli elementi con una massa elevata e coibentando adeguatamente l'involucro abbassando la trasmittanza di tutte le superfici e sfasando adeguatamente l'onda termica rispetto all'esterno.

Vorrei però portare la tua attenzione su un altro problema: la biomassa non l'accendi/regoli come una caldaia a gas e sopratutto potresti volerla tenere accesa (per scopi estetici, per fare il figo con gli amici, perchè fa ambiente, ecc. ecc.) quando il riscaldamento non ti servirebbe perchè la casa è in temperatura in questi casi cosa te ne fai dell'acqua calda? Sovrariscaldi la casa sprescandola oppure metti da parte il calore nel puffer per usarlo magari qualche ora dopo quando ti si raffredda la casa?

Torno a darti il consiglio iniziale: pensa bene a fare i lavori, falli una volta sola ma falli bene senza mettere pezze a cui poi pensi già di mettere mano in futuro.

Se ti interessa un bel sistema di termoregolazione (ma con costi poco raccomandabili) esiste il RAYCONTROL della FCC, ne dobbiamo inserire uno in casa passiva interfacciadoci un PLC tramite RS485 e dalle specifiche sembra roba dell'altro mondo.
 
perchè le tue domande sono senza risposta, in quanto non è possibile fare quello che tu dici !!!!!!!!!!!!!! semplicemente per questo......
la biomassa ha una sua regola, e in base a questa si costruisce un'impianto....
anche a me piacerebbe andare sulla luna in bici, MA NON SI PUO' !!!!
 
Vorrei però portare la tua attenzione su un altro problema: la biomassa non l'accendi/regoli come una caldaia a gas e sopratutto potresti volerla tenere accesa (per scopi estetici, per fare il figo con gli amici, perchè fa ambiente, ecc. ecc.) quando il riscaldamento non ti servirebbe perchè la casa è in temperatura in questi casi cosa te ne fai dell'acqua calda? Sovrariscaldi la casa sprescandola oppure metti da parte il calore nel puffer per usarlo magari qualche ora dopo quando ti si raffredda la casa?

Torno a darti il consiglio iniziale: pensa bene a fare i lavori, falli una volta sola ma falli bene senza mettere pezze a cui poi pensi già di mettere mano in futuro.

anche a questo ci devo pensare, temo che tu abbia ragione
sopratutto il "fare il figo con gli amici" è una delle ragioni più deleterie.
 
Ok, finite le ferie sono rientrato a casa
Ringrazio tutti voi, in particolare Il Buon Dottore, per la pazienza che avete avuto sopportando i miei incubi notturni, nelle settimane scorse
ora ho dei dati in mano
casa di 100 mq, mi hanno fatto un preventivo per una idrostufa da 18 Kw, vaso chiuso, installata e tutto, insomma impianto chiavi in mano, per 4000 euro iva compresa,
che ne dite, è un prezzo in linea col mercato, alto, basso?


PS non me ne voglia DR Nord Est per il soprannome, è una citazione importante
 
docsavage;118979962 PS non me ne voglia DR Nord Est per il soprannome ha detto:
Mi hai incuriosito più con la citazione che con la tua questione (non volermene!). A chi ti riferisci??

PS: biomassa più serbatoio inerziale o puffer combinazione vincente, magari già predisposto per il solare termico da installare quando ne avrai la possibilità.
Se non vuoi mettere il "puffer", lascia stare l'idro, metti una bella stufa di tuo gusto o un termocamino, è tanto più semplice e ti eviti una integrazione che tanto senza puffer non funzionerebbe bene.

PS2: i consigli che ti hanno dato mi trovano perfettamente d'accordo
 
Mi hai incuriosito più con la citazione che con la tua questione (non volermene!). A chi ti riferisci??
Primo: grazie
secondo: la citazione
Il buon dottore era un certo Isaac Asimov, che curava una colonna di divulgazione scientifica non ricordo più in quale rivista (USA)
e che era soprannominato appunto "il buon dottore", avendo una laurea, mi pare in biochimica
Vado a memoria, ma se serve controllo
 

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