Caldaie a pellet idonee per locali molto piccoli.


Anche per le PdC occorre affidarsi ad una specialista e non ad un tuttologo che commercia di tutto
a chi ti riferisci?
perchè sai, anche se le tratto, le PDC non mi piacciono. Io sono specializzato nelle biomasse, non in tutto.

. Come dico sempre al giorno d'oggi i tuttologi fanno posa strada
dici?
beh, evidentemente conosci chi fa poca strada.... mi dispiace per loro.

. Ognuno deve documentarsi e tenersi informato nel proprio campo
concordo alla grande

. Vale per tutti, ma in particolare nel settore del commercio
concordo alla grande, dopo quasi 37 anni, qualcosa di commercio ne capisco....... ehehehe

. La tecnologia si evolve quotidianamente specie nelle PdC.
ne sono socuro, ma non mi piacciono..... vabbè....

A tal proprosito linko un interessante servizio che non riguarda solo il rumore.
peccato per due motivi:
1- come già detto, le PDC non mi piacciono e non interessa diventare un tuttologo
2- quello è un link della Hoval che parla dei suoi prodotti.... (che per altro sono ottimi)

se vuoi confronti seri fatti da enti terzi, devi andare su siti come questo: Warmepumpe Luft-Wasser (Produktlisten)

non sono un tuttologo, ma qualcosa leggo...... luigi luigi luigi.....
 
Ripeto per me piuttosto che un cassone fuori casa, con costi, oneri burocratici e caldaia a pellet, meglio una pdc.

Se necessario puo' spendere qualcosa in piu' nella stessa (HT ?), tanto i costi del kwh ottenuto dai due sistemi è simile.

Perchè complicarsi la vita.......
 
a chi ti riferisci?
perchè sai, anche se le tratto, le PDC non mi piacciono. Io sono specializzato nelle biomasse, non in tutto.


dici?
beh, evidentemente conosci chi fa poca strada.... mi dispiace per loro.


concordo alla grande


concordo alla grande, dopo quasi 37 anni, qualcosa di commercio ne capisco....... ehehehe


ne sono socuro, ma non mi piacciono..... vabbè....


peccato per due motivi:
1- come già detto, le PDC non mi piacciono e non interessa diventare un tuttologo
2- quello è un link della Hoval che parla dei suoi prodotti.... (che per altro sono ottimi)

se vuoi confronti seri fatti da enti terzi, devi andare su siti come questo: Warmepumpe Luft-Wasser (Produktlisten)

non sono un tuttologo, ma qualcosa leggo...... luigi luigi luigi.....
Giuseppe Giuseppe giuseppe, lei mi cade proprio sul ........rumore. Rileggi bene non addentrarti in un campo commerciale che non è il tuo. L'articolo è per dimostrarti (ah Giuseppe Giuseppe Giuseppe.......) come scritto , ma probabilmente ti dimentichi di leggere quello che preferisci non leggere che anche la Hoval avevi trattori , ma oggi non ha più trattori, magia!! Ti ripeto oggi anche le marche più economiche rientrano nei parametri , tranquillo. Leggi Giuseppe. Ahh Giuseppe, Giuseppe, Giuseppe, non cadermi sull.... aPdc!!
 
Riportando la frase tanto cara al Giuseppi , "la biomassa non è per tutti " questo è proprio il caso . Devo scaldare 15 mq. :Non rispetto le distanze dal confine? niente biomassa. Sono obbligato a chiedere permessi per realizzare un volume per la caldaia?? Niente biomassa. Semplice no?? Si alla PdC in questi casi . Eppure è così semplice...
 
Scusate state andando ot , dovrebbe dirlo un moderatore , mi interessa leggere come viene risolto il quesito iniziale non quanto rumore fanno le pdc ......
 
dovrebbe dirlo un moderatore , mi interessa leggere come viene risolto il quesito iniziale non quanto rumore fanno le pdc ......

ben detto, ma sai...... importante per alcuni non è dare una risposta all'utente in base alle sue esigenze e domande, ma solo fare polemiche.....
io ho cercato di dare risposte sensate e chiare alla domanda iniziale, ma evidentemente..... altri hanno altri interessi.....
 
Scusate state andando ot , dovrebbe dirlo un moderatore , mi interessa leggere come viene risolto il quesito iniziale non quanto rumore fanno le pdc ......
Giustissimo, ti faccio un sunto di tutti post così puoi comprendere . Scaldare mq. 15 con biomassa non conviene e non si può. Dovresti mettere la caldaia esterna , ma le caldie a pellet non sono nate per stare alle intemperie, devono stare in un locale chiuso. Ma il locale chiuso, se non esiste deve essere realizzato previo richiesta permessi ed autorizzazione in comune e se non si ha una distanza dal confine non puoi costruirla. Risultato ti hanno consigliato di mettere una pompa di calore che non soffre le intemperie .
 
Luigi..... scusa se ti correggo, ma lui non deve scaldare 15 mt..... ma mettere la caldaia in un locale tecnico di 15 mt....
sono due cose diverse..... :)
come detto in precedenza, i post bisogna leggerli bene.... altrimenti si danno consigli errati......
so che per privati poco esperti è facile confondere, ma poi se insisti e dici agli altri "tuttologi", rischi di dare consigli che nulla centrano con l'argomento in questione......
 
E' vero e chiedo scusa. Mi sono rimasti in testa i 15 , ma erano mc. e non mq. ed altro errore mio non abitazione di mq. 15 ma locale tecnico di 15 mc.
Ammetto di aver fatto confusione. Pur essendo due cose diverse , il sunto che avevo fatto è corretto e per una migliore chiarezza lo ripeto
1) Nel locale di mc 15 non si può montare una caldaia a pellet a meno che non sia certificata stagna dal costruttore.
2) Non si possono montare modifiche per rendere stagna una caldaia perchè comunque occorre la certificazione autorizzazione del costruttore della caldaia
3) Una caldaia a pellet quindi può essere montata all'esterno, ma le caldaie a pellet non hanno caratteristiche per resistere alle intemperie.
4) Soluzione uno: realizzare un nuovo locale, ma occorrono permessi comunali e sismici , e occorre rispettare le distanze dai confini , se non c'è una distanza minima (5 metri dal confine e 10 metri dalle pareti finestrate) non si può realizzare
5) a quel punto l'unica soluzione è montare una PdC che può essere montata a cielo aperto e non rispettare le distanze
6) in caso di vicinanzadal confine, occorre montare una pompa con caratteristiche moderne. (d'altra parte le PdC vecchie non possono essere montate per problemi di gas inerte vietati)
Spero che GIBRUN sia agevolato nel comprendere in poche righe tutta la discussione
 
si può riassumere ancor più concisamente:

- esistono caldaie certificate stagne
- se invece si vuole installare una caldaia fuori, dipende da vari fattori, ma è fattibile

in due righe, si può dire tutto.
 
.... tutti vogliono lavarsi le mani, e nessuna figura si prende la responsabilità.

Il produttore dichiara che la caldaia è a camera stagna
Il termotecnico quantifica la potenza della macchina
L' installatore segue scrupolosamente le indicazioni del costruttore per l' installazione, e/o le prescrizioni del progetto del termotecnico.

L' unico che puo' fare e dire cosa vuole è il venditore!

Ultimo responsabile è il proprietario di casa, che comunque risponde in prima persona per danni a cose o altri, potendosi in caso avvalersi su chi ha fatto male il lavoro.

Ora se la legge mette dei limiti, per quale morivo una delle figure sopra dovrebbe prendersi la responsabilità di abdare contro?

Meglio pensare ad altre soluzioni, piu' Normali!

Suggerirei una pdc sul marciapiede di casa! investendo i soldi necessari a coprire le responsabilità di cui sopra, nella macchina.

Bello il nuovo modello della templari.... cilindrico!!!! Kita HR!!!!
 
si può riassumere ancor più concisamente:

- esistono caldaie certificate stagne
- se invece si vuole installare una caldaia fuori, dipende da vari fattori, ma è fattibile

in due righe, si può dire tutto.
Purtroppo le due righe non offrono nessuna informazione corretta. Specifica bene che una caldaia a pellet o a biomassa non può essere montata a cielo aperto, se non specificatamente certificato dal costruttore. Quindi non dipende da nulla, la caldaia deve essere sempre protetta e il volume NON sempre può essere realizzato, e quando si può necessita di autorizzazione e specifici permessi che costano.
 
. Specifica bene che una caldaia a pellet o a biomassa non può essere montata a cielo aperto, se non specificatamente certificato dal costruttore. Quindi non dipende da nulla, la caldaia deve essere sempre protetta e il volume NON sempre può essere realizzato, e quando si può necessita di autorizzazione e specifici permessi che costano.

appunto, qualsiasi cosa...... dipende.
potere o non potere, come dici tu.....significa solo un "dipende", caso per caso.
più semplice di così......
 
Perdonate l'ignoranza...ma avendo ristrutturato da poco ci sono diventato scemo appresso alle questioni legate al locale tecnico...e se é dimostrato che si tratta di un locale unicamente adibito ad ospitare il generatore a servizio della casa, per realizzarlo non occorre alcuna autorizzazione, né richiesta, né comunicazione, in quanto non avente obbligo di essere "censito" e non contribuendo in alcun modo a modificare il volume della casa.
Ora non so se in un anno la questione sia cambiata, ma fino al 2018 era così, potresti incorrere in contestazioni in caso di "spiata" ma nel mio caso si sono letteralmente attaccati "al tram", per essere delicati.
Va rispettata la distanza di 3 metri dall'edificio confinante, quello si, ma a meno di villini seriali lo spazio si trova da qualche parte insomma

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grazie mille bravo666 del tuo post, finalmente qualcosa di reale e concreto (che guardacaso, conferma quanto da me detto....)
e anche tu, per l'ennesima volta se ce ne fosse bisogno, confermi che una cosa, un lavoro, una soluzione..... si trova sempre, "dipende....." :)
 
grazie mille bravo666 del tuo post, finalmente qualcosa di reale e concreto (che guardacaso, conferma quanto da me detto....)
e anche tu, per l'ennesima volta se ce ne fosse bisogno, confermi che una cosa, un lavoro, una soluzione..... si trova sempre, "dipende....." :)
Beh l'esperto in tutte le materie sei tu. Che dire , mostri evidenti limiti e purtroppo non è colpa tua, ma dato che sei preparatissim,o a ribattere anche senza conoscere minimamente la materia, ti consiglio di andare a studiare tutte le leggi che riguardano l'edilizia. Tanto solo per farti un piccolissimo esempio sempre se riesci a recepirlo, nel mio caso , quindi ricadente nella regione veneto, quindi tu dovresti essere preparatissimo, devo richiedere un autorizzazione paesastica ed relativo permesso di costruire per alzare a norma un parapetto del terrazzo, perchè a dire del comune modifico i prospetti!!
L'anno scorso potevo farlo con una semplice scia. Inutile la mia incazzatura quando il mio tecnico mi ha spiegato tutto l'iter.
Prima di scrivere i post precedenti e quest'ultimo onde evitare di scrivere indicazioni non corrette, ho posto il quesito al mio tecnico, che è anche mio amico.
L'urbanistica è in continua evoluzione , quello che vale ieri non è detto che valga oggi.
Quindi sei pregato di evitare di addentrarti in argomenti a te sconosciuti e dare notizie false che potrebbero portare anche problemi di natura penali se malauguratamente seguisse i tuoi scruteriati consigli. Se ne parli prima informati .
Se invece con il tuo solito "dipende" consigli di realizzare abusi edilizi, informati sulle conseguenze.
 
Se invece con il tuo solito "dipende" consigli di realizzare abusi edilizi, informati sulle conseguenze.

trova un post dove io consigli un'abuso edilizio.
attenzione Luigi, scrivendo questo potresti incorrere in una denuncia per diffamazione (post già segnalato e copiato)
vedi tu....
Riuscirai mai a rispondere una volta senza aggiungere offese e attacchi personali ?
buona giornata

L'urbanistica è in continua evoluzione

appunto, quindi "dipende" da caso a caso
 
Aspetta Luigi, io ho parlato di locale tecnico, cosa ben differente da un pergolato o altra tipologia di costruzione. (Edit comprese modifiche ai prospetti)
Il locale tecnico non va denunciato, se sei in zona di vincolo paesaggistico significa che si tratta di costruzione abusiva, ma sanando con la regione ottieni la concessione in sanatoria rilasciata dal tuo comune, (se hai fatto in tempo ad approfittare dei 3 condoni rilasciati negli ultimi 40 anni).
Una volta sanata la situazione ogni modifica dell'involucro e sue pertinenze va richiesta al comune con apposita certificazione, scia o cila, quel che é insomma, ma il locale tecnico non rientra tra le opere che modificano alcunché, anche se si trovano staccate dall'abitazione.
Nel Lazio é così dall'83, prima la competenza esclusiva era del comune sia riguardo i vincoli che i permessi, non ricordo se dall'83 sia così in tutte le regioni sinceramente.
Poi esiste una lista di comuni autorizzati dalle regioni e dotati quindi dell'apposito ufficio per il rilascio delle concessioni e autorizzazioni.
Comunque sia il locale tecnico atto ad ospitare il generatore a servizio dell'abitazione non rientra nella volumetria della stessa, ovviamente non é che se costruisci la depandance da 50 metri con bagno e cucinotto poi si può dire sia un locale tecnico perché hai la caldaia in uno stanzino di 15 mq insomma...
Poi in Italia é un pò difficile parlare di queste cose, perché ci sono di mezzo le Regioni che hanno competenza in materia e ognuna può modificare a propria discrezione le cose, certo, ma la normativa riguardante i locali tecnici in particolare é, a quanto ne possa sapere io, univoca

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Perdonate l'ignoranza...ma avendo ristrutturato da poco ci sono diventato scemo appresso alle questioni legate al locale tecnico...e se é dimostrato che si tratta di un locale unicamente adibito ad ospitare il generatore a servizio della casa, per realizzarlo non occorre alcuna autorizzazione, né richiesta, né comunicazione, in quanto non avente obbligo di essere "censito" e non contribuendo in alcun modo a modificare il volume della casa.
Ora non so se in un anno la questione sia cambiata, ma fino al 2018 era così, potresti incorrere in contestazioni in caso di "spiata" ma nel mio caso si sono letteralmente attaccati "al tram", per essere delicati.
Va rispettata la distanza di 3 metri dall'edificio confinante, quello si, ma a meno di villini seriali lo spazio si trova da qualche parte insomma

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Ci sono sentenze e sentenze in merito a questo annoso problema. Sta al buon cuore interpretativo del funzionario comunale. La maggioranza interpretano le norme in maniera restrittivo. a talfine vi linko qualche caso di volumi tecnici, leggendoli vi renderete conto che è un lampo andare in tribunale e spendere soldi per farsi difendere. La nomrativa è molto farraginosa, quello che vale in un comune non è detto che valga in un altro, dove magari c'è un funzionario dalla denuncia facile.
Il mio personale consiglio è quello andare con i piedi di piombo, consultare prima di ogni cosa il funzionario del comune per capire come interpreta la legge. Applicare le distanze del codice civile è sempre rischioso. Anche in questo caso (però riguardano cause civili) ci sono sentenze di cassazione a favore e contro ai tre metri. Mai rischiare. Siete tranquilli solamnete se costruite il vano caldaia nel rispetto delle distanze minime dai confini previste dal piano regolatore . A puro titolo di esempio la foto del locale tecnico separato dalla casa pubblicata dal forumista in merito ai vani caldaia, non sarebbe a norma .
https://www.ingenio-web.it/17063-lo...ici-i-requisiti-per-lattivita-edilizia-libera
Volumi tecnici e distanze dal confine
dossier volumi tecnici / impianti tecnologici
Volumi tecnici, quali sono i requisiti per evitare abusi edilizi? | BibLus-net
 

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