Caldaie a pellet idonee per locali molto piccoli.


trova un post dove io consigli un'abuso edilizio.
attenzione Luigi, scrivendo questo potresti incorrere in una denuncia per diffamazione (post già segnalato e copiato)
vedi tu....
Riuscirai mai a rispondere una volta senza aggiungere offese e attacchi personali ?
buona giornata


appunto, quindi "dipende" da caso a caso
Non mettermi parole che non ho detto. Ho scritto "SE" ovvero condizionale, . Non ti ho accusato di consigliare abusi edilizi , non ti ho offeso nè diffamato rileggi bene.
Il se è condizionale..... non imperante
 
A puro titolo di esempio la foto del locale tecnico separato dalla casa pubblicata dal forumista in merito ai vani caldaia, non sarebbe a norma .

e chi ti dice che non siano a norma? chi ti dice se c'è o meno la concessione?
in entrambi i casi, o in uno o in nessuno?
vedi Luigi, quello che io voglio esprimere è che le cose bisogna conoscerle, caso per caso.... per questo non finirò mai di dire DIPENDE
nella prima foto, serve o non serve il permesso? vediamo come rispondi....
 

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Non mettermi parole che non ho detto. Ho scritto "SE" ovvero condizionale, . Non ti ho accusato di consigliare abusi edilizi , non ti ho offeso nè diffamato rileggi bene.

non è mia intenzione continuare sulle tue polemiche
il post è stato segnalato a chi di dovere
mi auguro che il discorso sia chiuso
buona giornata
 
Aspetta Luigi, io ho parlato di locale tecnico, cosa ben differente da un pergolato o altra tipologia di costruzione.

concordo, e riporto:


[FONT=Tahoma,sans-serif]EDILIZIA PRIVATA[/FONT][FONT=Tahoma,sans-serif]: Sulla nozione di volume tecnico.
La nozione di volume tecnico corrisponde a un'opera priva di qualsiasi autonomia funzionale, anche solo potenziale, perché destinata solo a contenere, senza possibilità di alternative e, comunque, per una consistenza volumetrica del tutto contenuta, impianti serventi di una costruzione principale per essenziali esigenze tecnico-funzionali di essa.
Invero, "integra la nozione di volume tecnico, non computabile nella volumetria della costruzione e irrilevante ai fini del calcolo delle distanze legali, soltanto l'opera edilizia priva di autonomia funzionale, anche potenziale, in quanto destinata a contenere impianti serventi di una costruzione principale per esigenze tecnico-funzionali della costruzione medesima”; e, in particolare, quei volumi strettamente necessari a contenere ed a consentire l'ubicazione di quegli impianti tecnici indispensabili per assicurare il comfort degli edifici, che non possano, per esigenze tecniche di funzionalità degli impianti, essere inglobati entro il corpo della costruzione realizzabile nei limiti imposti dalle norme urbanistiche.
Per l’identificazione della nozione di volume tecnico, va fatto riferimento a tre ordini di parametri:
- il primo, positivo, di tipo funzionale, dovendo avere un rapporto di strumentalità necessaria con l’utilizzo della costruzione;
- il secondo e il terzo negativi, ricollegati all’impossibilità di soluzioni progettuali diverse, nel senso che tali costruzioni non devono essere ubicate all’interno della parte abitativa e ad un rapporto di necessaria proporzionalità che deve sussistere fra i volumi e le esigenze edilizie completamente prive di una propria autonomia funzionale, anche potenziale, in quanto destinate a contenere gli impianti serventi di una costruzione principale stessa.
In tale tipologia realizzativa appieno si inquadrano gli interventi posti in essere dall’odierno ricorrente.
Consegue a tale considerazione l’inassoggettabilità degli stessi ai limiti di ordinarietà posti alle realizzazioni edilizie quanto all’osservanza delle distanze fra edifici, per come –condivisibilmente– ritenuto in giurisprudenza.
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È, in primo luogo, incontroverso che le realizzazioni oggetto del provvedimento gravato integrino volumi tecnici.
Trattasi infatti –come evidenziato, anche con corredo di documentazione progettuale e fotografica, dalla parte ricorrente– di vani tecnici di altezza pari a 1,80-1,90 mt., non chiusi da tutti i lati e destinati ad alloggio di pompa di calore, addolcitori e altre condotte esclusivamente tecniche.
Come costantemente ribadito in giurisprudenza (cfr., ex plurimis, Cons. Stato, sez. VI, 27.11.2017 n. 5516) la nozione di volume tecnico corrisponde a un'opera priva di qualsiasi autonomia funzionale, anche solo potenziale, perché destinata solo a contenere, senza possibilità di alternative e, comunque, per una consistenza volumetrica del tutto contenuta, impianti serventi di una costruzione principale per essenziali esigenze tecnico-funzionali di essa.
Nello stesso senso, Cons. Stato, sez. V, 13.03.2014 n. 1272, secondo cui: “integra la nozione di volume tecnico, non computabile nella volumetria della costruzione e irrilevante ai fini del calcolo delle distanze legali, soltanto l'opera edilizia priva di autonomia funzionale, anche potenziale, in quanto destinata a contenere impianti serventi di una costruzione principale per esigenze tecnico-funzionali della costruzione medesima” (Cons. Stato, sez. IV, 04.05.2010 n. 2565; TAR Sicilia, Palermo, sez. I, 09.07.2007 n. 1749; TAR Lombardia, Milano, sez. II, 04.04.2002 n. 1337); e, in particolare, quei volumi strettamente necessari a contenere ed a consentire l'ubicazione di quegli impianti tecnici indispensabili per assicurare il comfort degli edifici, che non possano, per esigenze tecniche di funzionalità degli impianti, essere inglobati entro il corpo della costruzione realizzabile nei limiti imposti dalle norme urbanistiche (TAR Puglia, Lecce, sez. III, 15.01.2005 n. 143).
Per l’identificazione della nozione di volume tecnico, va fatto riferimento a tre ordini di parametri:
- il primo, positivo, di tipo funzionale, dovendo avere un rapporto di strumentalità necessaria con l’utilizzo della costruzione;
- il secondo e il terzo negativi, ricollegati all’impossibilità di soluzioni progettuali diverse, nel senso che tali costruzioni non devono essere ubicate all’interno della parte abitativa e ad un rapporto di necessaria proporzionalità che deve sussistere fra i volumi e le esigenze edilizie completamente prive di una propria autonomia funzionale, anche potenziale, in quanto destinate a contenere gli impianti serventi di una costruzione principale stessa.
In tale tipologia realizzativa appieno si inquadrano gli interventi posti in essere dall’odierno ricorrente.
Consegue a tale considerazione l’inassoggettabilità degli stessi ai limiti di ordinarietà posti alle realizzazioni edilizie quanto all’osservanza delle distanze fra edifici, per come –condivisibilmente– ritenuto in giurisprudenza (cfr. Cons. Stato, 1272/2014 cit.; nonché Cons. Stato, sez. IV, 15.01.2013 n. 223).
In ogni caso, come ritenuto dalla Sezione in sede di delibazione dell’istanza cautelare incidentalmente proposta dalla parte ricorrente, anche laddove si ritenesse operante alla fattispecie in esame la prescrizione di cui all’art. 827 c.c. (che, come è noto, impone il rispetto di una distanza minima di tre metri tra le costruzioni), nel caso in esame risulta essere stata comunque rispettata la distanza minima dal confine di 1,5 metri.
Alla riscontrata fondatezza del gravame accede l’annullamento dell’atto con esso avversato (TAR Lombardia-Brescia, Sez. I, sentenza 18.12.2017 n. 1456 - link a Giustizia Amministrativa - Giustizia Amministrativa).
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Ribadisco quello che ho già scritto, l'urbanistica o meglio le leggi sull'edilizia nazionali cambiano sempre , in più ci sono le regioni che legiferano in merito. Per farti solo un esempio semplicissimo in Lombardia c'è la legge dei sottotetti, ovvero che puoi trasformare e modificare un locale anche non accessibile in un alloggio mansardato. In altre regioni questa legge pur essendo entrata in vigore è stata successivamente abrogata. Il volume della prima foto, se leggi la norma, deve essere oggetto di Permesso di costruire, a seconda della zona soggetta ad autorizzazione sismica ecc ecc. Inoltre se la siepe che si vede rappresenta il confine, non sarebbe in regola con le distanze dai confini e qua si rientra in un altro ginepraio di sentenze contro e a favore. Ripeto in questa materia occorre andare con i piedi di piombo. Un consiglio incontestabile da chiunque è chiedere prima informazioni al proprio comune di appartenenza o dove si vuole realizzare il vano caldaia. Ripeto essere denunciati penalmente per un abuso edilizio è un lampo. Purtroppo non basta valutare e conoscere caso per caso. Ripeto le foto che hai postato ne sono un esempio. Io non sono un tecnico, ma purtroppo riportare un caso personale , vedi ad esempio le due foto oppure il caso di bravo666, puo portare a malconsigliare qualche forumista che convinto di essere in regola esegue nella sua regione di appartenenza un volume che è considerato abuso, mentre in altre parti non lo è. In alcune zone c'è anche la denuncia per mancata autorizzazione sismica . Mai dare consigli su argomenti tanto delicati. CONSULTATE SEMPRE il funzionario dell'ufficio tecnico di appartenenza che vi potrà informare in merito.
 
Mai dare consigli su argomenti tanto delicati. CONSULTATE SEMPRE il funzionario dell'ufficio tecnico di appartenenza che vi potrà informare in merito.

appunto, è dai primi post che lo dico....
ogni caso è a se, e dipende.....
in qualsiasi caso, permesso o non permesso, si può benissimo fare.
Luigi, forse quello che ti sfugge è che io non sono un semplice venditore......
 
Azz..................utile il forum, mi sono fatto un corso accellerato di urbanistica..................................................... E Io che pensavo alla biomassa..
Evidentemente mi sono perso.......................qualcosa.
 
Ancora con ste ennesime telenovelas pdc vs caldaia a pellet siete peggio di beautiful ....... e basta 50000 treand con le stesse cose treand che devono essere d aiuto invece diventano cacciara siete ridicoli!
 
Confermo in pieno , una vera rottura di pallet e pdc , e non solo in questa discussione ....... sembra quasi un continuo rincorrersi e magari chi ha iniziato la discussione non interviene per non ritrovarsi tra 2 fuochi , mi fermo qui , è lavoro per moderatori .
 
Finché c'è gente che crede all'energia pulita con le attuali tecnologie questo dibattito non finirà mai.

La biomassa non gestita bene è un problema ma purtroppo altri problemini vengono dimenticati.
Certo il problema è lontanoooooo perché non lo avete sotto casa

Pannelli solari, quelli dismessi in Italia? "Smaltiti" in Africa: in 6 mesi sequestrati 3.500 diretti in Burkina Faso. Nigeria, la discarica Ue - Il Fatto Quotidiano

Il primo deposito permanente di scorie nucleari - Focus.it

Francia, scorie radioattive nei depositi e nell'oceano per milioni di metri cubi - Il Fatto Quotidiano
 
da semplice utente... chiedo cortesemente:

perchè non si riesce mai a seguire il titolo di una discussione ?????????????????

questa riportava Caldaie a pellet idonee per locali molto piccoli.


e non "confronto pellet vs pdc" oppure "posso mettere altro"....

eddai, basta................

la domanda di gioyel è PRECISA :
 

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La quasi totalita dei post e a nome Luigi Veneto e Giuseppe Erregi.......................................................e a chi poni la domanda se non a te stesso????
Bastava non rispondere e finiva sul nascere.............................................ma tu devi, come sempre, avere l'ultima parola...................
 
Bastava non rispondere e finiva sul nascere................ma tu devi, come sempre, avere l'ultima parola...................

oppure mi piace correggere le "inesattezze"....
vedi qualche post dove io parli di PDC ?
un forum serve per rispondere, non per "non rispondere".....
detto questo, mi auguro che l'argomento di questa discussione ritorni ad essere le caldaie a pellet in locale piccolo, oppure montate esternamente.
 
Un conto è inquinare L ambiente e un altro il treand ....... e qui state inquinando il treand e non L ambiente,
Fossero solo le caldaie a pellet che inquinano....... il fatto è che c'è altro che inquina più delle caldaie a pellet ma voi siete tarati solo sulle caldaie e qui finisco! SVEGLIA !
 
... questa discussione dimostra che la biomassa come fonte di energia, non sempre è la migliore delle soluzioni.

La pdc è stata proposta perchè è un generatore di calore che puo' essere installato completamente all' esterno dell' abitazione senza altri obblighi.

Diversa l' ipotesi di installare una caldaia all' esterno che necessita appunto di una soluzione piu' complessa:

1- costruzione vano tecnico
2- rispetto norme urbanistiche
3- costi maggiori rispetto ad una caldaia installata all' interno della casa.

Se ero un "antibiomassa" potevo benissimo evidenziare le problematiche legali di chi firma una installazione in una stanza con cubatura inferiore a quelle previste per legge, era molto semplice.

Considerate le responsabilità .... se fossi nel termotecnico, non firmerei, e neppure la DiCo se fossi l' installatore.

Credo sia importante evidenziare nelle discussioni i vari aspetti: positivi, negativi, altre ipotesi, soluzioni diverse.

Personalmente ritengo che quei "cassoni" addossati alle case siano una soluzione, ma, nel 2020 non certo la migliore!

Dite la vs!
 
Dico la mia....
....questa discussione dimostra che una persona fa una domanda specifica, e guardacaso alcune persone invece di parlare in merito, deviano in discorso su PDC, che magari alla persona che ha fatto la domanda manco interessa.....

È come uno che entra in una gelateria, chiede un gelato e alcuni propongono un panino con la mortadella....
 
Io dico la mia....
....questa discussione dimostra che una persona fa una domanda specifica, e alcune persone invece di parlare in merito, deviano in discorsi di costruire vani tecnici esterni, che magari alla persona che ha fatto la domanda manco interessa.....

È sempre come uno che entra in una gelateria, chiede un gelato e alcuni propongono un panino con la mortadella....
 
Io dico la mia....
....questa discussione dimostra che una persona fa una domanda specifica, e alcune persone invece di parlare in merito, deviano in discorsi di costruire vani tecnici esterni, che magari alla persona che ha fatto la domanda manco interessa.....

e ben dici !!!
basta leggere i post dal n. 1 in poi... e si capisce tutto chi risponde in merito alla domanda e chi no...... :clapping:
 

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