A suo tempo (quando tramite l' aiel si potevano fare i corsi presso l' università a Salisburgo sulla combustione delle biomasse, credo nel 2006) una delle aziende piu' "forti" allora sul mercato sulle "diverse" biomasse, la hargassner sosteneva che il controllo molto preciso delle T nelle diverse fasi della combustione, permetteva ottimizzazioni della stessa superiori a quelle della sonda lambda, che comunque legge dei valori che poi vengono interpretati da una elettronica che nel 90% delle volte
pesa i valori letti,
applicando degli algoritmi di correzione, piu' o meno pesanti. La lettura dei valori in modalità diciamo "RAW" rende praticamente inservibili i dati letti.
Le correzioni della carburazione seguono nel migliore dei casi un algoritmo PID, ma molto spesso le centralina regolano solo uno step in meno o in piu' di aria secondaria, in modo molto stupido, da centralina a stadi di potenza.
Nessuno dichiara come funziona la propria "centralina" nelle regolazioni lambda, anche se devo dire che il dott De Vita della biocontrol mi ha spiegato molto bene come funziona la sua (biocontrol) che per vari motivi (viene utilizzata su grossi impianti a controllo continuo delle emissioni) è di tipo attivo e con regolazione pid adattabile al singolo impianto con la modifica di alcuni parametri.
OKOFEN, che ritengo il miglior prodotto a pellet ora sul mercato, infatti, non ha sonda lambda!! ma utilizza 2 sensori proprio per garantire le 3T:
1- Temperatura, che non deve essere massima, ma dentro una certo range. Con T troppo alte c'è la fusione delle ceneri con relativi problemi
2- Turbolenza, dipende dalla forma del cono del crogiolo, velocità dei fumi ed è regolata tramite la depressione in camera di combustione
3- Tempo, idem le particelle piu' grosse rimangono piu' tempo nel bruciatore mentre le piu' fini salgono e vengono ossidate dall' aria secondaria piu' in alto.
In pratica chissenefrega della lambda, quando esistono metodi piu' precisi (T) per la regolazione della combustione !!!