Casa del 1800, interventi possibile per diminuire spese riscaldamento e migliorare comfort.


beh ma i consumi che ha dichiarato non sono poi così lontani...
Riguardo le detrazioni vado a memoria, ma un conto è se uno fa solo l'isolamento, un altro se lo mette insieme a tutto il resto in una semplice ristrutturazione. In tal caso non mi risulta si debbano rispettare i limiti. A meno di demolizione come ha detto marcober.
 
hmmm, nel mio caso vari tecnici interpellati sono stati univoci su questo: ci sono i limiti di trasmittanza per la detrazione del 65% e quelli di legge (meno restrittivi, ma neanche tanto, almeno in Lombardia). Se vuoi detrarre il 65% devi ovviamente rispettare i limiti corrispondenti. Se vuoi detrarre il 50%, devi comunque fare un intervento che rispetti tutte le norme edilizie-urbanistiche, tra cui ovviamente i limiti di legge per le trasmittanze.
Per fare un esempio: se hai una parete esterna a trasmittanza 1, ci metti 1 cm di polistirolo e vai a 0,8, sei sopra il limite di legge e quindi non hai diritto a nessuna detrazione (teoricamente credo che il comune potrebbe anche bocciarti il progetto, ma qui poi si entra in gineprai legali).
 
Lusolar, in effetti mi hai spinto ad approfondire il tema e sarei giunto ala conclusione che il Dpr 192/2005 si applica solo se demolisci SALVO poi nell'allegato I dire che per ogni tipo di manutenzione e ristrutturazione, valgono le tabelle dell'allegato C.
Che poi sono quelle che occorre rispettare per avere accesso al 65%.
 
Mi permetto di dare il mio contributo.
1) La CE sembra essere incongruente con gli isolamenti e le trasmittanze certificate
2) la spesa precedente di 4-5k euro non è indicativa in virtù della T insalubre tenuta dalla signora che abitava. Il tutto va tarato tenendo conto degli aumenti del prezzo del metano e su una normale T di +20 circa, ed anche +19.
3) quale caldaia ?

In ogni caso i miei consigli sono:

1) se la casa è vuota, abbattere la controparete interna, rimuovere il vecchio isolante e sostituire con calcio silicato più forato da 4 fino a raggiungere la trasmittanza di legge per la detrazione del 65 %. alternativamente aggiungere al vecchio pacchetto.
2) sostituire le finestre con nuove a valore K prossimo a 1 e relativa correzione ponti termici delle soglie.
3) correzione ponti termici con eventuale posa di controssoffittatura in cartognesso con isolamento annesso o meglio ancora, pannelli calcio silicato anche sul soffitto.
4) isolamento generoso del solaio del sottotetto.
5) eventuale sostituzione vecchia caldaia con nuova a condensazione e di minor potenza vista la miglior classe energetica raggiunta.
6) uso di inserto a pellet ventilato ad alto rendimento nel caminetto preesistente.

Sconsiglio ogni implementazione degli impianti visto la pressoche carta bianca in fatto di isolamenti.
Valuta bene tutti i calcoli, perchè se fai bene i lavori passerai i prossimi 20 anni nella bambagia e spendendo pochissimo.
 
Tra l'altro nella relazione di progetto si legge un consumo annuo stimato di 3200 mc annui che sembrerebbero tuttosommato abbastanza realistici e da , eventualmente , rialzare in virtù dell'ammaloramento degli isolamenti lato tetto e degli infissi.
 
Probabilmente la certificazione è stata fatta ignorando l'esistenza dell'isolamento, per case ante '91 spesso i certificatori usano strutture da abaco, e la lana vetro non era certo di uso comune allora.

Comunque non mi sembra tanto lontana dalla realtà, visto che si parla anche di stufa e camino in aggiunta al riscaldamento......
 
Probabilmente la certificazione è stata fatta ignorando l'esistenza dell'isolamento, per case ante '91 spesso i certificatori usano strutture da abaco, e la lana vetro non era certo di uso comune allora.

Invece le foto alla relazione mostrano benissimo i calcoli effettuati logicamente dopo l'intervento con tanto di disegno e calcolo matematico con tanto di resistenza termica della lana di roccia.
Ma poi, perchè mai uno nel 1980 avrebbe fatto una certificazione energetica senza un intervento di ristrutturazione edilizia con nuovi isolamenti ?
Uno la fa fare perchè ha isolato e di conseguenza vuole certificare il lavoro svolto. E non per nulla, ma di solito, all'epoca, si faceva per dimensionare opportunamente l'impianto termico, in sostanza perchè si metteva il gas metano laddove fino a prima si usava il gasolio o addirittura solo le stufe a kerosene , metano e simili.
 
Lucas respira... e leggi attentamente.

I calcoli sono del 1977, fatti abbastanza bene (a parte che secondo me sono kW/mqK) mentre siccome parla di certificazione e classe G potrebbe riferirsi a un documento successivo. Molto successivo, visto che prima del 2000 non mi risulta si usassero le classi energetiche...che addirittura sono diventate obbligatorie se ricordo bene dal 2007 in poi...

Se poi tu credi che una certificazione, magari fatta a 100 €, sia precisa... comunque eravate voi a dire che non era congruente
 
Calma e gesso! :-)
Un conto è la certificazione (fatta l'anno scorso per ragioni puramente commerciali) e un conto è il dettaglio della relazione del geometra fatta nel 1977. Due cose diverse e in due tempi diversi.

Una possibile e interessante alternativa per il risparmio sul riscaldamento (in attesa di una riflessione accurata sulla ristrutturazione) e prima di lanciarsi in lavori più o meno onerosi, potrebbe essere l'adozione di un idro pellet attaccata al già presente impianto con caldaia di 10 anni fa (Riello DOmus 31 KV 35 Kw al focolare) (mi scusino i puristi delle ristrutturazioni...) e la coibentazione della soletta del sottotetto. Con una decina di migliaia di euro di intervento dovrei riuscire a risparmiare almeno un 1500-2000 Euro (tenendo anche conto che mia madre teneva la T a 24 gradi e 20 di notte, mentre io sono più da 20 e 18....). Ha un senso ?
 
Un conto è la certificazione (fatta l'anno scorso per ragioni puramente commerciali) e un conto è il dettaglio della relazione del geometra fatta nel 1977. Due cose diverse e in due tempi diversi.
Mah, secondo me una certificazione fatta decentemente è il fattore in assoluto più importante per poter fare un intervento sensato su isolamento/impianti. Se è campata per aria be'... meglio ignorarla.
A questo punto nei tuoi panni io isolerei subito la soletta del sottotetto e farei un inverno di prova tenendo temperature umane, prima di aggiungere altri generatori e impianti che vanno a complicarti la vita e ad alleggerirti il portafoglio. Poi l'anno prossimo spenderei qualche euro in più per una certificazione nuova fatta come si deve, chiedendo espressamente di indicare interventi migliorativi con valutazione di massima del loro impatto, e insieme al consumo reale di un anno avrai una base sensata per ulteriori interventi.

Hai già una discreta caldaia da 35 kW, se aggiungi un altro generatore puoi scaldare tutto il quartiere, saranno contenti soprattutto i manutentori della tua zona.
 
Sì, coibentare meglio il sottotetto e' una soluzione sensatissima ovviamente...però occorre stimarne a. i costi e b. il risparmio che ne deriva e c. valutare se convenga rispetto ad una idropellet sul cui risparmio è abbastanza semplice fare un calcolo.
 
Pietro... tu sei nuovo e allora ripetiamo.

Il pellet fa risparmiare ma comporta anche alcuni disagi. E comunque PRIMA si isola e poi si dimensiona l'impianto.

L'isolamento sottotetto è una delle operazioni più semplici ed economiche, quindi anche redditizie. Se vuoi una stima precisa dei risparmi ottenibili ci vorrebbe una diagnosi energetica o per lo meno una certificazione seria.... ma comunque è facile ipotizzare un 10-20% di risparmio almeno.
 
I calcoli sono del 1977, fatti abbastanza bene (a parte che secondo me sono kW/mqK) mentre siccome parla di certificazione e classe G potrebbe riferirsi a un documento successivo. Molto successivo, visto che prima del 2000 non mi risulta si usassero le classi energetiche...che addirittura sono diventate obbligatorie se ricordo bene dal 2007 in poi...
Pensavo che avesse, pietro1974 , desunto la classe dai calcoli del 1977. Non avevo pensato ad una nuova certificazione.

Se poi tu credi che una certificazione, magari fatta a 100 €, sia precisa... comunque eravate voi a dire che non era congruente

Per me sono realistici i calcoli del 77. Classe G a 280 Kw/mq, invece, effettivamente mi sembra troppo alto.

Una possibile e interessante alternativa per il risparmio sul riscaldamento (in attesa di una riflessione accurata sulla ristrutturazione) e prima di lanciarsi in lavori più o meno onerosi, potrebbe essere l'adozione di un idro pellet attaccata al già presente impianto con caldaia di 10 anni fa (Riello DOmus 31 KV 35 Kw al focolare) (mi scusino i puristi delle ristrutturazioni...) e la coibentazione della soletta del sottotetto. Con una decina di migliaia di euro di intervento dovrei riuscire a risparmiare almeno un 1500-2000 Euro (tenendo anche conto che mia madre teneva la T a 24 gradi e 20 di notte, mentre io sono più da 20 e 18....). Ha un senso ?

Nessun senso. La coibentazione ha senso. Semmai tieni la vecchia caldaia che va già bene.


Mah, secondo me una certificazione fatta decentemente è il fattore in assoluto più importante per poter fare un intervento sensato su isolamento/impianti. Se è campata per aria be'... meglio ignorarla.
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La certificazione "seria" la farei fare ora, compresa un' analisi degli interventi di eventuale isolamento più opportuni ( ma te li abbiamo già elencati noi in maniera sommaria ). Ti servono dei preventivi sui quali ragionare.

valutare se convenga rispetto ad una idropellet sul cui risparmio è abbastanza semplice fare un calcolo.
Io avendo già un generatore , userei quello. L'ammortamento di un nuovo generatore non è così veloce come sembra e soprattutto ha una vita più corta di un isolamento.
Considera che appunto avresti circa il 20 % in meno con isolamento tetto e almeno il 30 % in meno tenendo max +20°C. Quindi a spanne un 50 % in meno della mamma dovresti già essere solo così.
Il pellet sporca i muri oltre ad essere noioso da gestire. In una cosa come la tua metterei solo un inserto ventilato a pellet in vece del camino. Da usare sporadicamente.
Penso che tu voglia lavorare sui generatori in modo da spendere poco e preventivare un risparmio sicuro a lungo termine. Già qui c'è un errore , perchè nel momento in cui non si tagliano i consumi si resta sempre in balia dei prezzi dei combustibili che oscillano sempre in base ai giochi delle lobby. Quando il fabbisogno è minimo, invece, si usa un piccolo generatore ( prima cosa) con consumi così bassi da risultare insensibile alle variazioni di prezzo.
 
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BENE. Ora veniamo alla coibentazione del sottotetto allora.
Il soffitto del sottotetto è per 3/4 perlinato (ci si voleva fare qualcosa) e il pavimento ha sopra un rivestimento di simil linoleum incollato. Per 1/4 no è lasciato all'aria (solo tegole) con soletta in cemento non completamente piana ma con parecchie asperità varie che andrebbero colmate in qualche modo. I muri laterali su cui poggiano le travi sono alti circa 50 cm. Peraltro questa parte è proprio quella sopra al bagno e alle stanze da letto. In quest'area esce il tubo della stufa.

Mi dispiacerebbe (anche in ottica utilizzazione come ripostiglio oppure per realizzazione appartamento in futuro) renderlo non calpestabile.
Che materiali posso ragionevolmente utilizzare in quest'ottica di utilizzo del locale ? Che altezze ? Come giuntare ai muri laterali ?

Vorrei arrivare ad avere almeno un minimo di cognizione di causa, sebbene probabilmente lo farò fare a qualcuno (date le mie scarse doti fai da te).

Grazie davvero per i suggerimenti e per la discussione.
 
se quelo un domani diventa appartamento, l'isolameto che fai oggi è abbastanza inutile..servira isolare la falda..per cui la cosa che farai è levarlo.
Io stenderei lana di roccia in rotoli dove hai asperita..e pannelli di poliuretano calpesatbili dove sei piatto e vuoi usare come ripostiglio, mettendoci sopra pannelli di compensato.
Risali per 40 cm anche nei muri interni, anche se il lato opposto rimane esposto e quindi di fatto il ponte termico non sarà corretto adeguatamente...
 
Ok.
Una domanda....data la presenza certa di ghiri....resistono i materiali o devo immaginare una copertura rigida tipo assito di legno o compensato...? avete esperienza di ghiri ?

grazie
 
Ghiri faranno certo danni a qualsiasi isolante morbido tipo lana ma anche eps...penso che dovresti sigillare tetto con rete per evitare che entrino....
 
O posizionarmi con una piccola carabina...o mettere un foglio di carta moschicida sulla lana di roccia...
Perfetto grazie. Vi terrò aggiornati sulla prosecuzione e se vi viene in mente altro scrivete pure.

Ah un'ultima cosa. Secondo voi con la caldaia che è montata è meglio fare acceso-spento con cronotermostato giorno-notte (o a fasce orarie) e con mandata a 75°C oppure fare andare costante a 20 magari abbassando la mandata ? in due casi:
a. abitata praticamente solo dalle 18 alle 8
b. abitata tutto il giorno
(anche tenendo conto della stratigrafia dei muri perimetrali)

grazie
 
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O posizionarmi con una piccola carabina...o mettere un foglio di carta moschicida sulla lana di roccia...

Non esiste, devi sigillare ogni possibile apertura . Non ho capito la parte dove per 1/4 ci sono solo tegole. O meglio, se non ho capito male non vi è assito sotto le tegole. Se così fosse è una dispersione enorme oltre al fatto che probabilmente è da li che entrano gli animaletti. Consiglio, fai mettere l'assito/perlinato anche in quella zona in modo da, di fatto, chiudere il tetto. I ghiri entrano di sicuro dai colmi delle tegole. Sicuramente essendo svariati metri di tetto così fatti, hanno un'autostrada dove passare. L'ideale sarebbe fare anche isolamento e camera d'aria ma per il momento con una piccola spesa puoi mettere solo l'assito dove manca e risolvere il problema animali.
Fallo prima possibile se ci andrai ad abitare perchè la presenza di animali nel sottotetto è deleteria ( io ho esperienza con i piccioni ed è un disastro).


*** Citazione integrale rimossa. Violazione art.3 del regolamento del forum. nll ***

Non esiste acqua a 75°C. Fai montare la sonda esterna in modo che la caldaia lavori con la curva climatica e regoli da sola la T acqua.
A 75°C ti troverai nell'inferno.:bored:
 
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