Circolatori

Ecco lo schema semplificato e con forse qualche errore.
BVisualizza allegato Documento1.pdf= bolitore
CP=caldaia a pellet
CL= caldaia a legna
P=accumulatore inerziale a doppio serpentinoà
CG=caldaia a gas
Rn= radiatori
S=scambiatore
VR= valvola di ritegno
V3=valvola di commutazione manuale a 3vie
VM= valvola miscelatrice
P1=circolatore lato impianto
P2 circolatore di carica puffer dalla caldaia a pellet (incluso nella caldaia in alcuni casi)
P3=circolatore caldaia a legna(incluso nella caldaia a in alcuni casi)
P4= circolatore di carica del bollitore
pallini celesti= valvola a 4 vie termostatizzate con comando termostatico digitale.

da tenere conto che di teste termostatiche ne esistono di molte marche, e devo ancora capire (previa risposta delle ditte) se sono adattabili alle varie valvole, anche se, con molta probabilità credo di si in quanto l'attacco è standard M30x1,5.
La valvola della caleffi credo che costi circa 40 euro. la testa termostatica digitale crica 80 euro, anche se in rete se ne trovano di vari prezzi.
Quindi bisognerà spendere circa 120 euro a radiatore.
Non so che dispositivi esistano in commercio per comandare i circolatori.
Per P2 o P3 pensavo ad un comando termico con sonda.
Per P1 non so...
Per le valvole miscelatrice pensavo di installare quelle manuali...non serve che modulino, servono solo come anti-condensa.

Mi sembra una soluzione corretta se non l'unica per un impianto monotubo, dato che per la sua partioclarità non è possibile dividere in zone, dato che ci sono per ogni anello, radiatori con esigenze diverse.
 
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Ciao,
da una rapida occhiata vedo:
- le miscelatrici vicino ai generatori CL e CP fungono da anticondensa, hai solo segnato un senso di flusso sbagliato sul ritorno dal puffer all’anticondensa della CL (da invertire)
- se V3 è manuale, immagino che serva a collegare o lo scambiatore (quindi la CG) oppure in alternativa il puffer al secondario: non mi quadra allora la posizione della VM1, dovrebbe essere una mix dedicata alla miscelazione dell’acqua del puffer verso i secondari, quindi dovrebbe essere spostata sulla mandata a monte della pompa P1. Manca allora anche una pompa sul secondario dello scambiatore e presumo che in questo caso la regolazione sia fatta dalla CG.
Tutto questo IMHO.
R.
 
Errori

Errori

Si immaginavo ci fossero errori perchè ho disegnato molto veloce senza controllare.
la freccia ner ramo della cl va cambiato...
La P1, la VR, la VR3 e la VM1 vanno riviste...comunque avete capito il funzionamento.

La P1, che fa circolare il fluido nell'impianto, (sia che riceva acqua dal puffer, che dalla CG), che tipo di controllo mettereste? Cosa c'è in commercio?
Preciso che le valvole dei radiatori si aprono secondo un programma deciso da me (si inserisce il grafico T-t), ma nel periodo in cui tutte le valvole fossero chiuse, il circolatore P1 deve arrestarsi. Ho pensato ad un flussostato con P1 a Q variabile, ma non so i costi.
 
comando circolatore

comando circolatore

La difficoltà sarebbe xhe le valvole a 4 vie, anche se chiuse, fanno passare il fluido lo stesso dal by pass, quindi come si comanda il circolatore p1???
 
circolatore

circolatore

La domanda sarebbe sul tipo di circolatore da installare...non sugli errori che ci sono...lo avevo gia preannunciato(vedere post 21)....non l'avessi fatto avresti fatto bene a fatmelo presente....ora, se sai cosa offra il commerci, dimmi cosa converrebbe installare come forza motrice del fluido.
 
Secondo me non è il problema della forza motrice delle pompe (circolatori) ma dello stesso impianto com'è stato pensato.
 
Ho fatto un'altro schema e mentro lo sto caricando ho notato altri errori...vado troppo veloce...comunque non è quello che sta a monte sul quale chiedo lumi ma cio che sta a valle. Ciò che sta a monte poi lo si vedrà...conosco gia meglio quella componentistica.
Ergo: risolviamo una cosa alla volta...se volete.

Non so se tu Faga hai letto tutti i messaggi, ma non importa riassumo tutto: assumiamo che l'impianto non sia ex novo, ma siano gia presenti i radiatori con le valvole a 4 vie pretarate con vite micrometrica per parzializzazione della portata (sono del tipo 0-100%).
Confermo che invece le valvole a 4 vie termostatizzabili, di qualunque costruttore sono del tipo 0-50% ed hanno il detentore tarabile.
Inoltre i radiatori sono collegati a due a due od a tre a tre (in uncaso) a degli anelli con tubi fi 14 in rame.
Dai calcoli effettuati gli anelli sono perfettamente bilanciati, sia in Q che in P.
Il problema sorge dal fatto che non sia possibile dividere zona giorno e zona notte, o meglio, si potrebbe fare ma si andrebbero a riscaldare dei locali acui non si intende dare energia termica. Mi speigo: ci sono anelli che portano il radiatore del bagno che si vuole in temperatura messo in serie con un radiatore di un locale inutilizzato.
Inoltre in alcuni locali è insatallata una stufa a legna che da aporto di calore, quindi sarebbe il caso di termostatizzare i radiatori.
Inizialmente ho pensato di termostatizzare tutti i radiatori con una valvola termostatizzabile a 4 vie con testa crono termostatica a comando digitale che è il massimo della flessibilità...il problema è che il tipo di valvola a 4 vie farebbe passare comunque portata e quindi nelle ore in cui i radiatori non ricevono fluido caldo, lo stesso (fluido caldo) circolerebbe vizosamente negli anelli, con le conseguenti dispersioni termiche.
Domanda: qualcuno conosce una pompa con comando apposito che si interfacci bene con il sistema dei radiatori termostatizzazi temporalmente?

Un'altra soluzione sarebbe quela del secondo schema in cui, a monte di ogni anello è stata inserita una VM a 3 vie motorizzata di tipo modulante (SE ESISTE) regolate da centralina (RE=regolatore elettronico) con settaggio di tipo T-t (SE ESISTE). In questo caso non sarebbe più necessario installare per ogni radiatore una testa cronotermostatica digitale, ma sarebbe sufficiente installare una testa termostatica.

Queste soluzioni, lo ribadisco, le sto studiando per ovviare all'installazione di 4 pompe circolatrici (una per ogni anello) che mi sembrano troppo invasive e fuori luogo per un impianto domestico.:bye1:
 
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Circolatori

Ho contattato due installatori di cui uno non sapeva neanche il principio di funzionamento di una rete monotubo e delle valvola a 4 vie.
L'altro mi ha consigliato di installatre circolatore e miscelatrice a 3 vie per ogni anello il che, non mi sembra sbagliato, ma esageratosi...

Va be..fa niente...dato che non siete riusciti a prospettare delle soluzioni, andrò io ad informarmi sulle macchine esistenti e studierò qualcosa di adeguato...grazie e ciao a tutti.:bye1:
 
Ciao,
siccome stai mettendo tanta carne al fuoco (due generatori a biomassa + uno a gas, puffer, regolazione con miscelatrice, eventuali valvole di zona, impianto monotubo con comandi a onde radio) la figura professionale che più si addice a valutare la soluzione ottimale per il tuo impianto è il termotecnico. Il suo compito è proprio quello di studiare una soluzione su misura per il tuo specifico impianto e per le tue esigenze. Poi ti rivolgerai ad un installatore per farti piazzare il tutto. L'impianto a biomassa non è affatto banale e talvolta conviene investire qualche soldino in più nella figura professionale più idonea. Se non conosci termotecnici puoi sempre recarti presso qualche grossista di materiale idraulico e farti dare qualche nome, oppure qui sul sito magari qualcuno ti può contattare in privato.
IMHO.
R.
 
anche io

anche io

1 circolatore autoadattante tipo i nuovi grundfos alpha2 con visura delle portate, la regolazione delle portate sui 4 anelli e delle teste termostatiche elettroniche con crono e 2 temperature tipo honeywell sui termosifoni!


..... almeno io fare i cosi'


Anche io.
Ho visto adesso la logica di funzioanmento di quel circolatore a pressione differenziale cost....ottimo; Con le valvole (miscelatrici di anello a 3 vie, quelle che ho inserito nel secondo schema) tutte chiuse, il circolatore si ferma perchè aumenta tanto la prevalenza a valle? ma se si ferma decade la prevalenza e quindi dopo un po si riattiva. Ha una logica di controllo in questo caso?
 
Ciao,
siccome stai mettendo tanta carne al fuoco (due generatori a biomassa + uno a gas, puffer, regolazione con miscelatrice, eventuali valvole di zona, impianto monotubo con comandi a onde radio) la figura professionale che più si addice a valutare la soluzione ottimale per il tuo impianto è il termotecnico. Il suo compito è proprio quello di studiare una soluzione su misura per il tuo specifico impianto e per le tue esigenze. Poi ti rivolgerai ad un installatore per farti piazzare il tutto. L'impianto a biomassa non è affatto banale e talvolta conviene investire qualche soldino in più nella figura professionale più idonea. Se non conosci termotecnici puoi sempre recarti presso qualche grossista di materiale idraulico e farti dare qualche nome, oppure qui sul sito magari qualcuno ti può contattare in privato.
IMHO.
R.

Io sono termotecnico, ma tratto tutt'altro genere di impianti e non conosco le macchine per fare funzioanare bene e con costi adeguati un piccolo impianto a biomassa.
pensavo che qualcuno nel forum, anche semplici utilizzatori, potessero darmi delle informazioni circa i prodotti di ultima generazione, e qualcosa ho ottenuto, per esempio tu mi hai dato alcuni nomi di ditte costruttrici valvole a 4 vie cronotermostatiche...ma effettivamente non basta.
Chiamerò un commerciale e mi farò fare una panoramica sui prodotti esistenti.
 
Per ampliare la conoscenza anche nel campo delle biomasse di piccola potenza di conviene contattare direttamente i produttori di generatori a biomassa e/o di valvole per recuperare documentazione tecnica, schemi impiantistici, info sui prodotti e, se vuoi, partecipare a vari corsi che periodicamente organizzano. Diverse aziende forniscono anche consulenza ai termotecnici in fase di progetto. Non farti problemi ad alzare il telefono.
R.
 
Circolatori

Ho visto adesso, rapidamente, alcune motorizzazioni per valvole a 3 vie miscelatrici (dette di zona anche se in alcuni casi è sbagliato definirle così): la caleffi ne propone diversi modelli tra cui un modello che ha un assorbimento costante di 4 VA.
Una pompa circolatrice Grundfoss a 3 velocità tipo alpha 2, con logica a pressione diff cost, ha un assorbimento che varia tra i 5 ed i 40 W ed arriva a far circolare 1500 kg/h con una prevalenza ottima gia con la seconda velocità.
Nell'anello che richiede più portata (di pochissimo, perchè come gia detto gli anelli sono ottimamente bilanciati) si ha un fabbisogno di 300kg/h di fluido (ovviamente calcolati con un opportuno DT ed il diametro della tubazione opportuno).
Ammettiamo che nel caso di un circolatore (che serva i 4 anelli) e 4 valvole miscelatrici motorizzate sia bia un assorbimento complessivo di 45W.

Nel caso di 4 circolatori (uno per anello) con miscelatrici non motorizzate si abbia un assorbimento di 45 w.
A spanne l'assorbimento sarebbe uguale, o, se differisse, sarebbe del tutto trascurabile.
Ammettendo anche che una soluzione avesse un assorbimento il doppio dell'altra, posso asserire con sicurezza che non sia quella la discriminante per preferire una o l'altra tipologia di distribuzione...

Superata la questione di costo di esercizio (legata squisitamente all'assorbimento elettrico) passiamo al costo di manutenzione. Si rompe prima e di più un circolatore o una motorizzazione per miscelatrici? Da altri forum mi pare di aver capito che i circolatori siano più affidabili.

Come costo di acquisto costano di più i circolatori o i motori delle miscelatrici?

Detto questo, non credo sia un problema garantire portate variabili ai vari anelli in quanto basta dimensionare correttamente il collettore di mandata e di ritorno (a spanne sarebbe sufficiente un collettore con diametro 3 volte quello dei tubi di mandata, quindi circa 100mm), oppure installare un compensatore idraulico (che non costa pochissimo e rientrerebbe nel computo per la valutazione della convenienza).
Inoltre ci sarebbe il vantaggio che con 4 circolatori, nel caso se ne guastasse uno, non si rimane al freddo totalmente.
Di contro nel caso di un solo circolatore, basterebbe metterne due in parallelo da far funzioanare alternatamente in modo da dimezzare la probabilità di restare al freddo...e comunque ci sarebbe sempre il gas oltre che le caldaie a convezione.

Avete avuto esperienze con miscelatrici motorizzate e circolatori a pressione differenziale variabile?
 
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