Collegamento Termocamino a Legna e Caldaia a Gas con Commutazione Automatica


Se ti è possibile, fai uno sforzo economico e installa il puffer, ti cambierà la gestione e anche la vita... Te lo scrive uno che è cresciuto con il camino tradizionale e nella mia prima casa ho il termocamino in diretta ai termosifoni, mentre nell'attuale casa, ho l'impianto in firma.
 
Grazie mille aldo55 ,


Grazie per l'avvertimento GiuseppeRG,

Che cos’è il certificato di conformità impianto?


La dichiarazione di conformità di un impianto è il documento, rilasciato dal tecnico installatore dello stesso, con il quale si attesta la sua conformità alle norme vigenti e alle specifiche tecniche richieste.

Questo documento venne istituito per la prima volta con la legge n. 46 del 1990, ormai sostituita dal Decreto Ministeriale n. 37 del 22 gennaio 2008, nato con l’intento di riordinare in un unico provvedimento legislativo le norme vigenti relative alla sicurezza degli impianti.
Lo scopo è stato anche quello di garantire la sicurezza e l’incolumità pubblica, scongiurando soprattutto gli incidenti domestici dovuti al cattivo funzionamento degli impianti.

L’impresa installatrice è tenuta alla consegna del certificato di conformità, al termine dei lavori di installazione di un impianto di qualsiasi tipo o del suo integrale rifacimento.

Per gli impianti realizzati prima dell’entrata in vigore della legge , o per i casi nei quali non sia possibile reperire la dichiarazione di conformità, invece, il decreto 37/08 ha introdotto la cosiddetta Dichiarazione di Rispondenza, che deve essere redatta a cura di uno dei soggetti previsti dall’art. 7 comma 6 del DM 37/08.

La dichiarazione di conformità è obbligatoria per tutti i tipi di immobili, quindi anche per le civili abitazioni, e per tutti i tipi di impianti, come:

– impianti elettrici;
– impianti di protezione dalle scariche atmosferiche;
– impianti di automazione di porte e cancelli;
– impianti radiotelevisivi;
– impianti di riscaldamento, condizionamento e climatizzazione;
– impianti idro – sanitari;
– impianti gas;
– impianti di sollevamento (ascensori, montacarichi, scale mobili e simili);
– impianti di protezione antincendio.
Contenuti del certificato di conformità impianti


Il certificato viene redatto sulla base di un modello pubblicato in allegato al D. M. 37/08.
Il modello è stato poi modificato con la pubblicazione del Decreto 19 maggio 2010 Modifica degli allegati al decreto 22 gennaio 2008, n. 37, concernente il regolamento in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici.

Per la Dichiarazione di rispondenza, invece, non esiste un modulo standard, ma nella pratica l’installatore dovrà redigere una sorta di relazione tecnica nella quale si attesti l’esecuzione dell’impianto alla regola dell’arte.

La dichiarazione di conformità di un impianto deve contenere una serie di dati obbligatori, così come da modello approvato dal Ministero del Lavoro, come il tipo di impianto, i dati del responsabile tecnico dell’impresa, del committente e del proprietario dell’immobile, i dati relativi all’ubicazione dell’impianto, i materiali impiegati e la rispondenza alle norme vigenti.

Il certificato deve contenere una serie di allegati, la cui assenza ne determina la nullità, che sono:
– il progetto dell’impianto, obbligatorio solo per immobili con determinate caratteristiche dimensionali;
– lo schema di impianto (laddove non c’è il progetto);
– la relazione tipologica (o elenco dei materiali);
– il certificato di iscrizione alla Camera di Commercio della ditta.

La Dichiarazione di conformità deve essere redatta in diverse copie, che vanno consegnate all’utilizzatore dell’impianto e al committente, due delle copie vanno firmate dal committente per ricevuta, e una di esse deve essere presentata dall’installatore allo Sportello Unico dell’Edilizia del comune in cui è ubicato l’impianto.
Per quali usi è richiesto il certificato di conformità impianti?


È importante che l’impresa rilasci al committente il certificato di conformità degli impianti perché, oltre ad attestare la corretta esecuzione degli stessi, il suo utilizzo è obbligatorio per diversi adempimenti burocratici, come la richiesta del certificato di agibilità di un immobile.

Altri adempimenti per il quali può essere richiesto il certificato sono la richiesta di nulla osta sanitario per le attività commerciali e quella di Certificato Prevenzione Incendi;oppure per detrazioni fiscali e conto termico.

In ogni caso ricordiamo che per il mancato rilascio del certificato da parte dell’impresa, sono previste sanzioni amministrative che vanno da 1.000 a 10.000 euro.

La dichiarazione di conformità, inoltre, deve essere allegata all’atto di rogito in caso di vendita di un immobile o trasferimento a qualsiasi titolo.
Tuttavia, secondo le interpretazioni correnti della legge la mancata allegazione del documento nell’atto di rogito non ne determina la nullità.
In pratica l’allegazione del documento non è obbligatoria ma nel caso in cui esso non sia presente, ciò deve essere indicato nell’atto e l’acquirente dovrà impegnarsi a sue spese far adeguare l’impianto alle norme. Per questo motivo potrà richiedere al venditore uno sconto sul prezzo di acquisto.

La stessa documentazione prevista in caso di trasferimento dell’immobile, deve essere consegnata anche in caso di locazione, comodato o qualunque altro genere di utilizzo, anche se la legge consente di derogare a questo obbligo, su accordo di entrambe le parti.
 
Zona climatica E, classe energetica E e circa 160mc. La casa è stata divisa, prima era tutta riscaldata da questo termocamino ora soltanto il piano terra che mi sto ristrutturando perchè al piano superiore i miei genitori hanno installato una stufa a pellet. Quindi termocamino 25.000 kcal/h, penso sia un po' grandicello ma questo avevo :preoccupato:.
 
160m3 sono poco più di 50m2, tutto sto casino per 50 metriquadrati... io lascerei solo la caldaia a gas, meno sbattimento, casa più pulita, meno spesa, meno inquinamneto, più comfort
 
Zona climatica E, classe energetica E e circa 160mc. La casa è stata divisa, prima era tutta riscaldata da questo termocamino ora soltanto il piano terra che mi sto ristrutturando perchè al piano superiore i miei genitori hanno installato una stufa a pellet. Quindi termocamino 25.000 kcal/h, penso sia un po' grandicello ma questo avevo :preoccupato:.

Se prima lo stesso tc scaldava (immagino il doppio del cubaggio della casa) direi proprio di si.. a maggior ragione necessita di un puffer dimensionato che sfrutti il surplus e migliori notevolmente la gestione.. diversamente sarai costretto a piccole e continue cariche di legna.. Insomma una gestione non proprio comoda e non consona sia per consumi, rese e comfort..
Sicuramente la spesa è più impegnativa rispetto ad automatizzare solo tc con caldaia a gas ma è tutt'altro modo di gestire un impianto di riscaldamento.. lo dico per esperienza personale ma non vuole essere un monito ma solo un consiglio personale..
per cui la scelta è solo tua a cui devi fare delle considerazioni.. cioè su come intendi gestire l'intero impianto sia di riscaldamento che acs..
I vantaggi di un impianto con puffer (occhio e croce non meno di 1000 lt) + gruppo di rilancio ti consente di mandare ai termosifoni acqua ad una temperatura desiderata, es.45/50° (anche se il tc o il puffer sono a 70 o 80°.. puoi gestirlo con termostato ambiente o volendo anche con centralina climatica (come lo uso io personalmente).. puoi caricare il tc anche una sola volta al giorno o al massimo 2.. sfruttare il riscaldamento anche con caldaia spenta sfruttando il surplus precedente del tc (e ci sarà di sicuro) e anche altre piccolezze, oltre al comfort sicuramente migliore.. cose che comunque non puoi avere nell'altro modo..
 
160m3 sono poco più di 50m2, tutto sto casino per 50 metriquadrati... io lascerei solo la caldaia a gas, meno sbattimento, casa più pulita, meno spesa, meno inquinamneto, più comfort

anche io la vedrei così per un cubaggio del genere.. probabilmente avrà legna autoprodotta e ammortizza un pò le spese..
 
Spendere 2000 Euro per sistemare un termocamino per scaldare 2 vani e mezzo, 50 Mq piu o meno,
Con quello che risparmia rispetto al Gpl pareggia in 40 anni.................... si fa per dire ma puo anche essere
Senza contare il lavoroe cio che respira in casa e fuori
 
Subitomauro, non credo di star creando "tutto sto casino"; ho solo richiesto consigli che penso possano essere utili anche ad altre persone con dubbi simili, ma con metrature più ampie.

Grazie Aldo, la casa è 200mq in totale, ci sono 50mq di garage che non scaldo e il piano superiore di altri 100mq, ma lascia che ti spieghi il motivo di "tutto sto casino". Non è solo una questione economica, anche se effettivamente la legna è autoprodotta e il camino era già installato, il che mi permette di recuperare diverse componenti e di non dover pagare la manodopera. Pertanto, le uniche spese rimarrebbero quelle del puffer, delle eventuali valvole, dello scambiatore a piastre e dell'omologazione. Esiste però un aspetto emotivo: per lavoro sono spesso all'estero e quelle poche settimane che posso passare a casa mi piace dedicarmi alla cura del fuoco. Inoltre, da "figlio dell'Appennino", seguire le orme di mio padre e mio nonno, andando a tagliare la legna nei terreni boschivi di famiglia, mi fa sentire connesso alle mie radici e alla tradizione del mio paese. Quest'attività mi aiuta anche a scaricare lo stress di lavorare 10 ore davanti ad un PC: c'è chi trova soddisfazione in palestra, a me piace stare in montagna e lavorare la legna. D'altro canto, la mia compagna apprezzerebbe il comfort di svegliarsi con i termosifoni già caldi, quindi l'idea è di far partire la caldaia a gas una mezz'oretta prima della sveglia, per poi accendere il camino dopo aver fatto colazione, quindi avviare il PC e iniziare la giornata lavorativa guardando la fiamma.

Ps ho scartato l'opzione di mettere un camino ad aria o aperto in quando dovrei 1. comprare il camino o farlo costruire 2. rottamare l'attuale termocamino che può ancora fare il suo lavoro
 
@FabianiLa.. Non c'era bisogno di giustificare la tua personalissima scelta che un pò intuivo e rispetto all9 stesso modo di chiunque ne fa altre.. Ognuno fa le proprie che più le aggrada..

Allora.. tornando all'impianto.. se quest'ultimo è ben bilanciato puoi pensare la mattina di trovare i termosifoni caldi anche senza accendere la caldaia a gas, almeno nei periodi che non sei fuori per lavoro.. se il tc non fosse Idro sarebbe un'altro discorso.. non occorrerebbe di interventi di questo tipo..

Per cui i mq da scaldare sono 150..?
Sai quanti Kw il tc rende all'acqua..? O se magari sai il modello provo a guardare in rete se trovo le caratteristiche tecniche..
 
Subitomauro, non credo di star creando "tutto sto casino"; ho solo richiesto consigli che...

non era riferito a quanto scritto qui... ci mancherebbe puoi scrivere tutto quello che vuoi, anzi ben venga...

era riferito al fatto che 160m3 (come da te detto) sono poco più di 50m2, hai presente... ma se non è cosi...

era solo per chiarire
 
non era riferito a quanto scritto qui... ci mancherebbe puoi scrivere tutto quello che vuoi, anzi ben venga...

era riferito al fatto che 160m3 (come da te detto) sono poco più di 50m2, hai presente... ma se non è cosi...

era solo per chiarire

Cancellato perchè ho scambiato utente
 
Ultima modifica:
@FabianiLa.. Non c'era bisogno di giustificare la tua personalissima scelta che un pò intuivo e rispetto all9 stesso modo di chiunque ne fa altre.. Ognuno fa le proprie che più le aggrada..

Allora.. tornando all'impianto.. se quest'ultimo è ben bilanciato puoi pensare la mattina di trovare i termosifoni caldi anche senza accendere la caldaia a gas, almeno nei periodi che non sei fuori per lavoro.. se il tc non fosse Idro sarebbe un'altro discorso.. non occorrerebbe di interventi di questo tipo..

Per cui i mq da scaldare sono 150..?
Sai quanti Kw il tc rende all'acqua..? O se magari sai il modello provo a guardare in rete se trovo le caratteristiche tecniche..

Buongiorno Aldo e scusami per l'assenza, purtroppo non riesco più a leggere il modello esatto perchè l'etichetta è sbiadita, ma dovrebbe essere questo:


CTM BASIC 24 kW scomparsa verticale con produzione Acqua calda sanitaria ACS
  • Potenza resa globale: 22,63 KW.
  • Combustibile: Legna.
  • Potenza resa all'acqua: 15,98 KW.
  • Rendimento all'acqua % 71.
  • Contenuto d'acqua in caldaia lt 72.
  • Superficie riscaldabile* mq 170.
  • Diametro canna fumaria mm 250.
I mq da scaldare principalmente sono 52 + altri 50 di garage (eventuali, vorrei mettere una valvola al collettore dei termosifoni per mandare l'acqua calda solo quando prevedo di essere in garage a fare qualche lavoro) mentre il piano superiore è scaldato da una stufa a pellet ed ha un impianto separato.
 
Ho modificato uno schema che avevo e l'ho adeguato a quello che potrebbe servire a te..

Premessa..
1) Se intendi fare acs anche quando il tc è acceso il mio consiglio è non farlo direttamente dal tc stesso ma prevedendo puffer con serpentino per acs..
2) essendo il tc sovradimensionato di molto, la capienza del puffer non meno di 1000 lt, 1500 sarebbe meglio, specialmente se intendi fare cariche di legna consistenti durature nel tempo..

Se hai dubbi non hai che chiedere..
 

Allegati

  • photo83338.jpg
    photo83338.jpg
    69.5 KB · Visualizzazioni: 1
Grazie mille Aldo! Si, cercherò un puffer con serpentina per l'acs. Sembra abbastanza chiaro lo schema! Lo stampo e faccio vedere all'idraulico (zio) e se ha dubbi ti faccio sapere! Grazie, ancora, gentilissimo!
 
Nota bene..
il tc non ha bisogno della sua centralina in quanto il termostato differenziale fa partire i circolatori (primario e secondario) in base alla T parte bassa del puffer e T tc.. questo sistema non ha bisogno neanche di termostato fumi..
 
Ultima modifica:

ULTIMI MESSAGGI

Sezioni in Evidenza

Fotovoltaico Aspetti Tecnici, Bancari e Legislazione Isolamento, insuflaggi e Cappotti Tecniche e materiali per l'efficienza termica Riscaldamento e Raffrescamento Soluzioni a Legna, Pellet e Pompe di Calore Ossidroelettrico La nuova fonte di energia dall'infrarosso

I nostri Social

Indietro
Top Bottom