L'errore che fai è nel non considerare che ogni kwh solare (ma vale per qualsiasi fonte rinnovabile incentivata, cioè tutte quante) prodotto ha due effetti economici che non si bilanciano:
- il primo è di far aumentare il costo dell'energia medio degli utenti, che in bolletta devono finanziare gli incentivi (componente A3). il parco FV installato in Italia ha un costo medio (per kwh) che è circa 5 volte superiore al costo del kwh non rinnovabile (fascia F1).
- il secondo è far diminuire il costo medio di tutta l'energia venduta in Italia, grazie al fatto che la fonte solare sostituisce (come offerta) i produttori marginali (per definizione i meno efficienti del mercato e quindi i più cari), la cui offerta però determina il prezzo di vendita di tutta l'energia (per intervalli orari). esiste una stima di tale effetto che dice che tale meccanismo "restituisce" circa il 20% del costo degli incentivi.
Comunque l'effetto netto di un aumento di produzioni rinnovabili è un aumento di costo del sistema, cosa normale se pensi che comunque sostituisci un fattore produttivo a basso costo (gas) con uno ad alto costo (pannello, pala eolica,etc).
Gli incentivi andranno velocemente a ridursi nei prossimi anni, ma sino a quando ci sarà un "incentivo" gli effetti saranno sempre gli stessi: aumento del costo globale dell'energia e parallelamente possibilità (non certezza) di avere un "utile" nella produzione fotovoltaica.
Poi è anche probabile che il costo medio dell'energia aumenterà (ben di più) per via del continuo aumento del petrolio e del gas, man mano che (nel medio periodo) inizieremo ad avere gli effetti della riduzione delle loro scorte, oppure dall'imposizione di tasse sulla emissione della CO2... ma anche la netto di tali aspetti, il costo dell'energia aumenterà per i prossimi 25 anni a causa degli incentivi.
In teoria quindi una produzione di energia può ragionevolmente basarsi sulla previsione di un continuo aumento del costo del kwh e quindi di un vantaggio futuro reale per il produttore, che monetizza tale "aumento" sia come "risparmio" per autoconsumo, sia come "vendita" dell'eccesso sul mercato (SSP e RID, che remuneravano a prezzi variabili legati al mercato).
Purtroppo dal 2013 tale sistema CAMBIA...i kwh prodotti saranno remunerati con un incentivo detto OMNICOMPRENSIVO, che comprende cioè sia il vero incentivo che l'acquisto (da parte del Gestore rete) del kwh. Tale incentivo è FISSO per 20 anni, quindi se nel futuro il prezzo del kwh aumenterà, il vantaggio non ricade più INTERAMENTE sul produttore ma viene CONDIVISO col Gestore, che acquisterà a costo fisso per 20 anni, rivendendo poi al prezzo di mercato nei futuri 20 anni.
Dico condiviso poiche ovviamente per i kwh autoconsumati, il vantaggio (inteso come risparmio) resta in tasca al produttore.
Questo sistema (tedesco) è in realtà più aderente all'obbiettivo del sistema, che non è quello di consentire un utile nella produzione fotovoltaica, ma solo quello di garantire il suo utilizzo senza sovracosti: per cui fissato oggi un certo costo di investimento, lo si confronta con un incentivo fisso (e non più in parte auto-indicizzato), e si investe solo se l'incentivo ripaga almeno il 100% dei costi nel periodo di incentivo (costi finanziari compresi).
In pratica se molti preventivi erano accompagnati da una previsione di vendita del kwh "in eccesso" a prezzi crescenti (magari solo del 2-3% per l'inflazione attesa) dal 2013 non è più possibile farlo (almeno per la parte non di autoconsumo)..e visto che l'incentivo è stato allineato al mercato tedesco, questo aspetto non è marginale.
Saluti Marco