Ed alla fine siamo alla scelta della fonte di calore.


450m² è un albergo più che una casa :D

Delle pareti cosa sai? della coibentazione e delle dispersioni?

@Giuseppe ok che avrà casa da portare in temperatura ma se è in ballo con il riscaldamento a pavimento e aggiungi che la coibentazione è interna quindi niente pareti da "asciugare"...

Muri di pietra, Spessore di 25 cm circa. Sarà coibentato con circa 10 cm di pannelli dall'interno.
 
quindi secondo voi si fanno 20 cm di isolante interno ? Ah.... capito..... :cry: (mi sa tanto che siete fuori strada.... Esempio: su una stanza 4 x 4 di circa 43 m3, perdo circa 5/8 m3 di volume per i 20 cm di isolante? Ma avete idea di quello che dite o no? A me sa di no.....:cry:)
e sempre secondo voi, facendo isolamento interno i muri esterni freddi non centrano nulla ? Ah.....capito..... :cry: (ripropongo l' "Ah")

450 mt di casa...... in zona F...... usata in ON/OFF..... con PDC o GPL e stufetta ad aria a pellet...... :rolleyes:

(mi vien da ridere solo a leggere..... ma così va, libertà di opinioni per tutti, tanto.... i soldi sono degli altri e a loro rimarranno poi i problemi)

Faccio un piccolo riassunto:

1- la casa è in pietra, ha 3 piani di cui l'ultimo con pareti in legno (come si conviene alle vecchie case di montagna). Ora è unica, ma verrà divisa in due appartamenti, piano terra e primo + secondo piano.
2- la mia idea originaria era quella di fare il primo piano con riscaldamento a pavimento alimentato da caldaia a pellet. Come ho scritto non pensavo fosse possibile, sia per la modulabilità, sia per il problema del gelo invernale che poteva rompere le tubature. Ora, compreso che questi due non sono problemi insormontabili, direi che posso tornare a quell'idea. Il riscaldamento a pavimento (da verificare se ci sono le quote in altezza) nasce dall'esigenza di non perdere ulteriore spazio visto che verrà fatto un isolamento interno e di evitare la sensazione dei "piedi freddi e testa calda".
3- Il desiderio è quello di avere due stufe a legna interne (una per appartamento) perchè piace vedere la fiamma e perchè la legna è un materiale che abbiamo in abbondanza.
Il solare fotovoltaico è obbligatorio per legge, quindi tocca farlo (ma era già previsto/voluto).
4- No, 20 cm di isolante non verrà fatto, ci fermiamo a 10.
5- per comodità di gestione sarà tutto quanto con controllo remoto.


Grazie per l'aiuto, i chiarimenti che mi state dando e per i consigli che mi fate avere.

Chiedo perchè in materia sono ignorante: la PDC potrebbe essere utilizzata per raffreddare durante i periodi di caldo? voi impieghereste una sola caldaia o dividereste l'impianto in due sezioni distinte con due caldaie? Per quanto riguarda le caldaie a pellet io avevo visto le ETA. Che ne dite? Per le stife a legna, forse le Supra sono tra le migliori.

Grazie
 
Ultima modifica:
Faccio un piccolo riassunto

provo a dare la mia modesta opinione......

1- la casa è in pietra, ha 3 piani di cui l'ultimo con pareti in legno (come si conviene alle vecchie case di montagna). Ora è unica, ma verrà divisa in due appartamenti, piano terra e primo + secondo piano.
si può dividere senza problemi

2- la mia idea originaria era quella di fare il primo piano con riscaldamento a pavimento alimentato da caldaia a pellet. Come ho scritto non pensavo fosse possibile, sia per la modulabilità, sia per il problema del gelo invernale che poteva rompere le tubature. Ora, compreso che questi due non sono problemi insormontabili, direi che posso tornare a quell'idea. Il riscaldamento a pavimento (da verificare se ci sono le quote in altezza) nasce dall'esigenza di non perdere ulteriore spazio visto che verrà fatto un isolamento interno e di evitare la sensazione dei "piedi freddi e testa calda".
se il primo piano è abitato cosyantemente, il pavimento va bene
se abitato saltuariamente, non va bene


3- Il desiderio è quello di avere due stufe a legna interne (una per appartamento) perchè piace vedere la fiamma e perchè la legna è un materiale che abbiamo in abbondanza.
Il solare fotovoltaico è obbligatorio per legge, quindi tocca farlo (ma era già previsto/voluto).
nessun problema

4- No, 20 cm di isolante non verrà fatto, ci fermiamo a 10.
infatti, è impensabile metterne 20 e perdere un'enormità in cubatura interna

5- per comodità di gestione sarà tutto quanto con controllo remoto.
nessun problema



Chiedo perchè in materia sono ignorante: la PDC potrebbe essere utilizzata per raffreddare durante i periodi di caldo?
se hai intenzione di usare PDC aria/acqua, per raffreddare serve che l'abitazione sia adatta a tale scopo

voi impieghereste una sola caldaia o dividereste l'impianto in due sezioni distinte con due caldaie?
una sola caldaia
sono le zone che vanno distinte


Per quanto riguarda le caldaie a pellet io avevo visto le ETA. Che ne dite?
buona caldaie, di norma tutte le caldaie austriache sono di livello elevato
 
Giuseppe io ho risposto alla domanda... non lo sa nemmeno lui se metterà il radiante ma sta facendo una ristrutturazione importante prenderà le sue accortezze (spero per lui)

ok, ma non specificando le cose, nell'utente normale si crea solo confusione e false illusioni, o peggio ancora scelte pericolose......
 
Non penso sia roccia. Viene fatto il vuoto sanitario per il piano terra. Quindi non potrà esserci roccia. Gli altri due piani hanno il solaio in legno (dovrebbe avere uno spessore di 20/25 cm e sarà ancorato ai muri (che lo terranno a sè, questione antisismica). Sinceramente pensavo di fare anche il radiante con stufa a legna, ma anche lì dipende dalle quote.

Si può fare radiante su un piano e caloriferi sugli altri con la stessa caldaia? O per fare ciò devo per forza mettere due caldaie distinte (il che significa, probabilmente, due vani tecnici distinti)?
 
Con un'unica caldaia si possono fare tutti i tipi di riscaldamento assieme, sono le gestioni distinte che cambiano.
Il problema con il radiante, come detto più volte, è che non si può usare in ON/OFF
 
Ma si deve lasciare acceso per un tempo più lungo, per raggiungere le medesime temperature, mentre i classici caloriferi si mandano in temperatura altissima, con un consumo maggiore del pellet con la differenza che in un minor tempo la temperatura desiderata sia raggiunta. E con tutto ciò posso metterci comunque una PDC per raffrescare d'estate.

Tutto corretto?
 
Ma si deve lasciare acceso per un tempo più lungo, per raggiungere le medesime temperature, mentre i classici caloriferi si mandano in temperatura altissima, con un consumo maggiore del pellet con la differenza che in un minor tempo la temperatura desiderata sia raggiunta. E con tutto ciò posso metterci comunque una PDC per raffrescare d'estate.

sempre mio modesto consiglio e opinione:

su casa usata saltuariamente, mai radiante
in alternativa si usano termosifoni sovradimensionati (che posso mandare sia a bassa che ad alta temperatura) oppure termoarredi (ancora più veloci nello riscaldare, come negli uffici che riscaldano in qualche decina di minuti)
il tutto, diviso a zone gestite separatamente
essendo zona F, per il raffrescamento, semplici clima da qualche centinaio di euro (andranno usati pochi giorni all'anno)

poi, ripeto.... tu puoi fare come vuoi
io ho dato solo delle linee generali, se tu fossi un mio cliente servirebbero ben altri discorsi......
 
Ma si deve lasciare acceso per un tempo più lungo, per raggiungere le medesime temperature, mentre i classici caloriferi si mandano in temperatura altissima, con un consumo maggiore del pellet con la differenza che in un minor tempo la temperatura desiderata sia raggiunta. E con tutto ciò posso metterci comunque una PDC per raffrescare d'estate.

Per dovere di completezza, altrimenti Giuseppe mi *****a :D

Esistono radianti a pavimento con bassa inerzia (e basso spessore chiaramente) che rispondono velocemente rispetto al "classico" radiante affogato nel massetto quindi non devi accendere due giorni prima.
Roba da 4/5 cm ma anche meno per esigenze particolari, tipo io che volevo farlo al piano terra, mi avrebbero solo fresato il pavimento esistente e posato le serpentine... alla fine circa 2cm di spessore tra colla e pavimento.
 
...
Il solare fotovoltaico è obbligatorio per legge, quindi tocca farlo (ma era già previsto/voluto).
4- No, 20 cm di isolante non verrà fatto, ci fermiamo a 10.
5- per comodità di gestione sarà tutto quanto con controllo remoto.


... la PDC potrebbe essere utilizzata per raffreddare durante i periodi di caldo? ...


Forse la casa non sarà in classe A, mi sembrano pochi 10 cm di isolante, ricordavo almeno 18 per una classe A in zona climatica F, ma non sono aggiornato a riguardo, come per il fatto che usare fonti di calore a biomassa all' interno richieda dei fori di "arieggiamento" dell' ambiente, per sicurezza ma alza la classe energetica della casa. Idem non sono aggiornato, parlane con il tuo ingegnere.

Scegli bene l' isolante, alla larga da prodotti a cella chiusa, impermeabili: altrimenti in casa dovrai prevedere un sistema a VMC, ed anche qui l' esperienza in giro dei vari tecnici non è molta..... come parlare di pdc aria/acqua in un paese di montagna.... anche se immagino avrai affidato i lavoro a qualcuno della tua zona, altra mentalità!

Hai fotovoltaico che produce tutto l' anno, e consumi elettrici ridicoli per presenza in casa solo per pochi giorni.

Ti avanzano kwh elettrici che regalerai a fine anno a enel per 3-5 cent a kwh, se non li utilizzi ad esempio con la pdc (ne metterei 2 una per appartamento, piccole in quanto hanno l' elettronica integrata per gestire 1 T di lavoro dell' acqua su radiante o su termosifoni maggiorati).

Tutto remotizzabile basta una sim ed una "saponetta" (router) e gestibile da dove vuoi.

Chiaramente fatti fare alcuni preventivi con i vari sistemi di riscaldamento, dalla biomassa alle pdc ad un impianto con pdc VRF e unità interne a pavimento.

PAC-LV11 e MFZ-KJ - A pavimento - Unita interne - Sistemi VRF - Prodotti - Climatizzazione - MITSUBISHI ELECTRIC ITALIAN WEBSITE

https://climatizzazione.mitsubishielectric.it/uploads/document/schedatecnica_3013.pdf

Una soluzione alla "moda" ora è quella ibrida (pdc esterna che lavora su accumulo interno + caldaia a pellet e produzione di acs), tipo (e non solo) questa:

https://laminox.com/ajax/page/doFile/post-attach/3/1/TB Hybrid-web.pdf

E' una soluzione tutta in uno, che potrebbe fare al tuo caso.

Altro appunto la suddivisione degli impianti hanno senso se pensi di utilizzare in modo diverso in futuro i due appartamenti. Altrimenti una sala termica costa meno di due.

Hai almeno 4-5 opzioni possibili!!
 
nessuno ha chiesto a enricoa come intende utilizzare la casa.....

- la frequenza delle presenze
- in inverno e in estate
- quanti piani e quali scaldati
- come sarà l'utilizzo da parte di terze persone, se paganti o meno, in quali spazi, con che frequenze, ecc ecc

senza questi dati, sommati a mille altri, ogni proprosta di soluzione sarà solo un'opinione data a caso...... senza nessuna cognizione di causa.
Un povero utente chiede info in questo forum, e riceve "soluzioni" senza sapere se queste corrispondono alle sue esigenze.....
Solo confusione..... ecco con cosa si trova un'utente che chiede info...
Ahhhh, dovè finito il forum di un tempo ??? Dove prima di avere tutti la sfera magica si chiedevano info, dati, variabili, ecc ecc.......
Qualcuno ha pensato di chiedere anche la cosa più banale: il budget ?
 
secondo il mio modesto parere, invece bisogna ragionare diversamente....
spesso i miei clienti rispondono così, e mio compito è anche quello di farli ragionare.
quindi.....:

- "dal meno possibile" = 50 euro e due belle coperte sulle spalle. Si spende poco e ci si scalda
- "una cifra ragionevole" = quello che per Mario è poco, per Toni è troppo.... ad esempio

Lo faccio ragionare e gli dico: qualsiasi cosa uno compri, facciamo ad esempio l'abitazione, prima di valutare quella da 100.000 euro o da 1.000.000 di euro, cosa si deve fare ? Delle valutazioni, e guardare in primis il proprio portafogli. La stessa cosa con un'impianto; scaldare una casa è l'ultimo dei problemi, si può fare con un bidone e il fuoco dentro oppure con una mini centrale nucleare, ma i costi sono ben diversi. La cosa più ragionevole è porsi un budget e fare la cosa migliore che quella cifra (+/-) permette.

Facendo ragionare così il cliente, nel 99% dei casi fa la giusta scelta.
 
Mi pare che le indicazioni ci siano, basta leggere.


Ciao a tutti,
la mia famiglia sta ristrutturando una casa in montagna (zona cliamtica F, a 900 s.l.m.). Siamo alla scelta dell'impianto di riscaldamento e della fonte di calore. Premetto che la casa è in completa ristruturazione (dall'antisismico al tetto) ed alla fina sarà una casa con due appartamenti, uno al piano terra ed uno al primo e secondo piano. La casa sarà coimbentata internamente (per le belle arti non è possibile farlo esternamente) e saranno cambiati anche gli infissi. E' stato creato un vano tecnico per accogliere la/le caldaie con relativo posto per lo stoccaggio di materiale da utilizzare per scaldarsi o per il ricoverò di attrezzi o bici.
La casa è "la casa di montagna", quindi di villegiatura, ma non sono esclusi affittanze.
Il geometra consiglia di mettere il bombolone GPL con relativa caldaia centralizzata. Il della soluzione GPL non sono per nulla convinto sia per l'ingombro del bombolone, sia perchè magari il costo si potrebbe (sicuramente) tenere più basso bruciando pellet e/o legna. La mia idea era quella di utilizzare una caldaia a pellet magari unica per entrambi gli appartamenti e di avere una stufa a legna in casa (ance per vedere la fiamma e visto che di legna ce n'è molta disponibilità...). Ho letto diverse risposte, qui sul forum, sulle caldaie combinate e penso, visto quanto letto, una complicanza esagerata se la casa non viene utilizzata in modo frequente, la spesa non ne vale la resa.

Ovviamente la casa sarà corredata da solare fotovoltaico, secondo norma di legge.
Vi chiedo se voi al mio posto, che tipo di fonte di calore utilizzereste, se a caldaia singola centralizzata o doppia, e se, secondo voi, il combustibile scelto, il pellet è idoneo al clima e/o modalità d'uso dell'immobile. Chiaro che è necessario avere una caldaia che sia attivabile in remoto (anche se non penso si possa scaldare con l'impianto scarico, visto che non vorrei rotture improvvise delle tubature). Magari una pompa di calore elettrica? Vi chiedo anche se il solare termico, secondo voi è un'opzione possibile o se, viste le temperature è meglio evitare.

Grazie per le risposte ed i consigli.
 

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