putroppo ci sono troppi "professionisti" sulla carta...ma che alla fine non hanno alcun interesse a fare i lavori nel modo migliore.
mettere anche il puffer così lontano non sarebbe stato un problema. lo è ora per il fatto dei muri...imho.
conta che la legna, in un impianto a biomassa fatto "come dio comanda" va gestita in maniera relativamente semplice: si riempe il vano di carico al massimo e si accende.
la prima ad essere soddisfatta sarà la casa. una volta portata in temperatura, la rimanente legna verrà usata per scaldare un accumulo tecnico (puffer) che di solito è dimensionato a 50/70 litri per kw del generatore (ma anche più in casi particolari). fine. il giorno dopo o i giorni dopo idem.
con un termocamino dovrebbe essere simile la gestione. pecca il fatto che solitamente il vano di carico legna è inferiore a quello di una caldaia. quindi potrebbe essere necessario caricare più volte.
il "trucco" del puffer è proprio quello di non sprecare il calore in eccesso. perchè mentre una caldaia a pellet si spegne e di riaccende da sola, a legna non è così. aria e giro fumi si chiudono parzialmente, ok....ma tutta la brace e la legna che hai caricato sono destinati inesorabilemente ad essere bruciate fino alla fine. puoi allungare il tempo, ma non cambiare il risultato.
ipoteticamente, dovrai quindi fare una prima (o più) carica più corposa per portare la casa in temperatura per per poi mettere legna più volte al giorno ma a piccole quantità per mantenere. nel tuo caso, una volta che la casa sarà calda e il circolatore si fermerà, scalderai immediatamente i corvi. se insisterai, ti andrà in ebollizione la poca acqua contenuta nel camino.
nel tuo caso potrebbe essere utile mettere un comando per forzare il circolatore anche se la temperatura ambiente è soddisfatta. (se mai arriverai in questa situazione). per lo meno, spreca per spreca ti surriscalderai un po' i termo e avrai più calore.