IL MEG DI BEARDEN

Furio57

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Ciao a tutti
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Qui di seguito i dati del Meg di Bearden come dal suo brevetto:

Nucleo prodotto da Honeywell in Metglass 2605SA1 AMCC-630

Magnete permanente in Samario Cobalto - SmCo5, misure: 40mm x 1.00 inch x 1.5 inch
Caratteristiche magnetiche sconosciute.

Filo avvolgimenti in rame #18 AWG cioè 1,02mm di diametro

Numero di avvolgimenti di eccitazione 40 spire, metodo di avvolgimento sconosciuto.
Dalle foto del suo prototipo le bobine sembrano essere molto strette, circa 10mm.

Numero di avvolgimenti secondario 450 spire, metodo di avvolgimento sconosciuto.

Frequenza di pilotaggio bobine di eccitazione 87,5 Khz duty cycle 50%
Il circuito di pilotaggio dei mosfet è composto da un oscillatore da un flip flop e da due finali a mosfet. Un circuito più completo per variare il duty cycle comprende anche due "one shot" (monostabili) fra le uscite del flip flop ed i finali.
Da notare che i monostabili sono regolabili indipendentemente l' uno dall' altro.
Bearden dice: ...è quindi desiderabile determinare per una specifica configurazione del generatore magnetico, la larghezza di un impulso che fornisce il più rapido cambiamento pratico nel flusso magnetico e poi fornire questa larghezza d' impulso variando la frequenza dell' oscillatore. In questo modo le bobine d'input non sono lasciate "on", oltre il necessario...pena inutile spreco d' energia attraverso il riscaldamento interno delle bobine senza ottenere un ulteriore incremento di potenza sulle bobine di uscita (secondari).
(nota: Bearden dice che il periodo è di 11,45 microsecondi quindi la frequenza è più bassa dei 87,5 Khz periodo circa 11.428 Microsec.)
Le bobine di eccitazione sono pilotate entrambe con tensioni positive.

Le prove sono state fatte alimentando gli avvolgimenti di eccitazione con otto livelli di tensione: da 10V a 75V, quest' ultimo valore è dato per il limite massimo dell' alimentatore switching a disposizione nel suo laboratorio.

Bearden da dei valori di corrente e tensione estrapolando quelli precedenti più bassi, portando l' alimentazione delle bobine di eccitazione a 100V:
con una corrente di 140mA denuncia una potenza di 14Watt alle bobine di eccitazione.
All' uscita ottiene 12 mA a 4000V cioè 48Watt per ogni secondario con un COP di 3,44.

Dice inoltre che la tensione di uscita è facilmente riducibile abbassando il numero di spire dei secondari.
L' esempio riduce le spire da 4000 a 12 con il conseguente abbassamento della tensione di uscita a 106,7V ed un incremento di corrente a 0,5A.

Dice poi che in questa maniera si può variare la tensione e corrente variando il numero delle spire, senza nessuna modifica sostanziale della corrente d' ingresso che determina la quantità di flusso magnetico "shuttlato" (commutato da una parte all' altra), durante il processo di commutazione.

Conclude prima di passare ad un' altra configurazione (embodiment) dicendo:

Riguardo alle considerazioni termodinamiche, è da notare che quando il generatore elettromagnetico (MEG) è operante, esso è un sistema aperto non in equilibrio termodinamico.
Il sistema riceve energia statica dal flusso magnetico del magnete permanente. Perchè il generatore elettromagnetico è autocommutato senza una energia di input addizionale,l' operazione termodinamica del sistema è un sistema dissipativo aperto, ricevendo, accumulando, e dissipando energia dal suo ambiente;in questo caso dal flusso magnetico immagazzinato all' interno del magnete permanente.
Continue operazioni del generatore elettromagnetico, causa la demagnetizzazione del magnete permanente...... questa invenzione, non si dovrebbe considerarla una macchina a moto perpetuo, ma piùttosto come un sistema nella quale il flusso irradiato dal magnete permanente è convertito in elettricità che è usata per alimentare l'apparato stesso ed un carico esterno. Questo sistema è analogo ad un reattore nucleare
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nella quale un numero di barre di carburante irradiano energia; e che è usato per sostentare la reazione a catena per scaldare acqua per la generazione di corrente per alimentare carichi esterni.



Salutoni
Furio57
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Edited by Furio57 - 27/1/2005, 02:08
 
Già, certe dichiarazioni lasciano molto perplessi.
Comunque già stiamo andando verso una direzione più tecnica. Ma te Furio, hai provato a farlo esattamente uguale anche nel circuito elettronico di commutazione? Si può postare anche quello tanto per avere un punto di riferimento di discussione, così quando si dice L1 si sa di cosa si parla?
Se tu non hai costruito un prototipo con queste caratteristiche in cosa differisce il tuo?

Poi per la sezione del filo e le dimensioni delle bobine cosa si sa? La sezione è chiaramente compatibile con quella del nucleo ma di quanti strati e quale sezione è importante, importante è anche come sono state avvolte. Cioè come la bobina di Tesla a doppia spirale e ripresa oppure normali a strato contiguo?
Questi dati credo siano importanti, perchè dalle costruzioni che ho fatto, una bobina di eccitazione ad impedenza troppo bassa produce una corrente negli switch troppo alta e non si trova nulla in grado di resistere, mentre con una impedenza troppo alta la frequenza si deve abbassare troppo ed i picchi arrivano a tensioni paurose rischiando di rompere i diodi interni per superamento di tensione di Break Down con energia più che sufficente.
Quindi occorre costruire le bobine, tutte come le ha fatte lui. (O come dovrebbero essere). Anche perchè le capacità parassite delle bobine di uscita ce le ritroviamo sulle bobine di eccitazione moltiplicate per il rapporto di spire al quadrato e non è bene (o si?).
 
Ciao a tutti
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Ciao Lowrance ho modificato un po' il thread quindi alcune tue domande probabilmente saranno sodisfatte. Per quanto riguarda le prove, essendo che riparto da zero, al momento non posso fornire ulteriori notizie e/o schemi.

Salutoni
Furio57

Edited by Furio57 - 26/1/2005, 01:30
 
Non ti preoccupare, stai facendo un bel lavoro!
Spero che altri si riattizzino sul MEG. Purtroppo con tutte le bufale che saltano fuori la gente non ci crede (e fa bene) ma forse qualcosa di buono può esserci solo che quei bufalari di Bearden e Naudin prima gettano il sassso nello stagno e poi le sparano così grosse che scoraggiano chi abbia anche un minimo di interesse storico nella faccenda.

Guardo se reperisco qualcosa anch'io di interessante e lo posto. Solo che quando leggo cosa scrivono mi viene il mal di pancia!
 
Ciao a tutti

Il neodimio plastico potrebbe sbloccare la questione meg, riflettete un attimo ...

La questione meg, come la questione omopolare, hanno in comune molti aspetti
importanti che riguardano il rendimento.

Quello che serve è un campo magnetico puro senza le interferenze introdotte dal materiale che crea il campo statico.
 
Ciao a tutti,
bene vedo che e' stato fatto un bel riassuntino del brevetto di Bearden,sicuramente puo' aiutare nella nostra ricerca per avere tutti i dati sottomano senza rillegersi tutto il brevetto.Che altro aggiungere...
Diciamo che sia Stefano sia Furio mi hanno consigliato di cambiare magnete e di non usare quello al neodimio.
Purtroppo il mio MEG e' smontato (o meglio la prima versione del MEG) e quindi le prove sono ancora ferme fintanto che non risolvo un paio di cosette che ho in sospeso con il generatore omopolare e quel metodo di avvolgimento gia' realizzato e che neccessita ancora di un accorgimento per le bobine d'uscita.Tutto a tempo debito altrimenti mi considerate ancora piu pazzo di quel che sono
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Ho comunque testato a suo tempo dei magneti in ferrite non conduttivi senza pero ottenere risultati apprezzabili.
Tanto per tagliare la testa al toro ho appena ordinato dei nuovi magneti per il generatore omopolare e 1 al somario cobalto per il MEG.Vediamo che salta fuori.
Ciao

P.S.Stefano perche' proprio al neodimio plastico ? Non basta che non sia di tipo conduttivo?E poi....che mi dici delle bobine...
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Edited by sandro-meg - 27/1/2005, 00:12
 
Ecco, a proposito delle bobine, io sto cercando nei documenti di Bearden le caratteristiche di quelle usate da lui, sono già andato in bagno molte volte ma non ho trovato il diametro del filo impiegato e magari l'impedenza ottenuta, una volta mi pareva di avere trovato questi dati ma forse mi sbaglio e si trattava del MEG di Naudin. Per completare la raccolta dati sul forum per, diciamo, tentare di riscrevere un documento corretto su quella anomalia chiamata MEG senza avere effetti lassativi, mancano ancora tante cose. Chi le sa è pregato di postarle scrivendo magari, dove le ha trovate. Per il bene di tutti i fissati dell'oggetto.
Dopo avere raccolto tutto lo scibile (veramente poco) potremo sbizzarrirci in modifiche ed idee divergenti dai dati in possesso. Ma come aveva idea Furio, credo convenga dedicare un pò di spazio alla replica esatta del MEG di Bearden, tanto per analizzarlo meglio.
Non voglio scoraggiare nessuno nel frattempo a fare prove ma (anche io) solo di postarle negli altri tread. Che ne dite? L'idea era questa:

Dal thread "Rianalisi del progetto originale":

L'idea potrebbe essere quella che ognuno di noi cerchi di definire scientificamente, prima il meg di Bearden e solo quello, o se preferisci prima quello di Naudin, basta di non fare confusione tra l'uono o l'altro, poi i risultati di ogni singola prova fatta come dice l'autore ed i risultati ottenuti anche variando e dicendo cosa dell'esperimento.
In altre parole:
Il nucleo impiegato è questo....
La tensione di eccitazione è .....xxxV.
La corrente che assorbiva era....xxxA.
Il numero delle spire delle bobine....
La polarità delle bobine e del magnete.
La densità di flusso del magnete....
E così via chi ne ha più ne metta, mettendo anche in risalto le eventuali non poche contradizioni nelle quali Bearden e Naudin cadono. Tipo:
Nel libro di Bearden a pag. xx si dice che le spire sono 40 mentre nel brevetto di dice che sono 33 e mezzo.
La frequenza di lavoro è di 40Khz nel brevetto mentre nel libro è di bho! E così via... in modo da stabilire cosa stiamo provando e in cosa differisce il nostro dal loro.
Poi si potrebbe aggiungere anche una sezione dove si criticano i punti strani ed incoerenti del progetto o del brevetto. Tipo il campo magnetico deve essere contenuto tutto nel nucleo! Quale campo? Quello del magnete o quello delle bobine? Perchè un nucleo così grosso? Oppure perchè così piccolo? Quante sono le perdite usato in quella maniera? Perchè le bobine più piccole di eccitazione e separate da quelle di uscita?
Insommo più domande ci sono e meglio è ..... o ... no?

Il MEG scelto da furio è quello di Bearden.
Che ne dite?
Ciao.
 
La sezione del filo e' di 1,024 mm (awg 18)
La tabella di conversione AWG--->mm si trova su questo indirizzo
Ciao

P,S, Per il meg di Naudin io ho gia' fatto questo e completato un rapportino....

Edited by sandro-meg - 27/1/2005, 19:14
 
CITAZIONE (sandro-meg @ 27/1/2005, 19:13)
La sezione del filo e' di 1,024 mm (awg 18)
La tabella di conversione AWG--->mm si trova su questo indirizzo
Ciao

P,S, Per il meg di Naudin io ho gia' fatto questo e completato un rapportino....

Ciao a tutti
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Ciao Sandro per il meg di Naudin conviene aprire un forum specifico intitolato IL MEG DI J. NAUDIN.
La tabella AWG era già presente sul forum da una vita, vedi TABELLA DI CONVERSIONE FILO AWG/MM, comunque la tua è più precisa e graficamente più bella.

Salutoni
Furio57
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Edited by Furio57 - 27/1/2005, 19:29
 
L'ho so ma Lowerence non sapeva quale era la sezione dei fili e allora ho postato una tabella.(la prima che ho trovato su internet)
Per Naudin faro l'ho stesso gia' che anche a me sembra meglio avere tutti i dati sottomano.
Bye bye
 
CITAZIONE (Lowrence @ 27/1/2005, 09:38)
L'idea potrebbe essere quella che ognuno di noi cerchi di definire scientificamente, prima il meg di Bearden e solo quello, o se preferisci prima quello di Naudin, basta di non fare confusione tra l'uono o l'altro, poi i risultati di ogni singola prova fatta come dice l'autore ed i risultati ottenuti anche variando e dicendo cosa dell'esperimento.
In altre parole:
Il nucleo impiegato è questo....
La tensione di eccitazione è .....xxxV.
La corrente che assorbiva era....xxxA.
Il numero delle spire delle bobine....
La polarità delle bobine e del magnete.
La densità di flusso del magnete....
E così via chi ne ha più ne metta, mettendo anche in risalto le eventuali non poche contradizioni nelle quali Bearden e Naudin cadono. Tipo:
Nel libro di Bearden a pag. xx si dice che le spire sono 40 mentre nel brevetto di dice che sono 33 e mezzo.
La frequenza di lavoro è di 40Khz nel brevetto mentre nel libro è di bho! E così via... in modo da stabilire cosa stiamo provando e in cosa differisce il nostro dal loro.
Poi si potrebbe aggiungere anche una sezione dove si criticano i punti strani ed incoerenti del progetto o del brevetto. Tipo il campo magnetico deve essere contenuto tutto nel nucleo! Quale campo? Quello del magnete o quello delle bobine? Perchè un nucleo così grosso? Oppure perchè così piccolo? Quante sono le perdite usato in quella maniera? Perchè le bobine più piccole di eccitazione e separate da quelle di uscita?
Insommo più domande ci sono e meglio è ..... o ... no?

Il MEG scelto da furio è quello di Bearden.
Che ne dite?
Ciao.

Ciao a tutti
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Ciao Lowrance sono d' accordissimo, per quanto riguarda il meg di Naudin, come già comunicato su un altro post conviene aprirne uno specifico per non incasinare tutti e due.
Per quanto riguarda la parte di documentazione Ahantonov e Bohm mi sembrate più ferrati tu e Sandro. Io non riesco a leggerla fino in fondo, ammetto i miei limiti non ci capisco un tubo, che stia rincoglionendo?

Salutoni
Furio57
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CITAZIONE (sandro-meg @ 27/1/2005, 19:55)
L'ho so ma Lowerence non sapeva quale era la sezione dei fili e allora ho postato una tabella.(la prima che ho trovato su internet)
Per Naudin faro l'ho stesso gia' che anche a me sembra meglio avere tutti i dati sottomano.
Bye bye

Cia a tutti
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Ciao Sandro ma il mio primo intervento comprende anche questa misura, che gli sia sfuggito?

Salutoni
Furio57
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CITAZIONE (Furio57 @ 25/1/2005, 15:57)


Numero di avvolgimenti di eccitazione 40 spire, metodo di avvolgimento sconosciuto.

Numero di avvolgimenti secondario 450 spire, metodo di avvolgimento sconosciuto.

con una corrente di 140mA denuncia una potenza di 14Watt alle bobine di eccitazione.
All' uscita ottiene 12 mA a 4000V cioè 48Watt per ogni secondario con un COP di 3,44.



ciao a tutti,

per cui rapporto di trasformazione poco + di 11.

l'unica cosa che non torna sono i 4000 V all'uscita,
in un trasformatore sarebbero 1100 e tutto tornerebbe.
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mahhh......


ciao
 
Non proprio, anche se i "compagni di merende" (Bearden e Naudin) fanno un gran casino con le unità di misura e con la metodoligia per fare le misure.
Non tutti sanno che esistono strumenti (voltmetri) a vero valore efficace (thrue RMS) mentre quelli da tre palanche fanno una misurazione efficace solo so onde sinosoidali a frequenze intorno ai 50Hz. Quindi la possibilità è alta che invece di avere COP=3.4 si abbia qualcosa di più normale.
Però, se in effetti (come spero anche se ci credo poco) avviene l'effetto esoterico di pompaggio di energia e le misure sono state fatte correttamente, magari con un oscilloscopio che computa il valore RMS della forma d'onda, la cosa sarebbe dovuta non al rapporto di trasformazione ma alle exratensioni più alte di quello che sarebbero dovute essere.
Ricordiamo che da qualche parte nei documenti dei compagni di merende si legge che tutto il fenomeno avviene perchè svuotiamo il nucleo dal campo magnetico ed il magnete lo riempe nuovamente dando origine ai "Regauging di Lorenz" cioè, credo di capire, i picchi di extratensione.
Vi ho rovinato la giornata? Spero di no. Se mai una Alka Seltzer..... ma esistono sempre?
Ciao!
 
CITAZIONE (Lowrence @ 28/1/2005, 10:06)

Ricordiamo che da qualche parte nei documenti dei compagni di merende si legge che tutto il fenomeno avviene perchè svuotiamo il nucleo dal campo magnetico

perfetto,

allora la prima prova che farei e' vedere se con una bobina da 40 spire
alimentata in continua riesco ad annullare il flusso e con quale energia fornita.
cosi' a spanne con quella tensione e corrente non sembra, il samario cobalto picchia duro.....


ciao
 
Il discorso da fare però è anche questo e non ho idea di quanto possa essere valido.
Il MEG ha un nucleo diviso in due metà da un magnete. Il flusso del magnete si divide in due metà. Una metà riempe il ramo destro una il ramo sinistro.
Cosa succede quando alimento la bobina destra? Mando il flusso a sinistra. E viceversa. Quindi il magnete non dovrebbe subire l'azione dei campi delle bobine. Ma, c'è anche da dire che il campo generato dalla bobina di destra influenza la bobina di sinistra. Vuoi che sia il campo del magnete deviato, vuoi che sia la somma vettoriale dei due campi.
Un'altro esempio.
Prendiamo un magnete al SaCo ol NeFeBo, insomma bello tosto. Poi prendiamo una bella espansione polare e lo mettiamo in corto circuito (magnetico) tra il polo nord ed il polo sud, come avviene con i nuclei Metglass. Quanto sarà il campo magnetico su di un secondo ramo aggiunto posto in parallelo al primo? Nullo, già tutto il flusso è chiuso sul primo.
Che ne dici di queste fesserie? Ciao!
 
piu' tardi ti rispondo e ti faccio un ragionamento che ho fatto tempo fa', adesso ho da fare


ciao
 
CITAZIONE (Lowrence @ 28/1/2005, 10:48)
.....Il MEG ha un nucleo diviso in due metà da un magnete. Il flusso del magnete si divide in due metà. Una metà riempe il ramo destro una il ramo sinistro.
Cosa succede quando alimento la bobina destra? Mando il flusso a sinistra. E viceversa. Quindi il magnete non dovrebbe subire l'azione dei campi delle bobine. Ma, c'è anche da dire che il campo generato dalla bobina di destra influenza la bobina di sinistra. Vuoi che sia il campo del magnete deviato, vuoi che sia la somma vettoriale dei due campi.

Ciao a tutti
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Ciao Lowrance vedo che ti stai avvicinando al mio pensiero, non ti ho detto nulla per vedere se il tarlo della follia o la senilità latente non c' è le ho solamente io, ma anche qualc'un altro. Nel tuo esempio secondo me l' elettronica dovrebbe con l' impulso della bobine di eccitazione di destra scollegare allo stesso tempo la bobina di uscita di destra per evitare di usare questo secondario come trasformatore e la bobina di eccitazione di sinistra per evitare qualsiasi problema con il suo prossimo impulso di eccitazione, che ne dici?

Salutoni
Furio57
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Edited by Furio57 - 29/1/2005, 00:43
 
è anche il mio pensiero,

ieri non sono riuscito a rispondere per impegni vari, forse ci riesco lunedi prossimo.

comunque velocemente, pensavo di scollegare una bobina di eccitazione quando l'altra era alimentata o quantomeno farle lavorare su un'impedenza molto alta, pilotate in corrente e qui ritorna il principio di Maury.

per le bobine di uscita secondo me funzionano meglio in serie o parallelo oppure alternativamente staccate come per l'eccitazione.

ciao
 
Sto cercando lo schema, (se esiste) del circuito usato da Bearden per postarlo.
Nell'attesa, torno a ripetere che un generatore di corrente che alimenta un carico induttivo è un Paradox II la vendetta.
Un generatore di corrente ideale ha a disposizione una tensione da 0 volt ad infinito ed una resistenza da 0 ohm ad infinito, si autoregola queste due variabili per ottenere nel carico posto sui suoi terminali di uscita in modo tale da mantenere costante la corrente predeterminata al variare del carico. Tutti questi discorso nei libri di teoria non ci sono, ma non sono discorsi strani. Nella realtà non ci sono generatori di tensione o di corrente, questi ameni dispositivi si usano nei modelli di calcolo dei circuiti a sono utili per l'analisi del funzionamento di circuiti complessi impiegando i teorimi di Norton per le correnti e di Millman per le tensioni. Vedi sostituzione di generatore equivalente di tensione con resistenza in serie o di corrente con resistenza in parallelo.
Nella realtà i generatori di corrente possono essere emulati per scopi vari con dei circuiti operazionali detti amplificatori di corrente o amplificatori Norton. Come gli amplificatori operazionali normali hanno ingressi invertente e non invertente. Ma l'uscita si autoregola su differenze di corrente ed è una corrente. Quindi al variare del valore dell'impedenza di carico la tensione varia in modo da mantenere costante la I.
Quindi, se colleghiamo un carico induttivo come possono essere le bobine del MEG ad un amplificatore norton che fornisce un'onda quadra con due valori di zero ampere e massimo, per esempio, di un ampere, cosa otterremo sulla bobina?
Qualcuno si ricorda come si comporta un induttore al variare della corrente ai suoi capi? Ripropone una FEM di segno inverso uguale a quella che ha provocato la variazione di corrente. Il resto te lo lascio dedurre.
Ecco perchè è una tavanata galattica dire di alimentare in corrente una bobina di eccitazione del MEG, anche se in certe occasioni, quando si applica un carico resistivo sulle bobine di uscita questo lo troviamo in parallelo moltiplicato per il rapporto di trasformazione al quadrato, su quella di eccitazione, la quale perde molta della sua induttanza.

Invece, trovo molto sensato, usare due onde in tensione lasciando che sia la corrente ad adattarsi alle variazioni dell'onda quadra, con duty cycle inferiore al 50% e con una fase tale da lasciare che gli overshoots di una bobina si liberino sui picchi positivi e venga recuperata l'energia sui picchi negativi dal diodo di freeweeling interno al dispositivo di commutazione. Questi ultimi dovrebbero andare a reintegrare parte dell'energia di alimentazione nel grosso condensatore di filtro posto sulle linee di alimentazione, tra il + ed il - insomma!
In questa maniera le due bobine non si trovano mai con un estremo chiuso a massa quando l'altra si apre e libera i famosi overshoots di Lenz che tanto piacciono a Bearden e lui dice producano più energia di quella assorbita dall'impedenza che li genera a causa dello svuotamento dello zero point nel nucleo.
Io ho una teoria in proposito ma non mi piace, e non la enuncio, perchè spero tanto sia una teoria sbagliata, anche se poi sono sicuro che sarà quella giusta e mi dispiacerà alla fine avere ragione!
Che ne pensi di questa esplicitazione di fine serata?
Ciao e buona vita!
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